Tratturo L'Aquila-Foggia

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Mappa dei principali tratturi con evidenziato il Tratturo L'Aquila-Foggia

Il Regio tratturo L'Aquila-Foggia, chiamato anche Tratturo del Re o Tratturo Magno, con i suoi 244 km è il più lungo tra i tratturi italiani.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Borgo di San Pio delle Camere, lungo il percorso

Parte dal piazzale della Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, scende lungo la valle dell'Aterno-Pescara passando nei pressi di Sant'Elia, Bazzano, Onna e San Gregorio. Superato Poggio Picenze il percorso si discosta dall'Aterno per risalire verso l'altopiano di Barisciano inoltrandosi nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. In questo tratto il tracciato ricalca quello dell'antica Via Claudia Nova raggiungendo l'antica Peltuinum.

Il percorso attraversa anche la piana di Capestrano, quindi supera il valico di Forca di Penne (918 m) per riscendere verso le colline del Chietino. Quindi si dirige verso Lanciano per raggiungere la costa adriatica in prossimità della foce del fiume Osento. Si interna di nuovo nella pianura di Vasto per costeggiare di nuovo la costa alla foce del fiume Trigno entra nel Molise. Da qui iniziava a raccogliere le greggi del Molise, costeggiando la ferrovia Foggia-San Severo per poi raggiungere Foggia, città sede della Dogana delle pecore, con lo stesso punto di arrivo del Tratturo Celano-Foggia presso la Chiesa delle Croci ed il monumento dell'Epitaffio.

Lungo il percorso ancora oggi si osservano numerose chiese campestri o chiese tratturali per il riparo e il conforto dei pastori; ad esempio la chiesa di San Paolo di Peltuinum e la chiesa di Santa Maria dei Cintorelli, da dove si separa il Tratturo Centurelle-Montesecco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario della Madonna d'Appari (Paganica) con i pastori nel 1875

Il percorso era già seguito dalle popolazioni Vestine e Sabelliche nel VII secolo a.C., con città di partenza Amiternum. Il tratturo attraversava i centri italici di Peltuinum e Barisciano, dove oggi a testimonianza c'è un ponte romano sopra l'Aterno. Con la donazione romana fu emanata la lex agraria per il passaggio dei pastori. Dopo la caduta di Roma, solo nel 1155 Guglielmo II il Malo emanò una nuova legge per il demanio dell'Abruzzo e del Tavoliere delle Puglie a Foggia. Soprattutto durante il periodo aragonese (XV secolo) fu istituita nel 1447 una Dogana della mena delle pecore a Foggia, dove si svolgeva la fiera. La città nuova di L'Aquila, fondata nel 1254, aveva come punto di partenza Collemaggio, e il percorso in località Centurelle si snodava con un secondo tratturo minore verso Guardiagrele. Presso i bivii e gli incroci con altri tratturelli, vennero costruite piccole capanne di pietra per il riparo, oppure semplici chiesette votive, come la capanna di Castel del Monte, o la chiesa di Centurelle a San Pio delle Camere, eretta nel XVI secolo. Grande rilievo svolgevano anche i castelli, e piccole torri di avvistamento di epoca longobarda, costruite, nel percorso aquilano, lungo la valle del Tirino, come Forca di Penne (Capestrano), e la torre di Bussi sul Tirino. Anche Rocca Calascio svolgeva un ruolo notevole di avvistamento, durante il tragitto sopra la montagna per Brittoli. Nel 1806 Giuseppe Bonaparte abolì il feudalesimo, nonostante i tratturi e specialmente il Magno fossero ancora frequentati. Così a L'Aquila il punto di ritrovo del foro boario si individuò presso il piazzale del Forte spagnolo, dove negli anni '30 fu costruito il parco. Tuttavia a causa dell'industrializzazione il fenomeno della Transumanza Aquilana andò sempre scemando, benché il tratturo negli anni '60 fosse ancora ben frequentato, e vi sono testimonianza della presenza delle greggi per le vie del centro storico e per la scalinata di San Bernardino. Nel 2008 si è deciso di percorrere un progetto culturale chiamato "Le Vie del Tratturo", in cui escursionisti e pastori si riunirono in un determinato periodo dell'anno per camminare sulle antiche vie del corridoio verde. Nel 2006 è stata avanzata la candidatura delle vie dei tratturi all'UNESCO come patrimonio dell'umanità, affinché l'agricoltura e l'industria non occupino tale percorso storico.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

I comuni attraversati dal tratturo[1] sono:

Palazzo Dogana a Foggia

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Astrid Pellicano, Geografia e storia dei tratturi del Mezzogiorno: ipotesi di recupero funzionale di una risorsa antica, Aracne, 2007 pp. 84-86

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (a cura di Pierluigi Imperiale), Prima guida al Tratturo Magno, Consiglio regionale dell'Abruzzo, Collana di studi abruzzesi, Editrice Cerbone, Caivano, luglio 2008;
  • Raffale Colapietra, Gli itinerari della transumanza: presupposti storico-culturali per una politica di intervento ambientale, in Studi Storici Meridionali, nn. 2-3, 1984;
  • (a cura di Marialuce Latini), Abruzzo: le vie della Transumanza, testi di Franco Battistella, Marialuce Latini, Edoardo Micati, Anna Severini, Giovanni Tavano, Carsa Edizioni, Pescara, 2000, p. 26;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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