The West Wing

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West Wing
Tutti gli uomini del Presidente

Titolo originale: The West Wing
Nazione: USA
Anno: 1999-2006
Formato: Serie TV
Genere: drammatico
Stagioni: 7
Puntate/episodi: 156
Durata: 42' (episodio)
Lingua originale: inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio:
Colore: colore
Audio: surround
Crediti
Ideatore: Aaron Sorkin
Interpreti e personaggi
Prima visione
Prima TV USA
Dal: 22 settembre 1999
Al: 14 maggio 2006
Rete televisiva: NBC
Prima TV Italia (gratuita)
dal:
al:
rete televisiva: Rete 4
Premi
  • Golden Globes: 2
  • Emmy Awards: 26 (miglior serie drammatica dal 2000 al 2003)
Si invita a seguire le linee guida del Progetto:Fiction TV.
(Guida alla compilazione della tabella)

West Wing - Tutti gli uomini del Presidente è una serie televisiva drammatica americana creata da Aaron Sorkin, andata in onda dal 1999 al 2006 sul canale televisivo NBC. Ambientata nell'Ala Ovest della Casa Bianca (da qui il titolo), dove lavora il Presidente degli Stati Uniti d'America e il suo staff, e dove è ubicato il famoso Studio Ovale, racconta le problematiche quotidiane, le difficili decisioni pubbliche e private del Presidente democratico Josiah "Jed" Bartlet e del suo staff, dalla campagna per la sua prima elezione al giuramento del suo successore, otto anni dopo. Avvalendosi della consulenza di veri occupanti dell'Ala Ovest, ha conquistato pubblico e critica per il tono realistico degli episodi, oltre che per la bravura dei protagonisti, diventando con 26 Emmy Award vinti uno degli show di maggior successo della storia della televisione americana.

Indice

[modifica] Cast

Ciascuno degli attori principali guadagnava circa 75.000 dollari ad episodio, mentre l'ultimo salario accertato di Martin Sheen era di circa 300,000 dollari; anche Rob Lowe aveva uno stipendio a sei cifre, 100.000 dollari, perché il suo personaggio all'inizio doveva avere un ruolo più centrale. Le disparità negli stipendi portarono a svariate più discussioni pubbliche, soprattutto da parte di Janney, Schiff, Spencer e Whitford. Durante i negoziati per i contratti del 2001 questi quattro attori furono minacciati di licenziamento dalla Warner Bros. Tuttavia la loro lotta comune riuscì a persuadere lo studio a dargli più del doppio del loro vecchio stipendio e due anni dopo gli stessi quattro attori richiesero un ulteriore raddoppio, alcuni mesi dopo che la Warner Bros. aveva firmato la messa in onda dei nuovi episodi con la NBC e Bravo.

John Spencer, che impersonava Leo McGarry, è morto per un attacco di cuore il 16 dicembre 2005, circa un anno dopo che il suo personaggio aveva subito un simile e quasi mortale infarto nello show. Un breve messaggio commemorativo di Martin Sheen è stato trasmesso prima di Running Mates, il primo nuovo episodio andato in onda dopo la morte di Spencer. La morte di Spencer si riflette con la scomparsa del suo personaggio dall'episodio Election Day andato in onda il 2 aprile 2006.

Originariamente per molti dei ruoli erano stati presi in considerazione interpreti diversi. Bradley Whitford ha dichiarato in un'intervista contenuta nei DVD della prima stagione che originariamente era stato considerato per interpretare Sam, benché avesse fatto il provino per il personaggio di Josh, che inoltre desiderava e che era stato scritto specificamente per lui da Aaron Sorkin. Nella stessa intervista Janel Moloney ha raccontato che in un primo tempo era stata considerata per interpretare C.J. e che il ruolo che aveva alla fine ottenuto, Donna, non era ancora considerato come personaggio ricorrente. Alan Alda e Sidney Poitier erano stati seriamente considerati come adatti a ricorprire il ruolo del presidente, Judd Hirsch quello di Leo, Eugene Levy come Toby e CCH Pounder per C.J.

[modifica] Personaggi principali

[modifica] Personaggi secondari

  • Elizabeth Moss è Zoey Bartlet (1ª-2ª, 4ª-7ª stagione)
  • Mary-Louise Parker: Amy Gardner (3ª-7ª stagione) influente attivista nel campo dei diritti delle donne, ex ragazza di Josh, con cui ha continui battibecchi e schermaglie, è a più riprese consigliere del Governo, e poi della first lady.
  • John Amos: Ammiraglio Percy Fitzwallace (1ª-5ª stagione), Capo di Stato Maggiore
  • Anna Deavere Smith: Nancy McNally (2ª-7ª stagione)
  • Tim Matheson: Vice presidente John Hoynes
  • Gary Cole: Vice presidente Bob Russell (5ª-7ª stagione)
  • Marlee Matlin è Joey Lucas brillante analista esperta di sondaggi a cui spesso si rivolge l'amministrazione Bartlet; sordomuta, anchhe lei con una storia irrisolta con Josh.
  • Nicole Robinson: Margaret Hooper è l'efficientissima, seppur strana segretaria del capo dello staff, un autentico computer umano in grado di snocciolare orari, numeri e nomi senza alcuno sforzo
  • Melissa Fitzgerald: Carol Fitzpatrick l'altrettanto efficiente assistente del portavoce presidenziale.
  • Lily Tomlin: Deborah Fiderer (3ª-7ª stagione)
  • Kathryn Joosten è Dolores Landingham (1ª-2ª stagione): segretaria personale del Presidente, la donna che gestisce tutti i suoi appuntamenti e regola il flusso dei visitatori presidenziali

[modifica] Gli Episodi

Stagione Episodi Prima TV originale Prima TV Italia
Prima stagione 22 1999 - 2000 2002 - 2003
Seconda stagione 22 2000 - 2001 2003 - 2004
Terza stagione 22 + 1 2001 - 2002 2004 - 2005
Quarta stagione 23 2001 - 2003 2005
Quinta stagione 22 2003 - 2004 2007
Sesta stagione 22 2004 - 2005 inedita
Settima stagione 22 2005 - 2006 inedita

In The West Wing, come in molti serial drammatici, sono presenti degli archi narrativi che si svolgoni per parecchi episodi o intere stagioni; oltre a questi sono ne sono presenti di minori che si concludono nell'arco della singola puntata. La maggior parte degli episodi raffigurano il presidente Bartlet ed il suo staff attraverso particolari avvenimenti legislativi o politici, che possono spaziare dai negoziati riservari con membri del Congresso (Cinque voti in meno), a problemi personali come il sesso (Sbarco imminente, Il giorno delle pulizie) o all'uso di droghe (tematica importante durante le prime due stagioni). L'episodio tipico segue senza interruzioni il Presidente ed il suo personale con il loro giorno, generalmente seguente parecchie storie parallele collegate da una certa idea o tematica: il grande set raffigurante la Casa Bianca permette ai produttori di operare pochi stacchi tra le varie scene, "inseguendo" gli attori mentre si sposatano da un ambiente all'altro parlando tra loro e prendendo decisioni. Questi walk and talk si sono trasformati in una caratteristica vincente dello show.

Nella prima stagione, la trama si incentra sugli avvenimenti del primo anno di mandato presidenziale e sulle relative difficoltà a realizzare od armonizzare le decisioni delle precedenti legislazioni. La seconda stagione è incentrata su alcuni scandali, sulla reticenza circa la malattia di Bartlet e sull'eventuale ricandidatura presidenziale per un secondo mandato. La terza e quarta stagione tengono l'attenzione puntata sulla campagna elettorale e sul fantasma del terrorismo, interno ed estero. Nella quinta stagione il presidente comincia ad incontrare più difficoltà con la politica estera, mentre in quella interna deve affrontare lo scontro con il nuovo speaker della Camera circa il futuro del budget federale. La sesta stagione si basa sulla ricerca di un candidato per sostituire Bartlet alle presidenziali e sulle primarie di parecchi candidati di entrambi i partiti. Nella settima stagione il presidente deve affrontare una grave fuga di informazioni confidenziali dall'interno della Casa Bianca, mentre i candidati democratico e repubblicano combattono per vincere le elezione presidenziali.

[modifica] Il "nucleo storico"

Per approfondire, vedi la voce Elenco dei Politici in The West Wing.

Una moltitudine di attori hanno dato vita ai vari personaggi nel corso delle sette stagioni dello show, personaggi che si sono evoluti nel corso degli episodi, non di rado cambiando anche radicalmente il ruolo ricoperto all'interno della fittizia amministrazione che hanno portato sugli schermi. Tutto ruota naturalmente attorno alla figura del Presidente, Josiah "Jed" Bartlet, democratico, ex governatore del piccolo stato del New Hampshire, Premio Nobel per l'economia, convinto a presentarsi nella corsa presidenziale da Leo McGarry, già Segretario di precedenti Governi, amico di vecchia data di Bartlet. Prima di convincere sé stesso, Bartlet deve ottenere l'approvazione della moglie, la dottoressa di fama mondiale Abigail Bartlet, detta "Abbey", alla quale è sposato da oltre 30 anni, e con la quale ha avuto tre figlie, Elizabeth, Eleanor e Zoey.

Ottenuta l'approvazione della moglie, Bartlet si affida alle conoscenze di Leo per formare una squadra di validi collaboratori con cui iniziare la campagna per ottenere la nomina presidenziale. La prima persona contattata da McGarry è Joshua "Josh" Lyman, un brillantissimo membro del partito democratico, assistente di quello che la stampa ritiene il probabile candidato democratico per le elezioni presidenziali, John Hoynes. Avvilito per la condotta politica di Hoynes, che ha ultimamente rifiutato alcuni suoi suggerimenti, e conquistato dall'onestà di Bartlet, Josh entra a far parte del team, e immediatamente recluta un suo vecchio amico, Sam Seaborn, avvocato troppo idealista per poter continuare a difendere le multinazionali miliardarie difese dallo studio in cui lavora.

L'energica, altissima Claudia Jean "C.J." Cregg è la donna individuata da Leo quale futura portavoce presidenziale: entra a far parte della squadra di Bartlet, dopo aver lasciato un ricchissimo lavoro per una società di pubbliche relazioni della California. Toby Ziegler, mente brillantissima ma considerato troppo rigido, quasi dogmatico nelle sue posizioni, è la scelta (seconda scelta, perché la prima scelta non era disponibile) per il ruolo fondamentale di direttore delle comunicazioni.

La giovane Donatella "Donnie" Moss è l'assistente di Josh Lyman, e la loro relazione di lavoro e sentimentale (la cosiddetta "unresolved sexual tension", tipica di molte serie televisive) sarà uno dei temi ricorrenti di tutte le stagioni.

[modifica] Altri personaggi di rilievo

John Hoynes, avversario di Bartlet per la nomina del partito democratico, è scelto dal neo Presidente quale suo vice. Uno scandalo a sfondo sessuale lo costringerà a dimettersi, e porterà Bartlet, di malavoglia, a nominare quale nuovo vice presidente "Bingo" Bob Russell, personaggio di secondo piano della Camera, praticamente imposto dalla maggioranza repubblicana. Hoynes e Russell si contenderanno la nomina presidenziale nelle ultime due stagioni dello show, ma saranno entrambi superati da Matt Santos, giovane parlamentare dello stato del Texas, guidato nella sua campagna elettorale da Josh.

Mentre non compaiono spesso altri membri del Governo Bartlet, assumono notevole importanza le figure che circondano il Presidente nella "Situation Room", la stanza dove vengono analizzate e affrontate in tempo reale le minacce alla pace mondiale. In particolare, spiccano l'ammiraglio Percy Fitzwallace, capo di stato maggiore, e Nancy McNally, energica, spigolosa consigliere della sicurezza nazionale, affiancata poi da Kate Harper, brillante ex agente speciale della CIA.

[modifica] L'Ala Ovest e lo Studio Ovale

Per approfondire, vedi la voce Casa Bianca.
Lo Studio Ovale fotografato dall'alto
Lo Studio Ovale fotografato dall'alto

Gran parte degli avvenimenti descritti nella serie avvengono nell'Ala Ovest della Casa Bianca, spesso nello Studio Ovale, l'ufficio dove svolge la maggior parte del proprio lavoro il Presidente. Aggiunta alla struttura originaria della Casa Bianca agli inizi del XX secolo per accogliere lo staff presidenziale, il cui numero andava sempre aumentando, l'Ala Ovest comprende lo Studio Ovale, gli uffici dei membri dello staff presidenziale, la Sala di Gabinetto, in cui si riuniscono il Presidente e i vari Segretari dei ministeri governativi, e la "Situation Room", la sala da dove vengono gestite le crisi internazionali, dotata di strumentazioni elettroniche sofisticate.

Costruito dall'architetto James Hoban, lo Studio Ovale ospita dal 1909 il Presidente, che fino ad allora aveva svolto la propria attività da una stanza nella residenza principale della Casa Bianca: il primo ad occuparlo fu William Howard Taft. Inizialmente collocato al centro dell'Ala Ovest, seriamente danneggiato in un incendio nel 1929, fu inizialmente ricostruito nella sua sede originaria, e poi, ingrandito e migliorato, spostato nell'angolo sudest della costruzione, sotto la presidenza di Franklin Delano Roosevelt.

Mentre ogni nuovo Presidente apporta delle modifiche all'arredamento dello Studio, cambiando il grande tappeto o i tendaggi, la scrivania presidenziale è rimasta sostanzialmente la stessa dal 1879, quando la regina d'Inghilterra Vittoria la donò al Presidente Rutherford Birchard Hayes. È chiamata "Resolute Desk", in quanto ricavata dal legno della nave inglese HMS Resolute.

[modifica] Punti di contatto con l'attualità politica

The West Wing si caratterizza per la frequente presenza di discussioni su argomenti di stretta attualità: dopo le elezioni del 2000 vinte da George W. Bush, molti si sono stupiti per come lo show, liberal, avesse potuto mantenere le sue impostazioni di analisi e rielaborazione del mondo reale, questa linea ha risposto sul fatto se l'impostazione liberale può mantenere una relativa attinenza ed attualità. Tuttavia, esaminando molte delle stesse iniziative prese dall'amministrazione Bush da un punto di vista democratico, lo show ha continuato a fare appello ad un vasto pubblico sia di Democratici che di Repubblicani.

Nella seconda stagione il presidente Bartlet ad una festa privata alla casa Bianca per i membri delle principali stazioni radio nazionali attacca con una dura invettiva un'ospite, la speaker Jenna Jacobs a causa delle sue idee sull'omosessualità. La dottoressa Jacobs è un caricatura della dottoressa Laura Schlessinger, che lavora alla radio e disapprova fortemente l'omosessualità. Secondo Barbara Mikkelson di snopes.com, molti dei riferimenti biblici che il presidente fa alla Jacobs potrebbero derivare da una lettera aperta indirizzata alla Schlessinger, circolata online all'inizio di maggio 2000.

L'amministrazione Bartlet nella seconda e terza stagione è scossa da uno scandalo che può essere paragonato all'affair Monica Lewinsky. Al presidente Bartlet nel 1992 era stata diagnosticata la sclerosi multipla, ma lui ha taciuto la propria malattia all'elettorato durante le elezioni. Per questo è indagato dal Congresso, dominato dall'opposizione, per aver ingannato i cittadini e alla fine accetta la censura del Congresso. Molti gruppi di sostegno per malati di sclerosi multipla hanno elogiato lo show per l'esatta rappresentazione dei sintomi della malattia e per aver rimarcato che non è mortale. La Società Nazionale Sclerosi Multipla ha detto:

« per la prima volta sulla televisione nazionale o addirittura in una pellicola, il pubblico ha incontrato un protagonista che ha sia la sclerosi multipla che la speranza per una vita produttiva davanti a sé. Poiché "The West Wing" è un serial drammatico e non un documentario medico, i produttori avrebbero potuto notevolmente distorcere ciò che riguardava la malattia per rendere più drammatica la storia [ma non lo hanno fatto]. »

A seguito del 11 settembre 2001, l'inizio della terza stagione è stato posposto di una settimana, come per la maggior parte delle premiere televisive di quell'anno. Uno script per un episodio speciale venne rapidamente scritto e girato il 21 settembre. L'episodio "Isacco ed il Ismaele" andò in onda il 3 ottobre e mostrò in modo sobrio e senza isterismi la realtà del terrorismo negli Stati Uniti e nel resto del mondo, anche senza alcun riferimento specifico al 11 settembre: benché l'episodio abbia ricevuto critiche contrastanti, ha messo in mostra la flessibilità dello show di riallacciarsi agli eventi attuali. Il cast dello show dichiara all'apertura dell'episodio che lo stesso non fa parte della continuità del telefilm, ed invita a donare fondi per i pompieri ed i vigili urbani di New York.

Se gli attacchi dell'11 settembre non si presentano nella continuità del serial, il paese prende ugualmente parte alla guerra contro il terrorismo: durante la terza stagione un ordigno pronto ad esplodere è scoperto sotto il Golden Gate e per risposta il presidente ordina l'assassinio del leader terrorista Abdul ibn Shareef. Alla fine della quarta stagione il conflitto si intensifica perché Zoey Bartlet (Elisabeth Moss), la figlia più giovane del presidente, viene rapita da estremisti islamici del Qumar (stato immaginario): in risposta a ciò il Qumar viene bombardato. Questo storyline ha molte somiglianze sia con l'invasione statunitense dell'Afghanistan che con i rapporti degli USA con l'Arabia Saudita, portando così nell'universo del telefilm la questione del Medio Oriente in prima linea nei rapporti di politica estera e rendendo il terrorismo una seria minaccia. Nella terza, quarta e quinta stagione il gruppo terroristico immaginario Bahji sembra fungere da controfigura per Al Qaeda, ma nella sesta e settima stagione i protagonisti accennano ad Al Qaeda stessa come ad una minaccia, malgrado in nessun punto dello storyline si sia mai fatto accenno ai suoi attacchi terroristici (anche se all'inizio della seconda stagione Nancy McNally si riferisce ad Osama Bin Laden come ad una minaccia potenziale all'inizio della seconda stagione.)

A metà delle quarta stagione la Casa Bianca si confronta con il genocidio nell'immaginario stato africano del Kundu Equatoriale, tematica che porta alla mente quello del Ruanda del 1994: il risultato è un nuovo corso di politica estera dell'amministrazione Bartlet e un intervento militare per arrestare la violenza, giunto dopo molte esitazioni e dubbi sul definire quel conflitto come genocidio. Nella realtà l'amministrazione Clinton non intervenne in Ruanda, rendendo così la scelta dello show una sorta di imperativo morale.

Nella sesta e settima stagione The West Wing esplora la perdita di informazioni top secret da parte di un importante membro dello staff, avvenimenti messi a confronto con il Valerie Plame affair. Nel serial la Stazione Spaziale Internazionale è danneggiata e non può più produrre a lungo ossigeno per far respirare gli astronauti: non ci sono altri mezzi per salvarli ma il presidente si ricorda dell'esistenza di uno Space Shuttle top-secret. In seguito all'inerzia del presidente, la storia dello shuttle arriva ad un reporter della Casa Bianca, Greg Brock (analogo a Judith Miller), che ci scrive sopra un articolo per il New York Times. Brock non rivela la sua fonte e va in prigione pur di non farlo, come Miller. Per porre fine ai controlli che le autorità mettono in atto, sospettando in primis il Capo del Personale C. J. Cregg, Toby Ziegler ammette di essere lui il responsabile della fuga di notizie, ed il presidente è costretto a dimetterlo. Invece nell'affaire Plame si ebbe l'arresto e la condanna di Lewis Libby, Capo del Personale del vicepresidente, per spergiuro nella testimonianza resa ad un Gran Giurì. Nessuno è stato condannato per aver fatto saltare la copertura di Plame: Richard Armitage, un funzionario del Dipartimento di Stato, ammise di aver fatto fuoriuscire informazioni su Plame ai reporter ma non è stato incriminato. I due anni e mezzo di prigione comminati a Libby sono stati poi commutati dal presidente Bush (applicando una possibilità data dalla sentenza) in un'ammenda di 250.000 dollari.

[modifica] Evoluzione dello show

La serie nasce dallo sviluppo del film del 1995 Il presidente - Una storia d'amore, di cui Aaron Sorkin aveva scritto la sceneggiatura: gli elementi inutilizzati della trama del film e un suggerimento di Akiva Goldsman lo ispirarono per il serial.

Sorkin aveva intenzione di incentrare lo show su Sam Seaborn, responsabile delle comunicazioni dello staff di Bartlet, lascinado la figura del presidente in un ruolo molto secondario. Tuttavia, la presenza di Bartlet sullo schermo aumentò gradualmente ed il suo ruolo divenne sempre maggiore con lo svolgersi della serie, in seguito al giudizio positivo del pubblico e della critica per la permormance di Martin Sheen. Ciò fece diminuire l'importanza del personaggio di Lowe, il che fu uno dei motivi per cui alla fine della quarta stagione l'attore scelse di lasciare il cast.

L'amico regista e produttore esecutivo Thomas Schlamme sviluppò il walk and talk: la telecamera segue senza interruzione i personaggi mentre discutono e si spostano da una stanza all'altra discutendo dei problemi, e questa tecnica divenne ben presto uno dei marchi stilistici dello stile del telefilm. L'irregolare metodo di scrittura di Sorkin provocò spesso aggravi nei costi e slittamenti del programma: l'autore scelse di lasciare lo show dopo la quarta stagione a causa dei suoi sempre maggiori problemi personali, compreso un arresto molto pubblicizzato per possesso di droghe illegali; assieme a lui abbandonò anche Thomas Schlamme. John Wells, il produttore esecutivo rimasto, prese il comando dopo la loro partenza.

L'ultima puntata dello show è andato in onda il 14 maggio 2006.

[modifica] Critiche

Questo telefilm offre un insolito spaccato dei meccanismi interni dell'indirizzo più potente degli Stati Uniti, il 1600 Pennsylvania Avenue: moltoe critiche però sono state scritte circa la legittimità dello show, il suo colore politico ed i relativi meriti.

[modifica] Realismo

The West Wing non è completamente fedele verso la reale ala ovest per l'inserimento di elementi di fiction, necessari per mantenere costante l'interesse dei telespettatori.[13 ] Nonostante questo ex membri dello staff della Casa Bianca hanno ammesso che "arriva al cuore [dell'ala ovest ], eliminando le centinaia di dettagli non drammatici."

L'ex Addetta Stampa della Casa Bianca Dee Dee Myers così come l'esperto sondaggista Patrick Caddell hanno partecipato come consulenti per lo show fin dalla prima stagione, aiutando gli sceneggiatori e gli attori descrivendo acuratamente l'ala ovest; altri ex membri dello staff della Casa Bianca, come Peggy Noonan e Gene Sperling, sono stati impiegati come consulenti per brevi periodi.

Uno speciale documentario nella terza stagione ha confrontato la rappresentazione data dallo show dell'Ala Ovest con quella reale: molti ex dipendenti hanno applaudito l'immagine data dal serial, compreso il consigliere David Gergen, l'Addetta Stampa Dee Dee Myers, il Segretario di Stato Henry Kissinger, il Capo del Personale Leon Panetta, il Vice Capo del Personale Karl Rove e gli ex presidenti Gerald Ford, Jimmy Carter e Bill Clinton.

Se alcuni critici hanno spesso elogiato The West Wing per la cura della sceneggiatura, altri hanno trovato lo show irrealisticamente ottimistico: gran parte di queste critiche sono dovute all'ingenuità ancora presente nei protagonisti. La critica televisiva Heather Havrilesky ha scritto "... come puoi andare dall'essere un innocente insetto a membro dello staff della Casa Bianca senza sporcati o disilluderti conoscendo la lurida realtà dells politica ?"

[modifica] The Left Wing

"The West Wing" è ribattezzata talvolta The Left Wing (cioè "L'Ala Sinistra") dai detrattori perché sarebbe un ritratto della amministrazione democratica ideale, a cui si aggiungerebbe una presunta tendenza a demonizzare i repubblicani. Chris Lehman ha dato allo show il carattere di una rivisitazione dell'amministrazione nixon, un tentativo di rendere solida l'eredità di quel presidente facendo dimenticare agli Stati Uniti l'America i suoi principali scandali, quali quello Wagate e del Whitewater. Invece, alcuni repubblicani ha ammirato lo show fin dal suo inizio, indipendentemente dalle idee politiche di Sorkin o dal lentyo spostamento verso il centro del serial: nel suo articolo del 2001 "I veri liberali contro The West Wing" Mackubin Owens ha precisato "anche se la sua gestione è decisamente liberale, il presidente Bartlet possiede le virtù che persino un conservatore potrebbe ammirare. Obbedisce alla Costituzione e alla legge. È devoto alla moglie e alla figlia [sic]. Tradire sua moglie non gli passerebbe mai dalla testa. Non è un incapace quando deve affrontare la politica estera - nessun quid pro quo per lui"

Alcuni elogiano lo show perché avrebbe gettato un ponte tra la destra e la sinistra statunitense: Mostrando il punto di vista democratico sui problemi della nazione e sui dibattiti relativi, la serie ha fornito a molti repubblicani un utile approfondimento circa le opinioni della sinistra.

[modifica] Giudizi critici e tecniche di ripresa

The West Wing è stata oggetto di un lusinghiero giudizio critico dall'ambiente cinematografico grazie al record di nove Premi Emmy vinti. Lo show è stato elogiato per i suoi alti costi di produzione: con un budget di circa 6 milioni per episodio, molti considerano ogni puntata settimanale come un piccolo film. Tuttavia molti nella comunità cinematografica credono che il vero punto di forza del serial siano le sceneggiature argute e prive di tempi morti create da Sorkin. Una trilogia basata sullo show chiamata "The Western Palace" è stata rappresentata al Chance Theater in California.

Il telefilm è noto anche per aver sviluppato ed impiegato la tecnica di ripresa detta walk and talk consistente nel mostrare senza stacchi di camera i protagonisti camminare mentre discutono dei problemi che devono affrontare. In una tipica ripresa "walk and talk" la camera segue i due personaggi lungo un corridoio mentre parlano l'un con l'altro: uno di questi di solito smette di parlare (magari perché deve tornare nel proprio ufficio) e il suo interlocutore viene raggiunto da un terzo personaggio che inizia una nuova conversazione mentre riprendono a camminare. Questo sistema crea un'impressione di dinamicità evitando situazioni statiche imperniate su lunghi dialoghi che risulterebbero noiose per lo spettatore ed è diventato un componente che rende riconoscibili a prima vista i dialoghi dello show.

[modifica] Premi

Nella sua prima stagione lo show ottenne nove candidature agli Emmy, divenendo la serie televisiva che ha ottenuto il maggior numero di nomination per i membri regolari del cast in una sola stagione. Allison Janney, John Spencer e Stockard Channing vinsero un Emmy ciascuno (rispettivamente come Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attore Non Protagonista e Miglior Attrice Non Protagonista); gli altri candidati erano Martin Sheen (Miglior Attore Protagonista), Richard Schiff, Dulè Hill e Bradley Whitford (Miglior Attore Non Protagonista) e Janel Moloney e Mary-Louise-Louise Parker (Miglior Attrice Non Protagonista). Nello stesso anno Mark Harmon, Tim Matheson e Ron Silver ottennero ciascuno una candidatura come Miglior Guest Star, senza però vincere. Ciò porta a dodici le nomination ottenute dal cast in un anno, record mai raggiunto prima da nesun altro serial.

Inoltre "The West Wing" si è aggiudicata l'Emmy come miglior serie drammatica per quattro anni di fila (2000, 2001, 2002 e 2003), come prima di lei era accaduto solo con Hill Street e L.A. Law e ciascuna delle sette stagioni ha ottenuto una nomination per il premio. A partire dal 2006, The West Wing è divenuto l'ottavo serial televisivo per numero di premi Emmy vinti: venti ne sono stati assegnati a sceneggiatori, attori e ad altri membri dello staff; Allison Janney è risultata la più premiata del cast, con quattro premi vinti.

Oltre agli Emmy, lo show ha vinto due premi SAG nel 2000 e due nel 2001, attribuiti come miglior attrice e miglior attore a Allison Janney e Martin Sheen; quest'ultimo nello stesso anno ha vinto anche un Golden Globe. Nel 1999 e nel 2000 The West Wing si è aggiudicata anche il premio Peabody per la teletrasmissione.

W. G. "Snuffy" Walden ha ricevuto un premio Emmy per il Miglior Tema Musicale d'apertura nel 2000 per "The West Wing Opening Theme".

Molti membri del cast sono nominati agli Emmy per la loro interpretazione ma non hanno vinto, compreso Martin Sheen -che è stato nominato ogni anno per tutte e sette le stagioni della serie senza mai vincere-, Janel Moloney, nominata due volte, Dulè Hill, Rob Lowe e Mary-Louise-Louise Parker, nominati una volta. Matthew Perry, Oliver Platt, Ron Silver, Tim Matheson e Mark Harmon hanno ricevuto ciascuno una nomination come Miglior Guest Star.

[modifica] Collegamenti esterni

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