DuPont

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Dupont.
E. I. du Pont de Nemours and Company
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Public company
Borse valori
Fondazione 1802
Sede principale Stati Uniti Wilmington
Persone chiave
Settore Chimica - Plastica e Gomma
Prodotti Neoprene, Nylon, Teflon, Delrin, Mylar, Kevlar, Zemdrain, Corian e Tyvek
Fatturato Green Arrow Up.svg29 miliardi $ (2006)
Utile netto Green Arrow Up.svg 441 milioni $ ([[2009[1]]])
Dipendenti 60.000 (2005)
Slogan The miracles of science
Sito web www.dupont.com

La DuPont (E.I. du Pont de Nemours and Company) è un'azienda chimica fondata a Wilmington (Delaware) nel 1802 da Eleuthère Irénée du Pont, allievo di Antoine Lavoisier.

DuPont è presente in oltre 70 paesi e produce una vasta gamma di prodotti e servizi destinati a una varietà di mercati che includono agricoltura e alimentazione, arredamento e costruzioni, elettronica e comunicazioni, sicurezza e protezione, trasporti.

Prodotti[modifica | modifica sorgente]

È titolare di numerosissimi marchi e brevetti di processi chimici e materiali, tra cui: Antron, Biomax, Butacite, Corian, Crastin, Cromalin, Delrin, Freon, Hytrel, Kevlar, Lycra, M5 fiber, Mylar, Nafion (materiale utilizzato per costruire membrane nel settore delle pile a combustibile), Nomex, Neoprene, Nylon, SentryGlas, Solae, Sorona, Surlyn, Teflon, Tyvek, Vespel, Zodiaq e Zytel.

DuPont in Italia[modifica | modifica sorgente]

DuPont ha iniziato le attività in Italia sin dagli anni '50, utilizzando inizialmente rappresentanti e importatori (tra cui la G.O.I. General Overseas Italiana), e poi dal 1964 con una presenza diretta in sussidiaria "Du Pont de Nemours Italiana SpA". L'offerta di prodotti DuPont sul mercato italiano era molto diversificata: fibre tecniche, polimeri, prodotti chimici, vernici, fitofarmaci, sistemi per la stampa e l'editoria, lastre da stampa, prodotti per l'industria elettrica ed elettronica, prodotti antiaderenti...

La sede di Milano è stata sino all'inizio degli anni '80 in piazzale Loreto. Nella fase di maggiore espansione, tra gli anni '80 e '90, la sede fu spostata a Cologno Monzese.

DuPont in Italia si è sempre contraddistinta per le iniziative di pari opportunità per ogni collaboratore e per i programmi di sicurezza aziendale e personale, assistenza sanitaria per tutti i dipendenti, pensioni integrative e ogni genere di assistenza.

DuPont eliminò dalla metà degli anni '90 le 'timbrature' per tutti i dipendenti, lasciando ampia libertà di lavoro e dimostrando l'aumento del rendimento. Fu una delle prime aziende che incentivò i dipendenti e i loro familiari a smettere di fumare, premiando in denaro i dipendenti che riuscivano a smettere e sostenendo i costi delle cure. Era anche disponibile una palestra interna, con istruttori di aerobica, yoga e relax.

Con molte filiali sparse in giro per l'Italia (Bolzano, Bologna, Firenze, Roma) e considerevoli fatturati, gli anni '90 vedono la multinazionale che inizia a effettuare dei cambiamenti, sino al cambio completo di rotta iniziato nel 1999[2]. Dal 2000 si avrà un declino costante, e oggi DuPont Italia ha un paio di sedi per i prodotti agricoli nel cremonese. Chiusa anche la fabbrica di Bolzano.[3]

Anche il Lycra (un filato elastomerico per la produzione di calze, collant, abbigliamento, costumi da bagno e sportswear), uno dei prodotti di punta dell'azienda e che ha visto in Italia le vendite migliori al mondo, contribuendo significativamente al mondo tessile italiano, fu ceduto a un'altra azienda nel 2004. Tale era la popolarità di Lycra in Italia che Adriano Rodella, creatore del marchio 'Filodoro', dette tale nome all'azienda proprio in riferimento al filato Lycra DuPont, definito d'oro sia per il suo elevato costo, sia perché permetteva alle aziende che lo utilizzavano di realizzare buoni profitti.

L'invenzione del Nylon e la questione dell'obsolescenza[modifica | modifica sorgente]

Nel 1940, DuPont presenta il Nylon, una fibra sintetica rivoluzionaria per le sue caratteristiche. Si trattava infatti di una fibra particolarmente resistente che venne utilizzata, in primo luogo, per la realizzazione di calze femminili. Tuttavia il primo impiego di massa del poliammide 6/6 e 12/6 (vero nome del nylon) avvenne per produrre il milione di paracadute che si sarebbero resi necessari per tentare l'invasione dell' Europa. Infatti la Cina, primo produttore al mondo di seta, era stata invasa dai giapponesi e gli strateghi USA si trovarono costretti a sostituire in fretta e furia la seta naturale cinese con il nylon per potere equipaggiare al meglio sia la 101ª che l'82ª divisione di fanteria aerotrasportata USA, la 1ª Divisione britannica nonché i reparti francesi-liberi e polacchi che si sarebbero tutti largamente distinti nelle sanguinose battaglie di Sicilia, Normandia e Olanda.

Il "D-Day" e "Market-Garden" furono resi possibili dall'impiego massiccio del Nylon, l'umile fibra sintetica che cambiò il corso della seconda guerra mondiale in Europa. Dato che la nuova fibra sembrava superare le precedenti per robustezza, le aspettative di vita di un singolo paio di collant sembravano essere aumentate di molto. Poco tempo dopo la messa in commercio, venne richiesto ai chimici dell'azienda DuPont di creare fibre più deboli in modo da realizzare un prodotto più deperibile[4]. Tale scelta aziendale sembra configurarsi all'interno della politica della cosiddetta obsolescenza pianificata, ossia la definizione arbitraria della vita utile limitata di un prodotto, che quindi diventerà obsoleto o non funzionante dopo un certo periodo[5].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Le pellicole cinematografiche DuPont furono largamente impiegate nell'Italia del bianco e nero per via della loro resa visiva e della pastosità del bianco/nero. Molti film del neorealismo italiano e quasi tutti i film di Totò sono girati su pellicole DuPont, furono utilizzate anche da Federico Fellini. DuPont uscì dal mercato con l'arrivo del colore.

Molto attivi in Italia erano anche i reparti 'X-Ray', dove DuPont fu fornitore della maggior parte degli ospedali italiani con le pellicole per radiografie Cronex, Quanta e Ultra-Vision, che consentivano di ridurre la dose di raggi emessa per ottenere immagini diagnostiche ottimali. Anche questi reparti furono dismessi negli anni '90.[6]

Tra i progetti mai realizzati di DuPont Italiana, oltre a una filatura di elastomero Lycra in Italia, c'era la costruzione al Sud di un impianto per la produzione di compact disc, alla cui nascita DuPont contribuì: l'idea era quella di utilizzare l'alluminio della Ilva per il substrato riflettente, e annettervi una produzione di policarbonato DuPont per il disco. Tuttavia dopo il disastro di Seveso negli anni '70, DuPont non riusciì a trovare un luogo adatto per la produzione e il progetto fu cancellato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ DuPont, trim4 meglio di attese
  2. ^ Il colosso Usa Dupont cambia pelle Meno chimica, più ambiente e high tech
  3. ^ La “Dupont” lascia Bolzano, presa di posizione degli assessori competenti | Comunicati stampa | Servizio stampa | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige
  4. ^ OBSOLESCENZA PROGRAMMATA - Il motore segreto della nostra società di consumo; SKDProduction,.
  5. ^ Computer Electronics: Blu-Ray; ComputerInfoWeb.com, 2008.,.
  6. ^ A comparison of the diagnostic utility of two image receptors for panoramic radiography. - [1]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

aziende Portale Aziende: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di aziende