Evangelion (Neon Genesis Evangelion)

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L'Eva-01 nella sigla iniziale dell'anime Neon Genesis Evangelion.

Le macchine da combattimento umanoidi multifunzione Evangelion (汎用人型決戦兵器 人造人間エヴァンゲリオン Hanyō jin gata kessen heiki jinzō ningen Evangerion?) — anche note con il nome di Evangelion o Eva — sono creature antropomorfe giganti da combattimento che compaiono nell'anime e nel manga di Neon Genesis Evangelion e nelle opere da esso tratte.

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il design degli Evangelion è stato curato dal mecha designer Ikuto Yamashita e dal regista e sceneggiatore della serie, Hideaki Anno[1]. Per il design degli Evangelion, il regista si ispirò ai demoni del folklore giapponese, gli oni, e volle conferire loro un «aspetto moderno», sensibilmente diverso rispetto a quello degli altri mecha, come i Gundam della serie Mobile Suit Gundam[2]. Pertanto, le loro sembianze hanno una natura più umano-demoniaca che prettamente robotica:

« In Giappone c'è un mostro con due corna sulla testa chiamato "oni". L'immagine generale degli Eva è basata su questi mostri. Volevo dare l'impressione che al di sotto di quest'immagine di "mostro robotico" si celasse non tanto un robot, quanto un gigante umano. »
(Hideaki Anno[3])
Una stampa giapponese di Katsushika Hokusai raffigurante due oni, figure mitologiche da cui Anno prese spunto per il design degli Evangelion

Il nome scelto per i mecha trae origine dalla parola greca ευ-αγγέλιον (euangelion), «vangelo», o «buona novella»[4]. La sua forma abbreviata invece, «Eva», sembra richiamare l'omonimo personaggio del Vecchio Testamento, moglie del primo uomo Adamo[5][6]. Interrogato in merito, Anno sostenne di aver scelto questo termine greco per le macchine da combattimento della serie perché «suona complicato»[7][8]. Secondo la rivista specializzata Animerica, il nome Evangelion simboleggia il ruolo di protettori che gli umanoidi rivestono nei confronti del genere umano[9].

Il regista incaricò il mecha designer di creare «un demone», «un gigante a malapena controllato dal genere umano». Secondo Yamashita, per il loro concept design trasse ispirazione dal romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift[10]. Tuttavia, fin dalla consegna delle tavole preparatorie, il design degli Eva suscitò tanto scalpore da dividere lo stesso staff di Neon Genesis Evangelion[11]. A quanto sostenuto da Yasuhiro Takeda, uno dei fondatori dello studio Gainax, l'aspetto degli umanoidi fu fonte di diversi problemi durante le prime fasi di produzione. Quando Toshimichi Ōtsuki, membro della King Records ed amico personale di Anno, presentò il progetto di Evangelion ad una nota azienda di giocattoli, gli dissero che un robot con un design del genere non avrebbe mai potuto vendere, specie per gli arti inferiori, ritenuti «eccessivamente magri»[12]. In un'intervista svoltasi diversi mesi prima della messa in onda dell'anime, Anno dichiarò di voler creare una serie radicalmente differente rispetto agli altri anime mecha, tutti sponsorizzati e finanziati da aziende private di giocattoli[13]. Per evitare ogni possibile interferenza da parte degli sponsor, il regista progettò dei robot difficilmente riproducibili sotto forma di giocattolo: «Gli anime mecha, nel corso del tempo, hanno finito con l'essersi adatti ad un modello preimpostato, e io credo di aver voluto rompere questo schema»[14].

Sembra che il ruolo degli Eva sia stato considerevolmente ripensato durante la produzione della serie. In una bozza preliminare avanzata durante le prime fasi di pianificazione della serie animata era contemplata l'esistenza di due civiltà preistoriche, apparse sul pianeta Terra molto tempo prima dell'effettiva comparsa dell'umanità ed entrambe dotate di tecnologie estremamente avanzate. In questo scenario, gli Evangelion sarebbero stati creati dalla prima civiltà, nota come «Prima Razza Ancestrale», ma si sarebbero in seguito ribellati ai propri creatori, causandone l'estinzione. Una «Seconda Razza Ancestrale» avrebbe poi creato la lancia di Longinus per tentare di sconfiggere gli umanoidi, e gli Angeli, spargendoli per il globo terrestre in stato di ibernazione, come contromisura nel caso in cui qualcuno avesse cercato di risvegliarli[15]. Per quanto concerne il sistema di pilotaggio, l'idea di farli muovere tramite una connessione di tipo nervoso con il pilota venne al character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, che guardando un documentario sull'emittente televisiva giapponese NHK chiamato Brain and Heart venne a conoscenza del nervo A-10. Da quel programma attinse diverse idee, tali da poter dare una valida spiegazione riguardo l'età dei piloti, tutti ragazzi quattordicenni orfani di madre[16], ovvero: «La defunta madre [del pilota] si trova all'interno del robot, che è controllato grazie ad un legame di tipo psichico con il bambino. A causa della morte della madre in giovane età, le relazioni fra genitori e figli non sono delle migliori»[17]. Ulteriori fonti di ispirazione per l'aspetto e il ruolo degli umanoidi furono, per il regista Anno, i manga Mazinger Z e Devilman di Gō Nagai[18][19]:

« Credo che il potere sia qualcosa di davvero spaventoso. Quando stava per essere deciso il design [dell'Evangelion], ho voluto insistitere sul suo aspetto minaccioso. Sarebbe l'ideale se un bambino piangesse vedendo un solo episodio [di Evangelion]. Al punto da farlo sembrare un antieroe, un qualcosa di veramente spaventoso. Devilman era un modello perfetto. A quel tempo disegnai una bozza preliminare dell'Eva estremamente simile a Devilman, con la schiena ricurva, la vita stretta, e un petto piatto e spesso. Sebbene per quell'immagine mi ispirai a Devilman, l'Eva ha molti punti in comune con Mazinger Z. Anche lui ha un volto demoniaco spaventoso. [...] Per questo motivo, l'Eva avrebbe dovuto avere un colore lugubre, eccezion fatta per gli occhi, che lasciai in bianco, così da attirare l'attenzione. Inoltre, in questa prima versione, l'Eva aveva degli occhi cerchiati di rosso, proprio come Mazinger Z. »
(Hideaki Anno[20])

Rebuild of Evangelion[modifica | modifica wikitesto]

Per la produzione del remake cinematografico Rebuild of Evangelion, il designer Yamashita, sotto precisa richiesta del regista Anno, apportò diverse modifiche agli armamenti e alle colorazioni degli Evangelion rispetto alla serie animata originale. Tuttavia, a detta dello stesso Yamashita, gli schemi presenti nella versione cinematografica non sono da considerarsi degli inediti, in quanto basati su suoi vecchi disegni risalenti a più di dieci anni prima[21]. Durante il making of della pellicola Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone Kazushi Kobayashi venne incaricato di creare un modello tridimensionale dell'Eva-01 in computer grafica, sotto stretta supervisione del regista Hideaki Anno e del mechanical animation director del film, Takeshi Honda. Questo particolare prototipo computerizzato venne usato soprattutto nelle scene di simulazione, in quanto la sua struttura esterna, ufficialmente nota come «armatura», imita perfettamente il rivestimento esterno dell'Evangelion[22]. Nel secondo capitolo, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, vennero apportate alcune modifiche al design della testa dell'Eva-02, che presenta due piccole sporgenze sulla fronte simili a corna, disegnate da Yū Honda. Pare che in fase di produzione fossero previsti ulteriori cambiamenti al design dello 03, fra cui un cambio di colorazione, poi accantonati[23].

Serie originale[modifica | modifica wikitesto]

Prodotte a costi elevatissimi, le Macchine da Combattimento Umanoidi Multifunzione Evangelion rappresentano i più avanzati strumenti da battaglia mai costruiti dal genere umano, le armi definitive concepite per essere in grado di contrastare e distruggere i misteriosi esseri noti come Angeli[24]. Il loro sviluppo, condotto in segreto dall'Agenzia Speciale Nerv, è iniziato in seguito alla catastrofe nota sotto il nome di Second Impact avvenuta nell'anno 2000, e si è protratto per circa quattordici anni[25]. Ai membri della Nerv, alla quale sono inoltre affidati la loro messa in funzione e il loro impiego effettivo, le armi sono note con l'abbreviazione di Eva[26]. Dal punto di vista scientifico, l'insieme di questi compiti costituisce il cosiddetto «Progetto E», posto sotto la direzione e la responsabilità della dottoressa Ritsuko Akagi[27]. Fondamentalmente, gli Evangelion sono umanoidi giganti, rivestiti con una spessa corazza protettiva e dotati di vari equipaggiamenti utilizzabili a seconda delle situazioni di battaglia. Un Eva è pertanto costituzionalmente simile in tutto e per tutto a un essere umano, ad esclusione delle smisurate dimensioni, e quindi, come l'uomo, è dotato di un sistema nervoso, di uno scheletro, e di un apparato circolatorio. A questi corpi viventi sono state in seguito impiantate diverse parti meccaniche, adibite al loro controllo o a garantire loro maggiore efficienza e funzionalità sul campo di battaglia[25]. In particolare, nel terzo episodio della serie originale, durante il combattimento contro l'Angelo Shamshel, sulla mano dell'Eva-01 si possono notare delle dita con unghie del tutto simili a quelle umane[28]. Se negli esseri umani gli ordini si trasmettono attraverso un impulso elettrico, il sistema periferico e i movimenti di un Evangelion vengono trasmessi e controllati tramite corrente elettrica[29].

Una motocicletta ispirata all'Eva-01 in mostra durante l'evento Eva Expo, tenutosi a Shangai nel 2013

Gli Eva sono in grado di rigenerare le proprie ferite e le parti del proprio corpo rimaste danneggiate, nonché di sviluppare uno scudo protettivo chiamato A.T. Field. Normalmente si muovono alimentati da un cavo esterno denominato Umbilical Cable, che provvede a fornire l'energia elettrica necessaria al funzionamento dei loro circuiti[30][31]. In assenza di questo cavo, gli umanoidi sono in grado di operare, seppur per un tempo limitato variabile dai sessanta secondi ai cinque minuti, sfruttando l'energia accumulata in una batteria interna[27]. Quando non attive, le unità sono solitamente alloggiate in apposite e gigantesche strutture denominate «gabbie», e tenute in posizione da una struttura di ancoraggio composta da numerosi blocchi e fermata da vari gruppi di sicure[32]. Tuttavia, nella diciannovesima puntata della serie, l'Eva-01 divora le carni dell'Angelo Zeruel, assorbendo così la fonte energetica degli Angeli, il cosiddetto elemento S², ed estendendo indefinitamente il proprio limite di operatività[33]. Elemento caratteristico quanto degli Angeli quanto degli Eva è una sfera rossa chiamata nucleo, situata in corrispondenza del torace degli umanoidi[34].

Il sistema di pilotaggio degli Evangelion prevede la sincronizzazione tra pilota e umanoide mediante connessione nervosa[35], tale che i due soggetti agiscano in sincronia[25][36]. Il pilota di un'unità Evangelion, denominato Children, è alloggiato in una sorta di capsula cilindrica detta Entry Plug, che viene inserita nella zona corrispondente alla colonna vertebrale dell'umanoide, all'altezza delle vertebre cervicali. L'abitacolo viene quindi completamente riempito con uno speciale liquido, denominato LCL, in grado di favorire la connessione nervosa tra l'Evangelion e il suo pilota, possibile soprattutto grazie a un nervo chiamato nervo A-10[37][38]. Sembra che i soggetti idonei a pilotare un Evangelion si limitino a ragazzi quattordicenni orfani di madre[39], e che negli umanoidi, originariamente sprovvisti di anima, siano alloggiate anime di persone[40]. Una volta instaurata con successo la connessione nervosa, il Children è in grado di comandare a proprio piacimento l'umanoide, principalmente pensando di agire con il proprio stesso corpo, grazie al cosiddetto sistema di interfaccia neurale[41]. Il suo mantenimento può però venire messo a rischio dai danni subiti dall'Evangelion nel corso di un'operazione e dai corrispondenti disturbi psicologici a carico del pilota. È infine contemplato un pericoloso stato comunemente indicato come berserk; in questi rari casi l'umanoide inizia ad agire in preda ad un'incontrollabile ed apparentemente istintuale furia distruttiva[32].

Esperimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel ventitreesimo episodio della serie vengono mostrati numerosi scheletri di esseri giganteschi di colore giallo, abbandonati nel Terminal Dogma del quartier generale della Nerv. Tali corpi sono da considerarsi a tutti gli effetti come degli antenati dell'Eva-00, o, per meglio dire, i resti di esperimenti falliti occorsi durante la sua creazione. A differenza della forma finale dello 00 però, questi modelli hanno due o anche più occhi[42]. Un altro aspetto caratteristico di tali prototipi è costituito dal viso e dalla colonna vertebrale, chiaramente visibili e testimonianti la loro natura di umanoidi artificiali[43].

Unità 00[modifica | modifica wikitesto]

L'Unità 00 (零号機 Zerogōki?), ufficialmente denominata Prototype, è il primo Eva ad essere stato mai realizzato[44]. Nonostante gli Evangelion siano stati pensati come armi da utilizzare per contrastare la minaccia degli Angeli, l'Eva-00 non è stato concepito e sviluppato come una macchina dedicata al combattimento effettivo, quanto piuttosto allo studio di fattibilità e funzionalità pratica della sua stessa tecnologia di base[45]. Per via di questo, lo 00 manca di varie attrezzature e equipaggiamenti rispetto a quelli posseduti dalle Unità costruite dalla 01 in poi[5]. Sembra che la sua concezione sia avvenuta nel Geofront di Neo Tokyo-3. Il materiale biologico di partenza deriva da quello del primo Angelo, Adam[46]. Lo 00 si distingue da tutti i successivi esemplari sia per la sua caratteristica colorazione giallo scuro, tipica dei prototipi militari, che per una meno sofisticata architettura esterna ed interna. Il suo principale organo di percezione sensoriale visiva è rappresentato da una lente ottica di forma rotonda e colore rosso, posta al centro del volto proprio come l'occhio di un essere vivente monoculare[45]. Rispetto all'Eva-01, che sembra avere un volto «diabolico», quest'unica lente ottica conferisce allo 00 un design più meccanico ed inespressivo[47]. Le sue funzioni sono tuttavia integrate da quelle di un sistema sensore a onde elettromagnetiche, situato invece sulla sommità del capo, che esteriormente si presenta composto da una seconda lente tonda, di maggiori dimensioni rispetto alla prima e di colore verde, e di una più piccola copertura di sicurezza anteriore, di colore bianco e anch'essa di forma rotondeggiante[45].

Il pilota dedicato all'Eva-00 è la First Children, Rei Ayanami[48][49]. Pare che, a causa della sua funzione di prototipo, l'unità abbia sofferto di una instabilità tale da condurla fuori controllo in diversi esperimenti di attivazione[50]. Secondo le parole pronunciate nel primo episodio della serie dal capitano Misato Katsuragi, Rei Ayanami ha impiegato ben sette mesi di addestramento prima di riuscire a sincronizzarsi con l'Unità. Difatti, come mostrato nella sequenza iniziale della quinta puntata, prima dell'attacco di Sachiel nella 2ª Sala Test della Nerv ebbe luogo un esperimento di attivazione dello 00 nel quale l'Eva andò fuori controllo, distruggendo le strutture di ancoraggio che lo trattenevano e causando la totale distruzione della Sala Test, nonché il ferimento del suo pilota[51][52]. Pertanto, la sua prima attivazione effettiva avviene solo dopo quella dello 01, quando, a causa dell'attacco dell'Angelo Ramiel, si rende necessaria la presenza simultanea di due unità Evangelion. Tuttavia, data la sua natura sperimentale, durante la cosiddetta Operazione Yashima lo 00 viene impiegato come semplice unità di backup, assegnata cioè unicamente alla difesa dello 01[46].

Nel corso dell'Operazione Yashima l'Eva-00 subisce danni strutturali di così grave entità da richiederne una ristrutturazione globale[48]. Le differenze fondamentali mostrare dall'Eva-00 rispetto alla precedente versione riguardano soprattutto la sua corazza e il suo equipaggiamento fondamentale, mentre la sua struttura interna risulta al contrario sostanzialmente invariata. Dal punto di vista estetico, lo 00 assume una colorazione blu, mentre dal punto di vista strettamente bellico, sull'Unità vengono installate dei supporti verticali strutturalmente identici a quelli dell'Eva-02[53]. Questi supporti verticali, situati all'altezza delle spalle, vengono dotati di uno speciale sistema di propulsione, che permette al mecha di rallentare ed attutire eventuali cadute[54]. Tali modifiche hanno il merito di migliorare sensibilmente le funzionalità e le prestazioni del prototipo, così da renderlo un esemplare versatile al pari delle altre unità, perfettamente utilizzabile in azioni di combattimento come lo 01 e lo 02. Di fatto la sua presenza diventa un valido supporto alle operazioni di difesa di Neo Tokyo-3 e all'eliminazione degli Angeli, risultando decisiva in più di un caso. Ad esempio, nelle operazioni congiunte assieme agli Eva-01 e Eva-02 riesce efficacemente a portare a termine le missioni di distruzione degli Angeli Matarael e Sahaquiel[46]. Nel ventitreesimo episodio, il sedicesimo Angelo, Armisael, corrode e si fonde con l'Unità-00, ma per evitare che il nemico possa erodere anche l'Eva-01 sceso in suo aiuto, Rei decide di autodistruggersi assieme all'Angelo. Tirando una leva celata dietro il suo sedile, la ragazza manda il nucleo dello 00 fuori controllo, attivando così il sistema di autodistruzione[55]. L'A.T. Field dell'Unità si inverte, così da inglobare e annientare il nemico[56].

Unità 01[modifica | modifica wikitesto]

Un cosplay dell'Eva-01

L'Unità 01 (初号機 Shogōki?), o Test Type, come viene definito nella sua nomenclatura ufficiale, è il modello sperimentale della serie Evangelion[57]. Rappresenta il secondo Eva ad essere stato costruito presso il quartier generale della Nerv, nonché il primo umanoide ad essere utilizzato effettivamente in battaglia[5]. È stato costruito nel Geofront della città di Neo Tokyo-3, sotto la direzione della dottoressa Yui Ikari, e differisce da tutti gli esemplari precedenti e successivi, in quando la materia biologica che ne costituisce la base proviene da quella del secondo Angelo, Lilith. Dal punto di vista estetico, oltre che per la caratteristica colorazione preponderantemente viola, l'Eva-01 è contraddistinto da un lungo corno che si prolunga dal centro della fronte e da un visore binoculare, particolare questo che lo rende simile a un essere umano e che testimonia, oltretutto, l'evoluzione tecnologica dell'unità[58]. Benché abbia agito in diverse occasioni fuori controllo, questo esemplare assume un ruolo decisivo in numerose operazioni belliche, anche grazie al suo elevato tasso di sincronia con il pilota[59]. L'umanoide vivente alla base dell'unità-01 è inoltre caratterizzato da tessuti organici di colore marrone e da un liquido corporeo, simile a sangue, di colore rosso[60]. Un'ulteriore particolarità dell'Unità è il suo profilo, simile a quello di un demone. Normalmente, la bocca è fissata con dei bulloni, e il suo corpo biologico vero e proprio è coperto dalla corazza. Nonostante il suo aspetto umanoide, mettendo a confronto il suo corpo con quello di un vero essere umano, lo 01 dimostra di avere delle estremità sensibilmente più lunghe[61]. Dal punto di vista strettamente bellico invece, l'unità si è forgiata di brillanti risultati nella lotta contro gli Angeli, nonché della maggiore esperienza sul campo di battaglia fra tutti gli altri esemplari prodotti dalla Nerv[62].

Il primo test di attivazione dell'Unità 01, effettuato nell'anno 2004 nel Laboratorio per l'Evoluzione Artificiale, venne condotto dall'agenzia Gehirn ed eseguito dalla dottoressa Yui Ikari, eccezionalmente designata dallo staff come pilota. Sul luogo dell'esperimento, il primo tentativo del genere mai effettuato, erano presenti diversi membri dello staff, come suo marito Gendō Ikari, Kōzō Fuyutsuki, la dottoressa Naoko Akagi, nonché Shinji Ikari, suo figlio. Nell'occasione, la dottoressa affermò di voler mostrare al bambino «il nostro brillante futuro»[63]. Nell'ambito dell'esperimento sembra che il tasso di sincronia con il pilota raggiunse il 400%, percentuale che determina il discioglimento del soggetto all'interno dell'Eva. Il caso venne archiviato come incidente, e i tentativi di recupero della dottoressa Ikari si rivelarono infruttuosi. Sulla natura di quanto successo, però, sussiste incertezza, poiché non viene mai chiarito se il risultato del test sia stato la conseguenza di una precisa scelta del pilota o meno[58]. Sembra però che l'anima di Yui sia rimasta all'interno dell'Unità[40].

Il secondo tentativo di attivazione avvenne dieci anni dopo, quando nel 2015 sull'Eva-01 viene fatto salire Shinji Ikari, Third Children e suo pilota designato. Prima che il test avesse esito positivo, il personale di ricerca e di sviluppo del Progetto E si riferiva allo 01 chiamando sarcasticamente la sua procedura di attivazione «sistema 09», poiché il supercomputer della Nerv, il cosiddetto Magi System, aveva calcolato che una nuova attivazione avesse una percentuale di successo dello 0,0000000009%[5]. Nonostante questo, Shinji riesce con sopresa di tutti ad ottenere un livello di sincronia pari al 41,3% già al primo tentativo[60][59]. Il successo dell'attivazione potrebbe essere stato determinato della volontà della stessa Yui Ikari, che in alcune particolari situazioni riesce a intervenire in difesa del figlio e muovere l'Eva di propria volontà[58]. Per via di questa relazione che lo lega a Yui, lo 01 è un elemento indispensabile per la realizzazione dei piani di Gendō Ikari, suo consorte[62].

Production Model[modifica | modifica wikitesto]

Unità 02[modifica | modifica wikitesto]

Due cosplayer dell'Eva-02 e del suo pilota, Asuka, così come presentati nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance

L'Unità 02 (弐号機 Nigōki?), ufficialmente denominato Production Model, è il primo esemplare di Evangelion studiato e concepito per un'eventuale produzione in serie e per il combattimento effettivo[5][64]. Benché l'ideazione e la costruzione della macchina siano avvenute in Giappone, l'assembramento e i test di attivazione, così come l'addestramento del suo pilota, il Second Children Asuka Sōryū Langley, sono stati eseguiti in Germania[65][66], nella sede locale della Nerv. Il materiale biologico alla base del suo corpo è quello del primo Angelo, Adam[67]. Esteriormente, si differenzia dalle prime due unità per la presenza di quattro occhi sul volto, particolarità che nei modelli successivi verrà poi abbandonata e sostituita in favore dell'esemplare binoculare. Dacché l'Eva-00 ha solo un occhio, e lo 01 due, si può desumere che allo sviluppo dell'Eva si accompagni un loro progressivo aumento di numero[68]. Ciascun occhio è provvisto di una lente ottica ausiliaria di colore verde e di quattro sensori a onde elettromagnetiche, riconoscibili come piccoli fori disposti su di un supporto collocato sulla fronte dell'unità[69]. Ulteriori caratteristiche che dimostrano i maggiori interventi eseguiti durante la sua creazione riguardano il colore dei fluidi interni del corpo umanoide, blu anziché rosso come nel caso dei precedenti esemplari, e la presenza di nuovi dettagli meccanici[70]. I supporti verticali sulle spalle invece differiscono sostanzialmente da quelli dell'Eva-01; in particolare, nel sinistro è alloggiata una versione migliorata dell'arma da taglio Progressive Knife rispetto alla versione equipaggiata dall'unità precedente[71][72], mentre nel destro è alloggiato il Needle Gun, un'arma da fuoco capace di sparare aculei[67]. Dispone di un grosso bazooka, di grandezza pari ad un'unitá Evangelion, e di due hand bazooka, dalle dimensioni più modeste[73].

La sua colorazione, prevalentemente rossa, crea un'immagine aggressiva, simile a quella delle macchine da corsa[74]. Sebbene la parte posteriore dell'Unità somigli a quella dell'Eva-01, differisce dall'unità precedente per la conformazione delle componenti di testa, spalle e torace. Una delle sue principali capacità è quella di poter curvare il tronco, proprio come gli esseri umani. Benché nell'ottavo episodio della serie animata Asuka sostenga che lo 02 è il «primo vero Evangelion», pare che non sussistano sostanziali differenze in termini di prestazione con l'Unità 01. Sembra però che rispetto all'unità precedente lo 02 presenti un minor numero di sporgenze sul corpo, e in particolar modo sul capo, dettaglio che fa pensare ad una sua maggiore vulnerabilità durante il combattimento[75]. La prima vera battaglia dell'Eva-02 si svolge nell'Oceano Pacifico, durante il suo trasporto marittimo dalla Terza Divisione della Nerv, in Germania, al quartier generale giapponese. Nell'occasione, l'Eva, pilotato contemporaneamente dal Second Children e dal Third Children, sconfigge l'Angelo Gaghiel. Durante la battaglia l'unità riesce ad operare in ambiente subacqueo pur supportando il solo equipaggiamento di base, che a livello teorico non dovrebbe consentire alcuna funzionalità di immersione[76]. Tuttavia, a partire dal combattimento contro il tredicesimo Angelo, Bardiel, l'Unità incomincia a registrare diversi insuccessi sul campo di battaglia. A seguito di un attacco psicologico operato dal quindicesimo Angelo, Arael, Asuka patisce un tracollo psicologico tale da impedirle ogni sincronizzazione con l'umanoide, fatto che obbliga la Nerv a richiedere l'ausilio di un nuovo Children, Kaworu Nagisa, che si rivelerà poi essere il diciassettesimo Angelo e prenderà il controllo dello 02 per utilizzarlo contro l'Eva-01 di Shinji[67].

Una parte decisiva nello sviluppo e nell'attivazione di tale unità è stata svolta dalla dottoressa Kyōko Sōryū Zeppelin, membro della sezione tedesca dell'allora Gehirn. Similmente a quanto avvenuto a Yui Ikari nel caso dell'Unità 01, anche Kyōko ha tentato un contatto con l'Eva, dal quale è uscita psicologicamente sconvolta. Si ipotizza che la sua anima, o «il suo essere madre», sia rimasto chiuso all'intero dello 02[40]. Alla luce di questo non è quindi un caso che la figlia, Asuka, sia stata selezionata come Second Children[67]. L'Unità, benché gravemente danneggiata, raggiunge lo stato di berserk durante uno scontro contro i nove Mass Production Model. Nonostante riesca a infliggere diversi danni alle nove unità durante il combattimento, rimane del tutto impotente di fronte alla lancia di Longinus, la quale, dopo averla trafitta, segna la sua definitiva sconfitta[77].

Unità 03[modifica | modifica wikitesto]

L'Unità 03 (参号機 Sangōki?) è un modello di produzione in serie costruito presso la Prima Divisione americana della Nerv[5]. A causa di un incidente occorso presso la Seconda Divisione, il comando dello 03, sotto espressa disposizione del governo statunitense, passa al Giappone[78]. In seguito a questa tempestiva decisione, l'unità viene trasportata per via aerea fino al quartier generale dell'organizzazione, attraversando così tutto l'Oceano Pacifico con sole due ore di ritardo rispetto al programma[79]. Benché il suo aspetto sia pressoché identico a quello dell'Eva-02, differisce dall'unità precedente per il colore, prevalentemente nero[80], e per la forma del capo, più vicina a quella dell'unità 01. Tuttavia, il volto dello 03 presenta dei lineamenti più brutali, ed è assente la caratteristica protuberanza frontale dell'Eva-01[81]. Ulteriori dettagli che lo distinguono esteticamente dagli altri esemplari sono le spalle allungate, la postura leggermente inclinata in avanti e l'andatura[82]. Una volta giunta in Giappone, i preparativi del suo test di attivazione hanno luogo nella città di Matsushiro, nella prefettura di Nagano, ove si trova il secondo sito di sperimentazione della Nerv. Tuttavia, una volta salito a bordo il suo pilota designato, il Fourth Children Tōji Suzuhara, l'Unità va improvvisamente fuori controllo, spalancando le proprie fauci e distruggendo le recinzioni atte a contenerla. Al suo interno è infatti presente Bardiel[83], un Angelo di tipo parassitario che ha preso controllo del suo corpo[84]. Una volta identificata come tredicesimo Angelo dal comandante Ikari, l'Eva-03 affronta in combattimento dapprima le unità 00 e 02, sconfiggendole senza grosse difficoltà, e infine l'Eva-01, scontro che ha come risoluzione la sua completa distruzione[85].

Unità 04[modifica | modifica wikitesto]

L'Unità 04 (四号機 Yongōki?) è un Production Model costruito, assieme all'Eva-03, negli Stati Uniti, più precisamente presso la Seconda Divisione americana della Nerv, sita nello stato del Nevada. A causa di un incidente occorso durante un test di inserimento sperimentale dell'elemento S², l'Unità, assieme alla Seconda Divisione e a tutti gli oggetti nel raggio di 89 chilometri, scompare inspiegabilmente[86]. Benché il suo aspetto non sia stato mai mostrato nella serie originale, si dice che sia di colore bianco[87].

Unità 05-13: Mass Production Model[modifica | modifica wikitesto]

La Serie Eva (エヴァシリーズ Evashirīzu?), o Eva Series, comprende tutte le unità dalla 05 alla 13, costruite in diverse filiali della Nerv per volontà di una misteriosa organizzazione chiamata Seele per poter portare avanti il cosiddetto Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo[40]. Queste nove unità sono tutte dotate del motore energetico noto come elemento S², nonché di una replica della lancia di Longinus. Dal punto di vista tecnico, la loro struttura di base è la stessa degli Eva di proprietà della Nerv, ma mancano dei sopporti verticali disposti sulle spalle degli esemplari costruiti dallo 01 in poi. Ulteriore elemento di differenziazione rispetto ai precedenti modelli è il capo, privo di sensori ottici, e la zona nella quale viene inserita la cabina di pilotaggio[88]. Presentano inoltre la capacità di volare, dovuta con un certo margine di probabilità alla presenza dell'elemento S², grazie al quale dispongono di enormi capacità rigenerative e di un tempo illimitato di operatività, senza bisogno di Umbilical Cable. Tutte e nove le unità possiedono la stessa forma e la stessa colorazione, prevalentemente bianca, nonché di ali pieghevoli sul retro. Sembra però che le abilità e gli equipaggiamenti a loro disposizione non siano stati preparati in vista di eventuali battaglie nei confronti di Angeli, ma con il preciso scopo di portare avanti il Progetto per il Perfezionamento[89]. In aggiunta, non necessitano di piloti, operando invece tramite Dummy Plug, dei simulatori di Entry Plug nei quali è iscritta la personalità del Fifth Children, Kaworu Nagisa[5].

Nella pellicola The End of Evangelion, la Seele invia tutti e nove gli esemplari contro l'Eva-02. Sebbene lo 02 riesca ad infliggere gravi danni alle unità, in un secondo momento esse si riattivano grazie all'elemento S², sfregiando totalmente il corpo del nemico[90]. Questo loro particolare comportamento, classificabile come di tipo predatorio, potrebbe essere la vera forma degli Eva quando non pilotati da esseri umani. Durante il Progetto per il Perfezionamento, i Mass Production Model si uniscono all'Angelo Lilith e si auto-infilzano con le proprie lance di Longinus. Alla fine del processo, si trasformano in statue di pietra, come se la loro attività si fosse improvvisamente arrestata, e precipitano sulla Terra[89]. Il loro design sembra ricalcare le caratteristiche comunemente attribuite agli angeli[91].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Automobile da corsa del gruppo Evangelion Racing ispirata ai colori dell'Eva-01

Il mecha design di Ikuto Yamashita è stato elogiato da John Beam della rivista Animation Planet[92] e da Martin Theron del sito Anime News Network: «I mecha design [di Evangelion] sono fra più singolari mai prodotti per una serie d'animazione giapponese, grazie a sembianze eleganti, agili, apparentemente mostruose, spaventose, e atletiche, piuttosto che rigide e cavalleresche»[93]. Nel 2015, durante una conferenza ufficiale tenutasi in occasione del lancio di una linea di smartphone ispirati al franchise di Evangelion e prodotti dalla Sharp Corporation, Daigo, membro della band giapponese Breakerz, indossò un outfit ispirato all'Unità 01[94]. Nel 2016 l'attrice Ayame Gōriki è apparsa in un cosplay dell'Eva-01 all'interno di un'anteprima del primo episodio di Rental no koi, dorama andato in onda nel gennaio dell'anno successivo[95]. Secondo lo studioso Guido Tavassi, il «rivoluzionario» mecha design è da annoverare a pieno titolo fra le numerose innovazioni introdotte da Neon Genesis Evangelion, «che se, da un lato, avvicina maggiormente le unità Eva alla figura umana, dall'altro propone una completa astrazione delle forme dei nemici, gli Angeli, con una scelta che avrà un impatto enorme sul design delle serie del genere successive»[96].

Nel 2010 venne annunciata la formazione di un team automobilistico giapponese chiamato Evangelion RT-01 apr Corolla per il campionato Super GT[97]. In occasione della prima competizione ufficiale del team, tenutasi lo stesso anno nel circuito del Fuji, la Toyota Corolla Axio del gruppo venne ridipinta seguendo lo schema cromatico dell'Eva-01[98][99], e i due corridori, Koki Saga e Kosuke Matsuura, gareggiarono indossando due riproduzioni del plugsuit usato dal personaggio di Shinji Ikari[100]. Nei due anni successivi alla prima vettura vennero poi aggiunte una Porsche 911 GT3 RS ridipinta ricalcando il design dell'Unità 02, e due motociclette Kawasaki Ninja ZX-10R ispirate allo 01 e allo 02[101]. Quasi contemporaneamente, il sito Yahoo! Japan indusse un sondaggio rivolto agli appassionati della serie, a cui venne chiesto se avessero apprezzato l'eventuale costruzione di un modello in scala 1:1 di un Evangelion e che unità avrebbero preso come modello[102]. Nel primo quesito la risposta fu quasi all'unanimità affermativa, mentre nel secondo venne scelta l'Unità 01 con ampio scarto di maggioranza, con un 78% circa dei voti totali[103].

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo scrittore Kazuhisa Fujie e il ricercatore italiano Guido Tavassi, in un primo momento si registrò un notevole insuccesso commerciale relativo ai giocattoli e alle riproduzioni dei mecha di Neon Genesis Evangelion, surclassati dalle vendite delle action figure di Rei Ayanami[104], «e finanche la Bandai si mostrò riluttante a commercializzare i modellini dei fin troppo insoliti e inquietanti mecha»[96]. Tuttavia, nel giro di appena un anno si ebbe una vera esplosione del fenomeno Evangelion, con la Bandai che, dopo l'iniziale titubanza, si lanciò a gran ritmo nella produzione di giocattoli e modellini sulla serie[105]. Oltre che per diversi tipi di action figure, l'immagine dei mecha venne usata per numerosi beni di consumo, come scarpe Adidas[106], bottiglie per vini e spuntanti[107], borse[108], indumenti e accessori sportivi per ciclisti[109], felpe[110], guanti[111], articoli di abbigliamento intimo[112][113] e vestiti per bambini[114][115].

Riproduzione della cabina di pilotaggio di un Evangelion all'interno di un treno ispirato al design dell'Eva-01

Nel febbraio del 2007 lo Studio Akiyama mise in commercio una figure gigante dell'Eva-01 alta circa 2 metri al prezzo di un milione di yen (circa 10.000 dollari statunitensi) per celebrare l'uscita del film Evangelion 1.0: You Are (Not) Alone[116]. Nel 2015 venne annunciata la costruzione di un treno ad alta velocità ispirato al design dell'Eva-01, nella cui realizzazione furono coinvolti sia il mecha designer Ikuto Yamashita, sia il regista della serie Hideaki Anno[117]. Dopo essere entrato in funzione a novembre dello stesso anno[118], la compagnia ferroviaria West Japan Railway Company decise di estendere la durata del servizio fino alla primavera del 2018[119]. Anche il parco di divertimenti Fuji-Q HighLand propose diverse iniziative simili: nel 2010 venne inaugurato un busto dell'Eva-01 alto 9 metri e largo 16[120][121], e nel 2011 venne annunciata la costruzione di una riproduzione in scala 1:1 del capo dell'Eva-02 in modalità The Beast, una stanza d'albergo ispirata all'Entry Plug dell'Unità 00[122][123], e delle montagne russe progettate e costruite in base al design dello 01 nel 2015[124]. Tuttavia, a causa del terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011, i lavori per la statua dello 02, progettata per essere alta 7 metri e larga 5, vennero rimandati a tempo indeterminato[125]. Nel novembre del 2014 l'azienda automobilistica giapponese Mitsuoka Motors mise all'asta un modello di Mitsuoka Orochi ispirato al design dell'Eva-01, venduto ad un prezzo finale di 16 milioni di yen (130.000 dollari circa)[126]; l'evento ricevette un'attenzione mediatica tale da spingere il presidente dell'azienda, Akio Mitsuoka, ad accordarsi con il vincitore della lotteria per esporre la vettura alla Mitsuoka Gallery Azabu di Tokyo per un'intera settimana[127]. Lo stesso anno, nell'aria di servizio Expasa di Ashigara, nella prefettura di Shizuoka, venne inaugurato un evento a durata limitata interamente dedicato a Neon Genesis Evagelion, durante il quale venne esposta una stata dell'Eva-01 alta sei metri, la più grande al mondo[128]. Nel 2016 il primato passò ad una riproduzione gigante dello 01 con un modello in scala della lancia di Longinus fra le mani costruita nella città di Shangai, frutto della cooperazione fra lo studio Khara, la società Heitao Interactive e la Shanghai Character License Administrative Corporation; con i suoi 24,8 metri di altezza, la statua è entrata ufficialmente nel Guinness dei primati come «il più grande Evangelion al mondo»[129][130].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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