Cisplatino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Cisplatino
Cisplatin-2D.png
Cisplatin-3D-vdW.png
Nome IUPAC
(SP-4-2)-diamminodicloroplatino
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare Cl2H6N2Pt
Massa molecolare (u) 300,05 g/mol
Numero CAS [15663-27-1]
Codice ATC L01XA01
PubChem 84691
DrugBank APRD00359
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Intravenosa
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 100%
Legame proteico 90%
Emivita 30-100 ore
Escrezione Renale
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta tossico a lungo termine corrosivo

pericolo

Frasi H 300 - 318 - 350
Consigli P 201 - 264 - 280 - 301+310 - 305+351+338 - 308+313 [1]

Il cisplatino (cis-diclorodiamminoplatino(II)) è un agente chemioterapico antineoplastico in grado di interferire con tutte le fasi del ciclo cellulare legandosi al DNA attraverso la formazione di legami crociati tra filamenti complementari.

Farmacodinamica[modifica | modifica sorgente]

Il cisplatino è in grado di interferire con il ciclo cellulare in maniera non specifica (CCNS). Il meccanismo d'azione è mediato dal legame del composto con l'azoto in posizione 7 della guanina benché sia anche in grado di legarsi covalentemente alla citosina (azoto 3) e all'adenina (azoto 1 e 3). Tale fenomeno venne scoperto occasionalmente osservando come i composti del platino fossero in grado di inibire la crescita in vitro di Escherichia coli.

Impiego clinico[modifica | modifica sorgente]

Il cisplatino è un agente antineoplastico estremamente potente. Viene sovente utilizzato nella terapia adiuvante, neo-adiuvante o palliativa del

In associazione con bleomicina e vinblastina (o etoposide) offre elevate percentuali di guarigione dal carcinoma non seminomatoso del testicolo.

Tossicità[modifica | modifica sorgente]

I composti del platino condividono una serie di effetti avversi che possono essere categorizzati in tossicità acuta e tossicità ritardata. I fenomeni di tossicità acuta comprendono:

I fenomeni di tossicità ritardata comprendono:

  • Neuropatia periferica (distale simmetrica)
  • Alterazioni della funzionalità epatica fino alla disfunzione epatica
  • Alterazioni della funzionalità renale fino alla nefrotossicità
  • Ototossicità neurosensoriale [2]

Tali fenomeni possono essere contrastati attraverso il controllo della funzionalità midollare, l'impiego di farmaci antiemetici e la massiccia idratazione del paziente. Quest'ultimo accorgimento, associato all'impiego di mannitolo o di altri diuretici, può far diminuire la nefrotossicità del cisplatino.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Brunton, Lazo, Parker, Goodman & Gilman - Le basi farmacologiche della terapia 11/ed, McGraw Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3911-1.
  • Bertram G. Katzung, Farmacologia generale e clinica, Padova, Piccin, 2006, ISBN 88-299-1804-0.
  • British National Formulary, Guida all'uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, Agenzia Italiana del Farmaco, 2007.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 09.10.2012
  2. ^ (EN) C. Knoll, R. J. Smith, C. Shores, J. Blatt, Hearing Genes And Cisplatin Deafness: A Pilot Study in Laryngoscope, vol. 116, nº 1, 2006, pp. 72-74.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]