Mina Nº 7

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Mina Nº 7
Mina N° 7 Mina 1964.jpg
ArtistaMina
Tipo albumRaccolta
Pubblicazione5 ottobre 1964
Durata39:35
Dischi1
Tracce16
GenereFolk
Pop
Musica leggera
EtichettaItaldisc LPMH 187
Registrazionemono
FormatiLP
Mina - cronologia
Album precedente
(1964)
Album successivo
(1965)

Mina Nº 7 è una raccolta della cantante italiana Mina, pubblicata su LP dall'etichetta Italdisc nell'ottobre del 1964.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Italdisc pubblica questa seconda raccolta (la prima è 20 successi di Mina), quando Mina è già passata alla Ri-Fi e, ignorando il fatto che quest'ultima etichetta ha edito a maggio dello stesso anno l'album eponimo Mina, la intitola Mina Nº 7, contando progressivamente in ordine cronologico le uscite su questo supporto dall'inizio carriera dell'artista.

Ulteriore confusione viene aggiunta dal sito ufficiale della cantante, infatti nella discografia riportata, sono state rimosse (nel 2012) tutte le raccolte pubblicate dal 1970 al 2009, mentre quelle fino al 1967 (e in particolare quelle dell'Italdisc), così come tutti gli Extended Play (pubblicati nei primi anni sessanta), sono state inserite fra gli album.[1]

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Al di là del sottotitolo 16 Successi, contiene due brani mai editi su album; entrambi pubblicati solo quattro mesi prima sul singolo Rapsodie (Rhapsodie)/Amore di tabacco.

Il maestro Tony De Vita e la sua orchestra accompagnano Mina in tutte le canzoni.

La fotografia in copertina è la stessa già utilizzata per l'album Moliendo café (1962).

L'ordine 'fisico' di brani sui due lati del disco è:
lato A: Rapsodie, Si lo so, Mi guardano, Vola vola da me, Sciummo, Just Let Me Cry, Ollalla Gigi, Stranger Boy
lato B: Piano, Il palloncino, Dindi, Renato, 'Na sera 'e maggio, Amore di tabacco, Que no que no, Chihuahua.[2]
Nella sezione "Tracce" è stata seguita la sequenza riportata sulla copertina del disco e sul sito ufficiale,[1] che poco differisce dalla precedente.

Con il titolo Mina e una copertina a sfondo nero, la raccolta è stata pubblicata in Brasile nel 1964 (Mocambo LP 40281) seguendo l'ordine 'fisico' delle tracce, ma omettendo le due canzoni napoletane (Sciummo, 'Na sera 'e maggio) e i brani Stranger Boy e Renato.[3]

Tutte le canzoni sono eseguite in italiano, eccetto Qué no, qué no!, il cui testo esiste solo in spagnolo.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

L'anno indicato è quello di pubblicazione dell'album d'appartenenza (di cui nasconde il link).
Edizioni musicali Ducale.

Lato A
  1. Rapsodie (Rhapsodie) – 2:21 (testo: Alberto Testa – musica: Werner Scharfenberger)Inedito su album
  2. Si, lo so (Heißer Sand) – 3:02 (testo: Mogol, Alberto Testa – musica: Werner Sharfenberger)1963
  3. Mi guardano – 2:44 (testo: Leo Chiosso "Roxy Bob" – musica: Umberto Prous)1963
  4. Vola vola da me – 2:18 (testo: Alberto Testa – musica: Vittorio Buffoli)1962
  5. Sciummo – 2:45 (testo: Lucillo – musica: Carlo Concina)1962
  6. Ollallà, Gigì – 2:14 (testo: Vito Pallavicini – musica: Vittorio Buffoli)1963
  7. Non piangerò (Just Let Me Cry) – 2:18 (testo: Roxy Bob – musica: Ben Raleigh)1963
  8. Stranger Boy – 3:01 (testo: Leo Chiosso – musica: Umberto Prous)1963
Lato B
  1. Il palloncino – 2:07 (testo: Roxy Bob – musica: Umberto Prous)1962
  2. Dindi – 2:21 (testo: Giorgio Calabrese 'Screwball' – musica: Antônio Carlos Jobim)1963
  3. Renato (Renata) – 2:10 (testo: Alberto Testa – musica: Alberto Cortez)1962
  4. Chihuahua – 2:10 (testo: Giorgio Calabrese – musica: Antonia Bertocchi, Mansueto De Ponti)1962
  5. 'Na sera 'e maggio – 3:17 (testo: Gigi Pisano – musica: Giuseppe Cioffi)1961
  6. Amore di tabacco – 1:57 (testo: Vito Pallavicini – musica: Vittorio Buffoli)Inedito su album
  7. Qué no, qué no! – 1:47 (testo: Tullio Romano – musica: Pietro 'Pierino' Codevilla)1963
  8. Piano – 3:03 (testo: Giorgio Calabrese – musica: Tony De Vita)1961

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Discografia album, Mina Mazzini, sito ufficiale. URL consultato il 10 dicembre 2016.
  2. ^ a b Mina Nº 7, in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, ICBSA. URL consultato il 23 aprile 2018.
  3. ^ (EN) Mina Nº 7, su Discogs, Zink Media. URL consultato il 31 gennaio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]