Dedicato a mio padre

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Dedicato a mio padre
Dedicato a mio padre Mina 1967.jpg
edizione stereo del 1970
ArtistaMina
Tipo albumStudio
Pubblicazionedicembre 1967
Durata36:08
Dischi1
Tracce12
GenereFolk
Pop
Musica leggera
EtichettaPDU PLD A 5001
ArrangiamentiAugusto Martelli
FormatiLP, MC, CD
Mina - cronologia
Album precedente
(1967)
Singoli
  1. La canzone di Marinella/I discorsi
    Pubblicato: febbraio 1968

Dedicato a mio padre è il dodicesimo album della cantante italiana Mina, il primo pubblicato su LP e cassetta (catalogo PMM 499) dalla casa discografica di proprietà della cantante PDU a fine dicembre 1967.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo dicembre 1967, Mina fonda a Lugano insieme al padre Giacomo Mazzini, la sua etichetta discografica privata PDU - Platten Durcharbeitung Ultraphone, i cui dischi fino al 1970 saranno distribuiti dalla Durium.

La scelta creare una casa discografica personale nasce probabilmente dal desiderio di gestire in modo autonomo la propria attività senza dover sottostare alle pressioni dei discografici. La cantante sente la necessità di un repertorio più ricercato e meno modaiolo ed in effetti le prime pubblicazioni saranno molto valide dal punto di vista artistico, ma meno fortunate nei riscontri delle vendite.

Già a fine mese pubblica quest'album, che prosegue quanto iniziato con Ri-Fi negli precedenti Mina (1964) e Mina 2 (1966), ovvero produrre LP studio con inediti che siano per la maggior parte cover di canzoni italiane e straniere, non necessariamente 'del momento', e che soddisfino precisi criteri di 'sensibilità personale'.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione, distribuita dalla Durium, presentava una copertina apribile in cartone pesante, con il titolo dell'album e il nome dell'interprete solo all'interno; esternamente due foto senza alcuna didascalia; le incisioni dei brani sul disco erano rigorosamente monofoniche.
La ristampa distribuita dalla EMI nel 1970 ha invece copertina a busta chiusa con titolo e nome della cantante ben esposti, mentre i crediti completi si trovano all'interno. Questa edizione, che contiene tutte incisioni in stereofonia, è stata rimasterizzata su CD nel 2001 (EMI / PDU 5355082).

La prima versione è stata pubblicata in Spagna dalla Discophon (S.C. 2.029) nel 1968 con titolo Mina.

Tutte le canzoni in inglese, cantate da Mina in lingua originale, sono state inserite, tranne Sentimental Journey, nella raccolta Mina for You del 1969.

Augusto Martelli arrangia tutti i brani e dirige la sua orchestra. In Lazy River (e Johnny Guitar in Mina for You) si firma Bob Mitchell.

L'album ha un discreto successo di vendite, risultando il 22° più venduto nel 1968. Nella graduatoria dello stesso anno Mina è presente al nono posto con la raccolta 4 anni di successi e addirittura al terzo con l'LP live Mina alla Bussola dal vivo.[2]

I brani[modifica | modifica wikitesto]

L'unico NON inedito è I discorsi, lato B del primo 45 giri pubblicato dalla PDU pochi giorni prima. Sull'album avrebbe dovuto prende posto anche il brano del lato principale di quello stesso singolo, Trenodia, canzone costruita da Augusto Martelli sulla melodia del Concerto d'Aranjuez di Joaquín Rodrigo. Ma in seguito alle lamentele di quest'ultimo, il singolo venne ritirato dal commercio e ristampato sostituendo il lato A con La canzone di Marinella di un allora sconosciuto Fabrizio De André, che, per ironia della sorte, diventerà uno dei personaggi di maggior rilevo del cantautorato italiano proprio grazie a questa interpretazione di Mina. Trenodia, esclusa dall'album per La canzone di Marinella, rimane a tutt'oggi incisa solo su quel primo 45 giri, diventato uno dei pezzi più ambiti dai collezionisti.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trenodia/I discorsi.

I discorsi, La canzone di Marinella e So sono gli unici tre brani in italiano del disco.

Inediti[modifica | modifica wikitesto]

  • Lazy River
    Cover della versione del 1930 intitolata (Up a) Lazy River, cantata dall'autore Hoagy Carmichael.
Un video del brano dalla penultima puntata di Canzonissima[3] (28 dicembre 1968) è contenuto nel DVD Gli anni Rai 1968-1972 Vol. 2, inserito in un cofanetto monografico di 10 volumi pubblicato da Rai Trade e GSU nel 2008. Nello stesso DVD, ma dalla terza puntata di Teatro 10 (25 marzo 1972),[4] è presente un medley che comprende un frammento del brano. La stessa fantasia, in versione audio è contenuta nel CD I miei preferiti (Gli anni Rai) del 2014.
  • I Should Care
    Pubblicata nel 1944, è diventata un brano di riferimento del genere jazz con le incisioni di moltissimi artisti. Compare per la prima nella colonna sonora del film Luna senza miele (Thrill of a Romance) di Richard Thorpe nel 1945. Dello stesso anno la versione su 78 giri di Frank Sinatra, grande collaboratore di Axel Stordahl, uno degli autori, che ne dirige e cura anche l'orchestrazione. L'edizione più conosciuta è di Ralph Flanagan con la sua orchestra del 1952.
  • Somos
    Cover del bolero inciso dal suo autore Mario Clavell nel 1954.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: La canzone di Marinella/I discorsi.
Mina eseguirà la canzone includendola in due fantasie di brani, la prima durante Canzonissima[3] del 21 dicembre 1968 (13a puntata), la seconda nel corso della quarta puntata (1º aprile 1972) di Teatro 10. Queste esibizioni si trovano rispettivamente nei DVD Gli anni Rai 1968 Vol. 3 e Gli anni Rai 1972-1978 Vol. 1
  • So
    Rifacimento, con il testo in italiano di Tania Bellanca, della canzone portoghese Preciso aprender a ser só (testo di Paulo Sérgio Valle) cantata in lingua originale da Sylvia Telles nel 1964.
Con questo brano Mina ha aperto la tredicesima puntata di Canzonissima[3] del 21 dicembre 1968, il cui video è incluso nel DVD Gli anni Rai 1968 Vol. 3.
Mina presenta dal vivo il brano nella quarta puntata (22 aprile 1967) del programma televisivo Sabato sera.[5] Questa esibizione è presente nel DVD Gli Anni Rai 1967 Vol. 6.
Poi ne inserisce un frammento in un medley di canzoni regionali per la serata finale di Canzonissima 1968 (6 gennaio 1969),[3] reperibile nella raccolta Le Canzonissime Vol. 2 del 1996.
Infine, sempre nel 1969, sceglierà la registrazione di questo album come lato B del singolo Il cielo in una stanza/Ma se ghe penso, che contiene sul lato principale il rifacimento in versione acustica di Il cielo in una stanza.
  • Bésame mucho
    Versione di Mina del popolarissimo brano, riconosciuto nel 1999 come la canzone in lingua spagnola in assoluto più cantata e incisa. La prima registrazione del 1940 è stata del cantante messicano Emilio Tuero.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. Lazy River – 2:49 (testo: Sidney Arodin – musica: Hoagy Carmichael; edizioni musicali Southern)
  2. I Should Care – 3:15 (testo: Paul Weston – musica: Paul Weston, Sammy Cahn, Axel Stordahl; edizioni musicali Southern)
  3. I discorsi – 3:06 (testo: Mina – musica: Augusto Martelli; edizioni musicali Southern)
  4. Somos – 2:29 (Miguel Mario Clavell; edizioni musicali Curci)
  5. La canzone di Marinella – 3:11 (Fabrizio De André; edizioni musicali Barracuda)
  6. The Man that Got Away – 2:44 (testo: Ira Gershwin – musica: Harold Arlen; edizioni musicali Morris E.H.)
Lato B
  1. That Old Feeling – 3:33 (testo: Lew Brown – musica: Sammy Fain; edizioni musicali Curci)
  2. So (Preciso aprender a ser só) – 3:19 (testo: Tania Bellanca – musica: Marcos Valle; edizioni musicali D.R. / Leonardi)
  3. Sentimental Journey – 2:50 (testo: Bud Green – musica: Benjamin Homer, Les Brown; edizioni musicali Curci)
  4. Johnny Guitar – 2:41 (testo: Peggy Lee – musica: Victor Young; edizioni musicali Chappell)
  5. Ma se ghe penso – 3:31 (testo: Mario Cappello – musica: Mario Cappello, Attilio Margutti; edizioni musicali Sinfonica jazz)
  6. Bésame mucho – 2:40 (Consuelo Velázquez; edizioni musicali Southern)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Discografia album, Mina Mazzini, sito ufficiale. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  2. ^ Classifica annuale vendite album 1968, Hit Parade Italia. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  3. ^ a b c d Con l'orchestra di Bruno Canfora.
  4. ^ Varietà 1972-1973, in Rai Teche, RAI.it. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  5. ^ Varietà 1966-1967, in Rai Teche, Rai. URL consultato il 4 gennaio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]