John Pershing

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John Joseph Pershing
General John Joseph Pershing head on shoulders.jpg
13 settembre 1860 – 15 luglio 1948
SoprannomeBlack Jack
Nato aLaclede
Morto aWashington D.C.
Cause della mortemalattia coronarica e insufficienza cardiaca congestizia
Luogo di sepolturaCimitero nazionale di Arlington, Virginia
Dati militari
Paese servitoStati Uniti Stati Uniti d'America
Forza armataUnited States Army
CorpoFanteria
Anni di servizio1886-1924
GradoGeneral of the Armies of the United States
GuerreGuerre indiane
Guerra ispano-americana
Guerra filippino-americana
Guerra russo-giapponese
Guerra di confine (Rivoluzione messicana)
Prima guerra mondiale
CampagneGuerre apache
Guerre sioux
Ribellione dei Moro
Campagne del lago Lanao
Spedizione contro Pancho Villa
Fronte occidentale
BattaglieBattaglia di San Juan Hill
Battaglia di Bacolod
Battaglia di Bud Bagsak
Offensiva di primavera
Battaglia di Bosco Belleau
Battaglia di Hamel
Battaglia di Château-Thierry
Offensiva dei cento giorni
Battaglia di Amiens
Battaglia di Saint-Mihiel
Offensiva della Mosa-Argonne
Comandante di8th Brigade
Mexican Expedition
American Expeditionary Forces
First United States Army
United States Army
DecorazioniDistinguished Service Cross
Distinguished Service Medal
Silver Star
Cavaliere Onorario di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Legion d'onore (Francia)
Studi militariAccademia militare di West Point
Frase celebre"Perché i Marines riescono dove i miei soldati falliscono? Hanno lo stesso equipaggiamento e lo stesso addestramento eppure i Marines sono la punta di lancia dell'American Expeditionary Forces"
(frase detta in occasione della Battaglia di Bosco Belleau)
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John Joseph "Black Jack" Pershing (Laclede, 13 settembre 1860Washington, 15 luglio 1948) è stato un generale statunitense.

Dopo una lunga e brillante carriera Pershing fu a capo della spedizione statunitense nella Prima guerra mondiale ed è per questo considerato il mentore di una generazione di generali americani che combatterono nella Seconda guerra mondiale come George Marshall, Dwight Eisenhower, Omar Bradley, Lesley James McNair, George Smith Patton e Douglas MacArthur. Con George Washington è stato l'unico soldato a raggiungere il massimo grado militare statunitense, quello di General of the Armies of the United States tuttavia da Washington lo contraddistingue che lui lo ottenne quando era ancora in vita ed è per questo per ora l'unico americano ad averlo ricevuto di persona.

Pershing è stato uno dei primi generali della storia ad impiegare e saper coordinare brillantemente la fanteria leggera tradizionale con le nuovissime invenzioni belliche novecentesche come i carri armati e le autoblindo per le grandi offensive come durante la Spedizione punitiva in Messico e l'Offensiva dei cento giorni. Tuttavia la sua dipendenza da attacchi frontali è stata ampiamente criticata sia dai suoi contemporanei che dagli storici moderni in quanto causa di troppe inutili perdite tra gli americani.

In suo onore, il missile balistico con codice MGM-31 e il carro armato M26 furono nominati Pershing.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pershing nacque a Laclede in Missouri nel 1860 in una famiglia benestante: il padre John Fletcher, di origini francesi, è un uomo d'affari che combatterà nella Guerra di secessione nelle file dell'Unione mentre la madre, Ann Elizabeth Thompson, di origini inglesi, è una casalinga. Completati molto presto i primi studi Pershing divenne insegnante per i bambini afro-americani in una scuola di Laclede ma abbandonò tale lavoro per andare a insegnare nel 1880 alla più prestigiosa Truman State University a Kirksville. Pershing lasciò anche questa cattedra due anni più tardi per entrare all'Accademia militare di West Point, motivato soprattutto dall'idea di abbandonare l'ambiente rurale del Missouri, da cui uscì laureato nel 1886 con risultati poco più che medi, ma i suoi insegnanti gli riconobbero doti di comando, rigore, disciplina e buone capacità psicologiche.

Primi incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Il suo primo incarico fu nel Far West nelle guerre indiane dove combatté contro le tribù Apache e Sioux servendo principalmente tra la California, l'Arizona e il Nord Dakota. Nel 1890 Pershing fu dislocato tra l'Iowa e il South Dakota per combattere gli agguerriti Lakota ma qui rimase esente da colpe riguardo agli eventi del Massacro di Wounded Knee in South Dakota in quanto le truppe da lui comandate non erano presenti al momento della strage. Terminato il servizio insegnò, di nuovo, per quattro anni tattica militare all'Università del Nebraska-Lincoln. In seguito rientrò attivamente nell'esercito col grado di tenente, venendo assegnato ad un reggimento di soldati afro-americani, da qui il soprannome che gli rimarrà per sempre di "Black Jack".

La guerra contro la Spagna e nelle Filippine[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1898 partecipò alla Guerra ispano-americana, guerra di stampo quasi colonialista da parte degli Stati Uniti contro la Spagna per il controllo di Cuba, le Filippine e di qualche altra isola strategica nell'Oceano Pacifico e combatte nella Battaglia di San Juan Hill agli ordini di Theodore Roosevelt, il futuro presidente USA. Col Trattato di Parigi del 1898 tutti i territori passano sotto il controllo degli Stati Uniti ma mentre Cuba viene velocemente pacificata, nelle Filippine invece la ribellione è continua. Pershing, diventato capitano, vi si fa trasferire e dopo varie azioni contro i guerriglieri come la Battaglia di Bud Bagsak riesce a ristabilire il controllo della situazione.[1]

La scalata ai vertici dell'esercito e la tragedia familiare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1905 sposò Helen Warren, figlia del potente senatore Francis. A questo legame familiare sembra che Pershing debba la sua folgorante carriera, con un salto da capitano a generale di brigata, una promozione che suscita molte polemiche perché gli permette di sorpassare in un sol colpo ben 862 ufficiali superiori in attesa di promozione. I suoi incarichi lo portano nelle Filippine, in Manciuria e Corea per la guerra russo-giapponese poi a Parigi e nei Balcani come osservatore. Nel 1915 lo colpì una immane tragedia: nell'incendio della sua abitazione muoiono sua moglie e le sue tre figliolette; si salva solo il figlio Francis Warren di 6 anni. La disgrazia lo segnerà pesantemente e non si risposerà mai più. Francis Warren Pershing seguirà le orme del padre e diventerà anche lui un militare, servendo nella Seconda guerra mondiale come consigliere del generale George Marshall e in seguito fonderà una società di intermediazione mobiliare, la Pershing & Company. Morirà nel 1980.

La Rivoluzione messicana e la spedizione punitiva contro Pancho Villa[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Álvaro Obregón (a sinistra), il generale Pancho Villa (al centro) e Pershing (a destra), fotografati a Fort Bliss in Texas nel 1913 quando erano ancora alleati nelle fasi iniziali della Rivoluzione messicana. In seguito Obregón e Villa diventeranno nemici e Pershing gli combatterà nella spedizione del 1916-17. Subito dietro Pershing all'estrema destra si può notare il giovane George Patton, suo luogotenente

Già dal 1910 era iniziata la Rivoluzione messicana in cui gli Stati Uniti si erano ritrovati coinvolti a causa di svariati incidenti sulla frontiera contro banditi che compivano scorrerie, ora sempre più frequenti, e addirittura interi reparti di soldati armati: da questo si originò la Guerra di confine tra le truppe americane e le truppe rivoluzionarie messicane in cui gli USA compivano attacchi isolati come l'Occupazione statunitense di Veracruz nel 1914 (questa facente parte in realtà alle cosiddette Guerre della banana e a cui partecipò anche il giovane Douglas MacArthur) e/o soprattutto operazioni di pattuglia in suolo nemico e viceversa i messicani, guidati al nord dal brillante generale guerrigliero Pancho Villa. Pershing aveva incontrato quest'ultimo insieme all'altro generale rivoluzionario Álvaro Obregón a Fort Bliss in Texas nel 1913 e si erano accordati per una reciproca alleanza militare contro il governo centrale, sorretto in quel momento dal presidente Victoriano Huerta, ma i legami si erano velocemente deteriorati a partire dall'anno seguente quando Obregón e Villa divennero nemici e gli attacchi sulla frontiera ripresero in massa. Gli Stati Uniti però mantennero almeno per il momento uno stato di guardia e basta. Il 9 marzo del 1916 tuttavia le truppe di Villa compirono un enorme raid in pieno territorio americano a Columbus uccidendo molti soldati della guarnigione locale, evento che indusse il presidente Woodrow Wilson il 16 marzo a dare l'ordine di far intervenire finalmente gli USA di grande forza contro i ribelli messicani. Pershing viene nominato comandante della nuova spedizione e inviato con diecimila uomini[2] a catturare "vivo o morto" Villa.[1] La spedizione prosegue a rilento a causa delle continue azioni di guerriglia dei messicani nel Chihuahua, fattore importante che, unito alla mancata cattura di Villa, costringe Wilson ad annullarla nel febbraio del 1917.

La Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia la vera ben più preoccupante ragione dell'annullamento fu che gli USA captarono un messaggio segreto dall'Impero tedesco diretto al Messico in cui i tedeschi chiedevano ai messicani di entrare ufficialmente in guerra contro gli USA in modo da tagliare i rifornimenti americani al Regno Unito e alla Francia nell'ambito della Prima guerra mondiale in Europa: si tratta del famoso telegramma Zimmermann. L'opinione pubblica americana ne rimane indignata e scoppiano ovunque proteste anti-tedesche e lo stesso presidente Wilson a questo punto non ha scelta: scioglie gli indugi e fa entrare in guerra gli USA contro la Germania, esattamente il 6 aprile.

Pershing viene nominato comandante in capo del nuovo American Expeditionary Force (AEF), evento che desta polemiche in quanto sembrava che ci dovessero essere molti altri ufficiali, anche più esperti, prima di lui per la scelta del comando (come Leonard Wood) ma alla fine la scelta ricadde su di lui e il 13 giugno del 1917 sbarcò con i primi soldati in Francia. Prima di inviare le prime truppe al fronte Pershing si volle fermare un attimo a Parigi al Cimitero di Picpus per rendere omaggio alla tomba del celeberrimo generale-marchese Gilbert du Motier de La Fayette eroe della Guerra d'Indipendenza americana e della Rivoluzione francese, decisione anche simbolica per mettere in evidenza lo stretto legame storico e militare esistente tra Stati Uniti d'America e Francia e sottolineare l'importanza dell'intervento statunitense al fianco di quest'ultima in quella guerra. A questo episodio è stata attribuita per molto tempo erroneamente a Pershing la frase "La Fayette, siamo qui" ma in realtà essa fu pronunciata dall'ufficiale e aiutante Charles E. Stanton.

Tra le truppe di spedizione americane ritroviamo molti giovani e determinati ufficiali che in seguito sarebbero diventati i famosi generali protagonisti della Seconda guerra mondiale tra cui il luogotenente George Patton e Lesley James McNair, già presenti nella breve campagna contro Villa, e i già citati George Marshall, suo aiutante, e Douglas MacArthur. Il lavoro che lo attende è colossale perché deve organizzare un esercito che deve essere costruito da zero, addestrato e trasferito, ma egli è un instancabile e molto determinato lavoratore. Non mancano i contrasti, anche forti, con gli alleati, che vorrebbero un immediato impegno dei soldati statunitensi, ma Pershing resiste e concede solo poche truppe. Finalmente nel giugno del '17, forzato anche dalla possente azione tedesca nella regione della Champagne, Black Jack impegna pesantemente le sue forze arrestandone l'avanzata. Per organizzare bene il suo esercito, impreparato a un conflitto di tali proporzioni, Pershing decide di dividerlo in sezioni diverse per controllarlo meglio e crea inizialmente una prima armata, il First United States Army, il 10 agosto e lo pone prima sotto il suo diretto comando e poi lo cede al suo primo generale Hunter Liggett, distintosi nella Seconda battaglia della Marna. Seguono così epiche vittorie durate tutto il 1918 sul Fronte Occidentale come la Battaglia di Bosco Belleau a giugno e le Battaglie di Hamel e Château-Thierry a luglio. Tuttavia la più grande vittoria dell'esercito americano è ottenuta presso il saliente di Saint-Mihiel fra il 12 e il 19 settembre dove Pershing coordina brillantemente l'azione di 550 000 fanti americani e 110 000 fanti francesi, appoggiati da 1400 aerei e 267 carri leggeri.
L'Offensiva della Mosa-Argonne iniziata il 26 settembre e parte della ben più grande Offensiva dei cento giorni iniziata l'8 agosto, è la mossa finale degli Alleati per distruggere definitivamente la presenza tedesca in Francia: 37 divisioni franco-americane appoggiate da ben 700 tank vengono fatte avanzare ancora nel settore della Foresta delle Argonne al confine con l'Alsazia-Lorena tedesca dove si trova l'ambitissima Metz che Pershing sogna di espugnare. Per farlo il generale crea in ottobre il Second United States Army sotto il comando del generale Robert Lee Bullard e il 7 novembre il Third United States Army sotto il comando del generale Joseph Dickman. I tedeschi resistono fino all'ultimo contro i continui attacchi frontali ordinati da Pershing (tattica che molti storici tutt'oggi gli criticano in quanto causa di enormi perdite) ma ormai al collasso, sono costretti a chiedere l'armistizio, l'11 novembre. È la fine, contro molti pronostici degli alti comandi alleati, della prima grande guerra.

Pershing non prese subito bene la notizia dell'improvvisa (ma annunciata) resa tedesca in quanto avrebbe preferito ancora proseguire con la guerra per continuare a dimostrare sul campo tutto il mostruoso potenziale dall'esercito americano che si sarebbe concretizzato con la nuova offensiva franco-americana che sarebbe dovuta partire il 14 novembre e che avrebbe dovuto portare alla tanto agognata conquista di Metz in pieno territorio tedesco e alla liberazione definitiva delle Argonne per portare nei primi mesi del 1919 la linea del fronte direttamente in Germania e distruggere totalmente il suo apparato bellico.

Pershing fotografato al quartier generale dell'esercito americano a Chaumont in Francia nell'ottobre 1918

La vita nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione del 1921 ritraente Pershing come Capo di stato maggiore dell'Esercito degli Stati Uniti

Pershing fece parte della delegazione statunitense alla Conferenza di pace di Parigi insieme allo stesso presidente Wilson, il generale ed ex-Capo di stato maggiore dell'esercito Tasker H. Bliss, il Segretario di Stato Robert Lansing e i due diplomatici e consiglieri presidenziali Edward Mandell House ed Henry White.

Al suo ritorno negli USA, Pershing è ricevuto come un eroe e ottiene il più alto grado dell'esercito americano di tutti i tempi, appuntandosi sulla divisa 4 stelle d'oro. Washington ottenne lo stesso grado ma solo postumo nel 1976 quando il presidente Gerald Ford in occasione dei 200 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza fu autorizzato dal Congresso a promuovere il Padre della Nazione a quel rango. Nessuno dei famosi generali del secondo grande conflitto avrà lo stesso titolo.[1] Per merito a tutta la sua carriera dal 1 luglio 1921 al 13 settembre 1924 Pershing fu insignito del rango di Capo di stato maggiore dell'Esercito degli Stati Uniti.

Nel 1920 ci fu un tentativo da parte del Partito Repubblicano di inserire Pershing tra i candidati repubblicani alla presidenza per le elezioni di quell'anno (Pershing aveva simpatie repubblicane) tuttavia, sebbene il generale avesse dimostrato interesse alla cosa, si rifiutò di fare campagna elettorale a causa della non buona considerazione che aveva di lui l'elettorato repubblicano il quale lo vedeva vicino al Partito Democratico a causa del suo lungo legame col presidente Wilson, un democratico. Scartato Pershing l'opzione passò su un altro generale, Leonard Wood, ma alla fine la scelta migliore ricadde sul senatore Warren Harding.

Il 1 novembre 1921 a Kansas City Pershing partecipò alla cerimonia di inaugurazione del Liberty Memorial, museo e polo culturale di grande importanza costruito in ricordo della vittoria degli Alleati nella guerra e di essa in generale. Fu un evento particolarmente significativo a cui parteciparono anche il Vicepresidente statunitense Calvin Coolidge, il generale belga Alphonse Jacques de Dixmude, l'ammiraglio britannico David Beatty, il generale francese Ferdinand Foch e il generale italiano Armando Diaz. Tra i tanti veterani presenti invece spiccava un sottufficiale che si era distinto in Francia ed era stato per questo scelto come portabandiere ai comandanti: Harry Truman.

Nel 1923 il Congresso degli Stati Uniti istituì l'American Battle Monuments Commission, un'organizzazione non governativa tutt'ora esistente che si occupa della costruzione, la gestione e il mantenimento dei cimiteri per i militari americani morti in guerra all'estero e seppelliti in patria o altrove più anche giardini pubblici e statue a loro dedicate. Pershing ne venne nominato primo presidente e iniziò la vasta costruzione di imponenti cimiteri e monumenti per i soldati caduti in Europa.

Terminato l'incarico di Capo di stato maggiore dell'esercito Pershing si congedò e si ritirò a vita privata continuando però a mantenere una posizione privilegiatissima in esso è nel morale della Nazione.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1931 Pershing pubblicò tramite la casa editrice Frederick A. Stokes Company di New York il romanzo autobiografico My Experiences in the World War, un libro di memorie in due volumi in cui il generale narrava il suo ruolo, le sue esperienze, i suoi legami ma anche attriti con alcuni ufficiali britannici e francesi, nella Prima guerra mondiale in Europa con l'inserimento di numerose foto, mappe, tabelle di organizzazione e varie illustrazioni. Il libro ebbe grande successo e gli valse il Premio Pulitzer per la storia l'anno seguente nel 1932.

Quando la Francia si arrese nel giugno 1940 all'inizio della Seconda guerra mondiale Pershing fu tra i primi a fare pressioni affinché gli Stati Uniti iniziassero subito una campagna di rifornimenti economici e militari al Regno Unito contro la Germania nazista.

Nel luglio del '44 Pershing, ormai in età avanzata e con la guerra a favore degli Alleati, ricevette la visita del generale francese Charles de Gaulle, leader della Francia Libera, al quale quando chiese se il suo vecchio amico e collega, il generale e maresciallo Philippe Pétain, stesse bene, de Gaulle rispose con tatto (nonostante Petain fosse suo nemico militare e politico in quanto capo della Francia di Vichy) che l'ultima volta che lo aveva visto stava bene.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

La lapide del generale Pershing al Cimitero di Arlington

Pershing morì a Washington D.C. nel 1948, in cui si era trasferito nel 1944, salutato come eroe nazionale e seppellito nel Cimitero di Arlington in Virginia vicino alle tombe dei soldati che aveva comandato in Europa.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

La madre di Pershing morì quando lui era ancora giovane, mentre era in servizio nelle guerre contro i Nativi americani mentre il padre morì più tardi il 16 marzo 1906.

L'unico figlio rimastogli dopo la tragedia familiare del 1915, Francis Warren Pershing (1909-1980), come già detto su, fu prima aiutante di George Marshall nella Seconda guerra mondiale e poi fondatore e primo presidente della Pershing & Company. Morì nel 1980 ed ebbe due figli: Richard W. (1942-1968) e John Warren (1941-1999) entrambi diventati militari. Richard W. prestò servizio nel 502nd Infantry e morì nella Guerra del Vietnam il 17 febbraio 1968. Anche lui come il nonno è seppellito nel Cimitero nazionale di Arlington. John, o meglio, John Pershing III divenne assistente speciale dell'ex-Capo di stato maggiore dell'esercito Gordon R. Sullivan e arrivò al grado di colonnello. Si distinse nel formare l'esercito e i programmi del Reserve Officers Training Corps (ROTC) a livello nazionale negli USA. Morì nel 1999.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro del Congresso - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro del Congresso
— 7 agosto 1946
Distinguished Service Cross - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Service Cross
— 1941
Distinguished Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Service Medal
— 1918
Silver Star - nastrino per uniforme ordinaria Silver Star
— 1932
Medaglia interalleata della vittoria con quindici barrette - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria con quindici barrette
— 1919
Indian Campaign Medal - nastrino per uniforme ordinaria Indian Campaign Medal
— 1907
Spanish Campaign Medal - nastrino per uniforme ordinaria Spanish Campaign Medal
— 1932
Army of Cuban Occupation Medal - nastrino per uniforme ordinaria Army of Cuban Occupation Medal
— 1915
Philippine Campaign Medal - nastrino per uniforme ordinaria Philippine Campaign Medal
— 1905
Mexican Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Mexican Service Medal
— 1918
Army of Occupation of Germany Medal - nastrino per uniforme ordinaria Army of Occupation of Germany Medal
— 1941

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Croix de guerre 1914-1918 (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1914-1918 (Belgio)
Cavaliere di I Classe con Spade dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe con Spade dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
Croce di guerra Cecoslovacca (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra Cecoslovacca (Cecoslovacchia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Médaille militaire (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire (Francia)
Croix de guerre 1914–1918 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1914–1918 (Francia)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante (Giappone)
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia della solidarietà di I classe (Panama)
Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
Croce di Commendatore dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Commendatore dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del principe Danilo I (Regno del Montenegro) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del principe Danilo I (Regno del Montenegro)
Membro di I Classe dell'Ordine di Michele il Coraggioso (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine di Michele il Coraggioso (Regno di Romania)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević (Regno di Serbia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević (Regno di Serbia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare di Savoia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare di Savoia (Regno d'Italia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Gran Cordone dell'Ordine della Giada Brillante (Taiwan) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine della Giada Brillante (Taiwan)
immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Grano d'Oro (Taiwan)
Gran Cordone dell'Ordine del Liberatore (Venezuela) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine del Liberatore (Venezuela)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c P.P.Cervone, I signori della grande guerra, Mursia, 2014.
  2. ^ James W. Hurst, Pancho Villa and Black Jack Pershing: The Punitive Expedition in Mexico, 0313350043, 9780313350047, 9780313350054, Praeger 2007.

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