Paul Flory

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Medaglia del Premio Nobel Nobel per la chimica 1974

Paul John Flory (Sterling, 19 giugno 1910Big Sur, 9 settembre 1985) è stato un chimico statunitense, vincitore del premio Nobel per la chimica nel 1974, «per i fondamentali risultati teorici e sperimentali raggiunti nell'ambito della chimica fisica delle macromolecole».[1]

Dopo avere conseguito il bachelor all'Università di Manchester nel 1931 e il PhD all'Università dell'Ohio nel 1934, Flory cominciò a lavorare alla DuPont insieme con Wallace Carothers interessandosi della cinetica di polimerizzazione. Fu in questo periodo che introdusse il concetto di trasferimento di catena nelle reazioni di poliaddizione.

Nel 1938, dopo la morte di Carothers, si trasferì al Basic Science Research Laboratory dell'Università di Cincinnati dove sviluppò una teoria matematica per la polimerizzazione di composti polifunzionali e la teoria delle reti di polimeri.

Dopo aver continuato a lavorare sui polimeri alla Standard Oil e successivamente alla Goodyear, nel 1948 Paul Flory si unì al dipartimento di chimica della Cornell University, guidato da Peter Debye, tenendo lezioni che elaborò e raffinò nel suo libro Principles of Polymer Chemistry pubblicato nel 1953.

Tra i suoi principali meriti spiccano l'applicazione del concetto di volume escluso ai polimeri, volume già occupato da una porzione della stessa macromolecola e che causa un maggiore distanziamento delle estremità della catena polimerica, e la conseguente introduzione del "punto theta" (ribattezzato successivamente "temperatura di Flory"), ovvero il valore di temperatura alla quale la catena assume forma ideale. Queste caratteristiche sono fondamentali nel determinare la solubilità dei polimeri in un dato solvente. Flory dimostrò che le catene di polimeri allo stato solido hanno la stesse estensione di quelle in soluzione alla temperatura di Flory.

Ideò inoltre una convenzione (convenzione di Flory) tramite la quale rese possibile descrivere il legame chimico tra atomi che formano una macromolecola utilizzando le coordinate generalizzate lunghezza di legame, angolo di legame e angolo diedro applicando una conversione vettoriale alle classiche coordinate cartesiane.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Il premio Nobel per la chimica del 1974. URL consultato il 5 febbraio 2008.

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