Cattedrale della Madonna del Ponte

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Basilica Cattedrale della Madonna del Ponte
Lanciano - Cattedrale della Madonna del Ponte.JPG
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località Lanciano-Stemma.png Lanciano
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Madonna del Ponte
Diocesi Arcidiocesi di Lanciano-Ortona
Consacrazione 1819
Architetto Eugenio Michitelli
Stile architettonico neoclassico (facciata), tardobarocco (interno)
Inizio costruzione 1785
Completamento 1819 ca.

Coordinate: 42°13′50.57″N 14°23′27.65″E / 42.230713°N 14.391013°E42.230713; 14.391013

La cattedrale della Madonna del Ponte, o di Santa Maria del Ponte, è il principale luogo di culto di Lanciano, in provincia di Chieti, cattedrale dell'arcidiocesi di Lanciano-Ortona. Monumento nazionale dal 1902,[1] nel febbraio del 1909 papa Pio X la elevò al rango di basilica minore.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale e il sottostante ponte di Diocleziano

La caratteristica che rende unica nel suo genere la chiesa consiste nel fatto di essere edificata su tre archi di un ponte romano, il ponte di Diocleziano.

Prima costruzione dell'Oratorio (XIV secolo)[modifica | modifica wikitesto]

La decisione di erigere un luogo di culto in onore alla Madonna si ebbe dai cittadini lancianesi nel 1389. Venne intitolata prima Oratorio di Maria Santissima del Ponte, poi Santa Maria delle Grazie[3]. Un secolo più tardi verrà aggiunto presso la chiesa il piccolo tempio di Santa Maria Annunziata, oggi scomparso perché demolito nel 1819. Della struttura originale della chiesa, prima del rifacimento barocco, rimangono le fondamenta presso il parco archeologico del Ponte Diocleziano: contrafforti di matrice gotica assieme ad arcate a sesto acuto, per un ordine di tre navate, con l'altare sormontato da una cupola a calotta.

Il ritrovamento della Madonna del Ponte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1088, durante dei lavori di ristrutturazione del ponte dopo un terremoto venne ritrovata una statua della Madonna col Bambino, che venne ribattezzata Madonna del Ponte. La statua risulta trattarsi di un'antica icona bizantina, nascosta nell'VIII secolo in un arco del ponte per sottrarla agli iconoclasti.

La statua fu temporaneamente sostituita nel 1785, per volere dell'arcivescovo Giacomo Leto, da una statua nuova in marmo, opera di Crescenzio Trinchese. Questa nuova icona verrà inglobata nel 1793 nel nuovo altare marmoreo di Felice di Cicco da Pescocostanzo.

Ampliamento e ascesa a Cattedrale di Lanciano (XVII secolo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa venne edificata nel XIV secolo. Divenne Collegiata e poi Cattedrale a partire dal XVII secolo, essendo prima la Chiesa di Santa Maria Maggiore il luogo sede della Cattedra. Nel Cinquecento si narra dello stato di semi-decadenza della chiesa, con il soffitto a capriate lignee da restaurare (testimonianza di integrità ancora nel 1645), e l'oratorio dell'Annunziata attraversato dai pastori transumanti con le pecore per giungere alla piana della Fiera, oggi viale delle Rose.

Dal 1588 al 1607, ogni 23 dicembre il vescovo Monsignor Paolo Tasso, organizzò un simbolico pellegrinaggio dal palazzo episcopale presso la collegiata fino alle porte della città, presso la chiesa campestre di Santa Maria dell'Iconicella, volendo inscenare il pellegrinaggio di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme, prima della nascita di Gesù. La cerimonia si chiamò la "Squilla" per il suono della campanella in mano al vescovo che suonava durante il percorso. Nel corso del Seicento fu costruito per la campanella la torre civica attuale, ospitando un concerto di sette campane, compresa la squillina (Squijje in dialetto locale) e due fisse per l'ora.

Agli inizi del XVII secolo, per opera di Tommaso Sotardo di Milano venne costruito il campanile. Nel 1785 alcuni lavori portarono all'arricchimento delle forme architettoniche interne. I primi lavori di ricostruzione totale furono affidati a Carlo Fantoni e Nicola Santoro, per la distruzione del soffitto ligneo e costruzione dell'impianto a volte ellittiche, con la quarta sopra il transetto, sostituita dalla cupola. Gli stucchi del 1772-84 furono di Alessandro Terzani. Nel 1794 fu arricchita da statue e affreschi di Giacinto Diano, che dipinse le volte e alcune tele, nonché assieme alle quattro statue dei santi, anche le cornici in pietra di ciascun quadro, decorato da fronzoli barocchi e putti.

Fu interamente completata nel XVIII secolo, su progetto dell'ingegnere Eugenio Micchitelli, demolendo la preesistente chiesa della Santissima Annunziata. La facciata, iniziata nel 1819, non fu mai terminata nella parte superiore[4].Fotografie del primo '900 mostrano ancora il lato scoperto, completato frettolosamente soltanto dopo il 1945. l'8 settembre 1833 la cattedrale tutta attese una intera notte il ritorno da Roma della statua della Madonna, portata dal pontefice per l'incoronazione simbolica. Al suo ritorno in città la folla dette in escandescenze di profonda venerazione, e dalle numerose contrade la popolazione portò il raccolto in segno di rispetto. Tale cerimonia fu chiamata "Il Dono". La chiesa subì alcuni lievi danni col terremoto della vicina Orsogna nel 1881. Tra il 1942 e il 1943 la chiesa fu oggetto di lavori di consolidamento. Infatti rimase miracolosamente salva da ingenti danni, che ci furono in alcune parti col bombardamento alleato della città nel 1943. A testimonianza dell'attacco c'è un bassorilievo presso il campanile con iscrizione latina, parzialmente danneggiato dalle schegge.

Negli anni '60 si decise di staccare degli affreschi dalla vecchia cupola, per costruirne una molto più grande e monumentale. Inoltre molte opere di pregio, come due dei quattro candelabri minimali in oro, furono trasferite nel Museo Diocesano della città. Chiusa nuovamente per restauro dopo il terremoto del 1984, che sebbene avvenuto in Lazio (Val di Comino) causò alcuni danni e necessari interventi, la cattedrale fu riaperta al pubblico con solenni cerimonie nel 1996.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Interno
Torre campanaria vista dal Ponte Diocleziano, sul fianco destro della cattedrale

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno, a navata unica, presenta paraste con capitelli corinzi che sostengono le volte lungo tutti i muri perimetrali. Nelle pareti laterali vi sono altari neoclassici con dipinti, di cui tre possiedono anche nicchie con statue di Santi (Agostino, Abacuc, Ambrogio e Gerolamo). Le tele principali sono di Giacinto Diano e Carlo Gigante.

  • Madonna col Bambino e Santi Andrea e Emidio (1794)
  • San Francesco di Paola (1793)
  • Martirio di Santo Stefano (1793).

Nella chiesa vi è una cappella principale di destra, con raffigurata l'Ultima Cena di Antonio Solaro (1601). La cona principale dell'altare è in marmo e ospita al centro una copia fedele della statua originale della Madonna del Ponte. Ha decorazioni barocche di putti e angeli. Le volte della chiesa hanno quattro dipinti principali e dei pennacchi dipinti con figure di profeti. I dipinti nelle volte sono del Diano :

  • Sacrificio di Elia
  • Ester e Assuero
  • Davide mostra a Salomone il progetto del Tempio
  • San Gregorio Magno

In una nicchia in fondo al presbiterio è situata la statua in terracotta policroma della Madonna del Ponte. La statua mostra la Vergine incoronata, in posizione solenne, reggente il Bambino anche lui incoronato.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Pianta rettangolare con cupola sul transetto e piccolo campanile a vela posteriore. Quattro pilastri a bastione si trovano su ambo i lati. Poggia dalla parte di destra sopra il Ponte di Diocleziano (III secolo).

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata possiede un avancorpo formato dal portico, sormontato dalla balaustra. Quattro colonne a cilindro precedono l'accesso. I muri sono costituiti in mattoni faccia vista. I capitelli delle colonne, assieme alla balaustra, sono decorati alla maniera corinzia,con altri elementi floreali nel contorno.

Torre civica[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile si trova separato dal resto della struttura, articolato su tre livelli[5].Costruito come torre civica nel XVII secolo, è poi diventato il campanile. Torre rettangolare suddivisa in tre livelli, con pilastri laterali che terminano a capitello ionico. Vi sono anche simboli dello stemma di Lanciano. Il secondo settore ha quattro arcate laterali al centro di ciascun lato, e così è anche per l'ultimo. Il concerto è di quattro campane. La maggiore suona con il martelletto, mentre le altre si muovono alla veronese. Sul lato che volge alla piazza, e quello a sinistra ci sono due orologi identici, sotto le arcate delle campane. Hanno cornice gialla e verde. Il tetto ha una piccola campana, la tradizionale Squillina, e altre due fisse, per battere l'ora.

Restauro del 1985[modifica | modifica wikitesto]

I recenti restauri, seguiti al sisma del 1985, hanno consentito di adeguare il presbiterio alle norme previste dal Concilio Vaticano II, con il nuovo altare consacrato nel 1996 e la costruzione dell'ambone (con aquila in marmo dello scultore lancianese Vito Pancella del 1997) e del fonte battesimale (1999) in prossimità del presbiterio.

Chiesa di Santa Maria Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Cappella del Santissimo Sacramento, con dipinto dell'Ultima Cena

La chiesa occupava l'area della Piazza Plebiscito, e fu completata nel 1412. Fu demolita nel 1819 per ampliare la Cattedrale. La cripta e le fondamenta medievali sono ancora visibili in un antro del percorso sotterraneo del Ponte Diocleziano. Era a navata unica e in mattoni. Era in origine l'unica chiesa della piazza assieme al Santuario del Miracolo Eucaristico, ed era stata costruita come meta dei commercianti per l'accesso alla piana delle fiere.

Percorso archeologico di Ponte Diocleziano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Anxanum.

Il ponte romano si trova sotto la cattedrale, da cui appunto prende il nome. Il ponte è raggiungibile da una via dietro la torre campanaria, e possiede sale adibite a museo e contiene un percorso archeologico della vecchia Anxanum che conduce ai resti del convento di San Legonziano del Santuario del Miracolo Eucaristico dall'altra parte della piazza dove sorge la cattedrale.

Museo diocesano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo diocesano di Lanciano.

Il museo benché si trovi in quartiere Civitanova on.largo dell'Appello, un tempo risiedeva in alcuni uffici della basilica. Dal 2002 è stato spostato nel palazzo arcivescovile.

Tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile della basilica ha sulla sommità un cannoncino, che spara a mezzogiorno di ogni dì, per segnare l'ora. Inoltre ha una campanella che suona a slancio ogni mattina alle 8:00 e alle 12:00, chiamata "Squillina". La Squillina, che accompagna sempre lo sparo giornaliero del cannone di mezzogiorno, il 23 dicembre suona di sera in occasione della celebrazione lancianese della "squilla". Questa tradizione è una sorta di pre-natale, tradizione in cui i figli, che si rinchiudono nelle case familiari, baciano la mano ai padri in segno di rispetto, e si scambiano doni.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  2. ^ Cathlolic.org Basilicas in Italy
  3. ^ Storia della cattedrale, lanciano.it. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  4. ^ Storia, ospitalitalia.it. URL consultato il 16 febbraio 2010.
  5. ^ Descrizione, sangroaventino.it. URL consultato il 16 febbraio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN237461465