Junkers J.I

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Junkers J.I
Junkers J 4
Junkers JI.jpg
Descrizione
Tipo aereo da osservazione
aereo da cooperazione con l'esercito
Equipaggio 2
Progettista Otto Mader
Costruttore Germania Junkers & Co.
Data primo volo 28 gennaio 1917
Data entrata in servizio 1917
Data ritiro dal servizio 1918
Utilizzatore principale Germania Luftstreitkräfte
Esemplari 227
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 9,06 m
Apertura alare 15,00 m
Altezza 3,47 m
Superficie alare 50,84
Peso a vuoto 1 766 kg
Peso carico 2 176 kg
Propulsione
Motore un Benz Bz.IV
Potenza 200 PS (147 kW)
Prestazioni
Velocità max 155 km/h
Velocità di crociera 132 km/h
Velocità di salita 80 m/min
Autonomia 310 km
Tangenza 4 000 m
Armamento
Mitragliatrici una Parabellum MG14 calibro 7,92 mm brandeggiabile posteriore

i dati sono estratti da Уголок неба[1]

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Lo Junkers J.I, designazione aziendale Junkers J 4, era un monomotore biposto da osservazione e da cooperazione con l'esercito prodotto dall'allora azienda tedesco imperiale Junkers & Co. negli anni dieci del XX secolo.

Progettato da Otto Mader, detiene il primato di essere il primo aereo interamente metallico ed il primo tra i modelli Junkers ad essere avviato alla produzione in grande serie.[2]

Utilizzato con successo dalla Luftstreitkräfte, la componente aerea del Deutsches Heer (l'esercito imperiale tedesco), durante la prima guerra mondiale, benché possedesse prestazioni velocistiche inferiori ai pari ruolo realizzati in legno e tela, grazie alla sua particolare tecnologia costruttiva ed alla corazzatura si rivelò un modello efficiente e sicuro per il suo equipaggio nei confronti del tiro nemico basato su proiettili di piccolo calibro.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il proseguimento della prima guerra mondiale, il rapido sviluppo dell'industria aeronautica rese necessario un costante adeguamento della flotta aerea delle varie nazioni impegnate nel conflitto. A tale scopo l'Idflieg, organo deputato alla gestione dell'aeronautica militare dell'Impero tedesco, nel 1916 emise una specifica per la fornitura di una nuova tipologia di velivolo, uno sviluppo dei velivoli da ricognizione biposto identificata come C-Typ, ma destinata a compiti di cooperazione con le truppe di terra. I nuovi velivoli, che assunsero la designazione di J-Typ, dovendo operare a bassa quota contro obiettivi nemici, erano soggetti al fuoco nemico proveniente da armamenti di piccolo calibro; i velivoli dovevano essere equipaggiati con una pesante corazzatura per prevenire danni agli organi principali, come il gruppo motoelica, ed ai membri dell'equipaggio. Inoltre era disposto fossero caratterizzati dalla velatura biplana per consentire un'adeguata manovrabilità in condizioni operative.

Queste caratteristiche erano particolarmente compatibili con la tipologia di velivoli sviluppati dalla Junkers, la quale aveva esplorato fin dall'inizio la scelta tecnologica dell'utilizzo delle leghe metalliche per la loro costruzione, per cui l'Idflieg li contattò per richiedere la fornitura di tre prototipi. L'azienda, che in quel momento stava sviluppando un terzo modello basato su velatura monoplana, il J 3, abbandonò il suo sviluppo per incompatibilità con le specifiche richieste dando origine al progetto identificato con la designazione interna J 4.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Per lo sviluppo Hugo Junkers preferì incaricare il Dr. Otto Mader, a quel tempo responsabile della sezione di ricerca dell'azienda presso gli stabilimenti di Dessau, che riunì sotto la sua direzione Reuter, Steudel e Brandenburg più il Dr. Georg Madelung, inviato Idflieg a Dessau. Mader attinse al lavoro di sviluppo del J 3 riproponendone la filosofia costruttiva sul nuovo modello, un velivolo dotato di fusoliera realizzata con struttura tubolare in duralluminio, anteriormente dotata di una piastra di acciaio al nichel-cromo in corrispondenza delle postazioni per il pilota ed osservatore mentre terminava posteriormente con una più convenzionale copertura in tela trattata ed un impennaggio anch'esso con struttura in duralluminio. La velatura, in configurazione biplana, era realizzata anch'essa in tubi in duralluminio ricoperta da pannelli in metallo ondulato, una caratteristica della produzione Junkers fino agli anni trenta.[2]

Il primo dei tre prototipi iniziò i test preliminari, affidati a Arved v. Schmidt dell'Idflieg, il 17 gennaio 1917 al termine dei quali lo portò in volo per la prima volta il successivo 28 gennaio dal campo di aviazione di Doeberitz.[2]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Junkers J.I in Уголок неба.
  2. ^ a b c Zoeller, Junkers J 4.
  3. ^ Taylor 1989 pag. 538.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Grey, C. G. Jane's All the World's Aircraft 1919. London: Putnam, 1919.
  • (EN) Grosz, P.M. Junkers J.I, Windsock Datafile 39. Hertfordshire, UK: Albatros Productions Ltd., 1993. ISBN 0-948414-49-9.
  • (DE) Schmitt, Günter. Junkers und seine Flugzeuge, transpress, Berlin, 1986, ISBN 3-344-00192-2
  • (EN) Taylor, Michael J. H. Jane's Encyclopedia of Aviation. London: Studio Editions. 1989. pp. 538.
  • (EN) World Aircraft Information Files. London: Bright Star Publishing. pp. File 898 Sheet 01.

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