Albatros Al 101

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Albatros L 101 (Al 101)
Un Albatros L 101
Un Albatros L 101
Descrizione
Tipo aereo da addestramento
Equipaggio 2 (pilota ed istruttore)
Costruttore Germania Albatros
Germania Focke-Wulf
Data primo volo luglio 1930
Data entrata in servizio 1933
Esemplari 71
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,45 m
Apertura alare 12,35 m
Altezza 2,70 m
Superficie alare 20,0
Carico alare 39,75 kg/m²
Peso a vuoto 445 kg
Peso carico 795 kg
Propulsione
Motore un Argus As 8a
Potenza 100 PS (73,5 kW)
Prestazioni
Velocità max 160 km/h
Velocità di crociera 140 km/h
Velocità di salita 2,4 m/s
Autonomia 930 km

i dati sono estratti da German Aviation 1919-1945[1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

L'Albatros L 101, identificato successivamente come Al 101 secondo la convenzione di designazione RLM, era un monomotore monoplano da turismo e da addestramento ad ala alta a parasole sviluppato dall'azienda tedesca Albatros Flugzeugwerke GmbH nei primi anni trenta e commercializzato negli anni successivi dalla Focke-Wulf Flugzeugbau AG che la assorbì dopo poco tempo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni trenta l'Albatros decise di avviare lo sviluppo di un nuovo modello destinato al mercato dell'aviazione generale, un monomotore biposto adatto all'addestramento nelle scuole di pilotaggio. Il progetto, identificato dall'azienda come L 101, avrebbe dovuto risollevare le sorti dell'azienda che, a causa della difficile crisi economica in cui stava versando la Repubblica di Weimar, si rivelavano difficili.

Di aspetto convenzionale e di costruzione interamente metallica, l'L 101 era caratterizzato da una cellula composta dalla fusoliera dotata di due abitacoli aperti, separati e collocati in tandem, unita ad una velatura monoplana con ala collocata alta e parasole sopra la fusoliera e collegata ad essa tramite un castello tubolare centrale e controventata tramite una coppia di montanti diagonali a "V" per ciascun lato. Posteriormente terminava in un impennaggio monoderiva caratterizzato dai piani orizzontali, anch'essi controventati, collocati davanti all'elemento verticale, mentre per il carrello d'atterraggio si optò per una soluzione semplice, un biciclo fisso ed ammortizzato, integrato posteriormente da un pattino d'appoggio anch'esso ammortizzato.

Il prototipo immatricolato D-1895 venne iscritto all'edizione del 1930 dell'Europarundflug, competizione aeronautica che si snodava attraverso l'Europa, affidato al pilota Wolfgang Stein che lo condusse dal 20 luglio con il numero di gara B5 in rappresentanza del Deutsche Verkehrsfliegerschule (DVS)[1][2].

Ciò nonostante, l'iniziale scarsità di commesse portò l'azienda costruttrice, nel settembre 1931, ad essere assorbita dalla Focke-Wulf Flugzeugbau AG che, successivamente, riuscì ad aggiudicarsi alcune commesse da parte di Deutsche Versuchsanstalt für Luftfahrt (DVL) e DVS avviandone la produzione in serie. I velivoli continuarono ad essere prodotti con la vecchia denominazione fino all'avvento della nuova convenzione emessa dal Reichsluftfahrtministerium (RLM).

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • L 101 - prototipo dotato di un motore Argus As 8, realizzato in un esemplare.
  • L 101c - versione dotata di un motore Argus As 8a, realizzato in 7 esemplari.
  • Al 101 D - versione di serie, dotata di un motore Argus As 8a, realizzato in 60 esemplari.
  • Al 101 W - versione idrovolante dotata di un motore Argus As 8, realizzato in 2 esemplari.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania Germania

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Albatros L 101 = Al 101 in German Aviation 1919-1945, http://www.histaviation.com/index.html, 25 settembre 2003. URL consultato il 5 luglio 2012.
  2. ^ (EN) International Touring Competition in Flight, http://www.flightglobal.com/home/default.aspx, 18 luglio 1930. URL consultato il 6 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, Londra, Studio Editions, 1989, ISBN 0-517-10316-8. pag. 56.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]