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Mazinger Z

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Mazinger Z
マジンガーZ
(Majingā Zetto)
Mazinger Z (Nagai).jpg
Copertina del primo volume (edizione J-Pop)
Genere mecha
Manga
Autore Gō Nagai
Editore Shūeisha (1972-1973), Kōdansha (1973-1974)
Rivista Weekly Shōnen Jump (1972-1973), TV Magazine (1973-1974)
Target shōnen
1ª edizione 2 ottobre 1972 – settembre 1974
Tankōbon 5 (completa)
Editore it. d/visual - d/books
1ª edizione it. ottobre 2009 – febbraio 2010
Volumi it. 6 (completa)
Testi it. Francesco Grippo, Leonardo Grimani
Serie TV anime
Mazinga Z
Char. design Yoshiyuki Hane, Keisuke Morishita
Musiche Michiaki Watanabe
Studio Toei Dōga
Rete Fuji Television
1ª TV 3 dicembre 1972 – 1º settembre 1974
Periodicità settimanale
Episodi 92 (completa)
Aspect ratio 4:3
Durata ep. 22 min
Rete it. Rai 1, Man-ga
1ª TV it. 21 gennaio 1980 – 21 gennaio 2016
Episodi it. 92 (completa)
Studio dopp. it. DEFIS, CDR
Dir. dopp. it. Mario Bardella, Gabriella Genta, Claudio Sorrentino, Giorgio Bassanelli Bisbal
Manga
Testi Gō Nagai
Disegni Gosaku Ōta
Editore Akita Shoten
Rivista Boken Oh
1ª edizione dicembre 1972 – settembre 1974
Tankōbon 5 (completa)
Editore it. Granata Press
Collana 1ª ed. it. Manga Classic
1ª edizione it. marzo 1992 – gennaio 1993
Periodicità it. mensile
Volumi it. 11 (completa)

Mazinger Z (マジンガーZ Majingā Zetto?) è una serie manga di genere mecha realizzata da Gō Nagai e pubblicata dal 1972 al 1974. Negli stessi anni fu trasmesso su Fuji Television un adattamento anime in 92 episodi prodotto dalla Toei Dōga, intitolato in italiano Mazinga Z (nome usato nel doppiaggio anche per il robot protagonista), che a sua volta generò un altro manga disegnato da Gosaku Ōta e pubblicato in contemporanea alla trasmissione.

Opera seminale nel suo genere,[1][2] Mazinger Z generò svariati sequel e spin-off, a partire da Il Grande Mazinger e UFO Robot Goldrake. Nel 2001 la rivista Animage elesse Mazinga Z come l'undicesimo miglior anime di tutti i tempi.[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Titolo originale della serie TV

L'anziano scienziato Juzo Kabuto costruisce un enorme robot che alla sua morte viene ereditato dal nipote Koji Kabuto[4] il cui compito è quello di sventare i piani del Dottor Inferno[5], uno scienziato tedesco che nel 1962 aveva partecipato con Kabuto e altri colleghi a una spedizione archeologica nell'isola greca di Bardos[6] alla scoperta dei resti della civiltà micenea. Ritrovato l'esercito di mostri meccanici costruiti dai Mikenes[7], il dottor Inferno svela le sue reali intenzioni uccidendo tutti tranne Kabuto che era riuscito a fuggire, e impossessandosi dell'antica tecnologia con lo scopo di far tornare sulla terra i discendenti dell'antico popolo greco, costretti per secoli a rifugiarsi nelle viscere della Terra, e insieme a essi dominare il mondo.

Kabuto, tornato in patria, dirige il centro ricerche per l'Energia Fotoatomica, che poi lascia al prof. Yumi appena scoperta una lega metallica molto resistente, la lega Z, da utilizzare per costruire il robot; nell'Istituto viene creata Afrodite A, un robot meno potente, dalle fattezze femminili, costruito dal prof. Yumi e pilotato da Sayaka Yumi, figlia del direttore dell'istituto; successivamente si unisce a questi il Boss Robot (che Koji nell'originale giapponese prende in giro, chiamandolo col gioco di parole Borot, sinonimo di ferraglia), guidato da Boss, Nuke e Mucha, compagni di scuola di Koji, le cui imprese costituiscono il lato comico della serie.

Il dr. Inferno affida le missioni di guerra dapprima al Barone Ashura (il cui corpo è diviso in una metà maschile e una femminile) e successivamente al Conte Blocken (la cui testa è collegata a un corpo meccanico), un ufficiale nazista entrato in coma dopo un incidente e risvegliato dallo scienziato nel corso dei suoi esperimenti durante la seconda guerra mondiale.

Localizzato finalmente il regno sotterraneo dei Micenei, il dr. Inferno, a seguito delle ripetute sconfitte, decide di chiedere aiuto al loro ambasciatore, il Granduca Gorgon, che invierà il Visconte Pigman, "centauro" col mezzo busto superiore di uno stregone pigmeo, attaccato sulle spalle del corpo di un gigantesco guerriero vatusso. Nel corso degli scontri viene distrutta Afrodite A, sostituita quindi da Diana A. Nello scontro finale a conclusione della serie il Conte e Inferno moriranno mentre Ashura e Pigman erano già caduti in battaglia qualche tempo prima; Gorgon, che non aveva preso parte alla lotta, ordina, per conto del Generale Nero di Micene un attacco in massa da parte della grande armata di mostri guerrieri micenei[8]: Mazinga Z subisce gravissimi danni e a salvarlo dalla fine interviene un nuovo robot, il Grande Mazinga, che era stato segretamente costruito da Kenzo Kabuto. La conslusione della serie è quindi il preludio della successiva incentrata sul Grande Mazinga e nella quale si scoprirà anche che Inferno è ancora vivo.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Francobolli dedicati a Mazinga Z emessi dalle poste giapponesi.
  • Ryo Kabuto (Koji Kabuto) -
  • Professor Yumi (Gennosuke Yumi) - Responsabile e capo direttivo al "centro di ricerche per l'energia fotoatomica", la quale è anche la base segreta di Mazinga. Successore di Juzo, il nonno di Ryo, negli studi scientifici da lui intrapresi; è il padre di Sayaka, per la quale ha realizzato il robot complementare di Mazinga Z, ovvero Afrodite A.
  • Sayaka Yumi - Giovane dai capelli castani lunghi figlia del professor Yumi, pilota il robot dalle fattezze femminili (Afrodite A e Diana A dopo la distruzione del primo) che aiuta Mazinga. Cerca di nascondere l'interesse che prova nei confronti di Ryo bisticciando spesso con lui; il suo carattere si dimostra esser a volte anche abbastanza infantile e testardo, ma durante la battaglia è indubitabile il suo coraggio e valore.
  • Shiro Kabuto - fratellino di Ryo, per cui nutre una profonda ammirazione e stima
  • Boss, Nuke e Mucha - Boss è una specie di bullo e capobanda un po' troppo cresciuto, è in costante competizione con Ryo per attrarre l'attenzione di Sayaka. Grande, grosso ed iracondo ma anche abbastanza imbranato, seppur dimostrando la sua parte di valore pilotando il "Boss Robot". Comanda a bacchetta Nuke e Mucha ed è perseguitato da una terribile cornacchia che non perde mai l'occasione per divertirsi alle sue spalle.
  • I tre assistenti del Professor Yumi (Sewashi, Nossori, Mori Mori) - Sewashi è basso, indossa spessi occhiali ed ha una lunghissima barba che gli arriva ai piedi; MoriMori è alto e tarchiato e con una barba che gli incornicia il mento; Nossori è alto e senza capelli, il più anziano del terzetto.
  • Misato (Misato) - Cugina di Boss che entrerà a far parte del gruppo guidato dal dottor Yumi; Sayaka dimostrerà subito d'esser molto gelosa di lei.
  • Professor Juzo Kabuto (Kabuto Juzo Hakase) - Scienziato creatore di Mazinga Z, padre di Kenzo (a sua volta creatore del Grande Mazinga, creduto morto in un incidente) e nonno di Ryo e Shiro. Viene assassinato dalle Maschere di ferro inviategli contro dall'ex collega Dottor Inferno.
  • Dottor Inferno (Dottor Hell) - Ex collega di Juzo, è uno scienziato malvagio che vuole conquistare e dominare il mondo intero e a tal fine cerca in tutti i modi di annientare Mazinga Z utilizzando i suoi innumerevoli "mostri meccanici". Riapparirà in Grande Mazinga come Grande Maresciallo del Demonio.
  • Barone Ashura (Ashura Danshaku) - Il più importante tra i collaboratori di Inferno, è stato da lui creato attraverso la fusione di due mummie dell'antico impero di Mikene. Ha un corpo ermafrodita, per metà maschile e metà femminile; si trova a capo delle maschere di ferro ed è un acerrimo rivale di Blocken, con cui compete costantemente. Morirà in un attacco suicida contro Mazinga. Culturalmente, è una figura appartenente all'induismo, in cui gli Asura sono spiriti maligni che combattono contro i Deva (dei).
  • Conte Blocken (Burokken Hakushaku) - Si tratta di un ex militare nazista, salvato dal Dr. Inferno dopo essersi trovato in fin di vita a seguito di una terribile battaglia durante la seconda guerra mondiale: il risultato è un corpo bionico con la testa separata che può avere vita autonoma. Comanda l'esercito degli elmetti di ferro; anche lui soccomberà verso la fine durante uno scontro con Mazinga.
  • Granduca Gorgon (Googon Taikou) - Compare nella seconda metà della serie in qualità di rappresentante del redivivo impero di Mikene. Si tratta di un essere simile a un centauro, con busto umano che poggia su una tigre dai denti a sciabola gialla striata di nero.
  • Visconte Pigman (Pigman Shishaku) - Risultato dell'unione tra un pigmeo esperto d'incantesimi, la sua parte superiore, ed un guerriero masai.
  • Maschere di ferro - Esercito sotto il comando di Ashura che si oppone a Mazinga, sono robot umanoidi.
  • Elmetti di ferro - Con divisa militare tedesca, sono i fedeli servitori di Blocken.

Genesi del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Go Nagai afferma di aver sempre amato Astro Boy e Tetsujin 28-gō sin da bambino e che desiderava poter realizzare una sua serie incentrata sui robot; tuttavia, per lungo tempo non fu capace di produrre un'idea che non sembrasse copiata da queste due serie. L'idea di un grande robot pilotabile gli venne mentre guidava nel traffico, immaginando cosa sarebbe potuto accadere se alla vettura fossero usciti degli arti con cui scavalcare gli altri mezzi.[9]

Alla Toei Animation l'idea piacque e iniziarono i lavori per una nuova serie fantascientifica, in cui il robot si chiamava Iron Z e il pilota sarebbe dovuto entrarvi nella testa saltandovi dentro con una motocicletta (come poi succederà con Diana A guidato da Sayaka), anziché con un aeromobile. La Fuji Television, che avrebbe dovuto trasmetterlo, chiese di cambiare nome in Energer Z che poi Nagai modificò nel definitivo Mazinga Z.

Il nome in giapponese è scritto in caratteri katakana: マ(Ma)ジ (ji) ン (n) ガ (ga) ー (allungamento della vocale); i Majin (魔神) nella mitologia giapponese sono degli esseri magici e il termine viene usato anche per indicare entità demoniache (cfr. Devilman, dallo stesso autore); il termine majin è una parola composta: ma vuol dire demone, mentre shin o jin (il carattere è pronunciato in altri casi come kami) vuol dire divinità, quasi a indicare che Mazinga è una macchina potentissima che può essere usata per il bene o per il male, in base alle intenzioni del pilota. La particella ga in giapponese serve a marcare il soggetto majin, da cui il nome majinga.

La sillaba zi non è presente fra quelle del katakana e perciò si usa la ji come sostituto e quindi マジンガー è la traslitterazione di come si pronuncia in inglese il nome del robot, Mazinger, richiamando così un nome che sembrasse inglese, come nei nomi precedentemente proposti; allo stesso modo, buona parte delle armi del robot hanno nomi inglesi.

Oltre al nome diverse altre modifiche vennero fatte: l'eroe in motocicletta ricordava Kamen Rider, perciò il direttore della Toei inventò un mezzo volante battezzato Hover Pilder (aliante slittante, in Italia), che venne poi, nel corso della serie, sostituito da una versione migliorata chiamata Jet Pilder; diversamente della motocicletta che si doveva arrampicare sulla schiena del robot, il pilder atterra direttamente sulla testa del robot, agganciandovisi; con questo cambiamento fu necessario riadattare ulteriormente il design del robot.

Nella serie si riscontrano influenze esercitate dalla cultura giapponese, dal buddhismo e dallo scintoismo; meno evidenti sono i riferimenti alla cultura greca di cui Go Nagai si disse grande estimatore: Il robot è infatti ispirato anche a Zeus, dio del fulmine, inoltre l'origine dei robot vengono ambientate in un'isola greca (Bardos) e il robot guidato da Sayaka, creato a scopi pacifici, si chiamerà Afrodite e nella seconda versione, quando viene potenziato, Diana, entrambe divinità dell'Olimpo mentre un altro robot citato ma poi non costruito verrà chiamato Minerva X.

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Mazinger Z iniziò la serializzazione su Weekly Shōnen Jump il 2 ottobre 1972. Il 13 agosto 1973 la serie fu improvvisamente interrotta, ufficialmente a causa del target differente che stava acquisendo e della retribuzione troppo alta che Nagai richiedeva alla Shūeisha.[10] In seguito la serie riprese su TV Magazine della rivale Kōdansha, che però impose a Nagai di non continuare la trama dal punto in cui si era interrotta su Shōnen Jump e di utilizzare un tono più simile a quello dell'anime. Vennero quindi totalmente ignorati eventi come la distruzione di Afrodite A, la creazione di Venus A e la morte di Ashura e Blocken.[11] L'ultimo capitolo fu pubblicato nel settembre 1974 col titolo Great Mazinger, e come nella serie TV vedeva l'introduzione dell'omonimo robot.

Un altro manga, scritto da Nagai e disegnato da Gosaku Ōta, fu pubblicato su Boken Oh dalla Akita Shoten in contemporanea alla trasmissione dell'anime, di cui rappresenta un adattamento con toni più comici rispetto al manga di origine.

In Italia arrivò per prima la versione di Ōta, pubblicata dalla Granata Press in undici volumi nel mensile Manga Classic da marzo 1992 a gennaio 1993. Essa fu riedita da d/visual, che da ottobre 2009 a gennaio 2010 pubblicò in sei volumi anche il manga di Nagai, nella versione apparsa originariamente su rivista (e quindi priva dei ritocchi attuati in seguito nel design di alcuni personaggi).[12] Nel 2014 entrambi i manga sono stati ripubblicati dalla J-Pop, che ha aggiunto in appendice all'ultimo volume della versione di Nagai il finale inedito dell'arco narrativo pubblicato dalla Shūeisha.[13]

Anime[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Mazinga Z.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

A causa di uno sciopero generale degli animatori Toei, i primi 15 episodi furono realizzati da diversi studi sparsi per Tokyo, con la conseguenza che vi furono varie differenze nell'aspetto del robot e nella sua colorazione.[14] Nell'episodio n° 52 la musica di sottofondo nella scena del coma di Koji e quella di Sayaka che entra nel robot non è di Chumei Watanabe, ma di Shunsuke Kikuchi. La musica composta da Kikuchi, per l'Uomo Tigre negli ultimi episodi trasmessi in Giappone nel 1971, fu riadattata da Watanabe per quell'episodio, per Mazinga Z. Un'altra musica di Kikuchi (poi riadattata da Watanabe) si può trovare anche nell'episodio 38 di Mazinga Z.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Benché Mazinga Z si collochi cronologicamente prima de Il Grande Mazinger e UFO Robot Goldrake, la serie fu trasmessa per la prima volta in Italia su Rai 1 (all'epoca Rete 1) dal 21 gennaio 1980, quando le due serie successive erano già state trasmesse (a loro volta in ordine inverso).[15] In tale occasione furono trasmessi solo 51 episodi sui 92 totali; nello specifico, la serie fu trasmessa fino all'episodio 56 e saltando gli episodi 4, 5, 14, 28 e 38. Inoltre in ogni episodio furono tagliate diverse scene senza motivo apparente. Oltre a singoli tagli di pochi secondi all'interno della puntata, vennero completamente tolte le scene iniziali (in cui generalmente gli antagonisti discutono o iniziano a porre in esecuzione il loro piano). Questi tagli ridussero la durata media di ogni episodio a circa 19 minuti anziché i normali 22. Nel doppiaggio italiano, realizzato dalla DEFIS con un cast completamente diverso da quello delle altre serie, Koji Kabuto fu ribattezzato Ryo come già accaduto nel film di montaggio Mazinga contro gli UFO Robot, il dottor Hell fu chiamato Inferno e tutti i nomi dei colpi dei robot furono tradotti. Gli stessi episodi furono poi replicati sempre su Rai 1 e, dalla metà degli anni ottanta, su varie televisioni locali.

A partire dal 26 giugno 2015 la serie rimasterizzata è stata pubblicata in 23 DVD realizzati dalla Yamato Video e allegati a La Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, che includono audio italiano e giapponese con sottotitoli fedeli (anche per le scene precedentemente tagliate).[16] Per l'occasione la CDR, sotto la direzione di Giorgio Bassanelli Bisbal, ha doppiato gli episodi fino ad allora inediti, con un cast totalmente nuovo e mantenendo un adattamento coerente con quello degli altri episodi. Questa edizione è stata poi trasmessa dal 16 settembre 2015 sulla rete a pagamento Man-ga,[17] completando quindi la trasmissione televisiva della serie il 21 gennaio 2016.

La sigla italiana Mazinga Z, interpretata dal gruppo Galaxy Group, fu scritta da Dino Verde, su arrangiamento di Detto Mariano, come libero adattamento delle due sigle originali giapponesi. Il motivo portante è prelevato dalla sigla iniziale, alcuni passaggi intermedi dall'introduzione della sigla finale. Le immagini della sigla sono ricavate dalla prima serie di immagini della versione giapponese scritta da Chumei Watanabe.

Edizioni statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni settanta la Toei commissionò alla M. & M. Communications il doppiaggio in inglese di 29 episodi della serie, che furono trasmessi alle Hawaii. In seguito la Three B. Productions di Bunker Jenkins ne comprò 65 episodi (numero minimo per la trasmissione in syndication) e li fece doppiare, censurandoli e modificandoli ampiamente per renderli più adatti al pubblico statunitense e intitolando la serie Tranzor Z. Molti dei nomi furono modificati: ad esempio, Koji Kabuto divenne Tommy Davis, Sayaka divenne Jessica, Shiro divenne Toad, il professor Kabuto divenne il dottor Wells, il dottor Hell divenne il dottor Daemon e il barone Ashura divenne Devleen. Questa versione fu trasmessa nel 1985.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi Giapponese Italiano
Ryo (Koji) Kabuto Hiroya Ishimaru Claudio Sorrentino (1ª voce)
Riccardo Scarafoni (2ª voce)
Sayaka Yumi Tomoko Matsushima (ep.1-13)
Minori Matsushima (ep.14-39)
Nako Egawa (ep.40-92)
Liliana Sorrentino (1ª voce)
Valentina Mari (2ª voce)
Shiro Kabuto Kazuko Sawada Fabrizio Manfredi (1ª voce)
Tito Marteddu (2ª voce)
Prof. Yumi Jouji Yanami Aldo Massasso (1ª voce)
Ambrogio Colombo (2ª voce)
Boss Hiroshi Ohtake Gil Baroni (1ª voce)
Gianluca Tusco (2ª voce)
Nuke Kousei Tomita Massimo Rossi (1ª voce)
Davide Lepore (2ª voce)
Mucha Isamu Tanonaka Vittorio Guerrieri (1ª voce)
Marco Baroni (2ª voce)
Dott. Inferno[18] Kousei Tomita Lino Troisi (1ª voce)
Mario Bardella (ep. 47)
Norman Mozzato (2ª voce)
Barone Ashura Hidekatsu Shibata (masc.)
Haruko Kitahama (femm.)
Antonio Colonnello (masc.-1ª voce)
Laura Gianoli (femm.-1ª voce)
Claudio De Davide (masc-2ª voce)
Cinzia Leone (femm.-2ª voce)
Conte Blocken Junpei Takiguchi Dante Biagioni (1ª voce)
Stefano Alessandroni (2ª voce)

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Verso la metà degli anni ottanta, Toshiki Hirano e Masami Obari, alla guida di un gruppo di animatori indipendenti dalla Toei Animation iniziarono i lavori per un remake di Mazinga Z in OAV. La miniserie si sarebbe dovuta chiamare Daimajinga o Daimazinger (in Giapponese: 大魔神我 o ダイマジンガー) ma avrebbe presentato gli stessi personaggi noti al grande pubblico, a cominciare dal protagonista Koji. Il robot sarebbe stato più realistico: a esempio, avrebbe avuto tubi di scappamento e i pugni a razzo non sarebbero stati in grado di tornare automaticamente alle braccia. La notizia, inizialmente riservata, riuscì a trapelare e fu diffusa dalla stampa specializzata spingendo la Toei a protestare, dicendo alla Dynamic Planning che i diritti sull'animazione di Mazinga erano solo suoi e che non tollerava un Mazinga animato da altri. Come conseguenza di ciò, il progetto Daimajinga fu bloccato[19].

Le armi[modifica | modifica wikitesto]

Mazinga Z è provvisto di armi anche se durante i combattimenti possa fare ricorso anche a calci, pugni e ginocchiate contro i suoi avversari. Le sue armi sono tutte molto potenti, non esiste una mossa " Finisher " per Mazinga Z.[senza fonte]

Pugni a razzo (Rocket Punch): scaglia i suoi pugni, con tutto l'avambraccio, contro i nemici. I pugni verranno spinti con un propulsore a razzo che si trova sull'avambraccio stesso, per garantire una violenta forza d'impatto. Tramite dei propulsori sulle dita, i pugni si riagganciano automaticamente a Mazinga.

Raggio ciclonico (Rust Hurricane): Dalla bocca di Mazinga viene emanata una folata di vento piena di particelle altamente corrosive. Di conseguenza, le particelle arrugginiscono l'armatura del mostro meccanico, ed il vento forte spazza via le particelle stesse, disintegrando letteralmente l'avversario colpito da quest'arma.

Raggi fotonici (Koshiryoku Beam): Dagli occhi di Mazinga vengono sparati due raggi di colore giallo, della stessa energia di cui viene alimentato il super robot stesso. L'energia fotonica è in grado di tagliare, perforare o esplodere a contatto con i bersagli contro i quali viene scagliata.

Missile centrale (Missile Punch): La zona addominale di Mazinga si apre e da essa viene fatto partire un missile di grandi dimensioni. Spesso ne vengono scagliati a raffica contro i nemici.

Raggio Termico (Breast Fire): Dalle due piastre rosse a forma di Z, incollate sul petto di Mazinga, viene emesso un fascio di luce di colore rosso in grado di liquefare i nemici.

Scure Atomica (Iron Cutter): A richiesta del pilota, due lame simili a scuri spuntano a destra ed a sinistra dall'avambraccio del Mazinga, in modo da rendere ancora più dannoso il suo Pugno a razzo. Quest'arma viene aggiunta più avanti, nel corso della serie.

Missili Perforanti (Drill Missile): Per non lasciare Mazinga scoperto nel frattempo che i Pugni a razzo si riaggancino al robot, dalla base dell'omero di Mazinga si possono sparare una raffica di piccoli missili molto simili a delle trivelle. Il pilota, a richiesta, può anche far sollevare l'avambraccio, senza farlo necessariamente partire, in modo da poter sparare ugualmente i missili perforanti. Quest'arma viene aggiunta più avanti, nel corso della serie.

Raggi congelanti (Reito Beam): Dalle corna di Mazinga partono due raggi in grado di congelare anche la lava. Quest'arma viene aggiunta più avanti, nel corso della serie.

Ali del Jet Scrander (Scrander Cutter): Dal primo prototipo al modello definitivo, le Ali di Mazinga, il Jet Scrander, sono molto affilate, ed in grado di tranciare i nemici o tutto ciò che vi entra a contatto. Il Jet Scrander viene sviluppato e reso disponibile più avanti nella serie, per sopperire all'unica debolezza di Mazinga Z, ovvero l'incapacità di volare e di poter affrontare alla pari i mostri meccanici volanti.

Lame stelle del sud (Southern Cross Knife): Il modello definitivo del Jet Scrander viene dotato di armi. Dalle ali stesse del jet possono essere lanciate delle stelle rotanti di metallo, molto simili agli Shuriken utilizzate dai ninja.

Pugno a razzo della grande ruota (Daisharin Rocket Punch): I pugni di Mazinga Z vengono modificati in modo tale che, facendo ruotare velocemente le braccia, come un mulinello, inizino a ruotare vorticosamente anche gli avambracci ed i pugni del robot. Così, quando questi verranno scagliati contro i nemici, essi avranno un effetto rotatorio (Analogo al Pugno Atomico del Grande Mazinga) e quindi una capacità di perforazione nettamente superiore al normale Pugno a razzo. Quest'arma viene aggiunta più avanti, nel corso della serie.

Apparizioni in altre produzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella serie successiva del Grande Mazinga del 1974, Mazinga Z venne riparato e lasciato inattivo al centro di ricerche per poi far ritorno nelle ultime puntate della serie, sempre guidato da Koji per dare manforte al Grande Mazinga impegnato ad abbattere una volta per tutte la minaccia del regno di Mikene.
  • Dopo la distruzione dei Micenei, Koji[20] comparirà ancora nella serie di UFO Robot Goldrake, dove Mazinga Z e il Grande Mazinga non compaiono mai fatta eccezione per pochi secondi nel primo episodio quando Koji, osservando il monte Fuji, ricorda le lotte fatte con Mazinga Z[21] per poi aggiungere «Ma io non sono più il pilota di Mazinga Z, sono il pilota del primo disco volante progettato sulla Terra» riferendosi al disco da lui progettato[22]. Nell'episodio n° 14 di Goldrake Boss dice di essere l'aiutante di Mazinga.
  • Nel film Ufo Robot Goldrake contro il Grande Mazinga si vedono i due robot collocati in un museo nei pressi di Tokyo.
  • Mazinga Z è comparso in altri anime di Nagai e negli OAV di Mazinkaiser, privi però di continuità narrativa con l'originale.
  • Mazinga Z e il Grande Mazinga riappaiono poi nel 2004, in forma di manga, in Dynamic Heroes, mentre nel 2009 è nell'anime Shin Mazinger Shōgeki! Z-Hen, della durata di 26 episodi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bigger Audiences, More Varied Productions, Nipponia, 15 dicembre 2003. URL consultato il 13 agosto 2012.
  2. ^ Mark Gilson, A Brief History of Japanese Robophilia, in Leonardo, vol. 31, nº 5, pp. 367–369.
  3. ^ Animage Top-100 Anime Listing, Anime News Network, 15 gennaio 2011. URL consultato il 10 marzo 2013.
  4. ^ in Italia rinominato prima Ryo in questa serie, quindi Alcor in Goldrake
  5. ^ (in Italia Dottor Inferno in Mazinga Z e poi Dr Hell nel Grande Mazinga e Mazinkaiser)
  6. ^ (Rodi nell'adattamento italiano)
  7. ^ Micenei, in italiano
  8. ^ (tali avvenimenti sono anche narrati, in forma leggermente differente, in un breve film, Mazinga Z contro il Generale Nero, usato come collegamento alternativo fra le serie di Mazinga Z e Grande Mazinga)
  9. ^ Iron Z e gli imbottigliamenti stradali, in Mangazine, Granata Press, Nov./Dic. 1992.
  10. ^ Federico Colpi, Nascita di un robot prodigioso!, in Mazinger Z, nº 1, Tokyo, d/visual, ottobre 2009, pp. 219-223.
  11. ^ Federico Colpi, Cronaca di un trasloco prodigioso!!, in Mazinger Z, nº 6, Tokyo, d/visual, febbraio 2010, pp. 146-147.
  12. ^ d/visual presenta: Mazinger Z, l'originale integrale di Go Nagai, su AnimeClick.it, Associazione NewType Media, 5 ottobre 2009. URL consultato il 10 maggio 2017.
  13. ^ Mazinger Z 6: J-POP pubblica in esclusiva il finale inedito in Italia, su j-pop.it, Edizioni BD, 16 aprile 2014. URL consultato il 10 maggio 2017.
  14. ^ Mazinga e gli scioperi giapponesi
  15. ^ Radiocorriere TV, nº 4, Roma, Rai, 20-26 gennaio 1980, pp. 80-83.
  16. ^ Mazinga Z, da venerdì 26 i DVD con La Gazzetta: i menù in anteprima, su AnimeClick.it, Associazione NewType Media, 24 giugno 2015. URL consultato il 5 maggio 2017.
  17. ^ Mazinga Z su Man-Ga dal 16 settembre in prima TV, su AnimeClick.it, Associazione NewType Media, 7 agosto 2015. URL consultato il 5 maggio 2017.
  18. ^ Nella versione italiana negli episodi dal 48-56 le scene con il personaggio sono state tagliate.
  19. ^ intervista a Masami Obari, pubblicata su Mangazine n° 29
  20. ^ (nella trasposizione italiana viene ribattezzato Alcor)
  21. ^ Nella edizione italiana invece il personaggio si chiede se gli alieni sono malvagi e ricorda le distruzioni passate durante le lotte delle serie precedenti.
  22. ^ Questa parte viene sostituita da un poco spiegabile silenzio nella versione italiana.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Montosi. MAZINGA. Da Mazinga Z al Mazinkaiser: l'epopea di un guerriero robot!. Iacobelli Editore, 2008, pp. 125. ISBN 978-88-6252-020-1

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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