I diavoli volanti

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I diavoli volanti
I diavoli volanti.jpeg
Screenshot del film
Titolo originale The Flying Deuces
Paese di produzione USA
Anno 1939
Durata 69 min/62 min nella versione a colori
Dati tecnici B/N
Genere comico
Regia A. Edward Sutherland
Soggetto Ralph Spence, Alfred Schiller, Charley Rogers e Harry Langdon
Sceneggiatura Ralph Spence, Alfred Schiller, Charley Rogers e Harry Langdon
Produttore Boris Morros per RKO Radio Pictures
Fotografia Art Lloyd e Elmer Dyer (foto aerea)
Montaggio Jack Dennis
Effetti speciali Howard Anderson
Musiche Edward Paul (originali), Umberto Mancini ed Ernesto Bonino (italiane)
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I diavoli volanti (The Flying Deuces) è un film del 1939 diretto da A. Edward Sutherland e interpretato da Stan Laurel e Oliver Hardy.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1930. I due amici Stanlio e Ollio sono due onesti pescivendoli americani in vacanza di piacere a Parigi. Ollio soffre di pene d'amore per Giorgetta, la figlia del padrone dell'albergo in cui alloggiano, la quale gli confessa di essere già sposata. Sopraffatto dalla rabbia, Ollio tenta il suicidio nella Senna e dice a Stanlio che vorrebbe reincarnarsi in un cavallo; mentre cercano il modo di gettarsi nel fiume incontrano Francesco, un misterioso uomo che gli consiglia di arruolarsi nella legione straniera, per consentire ad Ollio di dimenticare Giorgetta ed evitare un gesto estremo.

I due amici si arruolano avviandosi verso il Marocco, all'epoca colonia francese, ma a causa del lavoro forzato e non ben pagato si rifiutano di obbedire agli ordini e preparano un biglietto di saluto credendo di poter impunemente lasciare l'arruolamento. Non si accorgono però che accidentalmente, durante i lavori di penitenza conseguenti, fanno cadere sulla montagna di biancheria da lavare un barile col fuoco acceso poco distante dal banco di lavoro, bruciando così tutti i panni. Il comandante, vedendo con i propri occhi l'oltraggio provocato dalle due reclute ne ordina immediatamente l'arresto.

Nel frattempo Ollio asserisce di aver dimenticato del tutto Giorgetta, ma va a chiedere informazioni proprio a lei sulla possibilità di ottenere un mezzo di trasporto per uscire dal campo militare; Ollio la corteggia, ma arriva Francesco ingelosito che li minaccia. Ollio, ignaro che Francesco è suo marito, giura solennemente di non toccarla mai più. Mentre si apprestano ad andarsene, le guardie della legione straniera li trovano, li arrestano e li condannano a morte per fucilazione in quanto disertori: la sentenza verrà eseguita la mattina all'alba.

Mentre sono in prigione, un anonimo getta un bigliettino all'interno della loro cella, informandoli della presenza di una botola sotterranea che conduce fuori di prigione. I due quindi scappano ed escono direttamente dalla cantina dell'appartamento di Giorgetta e Francesco. Stanlio, si nasconde insieme ad Ollio dentro un armadio; sorpresi da Francesco, i due se la danno a gambe con le guardie alle calcagna.

Si nascondono su un aereo da guerra, che viene poi avviato per sbaglio da Stanlio; ma dopo tante acrobazie aeree ed ostacoli di panni e piccioni, l'aereo li porta fuori dai confini del Marocco, salvandoli dai soldati. Il mezzo da guerra però precipita: Stanlio ne esce indenne, mentre Ollio muore e la sua anima si innalza in cielo salutando per l'ultima volta l'amico Stanlio.

Tempo dopo Stanlio, tornato in America, mentre cammina da solo per un bosco, sente un fischio: è il suo amico Ollio reincarnato in un cavallo, sceso dall'aldilà con il suo spirito, con tanto di baffi e bombetta; i due amici così sono di nuovo riuniti, anche se Ollio ora ha le sembianze di un equino.

A Zonzo ovvero Guardo gli asini che volano nel ciel[modifica | modifica wikitesto]

La versione doppiata in italiano del film contiene il celebre motivo Guardo gli asini che volano nel ciel, brano che riprende la melodia composta da Gino Filippini per la canzone del 1942 intitolata A zonzo (con testo originale di Riccardo Morbelli), uno dei primi successi di Ernesto Bonino. Il nuovo testo è cantato da Alberto Sordi con parole probabilmente scritte dallo stesso attore che al tempo era doppiatore di Ollio.[1] Nel film in inglese la canzone originale, cantata da Oliver Hardy (Ollio) in persona, era Shine On, Harvest Moon (popolare brano del 1908 della coppia Nora Bayes e Jack Norworth). Grazie anche a questo intermezzo musicale, accompagnato dai balli di Stanlio e Ollio, il film divenne uno dei più famosi del duo comico.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene ambientato in Francia ed in Marocco, in realtà le riprese si sono interamente svolte a Los Angeles, fra: gli General Service Studios, Iverson Ranch e l'aeroporto.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Oliver e Stan in una scena de I diavoli volanti (1939)
  • È il remake di I due legionari prodotto da Hal Roach nel 1931, dove i due si arruolavano per dimenticare un'altra pena d'amore, e lì scoprono che tutti gli arruolati, compreso il capo dei ribelli erano tutti innamorati della stessa donna.
  • Fu il primo film della coppia a non essere prodotto da Roach e dalla MGM, ma da Boris Morros e dalla RKO Radio Pictures.
  • Il rapporto tra Laurel e il regista fu tempestoso, in seguito il regista dichiarerà che preferiva essere morso da una tarantola piuttosto che continuare a lavorare con Laurel.
  • Anni dopo l'uscita del film la RKO perse i diritti del film lasciandoli a Morros, il produttore; quindi il film diventò di pubblico dominio.[2] Per questo oggi è uno dei film più diffusi nel mondo della coppia, ma è anche uno dei pochi film della coppia a non essere stato finora restaurato.
  • La canzone A zonzo è presente in due film di Gabriele Salvatores: prima in Turné (1990), dove viene cantata da Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio e Ugo Conti ed è anche presente nella versione originale di Alberto Sordi durante i titoli di coda; quindi in Happy Family (2010), dove viene cantata da Fabio De Luigi mentre fa la doccia. La canzone venne cantata anche da Paolo Villaggio e Renato Pozzetto nel film Le nuove comiche.
  • Oltre al doppiaggio di Mauro Zambuto e Alberto Sordi nel 1985 per il documentario RAI due teste senza cervello fu doppiata solo la scena finale di questo film da Garinei e Ariani. Tuttavia questa scena non si trova nei dvd a parte che nel dvd del documentario Due teste senza cervello .

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Genna, Domanda 51, su Il mondo dei doppiatori, archivio, antoniogenna.net, 4 febbraio 2013. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  2. ^ È uno dei due film della coppia comica ad oggi di pubblico dominio, l'altro è Atollo K che è anche il loro ultimo film

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