Hopfner HA-11/33

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Hopfner HA-11/33
WNF Wn 11
Descrizione
Tipo aereo anfibio
Equipaggio 1
Progettista Theodor Hopfner
Costruttore Austria Wiener Neustädter Flughafenbetriebs
Data primo volo 1933
Utilizzatore principale Austria Heimwehr Flieger Korps
Esemplari 1
Dimensioni e pesi
Lunghezza 10,10 m
Apertura alare 14,10 m
Altezza 3,15 m
Superficie alare 30,40
Peso a vuoto 1 460 kg
Peso carico 2 100 kg
Passeggeri 3
Capacità combustibile 326 L[1]
Propulsione
Motore 2 radiali Siemens-Halske Sh 14 A-4
Potenza 160 CV (118 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 210 km/h
Velocità di crociera 185 km/h
Velocità di salita 180 m/min
a 1 000 m in 6 min 30 s
Autonomia 650 km
Tangenza 4 000 m

i dati sono estratti da Die Deutsche Luftrüstung 1933-1945 (Band 4)[2]

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L'Hopfner HA-11/33, che successivamente assunse la designazione RLM WNF Wn 11, era un aereo anfibio a scafo centrale ed ala alta sviluppato dalla divisione aeronautica dell'azienda austriaca Hirtenberger Patronenfabrik (HP) nei primi anni trenta ed avviato alla produzione in serie dalla Wiener Neustädter Flughafenbetriebs GmbH.

Realizzato per il mercato dell'aviazione civile, venne in seguito preso in carico dalla Heimwehr Flieger Korps, l'allora aeronautica militare austriaca, quindi, dopo l'Anschluss, dalla tedesca Luftwaffe per valutarlo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni trenta la Dr. Oetker, azienda alimentare austriaca (attualmente conosciuta in Italia con il brand Cameo), commissionò alla Hirtenberger Patronenfabrik (HP), azienda attiva nel campo del settore difesa, un velivolo anfibio multiruolo per permettere di spostarsi più velocemente nelle varie filiali estere dell'azienda. La divisione aeronautica della HP, che sarebbe diventata in seguito Wiener Neustädter Flughafenbetriebs, sviluppò, su progetto di Theodor Hopfner, un modello bimotore a scafo centrale, caratterizzato da una cabina di pilotaggio chiusa dove potevano trovare posto, oltre al pilota, tre passeggeri.[1]

Il prototipo, marche A-141 ed equipaggiato con una coppia di motori radiali Siemens-Halske Sh 14 A-4 da 160 CV (118 kW) ciascuno, venne portato in volo per la prima volta nella prima parte del 1933 dalla superficie del Lago di Neusiedl.

Dopo l'acquisizione tedesca venne inoltre pianificato un suo possibile sviluppo, indicato come WNF Wn 11C, dotato di cabina allargata a cinque posti e di un diverso impianto motore basato su una coppia di Hirth HM 508 D da 240 PS (176,5 kW), ma non proseguì oltre la realizzazione di un modello per la galleria del vento[1].

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1935 il velivolo venne acquistato dal governo austriaco per conto della Heimwehr, milizia e già organizzazione paramilitare, per la formazione dei piloti destinati agli idrovolanti della propria componente aerea (Heimwehr Flieger Korps) e reimmatricolato OE-DGH.

Con l'annessione dell'Austria alla Germania del 1938, generalmente nota come Anschluss, l'intera aviazione austriaca passò sotto il controllo dal Reichsluftfahrtministerium (RLM) ed i suoi velivoli inquadrati nella Luftwaffe. L'azienda costruttrice venne ridesignata Wiener-Neustädter-Flugzeugwerke GmbH (WNF), ed il modello in questione fu indicato, in ottemperanza al sistema di designazione vigente, WNF Wn 11 e nuovamente reimmatricolato PH+IB.

Il modello suscitò interesse per il suo utilizzo come aereo da addestramento per i piloti da idrovolante e venne inviato a Travemünde per una serie di prove in ambito operativo.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Austria Austria

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Nowarra 1993, p. 43
  2. ^ Nowarra 1993, pp. 46-47

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft, London, Aerospace Publishing, p. 2174.
  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, London, Studio Editions Ltd., 1989, p. 510, ISBN 0-517-10316-8.
  • (DE) Heinz J. Nowarra, Die Deutsche Luftrüstung 1933-1945, Band 4, Koblenz, Bernard & Graeffe Verlag, 1993, ISBN 3-7637-5468-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]