Insediamenti israeliani

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Parte del conflitti arabo-israeliani
e della serie dei conflitti arabo-israeliani
Israele con Cisgiordania, Striscia di Gaza e Alture del Golan

██ Israele e Gerusalemme Est

██ Cisgiordania, Striscia di Gaza, Alture del Golan a e Fattorie di Sheb'a a

Parti in causa
Flag of Palestine.svg
Palestina
Israele
Israele
Storia
Accordi di Camp David · Conferenza di Madrid · Accordi di Oslo/Oslo II · Protocollo di Hebron · Memorandum di Wye River/Memorandum di Sharm el-Sheikh · Vertice di Camp David · Summit di Taba · Road Map · Conferenza di Annapolis
Aspetti rilevanti nella trattativa
Insediamenti israeliani
Barriera di separazione israeliana · Israele · Terra di Israele  · Status di Gerusalemme
Flag of Palestine.svg     Leader attuali     Israele
Mahmūd Abbās
Salām Fayyāḍ
Benjamin Netanyahu
Shimon Peres
Mediatori internazionali
Quartetto · Lega araba · Egitto
Nazioni Unite Unione europea Russia Stati Uniti Flag of the Arab League.svg Egitto
Altre proposte
Iniziativa di pace araba · Opzione giordana · Piano Lieberman · Accordo di Ginevra · Hudna · Piano di disimpegno unilaterale israeliano · Piano di riallineamento israeliano
a Le Alture del Golan e le Fattorie di Sheb'a non rientrano nei processi di pace israelo-palestinesi.
Mappa degli insediamenti israeliani (magenta) in Cisgiordania.

Gli insediamenti israeliani sono comunità abitate da israeliani nei territori che sono stati occupati nel corso della Guerra dei sei giorni del 1967. Tutti gli insediamenti sono attualmente presenti in Cisgiordania - che è parzialmente sotto amministrazione militare da parte d'Israele e parzialmente sotto il controllo dell'Autorità Nazionale Palestinese - e sulle Alture del Golan, che sono sotto amministrazione civile israeliana.

La definizione abbraccia talora comunità nel territorio conquistato nel 1967 da Israele, che è da quel momento in poi passato sotto l'autorità del codice civile israeliano, della sua amministrazione e della sua giurisdizione. Ciò riguarda:

  • Gerusalemme Est, che è incorporata all'interno dei confini della municipalità di Gerusalemme, malgrado questa annessione, non sia riconosciuta de jure da gran parte della comunità internazionale[1][2]
  • Le Alture del Golan, in cui il governo militare è stato revocato nel 1981 e che sono soggette all'autorità del codice civile israeliano, alla sua amministrazione e alla sua giurisdizione grazie alla Legge sulle Alture del Golan (Golan Heights Law).

Ulteriori diciotto insediamenti erano presenti nella Penisola del Sinai, ventuno nella Striscia di Gaza e quattro nella cosiddetta Samaria settentrionale (regione della Cisgiordania). Essi furono fatti evacuare dai suoi abitanti dalle autorità di governo israeliana nel 1982 (Sinai) e nel 2005.

Un certo numero di organismi internazionali, inclusi il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia, l'Unione Europea, Amnesty International e la Human Rights Watch, oltre a numerosi studiosi ed esperti hanno qualificato gli insediamenti come una violazione del diritto internazionale, mentre altri studiosi - israeliani e della Anti-Defamation League - sono in disaccordo circa questo giudizio.

La politica d'Israele nei confronti di questi insediamenti ha oscillato dalla promozione attiva allo sgombero con la forza, e la loro perdurante esistenza e status giuridico, fin dagli anni settanta è uno dei problemi maggiormente dibattuti che ostacola un concreto superamento del conflitto che contrappone da quasi settant'anni Israele e i palestinesi.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

  • In ebraico, il termine comunemente impiegato per indicare gli insediamenti creati al di là della cosiddetta "Linea Verde" da Israele è hitnakhluyot (Ebraico: התנחלויות; singolare התנחלות/hitnakhlut, hitnakhalut). Questo termine evoca i comandi biblici e le promesse di "ereditare" la Terra promessa tramite insediamenti umani, e fu introdotto allorché il partito del Likud giunse al potere, sostituendo il più neutro termine hityashvut fino ad allora impiegato. Congiuntamente, i termini Territori Occupati palestinesi e West Bank (Cisgiordania), in cui sorsero i primi insediamenti, furono proibiti nelle notizie di tipo giornalistico[3] Hitnakhluyot è ampiamente usato dai media e in pubblico, sebbene molti pensino che esso abbia acquisito negli anni più recenti un'eccezione semanticamente negativa. I coloni degli insediamenti sono chiamati mitnakhalim (Ebraico: מתנחלים; singolare - מתנחל/mitnakhel). Costoro e chi simpatizza per loro, come pure la maggior parte dei riferimenti ufficiali israeliani usano il termine yishuvim (יישובים; singolare - יישוב/yishuv) per gli insediamenti e mityashvim (מתיישבים; singolare - מתיישב/mityashev) per i coloni. Tali termini si riferiscono anche agli insediamenti sorti all'interno dei confini israeliani precedenti al 1967. Inoltre, il termine "colono" è spesso associato all'originario movimento sionista religioso, e altri popolazioni insediatesi in comunità sul territorio israeliano, quali gli Haredi, residenti di Betar Illit e Modi'in Illit) non associano se stessi a tale termine.[4]
  • In Arabo, gli insediamenti sono chiamati mustawṭanāt (Arabo: المستوطنات), e i coloni sono chiamati mustawṭinīn (مستوطنين). mustaʿmarāt (مستعمرات) è un altro termine usato fra i palestinesi,[5] letteralmente traducibile con colonie; dal punto di vista palestinese molti coloni sono stranieri, estranei alla Palestina.

Situazione giuridica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il diritto, le colonie di popolamento sono illegali. La Corte internazionale di giustizia ha confermato l'illegalità degli insediamenti israeliani, che violano l'art. 49.6 della Quarta Convenzione di Ginevra: «La potenza occupante non potrà mai procedere alla deportazione o al trasferimento di una parte della propria popolazione civile sul territorio da essa occupato»

In più, l'art. 8.2,b,VIII dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale definisce «il trasferimento, diretto o indiretto, da parte di una potenza occupante, di una parte della propria popolazione civile, sul territorio da essa occupato» come un crimine di guerra. Israele non ha ratificato lo Statuto.

Senza distinguere tra insediamenti nuovi o ripristinati (Hebron o Gush Etzion), il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l'Assemblea generale delle Nazioni Unite hanno condannato più volte Israele per la costruzione e l'ampliamento delle colonie.

Nonostante le condanne ricevute, Israele afferma che la costruzione sarebbe legale in base al diritto internazionale, poiché lo Stato di Israele nega che ci sia occupazione di territorio. A questo proposito si fa notare che la Corte suprema di Israele ha sentenziato nel giugno 2005 che né la CisgiordaniaGaza fanno parte del territorio nazionale.[senza fonte]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BBC NEWS | In Depth | Israel and the Palestinians | issues | Jerusalem: Crucible of the conflict
  2. ^ B'Tselem - East Jerusalem
  3. ^ Ian Lustick, 'The Riddle of Nationalism:The Dialectic of Religion and Nationalism in the Middle East', Logos Vol. 1, No-3, Summer 2002 pp. 18-44 pp. 38-9.
  4. ^ Tovah Lazaroff, We are not settlers. We are Jews, The Jerusalem Post, 18 giugno 2007.
  5. ^ Planned obsolescence - The Slow Death Of The Two-State Solution - Palestinian-Israeli conflict, Christian Century, 3 maggio 2003. URL consultato il 15 febbraio 2008.

Bibliografia su Internet[modifica | modifica wikitesto]