Torri Montanare

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Torri Montanare
Lanciano - Torri Montanare.jpg
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneAbruzzo
CittàLanciano
Coordinate42°13′44.41″N 14°23′08.69″E / 42.229003°N 14.385747°E42.229003; 14.385747Coordinate: 42°13′44.41″N 14°23′08.69″E / 42.229003°N 14.385747°E42.229003; 14.385747
Informazioni generali
TipoCinta muraria
StileNormanno - Aragonese
CostruzioneXI secolo-XI secolo
MaterialeMuratura
Condizione attualeVisitabili su prenotazione
Informazioni militari
Termine funzione strategicaXIX secolo
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Le Torri Montanare sono site a Lanciano in provincia di Chieti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Torri in nottuna

Furono erette verso il X secolo quando la città di Lanciano inglobò il quartiere di Civitanova per difendere questo lato della città.[1] Sono chiamate così perché difendevano la città dal lato montano.[2] Nel 1790 furono descritte da Antinori che riferiva che le fortificazioni, tra cui anche le torri, impedivano qualsiasi incursione. Anticamente furono utilizzate come carcere, attualmente vengono utilizzate come teatro estivo.[3]

Nei secoli sono state modificate, in particolar modo negli anni '30 del XV secolo, quando Alfonso I d'Aragona fece rifare la cinta muraria a sud, come dimostra la torre minore di questo gruppo, con i classici beccatelli quattrocenteschi, e il Torrione posto dietro il convento di Santa Chiara, con pianta cilindrica a scarpa. Le Torri erano provviste inoltre di due porte, quella di Santa Maria Nuova, all'imbocco di via P. Harris, e quella di Santa Chiara, all'ingresso del Corso Roma, ambedue demolite nei primi anni dell'Ottocento.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il lato di Via Silvio Spaventa è costituito da mura in muratura con scarpa. Il lato nord le mura sono costruite con pietre e muratura, questo fa pensare che questa struttura fosse la stessa per tutto quest'apparato difensivo. La torre interna è a pianta rettangolare con tre dei quattro lati chiusi, mentre il quarto è rivolto verso l'interno. Nell'angolo nord-ovest è sita la torre più bassa che risale al XV secolo.[1] Questa seconda torre è coronata da un apparato sporgente con beccatelli.[2] I muraglioni sono interrotta da aggetti che hanno la funzione di bastioni. Il muraglione è caratterizzato da varie fasi costruttive come provano alcune diverse tecniche, inserite verosimilmente per rinforzare le strutture pericolanti. La torre più alta, inoltre, presenta merlatura e consta di vari ponti in legno interni uniti mediante scale, che servivano ad arrivare alle feritoie dei vari piani.[3]

Largo dell'Appello e Piazza d'Armi[modifica | modifica wikitesto]

Il piazzale all'interno del rione Civitanova è detto dell'Appello per la presenza dell'antico Tribunale ecclesiastico e penale, nonché, dalla costituzione della diocesi Frentana nel 1515, del Palazzo Arcivescovile. Si affaccia anche la chiesa di Santa Maria Nuova dei Padri Lateranensi, edificata nel XVI secolo sopra l'antica cappella della Maddalena. Seguendo il trattato dello storico Giacomo Fella e del Pollidori, l'area del Colle Selva, all'epoca della romana Anxanum era dotata, in questa specifica parte del tempio di Giove Olimpio, sopra cui sorge la chiesa di Santa Maria, e il teatro romano, sopra cui furono edificate varie case medievali, e nella metà del XVI secolo il Vescovado.

  • Chiesa di Santa Giovina o di Santa Maria Nuova: Fin dal XIV secolo esisteva la chiesa di Santa Maria Maddalena, con attiguo monastero presso le Torri Montanare. Nel 1502 Dino Riccio, ricco patrizio lancianese, lasciò l'eredità ai canonici lateranensi della chiesa, con lo scopo di ampliare la chiesa. L'anno successivo i canonici si assunsero la responsabilità dei lavori, e il 21 dicembre 1518 la chiesa fu consacrata a "Santa Maria dei Miracoli", nota anche come Santa Maria La Nova perché vicina alla parrocchia di Santa Maria Maggiore.
Ingresso al Palazzo Arcivescovile

Nel 1831 Ferdinando II delle Due Sicilie autorizzò la fondazione della confraternita di San Giuseppe, Santa Maria e San Francesco di Paola, che si insediò nella chiesa; oltretutto nel 1846 vennero ritrovate a Roma le sacre reliquie di Santa Giovina, vergine educata ai principi cristiani e dal marito Coas, senatore romano. Le reliquie vennero donato alla chiesa lancianese, che assunse tale nome. Dopo la scossa di terremoto del 1984 nella Valle di Comino, la chiesa fu restaurata e riaperta nel 1992; nel 1996 fu chiuso il carcere ospitato nell'ex convento, soppresso dal 1866, affinché i detenuti fossero spostati in una sede più moderna a Villa Stanazzo.
La chiesa è a navata unica, con facciata cinquecentesca austera, con semplice paramento murario a vista, portale a lunetta a tutto sesto, sormontato da un oculo in asse, con vetrata a morivi floreali. Il piccolo campanile retrostante è a vela. L'interno è stato ricostruito in stile neoclassico, con tipici rilievi e stucchi presso le pareti. Di interesse l'organo ligneo della bottega di Di Martino (XVIII secolo), con i cassettoni dipinti da vasi e motivi floreali. Sulla parete si trova il monumento sepolcrale del patrizio Dino Ricci, il finanziatore della chiesa; l'ex convento a pianta quadrata è stato restaurato ed ospita la Cittadella della Musica e l'Istituto delle Arti "Francesco Masciangelo", compositore lancianese vissuto nell'Ottocento. Presso un sacrario si trova la tomba di Santa Giovina, scortata a Lanciano il 18 luglio 1850. La tomba presenta una lapide in marmo che reca l'iscrizione latina A JOVINAE FIGLIAE DULCISSIMAE.
Nella bara vitrea è contenuta un'ampolla con sangue misto a terra, poiché la ragazza fu decapitata nel martirio. Il corpo è stato ricostruito con parti di cera per le mani e i piedi. Lungo le pareti laterali si aprono tre cappelle per lato, delle quali quattro contengono le statue di San Luigi, san Francesco da Paola, sant'Antonio di Padova e Gesù.

  • Palazzo Arcivescovile: fu costruito come sede della diocesi nel XVI secolo, e ospitò il seminario fino agli anni sessanta. Oggi è sede del Museo diocesano di Lanciano. Con molta probabilità la data d'inizio cantiere è il 1590, anno in cui venne abbandonata l'antica residenza vescovile presso la Cattedrale, per realizzarvi l'ospedale di Santa Maria della Sanità. L'edificio presenta un complesso impianto risultato dell'accorpamento di case preesistenti. Nel 1819 sul prospetto principale fu montata la porta dell'antica chiesa dell'Annunziata di Piazza Plebiscito, demolita da Eugenio Michitelli per realizzare la facciata neoclassica della Cattedrale. Il portale quattrocentesco ha un arco ogivale, e gli elementi neogotici della facciata (le finestre) furono realizzati nel contesto di revival, poiché il secondo portale laterale è tipicamente barocco.

La facciata presenta una scansione in tre livelli, più un attico, definita da cornici marcapiano in mattoni sagomati, che segano l'imposta delle aperture. Al piano terra sono tre portali, di cui quelli laterali con stipiti e archi a sesto acuto in mattoni, sono attualmente murati. Al centro si apre l'ingresso principale col portale quattrocentesco. Dal 2002 il secondo piano è sede del "Museo diocesano d'Arte Sacra Lancianese", con 8 sale, atte ad accogliere delle pregevoli opere provenienti da tutte le chiese storiche della città, nonché dai rispettivi magazzini sotterranei.

Estate Musicale Frentana - Cittadella della Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso delle Torri e della chiesa di Santa Giovina ospita l'associazione culturale "Francesco Masciangelo", che ha il compito di organizzare concerti di musica classica sia alle Torri sia al teatro Fenaroli, soprattutto durante l'estate, per il festival chiamato "Estate musicale Frentana". Il programma si svolge durante l'estate e nel mese di settembre, con la commemorazione del concerto della Storica Banda Musicale Lancianese.

Nel mese di agosto, ma a volte anche di luglio, le Torri Montanare ospitano una rassegna cinematografica d'autore, con proiezione all'aperto nella Piazza d'Armi proprio dentro le mura. Dal 2016 invece il Largo dell'Appello, in occasione della "settimana medievale" della Rievocazione storica dell'investitura del Mastrogiurato, è divenuta la nuova sede del mercato storico rievocativo, abbandonando la storica sede in Largo San Lorenzo, mentre il chiostro dell'ex convento di Santa Giovina è divenuto il luogo degli stand gastronomici, e l'ex Piazza d'Armi delle Torri l'area dei combattimenti all'arma bianca e della gara con le grecce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Le Torri Montanare
  2. ^ a b Autori vari, descrizione delle torri Montanare nel paragrafo "Lanciano (CH) - La città fortificata" in Guida ai castelli d'Abruzzo, Carsa Edizioni, 2000 Pescara, ISBN 88-85854-87-7
  3. ^ a b Torri Montanare

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