Ordinario (ufficiale)

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Papa Pio XI, raffigurato in questa finestra della Cattedrale di Nostra Signora della Pace, Honolulu, è stato ordinario della Chiesa universale e ordinario di Roma. Allo stesso tempo, il vescovo Stephen Alencastre, vicario apostolico delle Isole Sandwich, è stato ordinario delle Hawaii.

Un Ordinario (ufficiale - titolare di un Ufficio (dal latino ordinarius) è un funzionario di una chiesa o di autorità civili, che in ragione del suo ufficio ha potere ordinario di applicare le leggi.

Tali agenti si trovano nelle chiese gerarchicamente organizzate del Cristianesimo occidentale che hanno un sistema di diritto ecclesiastico.[1] Nella Chiesa episcopale degli Stati Uniti d'America, per esempio, un ordinario è il Vescovo della diocesi. Nell'Oriente cristiano, un ufficiale corrispondente è chiamato un gerarca[2] (dal greco ἱεράρχης (hierarchēs) che significa "che presiede ai sacri riti, alto sacerdote"[3] che viene a sua volta da "ἱερεύς" (hiereus), "prete"[4] + "ἀρχή" (archē), "il primo posto o potere, governatore").[5]

All'interno di un governo civile, in particolare nel sud degli Stati Uniti, il ruolo di ordinario della contea storicamente implica lo svolgimento di determinati compiti, spesso di giustizia o legalmente correlati, compiti che rientrano tra le autorità della città o della contea, come i matrimoni o il giudizio sui reclami nei confronti di un'autorità.[6]

La potestà ordinaria[modifica | modifica wikitesto]

In diritto canonico, il potere di governare la chiesa è diviso tra il potere di fare le leggi (legislativo), far rispettare le leggi (esecutivo), e di giudicare in base alla legge (giudiziario).[7] Una agente esercita il potere di decisione o perché la persona è titolare di un ufficio a cui la legge concede potere di governo o perché qualcuno con il potere di governo ha delegato la persona. Potere ordinario è il primo, mentre il secondo è potere delegato.[8] L'Ufficio con potestà ordinaria potrebbe possedere il potere di governo in sé (potere ordinario proprio) o invece potrebbe avere il potere ordinario dell'ufficio, il potere intrinseco di esercitare il potere di qualcun altro (potestà ordinaria vicaria).[9]

La legge che configura la potestà ordinaria potrebbe essere sia diritto ecclesiastico, vale a dire il diritto positivo che la Chiesa ha stabilito per se stessa, o del diritto divino, vale a dire le leggi che la Chiesa crede siano state date da Dio.[10] Come esempio di ordinaria istituzione divina, i Cattolici in comunione con la Santa Sede credono che quando Gesù fondò la Chiesa ha anche stabilito l'episcopato ed il Primato di Pietro, dotando gli incaricati del potere di governare la Chiesa.[11] Così, nella Chiesa cattolica, l'Ufficio del successore di San Pietro e l'ufficio di Vescovo diocesano sono in possesso della loro potestà ordinaria, anche in assenza di provvedimenti positivi[12] da parte della Chiesa.

Molti incaricati ufficiali sono in possesso di potestà ordinaria, ma a causa della loro mancanza di potere esecutivo ordinario, non sono chiamati ordinari (Ordinario ufficiale). Il miglior esempio di questo è l'ufficio di Vicario giudiziale, anche noto come officialis. Il vicario giudiziale ha solo l'autorità conferitagli dal suo incarico per esercitare il potere del vescovo diocesano di giudicare i casi giudiziari.[13] Anche se il Vicario ha potestà ordinaria vicaria giudiziale, non è un "Ordinario" perché non ha potestà esecutiva ordinaria sua propria. Un vicario generale, tuttavia, ha il potere conferito dal suo ufficio per esercitare il potere esecutivo "Ordinario" del vescovo diocesano.[14] Egli è quindi un "Ordinario" a causa di questo potere esecutivo ordinario vicario.

uso Cattolico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi [[Gerarchia cattolica]] e [[Vescovo]].

Ordinari locali / gerarchi[modifica | modifica wikitesto]

"Ordinari" locali esercitano il potere ordinario di gestione e sono ordinari in Chiese particolari.[15] I sottoencati cleri sono gli "Ordinari" locali:

Classificati come ordinari del luogo, anche se non alla testa una Chiesa particolare o di una comunità, sono equivalenti:

Ordinari che non sono ordinari locali[modifica | modifica wikitesto]

I Superiori maggiori degli istituti religiosi (compresi gli Abati) e le Società di vita apostolica sono "ordinari" delle loro rispettive appartenenze, ma non ordinari locali del territorio.[24]

Cristianesimo ortodosso[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa ortodossa, un gerarca (che opera da vescovo) detiene l'autorità incontrastata entro i confini della propria diocesi; nessun altro vescovo può eseguire qualsiasi funzione sacerdotale senza senza espresso invito del vescovo titolare. La violazione di questa regola si chiama eispēdēsis (greco: εἰσπήδησις, "sconfinamento", letteralmente "saltare in"), è viola le regole canoniche. In definitiva, tutti i vescovi della Chiesa sono uguali, indipendentemente da ogni titolo che possono far valere (Patriarca, Vescovo Metropolita, Arcivescovo, ecc.). Il ruolo del vescovo nella Chiesa ortodossa è sia gerarchico che sacramentale.[25]

Questo modello di governance risale ai primi secoli del Cristianesimo, come testimoniano gli scritti di Ignazio di Antiochia (ca. 100 dopo Cristo):

Il vescovo in ciascuna Chiesa presiede al posto di Dio.... Che nessuno faccia una qualsiasi delle cose che riguardano la Chiesa senza il vescovo.... Dove c'è il vescovo, lascia che là sia il popolo, così come dove è Gesù Cristo, lì c'è la chiesa Cattolica.

Ed è compito primario e distintivo del vescovo la celebrazione dell'Eucaristia, "la medicina dell'immortalità."[26][27] San Cipriano di Cartagine (258 d.C.) scrive:

L'episcopato è un tutto unico, in cui ogni vescovo gode di pieno possesso. Così è la Chiesa un tutto unico, anche se si diffonde in lungo e in largo in una moltitudine di chiese e aumenta la sua fertilità.[28]

Il Vescovo Kallistos Ware scrive:

Ci sono molte chiese (case di Dio), ma solo Una Chiesa; molti episcopi ma solo un episcopato."[29]

Nel Cristianesimo ortodosso, la chiesa non è vista come un monolite, un'istituzione centralizzata, ma piuttosto come esistente nella sua pienezza in ogni realtà locale. La chiesa è definita Eucaristicamente:

in ogni particolare comunità raccolta attorno al suo vescovo, e in ogni celebrazione eucaristica locale è il Cristo tutto che è presente, non solo una parte di lui. Pertanto ogni comunità locale, in quanto celebra l'Eucaristia ... è la chiesa nella sua pienezza."[30]

Questo non vuol dire che la Chiesa ortodossa ha un'organizzazione Congregazionalista; al contrario, le funzioni di sacerdote locale sono come le "mani" del vescovo, e deve ricevere dal vescovo un antimension e crisma prima che gli sia permesso di celebrare uno dei Sacri Misteri (sacramenti) all'interno della diocesi.

L'autorità di un vescovo ortodosso deriva dalla sua elezione e consacrazione. Egli è, comunque, soggetto ai Sacri Canoni della Chiesa ortodossa, e risponde al Santo Sinodo dei Vescovi Ortodossi a cui appartiene. Nel caso in cui un vescovo ortodosso è revocato dal suo sinodo locale, egli conserva il diritto di appello (Greco: Ἔκκλητον, Ékklēton) al suo superiore ecclesiastico (ad esempio, un Patriarca) e il suo sinodo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi, per esempio, c. 134 § 1, Codice di Diritto Canonico, 1983
  2. ^ c. 984, Code of Canons of the Oriental Churches, 1992
  3. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ἱεράρχης in A Greek-English Lexicon, 1819.
  4. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ἱερεύς in A Greek-English Lexicon, 1819.
  5. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ἀρχή in A Greek-English Lexicon, 1819.
  6. ^ County Ordinary Career Information in MyMajors, mymajors.com.
  7. ^ c. 135 §1, Code of Canon Law, 1983
  8. ^ Id. c. 131 §1
  9. ^ Id. § 2
  10. ^ "Ordinary," The Catholic Encyclopedia
  11. ^ Vedere Lumen gentium e Pastor Aeternus
  12. ^ Atti formali di diritto positivo.
  13. ^ c. 1420 § 1, Code of Canon Law (1983)
  14. ^ Id. c. 479 § 1
  15. ^ Id.c.134 §§1–2
  16. ^ Canon 880-882 in 1983 Codice di diritto canonico, Libreria Editrice Vaticana. URL consultato il 21 agosto 2009.
  17. ^ Code of Canons of the Eastern Churches, canons 43 and 45
  18. ^ Code of Canons of the Eastern Churches, canons 78, 152 and 157
  19. ^ Codice di Diritto Canonico, canone 368
  20. ^ o Esarcato arcivescovile in uso presso le Chiese sui iuris che hanno a capo un arcivescovo maggiore.
  21. ^ Apostolic Constitution Anglicanorum coetibus of 4 November 2009
  22. ^ Si tratta di un territorio in zona di missione, dove il Cristianesimo non è per niente radicato, perché il lavoro missionario è ancora nella sua fase iniziale, detta implantatio Ecclesiae (un'espressione latina che significa: "piantare la Chiesa" in una zona dove essa non è presente).
  23. ^ Code of Canon Law, canons 427-429
  24. ^ Code of Canon Law, canon 134
  25. ^ Timothy Ware, The Orthodox Church, London, Penguin Books, 1964, p. 21, ISBN 0-14-020592-6.
  26. ^ Ibid.
  27. ^ Ignazio di Antiochia, Epistle to the Magnesians, VI:1; Epistle to the Smyrneans, VIII:1 e 2; Epistle to the Ephesians, XX:2.
  28. ^ Cipriano di Cartagine, Sull'Unità della Chiesa, V.
  29. ^ Ware, op. cit., p. 22
  30. ^ Ware, op. cit., p. 21

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]