Junkers Ju 388

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Junkers Ju 388
Lo Junkers Ju 388 L-1 marche FE-4010 (poi T2-4010) durante le prove di valutazione USAAF presso la Wright Field, a Dayton, in Ohio (USA)
Lo Junkers Ju 388 L-1 marche FE-4010 (poi T2-4010) durante le prove di valutazione USAAF presso la Wright Field, a Dayton, in Ohio (USA)
Descrizione
Tipo zerstörer (J)
caccia notturno (J)
bombardiere (K)
aereo da ricognizione (L)
Equipaggio 3
Costruttore Germania Junkers GmbH
Data primo volo 22 dicembre 1943
Data entrata in servizio tardo 1944
Data ritiro dal servizio 1945
Utilizzatore principale Germania Luftwaffe
Esemplari 94
Sviluppato dal Junkers Ju 188
Dimensioni e pesi
Lunghezza 16,20 m (antenne comprese)
Apertura alare 22,00 m
Altezza 4,35 m
Superficie alare 56,0
Peso max al decollo 13 965 kg
Propulsione
Motore 2 radiali BMW 801TJ-0
Potenza 1 615 PS (1 188 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 583 km/h
Autonomia 2 200 km
Tangenza 13 500 m
Armamento
Mitragliatrici 2 MG 131 calibro 13 mm in coda
Cannoni 2 MG 151/20 calibro 20 mm
2 MK 103 (o MK 108) calibro 30 mm
MG 151/20 o (MK 108) in configurazione Schräge Musik
Note dati relativi alla versione Ju 388 J-1

[senza fonte]

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Lo Junkers Ju 388 era un bimotore multiruolo ad ala media progettato dall'azienda tedesca Junkers GmbH negli anni quaranta ed utilizzato dalla Luftwaffe nelle fasi finali della seconda guerra mondiale.

Proposto in numerose varianti per i ruoli di zerstörer e caccia notturno (versione J), bombardiere (versione K) e aereo da ricognizione (versione L), lo Ju 388 venne consegnato ai reparti operativi solo nel tardo 1944, oramai tardi per poter contribuire efficacemente, in quanto la situazione della Germania nel conflitto era già compromessa.

Indice

Storia del progetto[modifica]

Nel tardo 1942 l'intelligence tedesca riuscì ad avere informazioni sullo sviluppo di un nuovo bombardiere strategico in fase di sviluppo negli Stati Uniti. Il nuovo velivolo, che si determinò essere l'YB-29 Superfortress, aveva caratteristiche tali da preoccupare il Reichsluftfahrtministerium (RLM) su un suo futuro utilizzo nei bombardamenti del territorio tedesco che erano già in atto da parte delle forze anglo-statunitensi. Le stime prevedevano una velocità massima di 560 km/h e, in fase di bombardamento, di 360 km/h a 8 000-10 000 m, prestazioni che evidenziarono l'incapacità della Germania di fronteggiarlo con i modelli in quel momento a disposizione. L'RLM emanò quindi delle specifiche atte a produrre caccia e zerstörer che potessero operare ad alta quota.

Nel ruolo di caccia diurno venne proposto il Focke-Wulf Ta 152H, uno sviluppo del Focke-Wulf Fw 190D dotato di ala dal maggiore allungamento alare, accorgimento tecnico necessario per operare ad alta quota, ed equipaggiato con la nuova variante "E", ottimizzata per l'alta quota, del motore Junkers Jumo 213. Una seconda alternativa fu proposta dalla Messerschmitt con il suo Messerschmitt Me 155B, un ennesimo sviluppo del Messerschmitt Bf 109 che adottava come il Ta 152 ali opportunamente allungate, progetto che venne in seguito assegnato alla divisione aeronautica della Blohm + Voss e che sviluppò come Blohm & Voss BV 155 rimasto però a livello di prototipo.

Nel ruolo di zerstörer e caccia notturno erano a disposizione i bimotori Focke-Wulf Ta 154 ed Heinkel He 219 ma che per raggiungere la velocità massima necessaria dovevano montare ali corte, incompatibili per la quota alla quale avrebbero dovuto operare. Anche la Junkers aveva già precedentemente previsto, tra quelle disponibili, le varianti S e T da alta quota del proprio Ju 88, ma nemmeno queste raggiungevano le prestazioni atte allo scopo. Un simile sviluppo era previsto anche nel suo successore, lo Ju 188, nelle versioni J, K ed L, che introducevano una cabina di pilotaggio pressurizzata, separata ed inserita nella fusoliera in fase di costruzione, ed un sistema antighiaccio che evitava la formazione dello stesso sulle superfici di controllo in caso di voli prolungati ad elevate altitudini. Queste caratteristiche vennero riutilizzate nel suo nuovo sviluppo, lo Ju 388.

Lo sviluppo del nuovo modello era inteso nello sfruttamento, per quanto possibile, di elementi che già caratterizzavano i modelli già in produzione, questo per permettere il più breve periodo necessario per l'avvio alla produzione in serie. Gli sforzi maggiori erano indirizzati verso l'innalzamento della quota di ristabilimento, l'altitudine critica nelle prestazioni dei motori che si verificava quando il compressore non era più in grado di fornire una sovralimentazione sfruttabile. Inoltre, al fine di migliorarne le prestazioni, lo Ju 388 fu privato di quasi tutto l'armamento difensivo che caratterizzava i precedenti modelli.

Il prototipo, il quale come da convenzioni RLM venne designato Ju 388 V1, venne portato in volo per la prima volta il 22 dicembre 1943, ed era un conversione di un Ju 188 T-0 da ricognizione. Seguirono gli Ju 388 V2, V4 e V5, prefigurazioni delle versioni da caccia; il V2 era equipaggiato con un armamento offensivo che constava in due cannoncini in caccia posizionati in fusoliera, un MG 151/20 calibro 20 mm ed un MK 103 calibro 30 mm e come armamento difensivo, in sostituzione delle postazioni con mitragliatrici brandeggiabili, affidato ad un'unica barbetta comandata in remoto, posizionata in coda e dotata due MG 131, il cui puntamento avveniva tramite un periscopio direttamente dalla cabina di pilotaggio. La dotazione radar consisteva in un FuG 220 Lichtenstein SN-2 le cui caratteristiche antenne erano posizionate all'apice anteriore della fusoliera. Il V2 ha volato per la prima volta nel gennaio 1944, seguito dai V4 e V5 che differivano nella mancanza della barbetta di coda e nell'adozione del radar FuG 218 Neptun. La commissione esaminatrice approvò i modelli che vennero avviati alla produzione in serie ma nessun Ju 388 J-1 riuscì ad uscire dalla catena di produzione prima della fine del conflitto.[1]

Impiego operativo[modifica]

Delle tre versioni previste l'unica effettivamente consegnata, in modesti quantitativi, fu la Ju 388 L, assegnata ai reparti da ricognizione della Luftwaffe negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale.

Versioni[modifica]

Vista anteriore destra dello Ju 388 J-1 durante le prove effettuate dall'USAAF a Wright Field.
Ju 388 V1
primo prototipo realizzato; versione fotocameraricognitore d'alta quota a lungo raggio, equipaggiato con motori radiali BMW 801 e dotato di cabina pressurizzata per 3 membri d'equipaggio.[1]
Ju 388 V2
prototipo della versione da caccia ognitempo/caccia notturno; 4 membri di equipaggio ed equipaggiato con barbetta difensiva in coda.[1]
Ju 388 V3
prototipo versione bombardiere d'alta quota; 4 membri di equipaggio.[1]
Ju 388 V4
variante del Ju 388 V2, caratterizzato da un diverso naso appuntito, conico e realizzato in legno, equipaggiata con una serie di radar e tipologie di armamento differenti.[1]
Ju 388 V5
simile al V4.[1]
Ju 388 J-1
versione sviluppata dallo Ju 388 V2, avviata alla produzione in serie ma mai consegnata ai reparti.[1]
Ju 388 K-0
versione bombardiere di pre produzione sviluppata dallo Ju 388 V3.[1]
Ju 388 K-1
come lo Ju 388 K-0 ma dotato di barbetta difensiva in coda.[1]
Ju 388 L-0
versione di preproduzione della versione da fotoricognitore d'alta quota a lungo raggio, sviluppo del Ju 388 V1.[1]
Ju 388 L-1
come lo Ju 388 L-0 ma dotato di barbetta difensiva in coda.[1]
Ju 388 L-1/b
come lo Ju 388 L-1 ma con armamento addizionale e 4 membri di equipaggio.[1]
Ju 388 L-3
come lo Ju 388 L-1 ma dotato di nuova motorizzazione[1] Junkers Jumo 213E.

Utilizzatori[modifica]

Germania Germania

Esemplari attualmente esistenti[modifica]

L'unico esemplare che risulta sopravvissuto al conflitto è lo Ju 388 J-1 Werk nr. 560049, attualmente in fase di restauro presso il Paul E. Garber Preservation, Restoration, and Storage Facility del National Air and Space Museum, alle dipendenze dello Smithsonian Institute.

Il velivolo venne catturato dalle truppe della United States Army nel maggio 1945 presso gli stabilimenti Junkers di Merseburg. Come altri velivoli tedeschi catturati nell'ambito dell'Operazione Lusty, venne inviato negli Stati Uniti con la portaerei di scorta della britannica Royal Navy HMS Reaper per acquisire le tecnologie utilizzate nella sua realizzazione e saggiarne le caratteristiche in prove di volo comparative con i propri velivoli. Dopo una serie di voli durati fino al settembre 1946, in cui adottò marche FE-4010 (poi T2-4010) assegnate ai velivoli stranieri, quindi messo a terra. Il velivolo venne donato allo Smithsonian Institute nel gennaio 1949 quindi trasferito a Silver Hill, nel Maryland per lo stoccaggio nel novembre 1954, dove venne smontato.[2]

Note[modifica]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m Vernaleken; Junkers Ju 388 in 1000aircraftphotos.com.
  2. ^ Vernaleken; Die Junkers Ju 388 in Ju388.de.

Bibliografia[modifica]

  • (EN) Green, William. Warplanes of the Third Reich. London: Macdonald and Jane's Publishers Ltd., 1970. ISBN 0-356-02382-6.
  • (EN) Smith, J.R. and Kay, Anthony. German Aircraft of the Second World War. London: Putnam and Company, Ltd., 1972. ISBN 0-370-00024-2.
  • (EN) Vernaleken, Christoph and Handig, Martin. Junkers Ju 388: Development, Testing And Production of the Last Junkers High-altitude Aircraft. Atglen, PA: Schiffer Publishing, 2006. ISBN 0-7643-2429-2.
  • (DE) C. Vernaleken und M. Handig: Junkers Ju 388 - Entwicklung, Erprobung und Fertigung des letzten Junkers-Höhenflugzeugs, Aviatic-Verlag, Oberhaching 2003
  • Heinz J. Nowarra, Die Deutsche Luftrüstung 1933-1945 (in tedesco), Koblenz, Bernard & Graeffe Verlag, 1993. ISBN 3-7637-5464-4
  • Enzo Angelucci; Paolo Matricardi, Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo (Vol.4), Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.

Voci correlate[modifica]

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