Statuto di Roma

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Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, spesso chiamato anche Statuto della Corte penale internazionale o Statuto di Roma è il trattato internazionale istitutivo della Corte penale internazionale. Definisce i principi fondamentali, la giurisdizione, la composizione e le funzioni degli organi dell'organizzazione internazionale, nonché i rapporti con le Nazioni Unite, con le organizzazioni intergovernative, internazionali e non governative, l'istituzione e le funzioni dell'Assemblea degli Stati Parte.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, finalizzato nel 1998, entrato in vigore nel 2002 e modificato nel 2010, è il prodotto di una lunga serie di tentativi per la costituzione di un tribunale sovranazionale. Già alla fine del XIX secolo furono mossi dei passi verso l'istituzione di corti permamenti con giurisdizione sovranazionale. Con le Conferenze internazionali per la pace de L'Aia i rappresentanti delle grandi potenze mondiali tentarono di armonizzare il diritto bellico, e di porre delle limitazioni all'uso delle armi tecnologicamente avanzate. Con la prima e, ancor più, con la seconda guerra mondiale, l'urgenza per la creazione di organismi sovranazionali in grado di garantire e tutelare la pace mondiale si fece sempre più pressante. Dopo gli orrori del secondo conflitto mondiale si evidenziò anche l'importanza dell'istituzione di tribunali per giudicare i responsabili di crimini che vennero definiti contro l'umanità, tanto erano gravi. Anche per riaffermare i principi di civiltà democratica, i presunti responsabili dei crimini perpetrati non vennero trucidati in piazza, o mandati in campi di tortura, ma condannati con regolare processo, possibilità di difesa, in base al principio della presunzione di innocenza. In seguito ai processi di Norimberga vennero siglati alcuni importanti trattati e convenzioni che avrebbero portato alla stesura dello Statuto di Roma.

Con la risoluzione n. 260 del 9 dicembre 1948 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite la Convenzione per la prevenzione e punizione del crimine di genocidio stabilì un primo passo verso un tribunale internazionale penale permanente con giurisdizione su crimini la cui definizione non era stata ancora regolata da trattati internazionali. Nella risoluzione veniva infatti auspicato uno sforzo da parte della Commissione legale internazionale dell'ONU a tal proposito. L'Assemblea Generale, in seguito alle considerazioni espresse dalla Commissione, istituì un comitato per presentare una bozza di statuto e studiare le questioni legali collegate. Nel 1951 fu presentata una prima bozza (draft), nel 1953 una seconda ma si preferì rallentare i lavori per il tribunale permanente ufficialmente per le problematicità nella definizione del crimine di aggressione, risolte con assemblee diplomatiche anni dopo l'entrata in vigore dello Statuto nel millennio successivo, e probabilmente per le tensioni geopolitiche causate dalla guerra fredda. Nel dicembre 1989, Trinidad e Tobago chiese all'Assemblea Generale di riaprire il dibattito sull'istituzione di un tribunale penale internazionale permanente e nel 1994 presentò una bozza di Statuto (draft Statute) all'Assemblea Generale, che costituì un Comitato ad hoc per la Corte penale internazionale e, successivamente alle considerazioni espresse, un Comitato preparatorio (1996-1998).

Nel frattempo, le Nazioni Unite istituirono dei tribunali ad hoc per la ex-Jugoslavia (ICTY) e per il Rwanda (ICTR) i cui statuti, e successive modifiche dovute anche a questioni sorte in fase dibattimentale e predibattimentale dei processi, presentano numerose similitudini con lo Statuto di Roma.

Durante la cinquantaduesima sessione l'Assemblea generale decise di convocare una conferenza diplomatica dei plenipotenziari per la creazione della Corte penale internazionale che si svolse a Roma dal 15 giugno al 17 luglio 1998 per definire la convenzione, in vigore dal 1º luglio 2002, dopo la sessantesima ratifica.

Lo Statuto di Roma[modifica | modifica sorgente]

Lo Statuto di Roma è suddiviso in un preambolo, tredici capitoli e annessi:

Preambolo[modifica | modifica sorgente]

Vengono definiti i principi ispiratori dello Statuto.

Capitolo Primo. Istituzione della Corte[modifica | modifica sorgente]

Dall'articolo 1 al 4[1] definisce i principi generali di esistenza della CPI, la sede, i rapporti con le Nazioni Unite e gli aspetti concernenti lo status giurico della Corte.

Capitolo Secondo. Giurisdizione, procedibilità e normativa applicabile[modifica | modifica sorgente]

Composto dagli articoli 5- 21[2] in cui sono definite le competenze della CPI e le condizioni di procedibilità in giudizio e i crimini che ricadono nella giurisdizione della Corte. In questo capitolo sono definite a grandi linee le procedure per l'inizio e la sospensione di un'indagine, e la procedibilità. Viene inoltre definito il principio ne bis in idem specificando che, seppur sussista il principio su un piano generale, esso non può essere preso in considerazione nel caso in cui si verifichi una delle due condizioni di esistenza della giurisdizionalità sovranazionale della Corte. In altre parole, la Corte può intervenire quando uno stato non ha le capacità o la volontà di processare i presunti responsabili dei crimini che ricadono nella giurisdizione sovranazionale della CPI. Se la Corte ha prove sufficienti per ritenere che, nonostante la formale condanna di un tribunale nazionale, non vi sia stato un giusto processo e che quindi i responsabili effettivi non siano ancora stati processati, lo Statuto prevede che la Corte possa comunque intervenire. Questo per evitare che individui responsabili di gravi crimini, quali ad esempio capi di stato o di governo o alte cariche militari e politiche, considerati responsabili individualmente dei gravi crimini previsti dallo Statuto possano sottrarsi alla giurisdizione della Corte. Pertanto, vista la natura dei crimini, una delle due condizioni (volontà e capacità), in base a quanto previsto dallo Statuto di Roma, è più forte del principio del ne bis in idem. La competenza della Corte non è retroattiva.

Capitolo Terzo. Principi generali del diritto penale[modifica | modifica sorgente]

Dall'articolo 22 all'articolo 33[3], nel terzo capitolo vengono definiti i principi generali del diritto penale, traslati per comprendere la natura sovrazionale della Corte in base all'entità dei crimini su cui la CPI esercita giurisdizione, e ribadite le basi del diritto moderno, Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali. Nel terzo capitolo viene inoltre definito uno dei pilastri dello Statuto di Roma: la responsabilità individuale. Vista e considerata la natura dei crimini, non necessariamente la o le persone presunte responsabili coincidono con le persone che hanno materialmente agito per commettere il crimine oggetto di dibattimento. In altre parole, viene definita per legge una sorta di responsabilità superiore di coloro i quali hanno architettato e agito per il sovvertimento dello stato di diritto in un determinato paese al fine di commettere, o più spesso far commettere ad altri, i crimini su cui la CPI ha giurisdizione. Questo è un principio di fondamentale importanza, in quanto stabilisce che un individuo potrebbe essere considerato criminalmente responsabile delle atrocità punite dallo Statuto, e quindi rischiare il carcere a vita[4], pur non avendo mai alzato un dito contro un'altra persona, o aver commesso crimini punibili dal diritto ordinario e quindi non di stretta competenza della Corte, se però viene dimostrata l'esistenza della linea gerarchica per la quale il sospettato avrebbe ordinato l'esecuzione dei crimini puniti dallo Statuto di Roma.

Capitolo Quarto. Composizione ed amministrazione della Corte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corte penale internazionale, Giudici della Corte penale internazionale e Stati Parte.

In questo capitolo[5]si definiscono gli aspetti formali dell'organizzazione internazionale. Si definiscono le funzioni degli organi della CPI, evidenziando l'indipendenza dei giudici e le distinzioni tra Presidenza, Sezioni e Camere, Ufficio del Procuratore, Ufficio di Cancelleria, nonché gli aspetti più burocratici, quali ad esempio le sei lingue ufficiali (arabo, cinese, francese, inglese, spagnolo, russo) e le due di lavoro (francese e inglese) o i privilegi e le immunità. Si accenna anche alle linee generali per la definizione delle regole procedurali e di ammissibilità delle prove e a molte delle questioni che verranno definite più estesamente nei codici di procedura (Rules of Procedure and Evidences) e nei codici di regolamento interno.

Capitolo Quinto. Indagine ed esercizio dell'azione penale[modifica | modifica sorgente]

In questo capitolo, articoli 53->61[6], vengono definite a grandi linee le procedure per l'inizio di un'indagine giudiziaria, chiariti gli ambiti di azione del Procuratore capo e dell'Ufficio del Procuratore, il ruolo, le funzioni e i poteri della Camera Preliminare d'Indagine (Pre Trial Chambers), le procedure per l'arresto, la detenzione preventiva, la procedura iniziale e la convalida delle accuse. Vengono altresì esposte le questioni relative ai diritti delle persone, con riferimento ovviamente non soltanto agli imputati, durante le indagini. In poche parole viene evidenziato che l'Ufficio del Procuratore può iniziare le indagini proprio motu, su segnalazione di uno stato parte, o dietro segnalazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Camera Preliminare interviene nei differenti casi per deliberare sull'ammissibilità dell'indagine; per determinare se vi sono o meno elementi sufficienti per iniziare un'indagine della CPI su una determinata situazione (situation), principalmente in base a criteri di giurisdizionalità, e, una volta deliberato sull'opportunità o meno di iniziare l'indagine, esaminare preliminarmente i primi risultati delle indagini e quella che potrebbe essere definita la prima bozza di tesi accusatoria. La relazione tra l'Ufficio del Procuratore e la Camera Preliminare è molto ben delineata e anche molto importante, si snoda nella forma di un dialogo alla base del principio stesso del giusto processo.

Capitolo Sesto. Il processo[modifica | modifica sorgente]

Composto dagli articoli 62-76[7], vengono definiti i punti basilari attinenti al processo, i diritti degli imputati ad un giusto processo e le regole di comportamento in aula. Nel capitolo sesto viene inoltre definito un principio di fondamentale importanza per il diritto penale internazionale: il riconoscimento delle vittime dei gravi crimini ricadenti nella giurisdizione della CPI quali parti integranti del processo per le quali vengono previste delle forme di risarcimento, elemento non previsto negli Statuti dei tribunali ad hoc per la ex Yugoslavia e per il Rwanda.

Capitolo Settimo. Pene[modifica | modifica sorgente]

Capitolo Ottavo. Appello e revisione[modifica | modifica sorgente]

Capitolo Nono. Cooperazione internazionale e assistenza giudiziaria[modifica | modifica sorgente]

Negli articoli 86->102[8] vengono definiti i criteri generali della cooperazione internazionale e dell'assistenza giudiziaria tra gli Stati e la CPI e le relazioni con organismi internazionali quali l'Interpol.

Capitolo Decimo. Esecuzione[modifica | modifica sorgente]

Capitolo Undicesimo. Assemblea degli Stati Parte[modifica | modifica sorgente]

Composto dall'articolo 112[9], definisce le linee generali del funzionamento e delle funzioni dell'Assemblea degli Stati Parte.

Capitolo Dodicesimo. Finanze[modifica | modifica sorgente]

Negli articoli 113->117[10] vengono delineate in modo molto generale le questioni relative alle finanze della CPI, definite in dettaglio nel Regolamento finanziario e nelle Regole di gestione finanziaria, fornite da contributi degli Stati Parte, definiti in base al medesimo criterio 'per quote' dell'ONU, risorse finanziarie dalle Nazioni Unite subordinatamente all'approvazione dell'Assemblea generale, in modo particolare per quanto concerne le spese effettuate per le 'referrals' del Consiglio di sicurezza. La Corte può inoltre ricevere ed utilizzare a titolo di risorse supplementari i contributi volontari di Governi, Organizzazioni internazionali private, società ed altri enti in base ai criteri stabiliti in materia dall'Assemblea degli Stati Parte. I conti debbono poi essere rivisti annualmente da un revisore esterno ed imparziale.

Capitolo Tredicesimo. Clausole finali[modifica | modifica sorgente]

Dagli articoli 119-128[11] e l'Atto finale della Conferenza.

Annessi[modifica | modifica sorgente]

  • ANNESSO I Risoluzioni adottate dalla Conferenza diplomatica di plenipotenziari delle Nazioni Unite sull'istituzione di una Corte penale internazionale
  • ANNESSO II Lista dei Paesi partecipanti alla Conferenza Diplomatica dei Plenipotenziari delle Nazioni Unite sull'istituzione di una Corte penale internazionale
  • ANNESS0 III Lista delle Organizzazioni ed altri Enti rappresentati alla Conferenza da un Osservatore
  • ANNESSO IV Lista delle Organizzazioni non Governative presenti alla Conferenza tramite Osservatori

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ * Articolo 1 La Corte
    • Articolo 2 Rapporti della Corte con le Nazioni Unite
    • Articolo 3 Sede della Corte
    • Articolo 4 Status giuridico e poteri della Corte
  2. ^ * Articolo 5. Crimini di competenza della Corte
    • Articolo 6. Crimine di genocidio
    • Articolo 7. Crimini contro l'umanità
    • Articolo 8. Crimini di guerra
    • Articolo 9. Elementi costitutivi dei crimini
    • Articolo 10
    • Articolo 11. Competenza ratione temporis
    • Articolo 12. Presupposti per l'esercizio della competenza
    • Articolo 13. Condizioni di procedibilità
    • Articolo 14. Segnalazione di una situazione ad opera di uno Stato Parte
    • Articolo 15. Il Procuratore
    • Articolo 16. Sospensione delle indagini o dell'esercizio dell'azione penale
    • Articolo 17. Questioni relative alla procedibilità
    • Articolo 18. Decisione preliminare in ordine alla procedibilità
    • Articolo 19. Questioni pregiudiziali sulla competenza della Corte e la procedibilità del caso
    • Articolo 20. Ne bis in idem
    • Articolo 21. Normativa applicabile
  3. ^ * Articolo 22 Nullum crimen sine lege
    • Articolo 23 Nulla poena sine lege
    • Articolo 24 Non retroattività ratione personae
    • Articolo 25 Responsabilità penale individuale
    • Articolo 26 Esclusione di giurisdizione per persone di età inferiore a 18 anni
    • Articolo 27 Irrilevanza della qualifica ufficiale
    • Articolo 28 Responsabilità dei capi militari e di altri superiori gerarchici
    • Articolo 29 Imprescrittibilità
    • Articolo 30 Elementi psicologici
    • Articolo 31 Motivi di esclusione dalle responsabilità penali
    • Articolo 32 Errore di fatto o di diritto
    • Articolo 33 Ordini del superiore gerarchico e ordine di legge
  4. ^ Non esiste la pena capitale nello Statuto di Roma
  5. ^ * Articolo 34 Organi della corte
    • Articolo 35 Esercizio delle funzioni da parte dei giudici
    • Articolo 36 Qualificazioni candidatura ed elezione dei giudici
    • Articolo 37 Seggi vacanti
    • Articolo 38 Presidenza
    • Articolo 39 Sezioni
    • Articolo 40 Indipendenza dei giudici
    • Articolo 41 Esonero e ricusazione dei giudici
    • Articolo 42 Ufficio del Procuratore
    • Articolo 43 Ufficio di Cancelleria
    • Articolo 44 Il personale
    • Articolo 45 Impegno solenne
    • Articolo 46 Perdita di funzioni
    • Articolo 47 Misure disciplinari
    • Articolo 48 Privilegi ed immunità
    • Articolo 49 Retribuzioni, indennità e rimborso spese
    • Articolo 50 Lingue ufficiali e lingue di lavoro
    • Articolo 51 Regole Procedurali e di Ammissibilita' delle Prove.
    • Articolo 52 Regolamento della Corte
  6. ^
    • Articolo 53 Apertura di un'indagine
    • Articolo 54 Doveri e Poteri del Procuratore in materia d'inchieste.
    • Articolo 55 Diritti delle persone durante l'indagine
    • Articolo 56 Ruolo della Camera preliminare in relazione ad un'opportunita' d'indagine irripetibile
    • Articolo 57 Funzioni e poteri della Camera preliminare
    • Articolo 58 Rilascio da parte della Camera preliminare di un mandato d'arresto o di un ordine di comparizione
    • Articolo 59 Procedura di arresto nello Stato di detenzione preventiva
    • Articolo 60 Procedura iniziale dinanzi alla Corte
    • Articolo 61 Convalida delle accuse prima del processo
  7. ^
    • Articolo 62 Luogo del processo
    • Articolo 63 Processo in presenza dell'imputato
    • Articolo 64 Funzioni e poteri della Camera di primo grado
    • Articolo 65 Procedure in caso di ammissione di colpevolezza
    • Articolo 66 Presunzione d'innocenza
    • Articolo 67 Diritti dell'imputato
    • Articolo 68 Protezione delle vittime e dei testimoni e loro partecipazione al processo
    • Articolo 69 Prove
    • Articolo 70 Reati contro l'amministrazione della giustizia
    • Articolo 71 Sanzioni per comportamento scorretto dinanzi alla Corte
    • Articolo 72 Protezione delle informazioni attinenti alla sicurezza nazionale
    • Articolo 73 Informazioni o documenti provenienti da terzi
    • Articolo 74 Requisiti per la sentenza
    • Articolo 75 Riparazioni a favore delle vittime
    • Articolo 76 Condanne
  8. ^ * Articolo 86 Obbligo generale di cooperare
    • Articolo 87 Richieste di cooperazione: disposizioni generali
    • Articolo 88 Procedure disponibili secondo la legislazione nazionale
    • Articolo 89 Consegna di determinate persone alla Corte
    • Articolo 90 Richieste concorrenti
    • Articolo 91 Contenuto della richiesta di arresto e di consegna
    • Articolo 92 Fermo
    • Articolo 93 Altre forme di cooperazione
    • Articolo 94 Differimento della messa in opera di una richiesta per via di inchieste o procedimenti giudiziari in corso
    • Articolo 95 Differimento dell'esecuzione di una richiesta per via di un'eccezione d'inammissibilità
    • Articolo 97 Consultazioni
    • Articolo 98 Cooperazione in relazione a rinuncia ad immunità e consenso alla consegna
    • Articolo 99 Seguito dato alle richieste presentate a titolo degli articoli 93 e 96
    • Articolo 100 Spese
    • Articolo 101 Regola della specialità
    • Articolo 102 Uso dei termini
  9. ^ Articolo 112 Assemblea degli Stati Parte
  10. ^ * Articolo 113 Disposizioni finanziarie
    • Articolo 114 Pagamento delle spese
    • Articolo 115 Risorse finanziarie della Corte e dell'Assemblea degli Stati parte
    • Articolo 116 Contributi volontari
    • Articolo 117 Calcolo dei contributi
    • Articolo 118 Revisione annuale dei conti
  11. ^ *CAPlTOLO XIII - CLAUSOLE FINALI
    • Articolo 119 Soluzione delle controversie
    • Articolo 120 Riserve
    • Articolo 121 Emendamenti
    • Articolo 122 Emendamenti alle disposizioni di carattere istituzionale
    • Articolo 123 Revisione dello Statuto
    • Articolo 124 Disposizione transitoria
    • Articolo 125 Firma, ratifica, accettazione, approvazione o adesione
    • Articolo 126 Entrata in vigore
    • Articolo 127 Recesso
    • Articolo 128 Testi autentici
    • ATTO FINALE DELLA CONFERENZA DIPLOMATICA DI PLENIPOTENZIARI DELLE NAZIONI UNITE PER L’ISTITUZIONE DI UNA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni, riferimenti normativi e bibliografici[modifica | modifica sorgente]