Triste, solitario y final

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Triste, solitario y final
Titolo originaleTriste, solitario y final
AutoreOsvaldo Soriano
1ª ed. originale1973
1ª ed. italiana1974[1]
Genereromanzo
Sottogeneregiallo
Lingua originalespagnolo

Triste, solitario y final è un romanzo di Osvaldo Soriano, pubblicato in Italia nel 1974 da Vallecchi. Il titolo è tratto dal romanzo Il lungo addio di Raymond Chandler: «Arrivederci, amigo. Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio quando ero triste, in un momento di solitudine e quando sembrava definitivo»[2]. Fa riferimento al personaggio di Philip Marlowe.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

I due protagonisti sono il detective Marlowe, groggy e in fondo sentimentale sotto una maschera di cinico disincanto, così come lo aveva scolpito Chandler, e lo stesso autore, Osvaldo Soriano. Sullo sfondo si muovono una serie di celebrità di Hollywood (da John Wayne a Charlie Chaplin a Jane Fonda) che vengono coinvolti (e travolti) nelle bislacche indagini dei due protagonisti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Philip Marlowe, che in passato aveva ricevuto l'incarico dall'attore Stan Laurel di indagare sui motivi del suo declino artistico, decretato da una conventio ad excludendum, da parte delle Major di Hollywood, nei confronti dello stesso Laurel e di Oliver Hardy, viene contattato dal giornalista argentino Soriano, che sta scrivendo un libro sull'attore.

Il detective, accompagnato dall'incauto giornalista, attraversa Los Angeles tra risse in stile "Stanlio e Ollio" e bevute omeriche, senza approdare a tangibili risultati investigativi.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catalogo SBN, su sbn.it. URL consultato il 25 maggio 2012.
  2. ^ Il lungo addio, traduzione di Bruno Oddera.

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