Albatros C.III

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Albatros C.III
Albatros C.III in un gruppo volo turco
Albatros C.III in un gruppo volo turco
Descrizione
Tipo aereo da ricognizione
Equipaggio 2
Costruttore Germania Albatros
Germania DFW
Germania Hansa-Brandenburg
Germania Linke-Hofmann
Germania LVG
Germania Siemens-Schuckert
Data primo volo 1915
Data entrata in servizio tardo 1915
Data ritiro dal servizio 1918
Utilizzatore principale Germania Luftstreitkräfte
Altri utilizzatori Polonia Siły Powietrzne
Lituania Karinės Oro Pajėgos
Finlandia Suomen ilmavoimat
Sviluppato dal Albatros C.I
Altre varianti Albatros C.IV
Albatros W.2
DAR-2
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,00 m
Apertura alare 11,96 m
Altezza 3,10 m
Superficie alare 36,91
Peso a vuoto 851 kg
Peso carico 1 353 kg
Propulsione
Motore un Mercedes D.III
Potenza 160 PS (118 kW)
Prestazioni
Velocità max 141 km/h
Velocità di crociera 123 km/h
Velocità di salita 112 m/min
Autonomia 4 h
Tangenza 3 350 m
Armamento
Mitragliatrici una LMG 08/15 calibro 7,92 mm in caccia
una Parabellum MG 14 calibro 7,92 mm posteriore
Bombe 90 kg
Note dati riferiti alla versione C.III

i dati sono estratti da Уголок неба [1]

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L'Albatros C.III (designazione aziendale L 10) era un monomotore biplano da ricognizione sviluppato dall'allora azienda tedesco imperiale Albatros Flugzeugwerke GmbH e prodotto, oltre che dalla stessa, su licenza da alcune altre aziende aeronautiche negli anni dieci del XX secolo.

Basato sul precedente C.I, ne introduceva alcune differenze a livello strutturale, con un diverso impennaggio e minore distanza tra le ali. In servizio dal 1915 venne utilizzato principalmente dalla Luftstreitkräfte durante la prima guerra mondiale.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Durante le prime fasi della prima guerra mondiale, l'industria meccanica progredì velocemente nello sviluppo della componentistica sottoposta alle autorità militari tedesco imperiali. Nell'ambito aeronautico grande impulso si ebbe nella produzione di motori che in breve tempo, grazie all'impegno di aziende come la Daimler, riuscì a rendere disponibili nuove unità dalla sempre maggiore potenza disponibile.

L'Albatros, avuti a disposizione i nuovi Mercedes D.III da 160 PS, adattò l'originario C.I al nuovo motore, avviandone inoltre uno sviluppo atto a migliorane le prestazioni generali. Il prototipo che ne derivò, al quale l'azienda assegno la designazione progressiva L 10, conservava quasi interamente lo stesso aspetto del predecessore tranne per alcuni particolari: la distanza interalare venne ridotta, sostituendo le due coppie di montanti per lato con il risultato di avvicinare l'ala superiore, pur mantenuta alta a parasole, alla fusoliera e l'impennaggio, che nel modello precedente presentava l'elemento verticale squadrato, ora ne acquisiva uno arrotondato pur mantenendo l'aletta triangolare posta dorsalmente.[1] Grazie alle diverse esigenze della nuova motorizzazione vennero inoltre sostituiti i due radiatori laterali con un unico più efficiente radiatore posizionato davanti al bordo d'attacco dell'ala superiore, in posizione centrale.

Il prototipo venne portato in volo per la prima volta nell'estate 1915 dimostrandosi, grazie alle modifiche apportate, più maneggevole del C.I, una caratteristica che si rivelò indispensabile per competere con la caccia avversaria. Sottoposto alla commissione tecnica dell'Idflieg, questo lo giudicò idoneo stipulando un iniziale contratto di fornitura con l'Albatros.[1]

Le qualità del modello, utilizzato in combattimento dai primi mesi del 1916, furono tali da indurre l'Idflieg a richiedere un'ulteriore fornitura ma data la quantità richiesta venne concesso ad altre aziende aeronautiche di produrlo su licenza. Venne quindi costruito anche, con quantità diverse, da DFW, Hansa-Brandenburg, Linke-Hofmann, Luftverkehrsgesellschaft (LVG) e Siemens-Schuckert, alcuni dei quali erano equipaggiati con motori Benz Bz.III da 150 PS.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'Albatros C.III conservava l'aspetto generale, per l'epoca convenzionale, del progenitore pari ruolo Albatros C.I e dei simili modelli prodotti nello stesso periodo dalle altre aziende: biplano, monomotore biposto con carrello fisso.

La fusoliera, realizzata con struttura in legno e rivestita con pannelli di compensato, era caratterizzata da due abitacoli aperti in tandem, l'anteriore destinato all'osservatore con mansioni anche di mitragliere ed il posteriore al pilota. Posteriormente terminava in un impennaggio classico monoderiva caratterizzato dall'elemento verticale di forma arrotondata abbinato al lungo elemento orizzontale a pianta ellissoidale dotato di due elementi mobili.

La configurazione alare era biplana con ala superiore dall'apertura leggermente più ampia di quella inferiore e dotata di alettoni; i due piani alari erano collegati tra loro da una doppia coppia di montanti, due per lato, integrati da tiranti in cavetto in acciaio. Sulla parte centrale dell'ala superiore era collocato il serbatoio di combustibile che alimentava, a caduta, il motore.

Il carrello d'atterraggio era fisso, molto semplice, montato su una struttura tubolare al di sotto della fusoliera, dotato di ruote di grande diametro collegate da un asse rigido ed integrato posteriormente con un pattino d'appoggio.

La propulsione era affidata ad un motore Mercedes D.III, un 6 cilindri in linea raffreddato a liquido capace di erogare una potenza pari a 160 CV (118 kW), posizionato all'apice anteriore della fusoliera, racchiuso da un cofano metallico ed abbinato ad un'elica bipala in legno a passo fisso. L'impianto di raffreddamento prevedeva la collocazione del radiatore davanti al bordo di attacco dell'ala superiore.

L'armamento era costituito da una mitragliatrice LMG 08/15 calibro 7,92 mm, montata in caccia e sparante attraverso il disco dell'elica grazie ad un dispositivo di sincronizzazione, abbinata ad una mitragliatrice Parabellum MG 14, anch'essa calibro 7,92 mm, montata su supporto brandeggiabile nell'abitacolo anteriore.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Impero tedesco[modifica | modifica wikitesto]

I primi esemplari di serie prodotti dalla Albatros iniziarono ad essere consegnati ai reparti della Luftstreitkräfte impegnati sul fronte occidentale dalla fine del 1915.[1] Questi si rivelarono particolarmente efficaci nelle missioni di ricognizione e nella difesa dagli attacchi degli aerei nemici. Un ulteriore vantaggio si rivelò la possibilità di montare una mitragliatrice sincrona in caccia azionata dal pilota senza che ci fossero negative ricadute nelle prestazioni del velivolo.[1]

Una particolarità del modello era anche quella di poter ricoprire anche il ruolo di bombardiere leggero essendo dotato di un piccolo scompartimento che poteva accogliere fino a 90 kg di carico bellico da caduta. In realtà l'efficacia in questo frangente si rivelò non all'altezza del ruolo principale, anche a causa della mancanza di dispositivi di puntamento sufficientemente efficienti, tuttavia sufficiente per creare azioni di disturbo.[1]

L'apprezzamento espresso dai reparti portò alla fornitura di ulteriori lotti di velivoli che rimasero in servizio per tutta la durata del conflitto[1], progressivamente sostituiti dalla prima linea per essere assegnati alle scuole di volo ed impiegati come addestratori.[2]

Impero ottomano e Turchia[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi mesi del 1916 venne inviata una fornitura di 66 esemplari su richiesta del governo ottomano. Questi vennero impiegati durante la guerra greco-turca, i sopravvissuti terminando la loro vita operativa nel 1922 acquisiti dalla nuova realtà nazionale, la Repubblica di Turchia.[3]

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del conflitto, in seguito alle restrizioni imposte dal Trattato di Versailles, l'intera flotta di velivoli militari tedeschi venne in parte distrutta ed in parte requisita ed assegnata alle nazioni vincitrici come parte del risarcimento dei danni subiti.

La polacca Siły Powietrzne acquisì alcuni esemplari utilizzati durante la guerra sovietico-polacca del 1919-1920.

Il Regno di Bulgaria, che dovette sottostare anch'esso a delle restrizioni privandosi completamente di un'aviazione militare, riuscì ad ottenere alcune parti di velivoli distrutti[4], che vennero riassemblati presso l'azienda bulgara Darzhavna aeroplanna rabotilnitsa (DAR) nella seconda parte degli anni venti come DAR-2, venendo utilizzati come addestratiori.[5]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Finlandia Finlandia
Germania Germania
Lituania Lituania
Polonia Polonia
bandiera Impero Ottomano
Turchia Turchia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Albatros C.III in Уголок неба.
  2. ^ Albatros C.III in Military Factory.
  3. ^ Albatros C.III in TAYYARECİ-TÜRKİYENİN GERÇEK HAVACILIK SİTESİ.
  4. ^ MIlanov: The aviation in Bulgaria in the wars from 1912 to 1945
  5. ^ Bernád 2001, pp. 24–25.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) H.W. Cowin, German and Austrian Aviation of World War I, Osprey Publishing Ltd, 2000, ISBN 1-84176-069-2.
  • (EN) Peter Gray, Owen Thetford, German Aircraft of the First World War, Londra, Putnam, 1962, ISBN 0-933852-71-1.
  • (EN) G. van Wyngarden, Early German Aces of World War I, Osprey Publishing Ltd, 2006, ISBN 1-84176-997-5.
  • (BG) Y. Milanov, The aviation in Bulgaria in the wars from 1912 to 1945, I, Sofia, Sveti Gueorgui Pobedonosetz, 1995.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Bernád, Dénes. "Balkan Birds: Thirty Five Years of Bulgarian Aircraft Production". Air Enthusiast (Stamford, Lincs, UK: Key Publishing) (94, July/August 2001): 18–30. ISSN 0143-5450.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]