Visione binoculare

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La visione binoculare negli esseri umani

La visione binoculare, anche detta visione stereoscopica o stereopsi o stereopsia, è una caratteristica del sistema visivo, propria di alcune specie animali, quali l'essere umano.

Questa avviene in genere per un campo ristretto rispetto alla normale visione bioculare, e proprio quando entrambi gli occhi partecipano alla visione dello stesso soggetto o della stessa area di campo. Ovvero, quando la parte del singolo campo visivo monoculare dell'occhio destro, può andarsi a sommare alla stessa parte visibile anche dal singolo campo visivo monoculare dell'occhio sinistro, formando appunto una immagine binoculare.

La visione binoculare, è la parte utilizzata per la maggior parte del tempo durante l'osservazione attenta (lettura, visione TV, ecc), approssimabile mediamente una finestra di forma ellittica con rapporto d'aspetto tra 1,2:1 e 1,35:1 circa, che copre un campo visivo esteso mediamente per circa 95° orizzontali e per circa 80° verticali.

L'acutezza visiva totale della visione binoculare, risulta molto maggiore rispetto alla visione monoculare, ovvero più del doppio e circa il 240%.

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

A confronto il campo visivo di piccione e gufo

Il presupposto indispensabile per l'organizzazione della visione binoculare è che entrambi gli occhi osservino una stessa area dello spazio, e che non siano presenti deviazioni degli assi visivi.

Direzione visiva e punti corrispondenti[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione dello spazio visivo prende come riferimento la fovea; un oggetto che forma la sua immagine su un'area retinica posta temporalmente e verso il basso rispetto ad essa, viene localizzato come proveniente dall'alto e dal lato nasale, cioè diametralmente opposta. Questa localizzazione è detta foveocentrica. I campi visivi dei due occhi sono legati reciprocamente; ad un'area retinica dell'occhio destro corrisponde un'altra dell'occhio sinistro, in posizione omologa. Le due fovee sono i punti corrispondenti principali, e la restante parte dell'area retinica viene organizzata anch'essa per aree corrispondenti. Per questo motivo, la direzione visiva risultante appare come originata da un occhio posto al centro dei due reali. Questa direzione visiva viene quindi definita ciclopica.

Oroptero e diplopia fisiologica[modifica | modifica wikitesto]

Oroptero è quella porzione di spazio in cui gli occhi percepiscono un'immagine su aree retiniche corrispondenti, i cui punti vengono visti singolarmente. La scoperta è attribuita a Vieth, nel 1818. La porzione di spazio più distale e più prossimale rispetto alla superficie circolare definita oroptero viene percepita doppia, poiché non stimola aree retiniche corrispondenti. Questo fenomeno è definito "diplopia fisiologica".

Percezione binoculare[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione del processo evolutivo e cognitivo dell'apparato visivo umano, proposto da Worth nel 1915, la percezione binoculare è composta da diversi fenomeni:

  1. percezione simultanea o diplopia
  2. fusione
  3. stereopsi

Ogni fenomeno è di livello superiore al precedente, e la presenza del grado più elevato, la stereopsi prevede la presenza dei due precedenti.

Percezione simultanea[modifica | modifica wikitesto]

La percezione simultanea è rappresentata dalla capacità di entrambi gli occhi di apprezzare e trasmettere al cervello nello stesso istante la medesima immagine.

Fusione[modifica | modifica wikitesto]

La fusione è una capacità visiva successiva alla percezione simultanea, e presenta una componente motoria ed una sensoria. La prima implica l'attività dei muscoli estrinseci oculari, per il posizionamento degli assi visivi sull'oggetto interessato. La seconda è relativa alla capacità psichica di formare, da due immagini retiniche simili, una rappresentazione visiva singola.

Stereopsi[modifica | modifica wikitesto]

La stereopsi è la capacità percettiva che consente di unire le immagini provenienti dai due occhi, che a causa del loro diverso posizionamento strutturale, presentano uno spostamento laterale. Questa disparità viene sfruttata dal cervello per trarre informazioni sulla profondità e sulla posizione spaziale dell'oggetto mirato. Di conseguenza la stereopsi permette di generare la visione tridimensionale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anto Rossetti Manuale di ottica e optometria, Zanichelli, 2003.
  • Susan Barry Vedere e rivedere, Biblioteca Le Scienze, 2010. ISBN non esistente

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