Glicopeptidi

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Un esempio di glicopeptide (vancomicina).

I glicopeptidi sono una classe di composti organici caratterizzati da un carboidrato legato ad un peptide.[1]

Importanza in ambito medico[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista medico, sono una classe di antibiotici che comprende la vancomicina, la teicoplanina, la bacitracina, la bleomicina e la polimixina.

I glicopeptidi sono antibiotici battericidi. La vancomicina lega il dipeptide D-ala-D-ala, dunque blocca la transglicosilasi, interferendo con la polimerizzazione del peptidoglicano, costituente fondamentale della parete batterica. La bacitracina inibisce l'azione del bactoprenolo, lipide batterico necessario al trasporto transmembranario del NAM-NAG-5aa (Acido N-acetilmuramico + N-acetilglucosamina + catena pentaminoacidica), dando lisi batterica per accumulo intracellulare di NAM-NAG—5aa (e per concomitante assenza di peptidoglicano). La polimixina invece penetra nella cellula batterica e agisce alterandone la membrana plasmatica.

La vancomicina viene prodotta per purificazione di un estratto da miceti. La teicoplanina è un estratto naturale da miceti. Questi antibiotici vengono utilizzati nelle gravi infezioni da batteri resistenti ai \beta lattamici, mentre in genere sono meno efficaci contro i batteri sensibili ai \beta lattamici. Si usano contro cocchi e bacilli Gram positivi, in quanto i Gram negativi sono naturalmente resistenti: i glicopeptidi (eccezion fatta per la polimixina) sono molecole di elevato peso molecolare, dunque non possono attraversare la membrana cellulare esterna dei Gram negativi.

Questi antibiotici possono essere assunti per via orale nel trattamento della colite pseudomembranosa (sostenuta da Chlostridium difficilis). Per la teicoplanina si utilizza la via endovenosa o intramuscolare, mentre per la vancomicina solo la via endovenosa,(e via orale) poiché irrita i tessuti. Per la bacitracina e la polimixina si preferisce un uso topico, per evitare la nefrotossicità, ma non è escluso l'uso endovenoso per la polimmixina. L'emivita nel plasma è di 4-8 ore per vancomicina, 40-70 ore per teicoplanina. Il legame alle proteine del plasma è modesto per la vancomicina (30-50%), elevato per teicoplanina (90-95%). L'eliminazione avviene al 90% nel rene per escrezione tubulare attiva.

Spettro d'azione[modifica | modifica wikitesto]

Sono efficaci soprattutto verso i cocchi Gram-positivi.

Precauzioni d'uso[modifica | modifica wikitesto]

Le indicazioni all'uso (è corretto dire tutte le infezioni sostenute da stafilococcus aureus ed epiderminis meticillino o oxaliccino resistente) esclusivamente ospedaliero, sono batteriemia, polmoniti, endocarditi, peritoniti, meningiti (passano la barriera emato encefalica se le meningi sono infiammate), osteomieliti. Nella colite pseudomembranosa da Clostridium difficile c'è l'indicazione all'uso topico (via orale), anche se il sempre maggiore riscontro di enterococchi vancomicino-resistenti suggerisce prudenza per questa indicazione, soprattutto visto che esistono valide alternative (ad esempio il metronidazolo, tranne in caso di clostridium difficilis, ove rimane di prima scelta la vancomicina a 1 g ogni sei ore per os).
Negli ultimi anni stanno emergendo sempre più batteri(non è esatto dire generalmente a più batteri, ma agli stafilicocchi aureus ed epidermidis sempre oxacillino e meticillino resistente e su questi, i glicopeptidi, restano di prima scelta e così di prima scelta si intendono in tutte le ipersensibilità alle betalattamine o derivati delle penicelline) con resistenza alla vancomicina e ai glicopeptidi.

Tossicità[modifica | modifica wikitesto]

Le possibili tossicità sono: ototossicità, quando l'infusione sistemica di vancomicina è veloce, pur se questo avviene poco frequentemente; nefrotossicità, dose-dipendente e reversibile con la sospensione, favorita dall'associazione con altri farmaci nefrotossici.

Per "red man syndrome" si intende un effetto tossico della vancomicina che ha per manifestazioni eritema diffuso, ipotensione arteriosa e convulsioni. Questi sintomi sono dovuti alla liberazione di istamina e alla necrosi tissutale nel sito d'iniezione ed è prevenibile infondendo il farmaco lentamente e all'opportuna diluizione.
Altre possibili tossicità comprendono neutropenia, allergie e rialzo delle transaminasi.

La dose è da monitorare e cambiare a seconda della funzionalità renale. Si usano in associazione con aminoglicosidi contro gli enterococchi e con la rifampicina contro lo Stafilococco aureo meticillino resistente.
Da evitare la cosomministrazione di amfotericina B, ciclosporina, cisplatino e diuretici drastici dell'ansa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) IUPAC Gold Book, "glycopeptides (glycoproteins)"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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