Campo di concentramento di Klooga

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Coordinate: 59°19′12.51″N 24°12′48.07″E / 59.320141°N 24.213352°E59.320141; 24.213352

Il cippo in marmo a ricordo dell'Olocausto: è stato inaugurato a Klooga nel 1994

Il Campo di concentramento di Klooga era lager nazista, situato in Estonia, in un sobborgo del comune rurale di Keila, nella contea di Harjumaa. Aperto nell'estate del 1943, fu chiuso il 28 settembre 1944. Era un sottocampo del Campo di concentramento di Vaivara, nella (contea di Ida-Virumaa).

In questo campo fu uccisa gran parte dei duemilaquattrocento reclusi rimasti al suo interno dopo l'evacuazione avvenuta fra il luglio e l'agosto dello stesso anno.

Il campo[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo dell'occupazione nazista, l'Estonia faceva parte del Reichskommissariat Ostland, un'amministrazione civile tedesca che governava gli Stati baltici e la Bielorussia occidentale.

Klooga giunse a contenere fino a tremila fra prigionieri maschi e femmine, in maggioranza ebrei deportati fra l'agosto ed il settembre 1943 dai ghetti di Kaunas e Vilnius, in Lituania, e Salaspils in Latvia; alcuni dei detenuti erano originari dell'Estonia, della Russia e della Romania. I prigionieri politici, criminali comuni, omosessuali e soldati sovietici prigionieri di guerra internati in questo campo furono solo una minima parte, in tutto un centinaio.

Il campo era circondato da reticolati attraversati da corrente elettrica ad alta tensione e gli uomini e le donne che vi erano internati erano tenuti in due blocchi separati vigilati da guardie SS tedesche e agenti del 287º Battaglione della polizia estone. I prigionieri erano impiegati in lavori forzati di manovalanza e muratura (come la creazione di mattoni e cemento) e in coltivazioni agricole.

Le condizioni di vita nel campo era estremamente dure. Nel volgere di pochi mesi un gruppo di settantacinque prigionieri tentò di organizzare un'azione di resistenza, resa vana tuttavia dai frequenti e ravvicinati trasferimenti di deportati sia internamente all'Estonia sia in campi situati in altri territori occupati dai nazisti.

L'evacuazione[modifica | modifica wikitesto]

Quando l'armata sovietica iniziò la sua avanzata attraverso i territori estoni occupati fra il luglio e l'agosto del 1944, le SS iniziarono a evacuare il campo. Molti prigionieri furono inviati in occidente via mare al campo di concentramento di Stutthof, presso Danzica, in quello di Świebodzice (all'epoca territorio tedesco, oggi facente parte della Polonia).

Dal 19 settembre al 23 settembre le guardie rimaste al campo iniziarono una sistematica eliminazione dei reclusi rimasti nel campo. Si calcolano approssimativamente che circa duemila detenuti siano stati uccisi con pistole e mitra e i corpi inceneriti su pire improvvisate. Il 28 settembre, quando le truppe sovietiche raggiunsero il campo di Klooga, i sopravvissuti al massacro dei 2.400 detenuti rimasti dopo l'evacuazione erano soltanto ottantacinque: molti di essi, impauriti ed affamati, avevano trovato riparo nella vicina foresta. I soldati sovietici trovarono numerose pire colme di cadaveri già preparate ma non ancora incendiate ed evidentemente abbandonate in tutta fretta.

L'Hauptsturmführer-SS Hans Aumeier, comandante dei campi di tutta l'Estonia, aveva prestato già servizio ad Auschwitz, a Dachau e a Buchenwald. Catturato e processo per crimini contro l'umanità, fu condannato a morte e giustiziato a Cracovia il 22 dicembre 1947.

Memoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º settembre 1994, un cippo in marmo grigio in memoria degli ebrei uccisi nella seconda guerra mondiale è stato eretto a Klooga, sul luogo dove sorse il campo di concentramento, per iniziativa della Jewish Cultural Society e con il patrocinio del governo estone[1].

Nel maggio 2005, il Primo ministro Andrus Ansip in occasione di una visita a Klooga ha pronunciato un discorso di condanna dell'Olocausto e di solidarietà verso le vittime rammaricandosi che alcuni cittadini estoni si siano resi colpevoli di complicità in crimini di guerra durante la seconda guerra mondiale.[2].

Nel luglio dello stesso anno il monumento di Klooga è stato visitato dal presidente estone Arnold Rüütel, dall'ambasciatore di Israele Shemi Zur e da alcuni sopravvissuti all'Olocausto. Analoga visita ha compiuto, sempre nel 2005, il presidente di Israele Moshe Katsav nel corso di viaggi diplomatici nei paesi baltici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Yitzhak Arad, in Encyclopaedia of the Holocaust, vol. 2, pp. 806–807
  • AA.VV., The Holocaust Chronicle, Publications International, Ltd., 2003 ISBN 0-7853-2963-3
  • Riho Västrik: Klooga koonduslaager − Vaivara süsteemi koletu lõpp, in: Vikerkaar 8-9 (2001), S. 147-155

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