Lamento d'amore/Rudy

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Lamento d'amore/Rudy
Lamento d'amore (singolo).jpg
Copertina versione tedesca[1]
EMI Columbia C006 94581
ArtistaMina
Tipo albumSingolo
Pubblicazione9 aprile 1973
GenereMusica leggera
Pop
EtichettaPDU
Formati7"
Mina - cronologia
Singolo precedente
(1972)
Singolo successivo
(1973)

Lamento d'amore/Rudy è il 112° singolo di Mina, pubblicato ad aprile del 1973 su vinile a 45 giri dall'etichetta privata dell'artista PDU e distribuito dalla EMI Italiana.[2][3]

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo di commercializzazione arriva a sfiorare il sesto posto della classifica settimanale (con un risultato leggermente inferiore rispetto al singolo precedente) per risultare in 46a posizione nella graduatoria annuale del 1973.[4]

Lamento d'amore[modifica | modifica wikitesto]

Scritto dalla coppia Riccardi / Albertelli, mai presente fra i brani di un album, è noto nella raccolta Evergreens del 1974, pubblicata solo su musicassetta e con la stessa copertina del singolo.[1] Rimarrà inedito anche su Compact Disc fino al 1998, quando sarà inserito nell'antologia Mina Studio Collection.[5]

Arrangiamento e direzione d'orchestra Pino Presti.

Rudy[modifica | modifica wikitesto]

Estratto dall'album Altro del 1972, il brano affronta il tema del suicidio della protagonista, una madre, insieme ai suoi figli.

Arrangiamento e direzione d'orchestra Massimo Salerno.
Tecnico del suono in entrambi i brani: Nuccio Rinaldis

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. Lamento d'amore – 3:22 (testo: Luigi Albertelli – musica: Enrico Riccardi; edizioni musicali PDU/Ritmi e canzoni)
Lato B
  1. Rudy – 3:32 (Guido Bolzoni; edizioni musicali PDU)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b L'immagine della copertina ufficiale è diversa.
  2. ^ Discografia singoli, Mina Mazzini, sito ufficiale. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  3. ^ Lamento d'amore/Rudy, in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, ICBSA. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  4. ^ Classifica annuale vendite singoli 1973, Hit Parade Italia. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  5. ^ Dal 2012 tutte le raccolte NON fanno più parte della discografia ufficiale dell'artista.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]