Ceftazidima

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Ceftazidima
Ceftazidime.svg
Nome IUPAC
(6R,7R)-7-[[(2Z)-2-(2-ammino-1,3-tiazol-4-il) -2-(1-idrossi-2-metil-1-ossopropan-2-il)ossiminoacetil]ammino] -8-osso-3-(piridin-1-ium-1-ilmetil)-5-tia-1- azabiciclo[4.2.0]oct-2-ene-2-carbossilateo
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C22H22N6O7S2
Massa molecolare (u) 546,58 g/mol
Numero CAS [72558-82-8]
Codice ATC J01DD02
PubChem 5481173
DrugBank APRD00857
SMILES CC(C)(C(=O)O)ON= C(C1=CSC(=N1)N)C(=O) NC2C3N(C2=O)C (=C(CS3)C[N+]4=CC=CC= C4)C(=O)[O-]
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua 396
Dati farmacologici
Categoria farmacoterapeutica antibiotici, cefalosporine
Modalità di
somministrazione
intramuscolare - endovenosa
Dati farmacocinetici
Legame proteico <10%
Emivita ~1,9 ore[1]
Escrezione renale
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo termine

pericolo

Frasi H 317 - 319 - 334
Consigli P 261 - 280 - 305+351+338 - 342+311 [2]

La ceftazidima rientra fra le cefalosporine (agenti battericidi) di terza generazione.

Indicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Viene utilizzato contro le infezioni da Bacteroides fragilis, Citrobacter freundii, Enterobacter sp, Serratia marcescens, Neisseria meningitidis, Pseudomonas Aeruginosa.

Dosaggi[modifica | modifica wikitesto]

In endovena

  • Infezioni, 1-2 g (da somministrare ogni 8-12 ore)

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sconsigliato in soggetti con insufficienza renale, da evitare in caso di gravidanza, ipersensibilità nota al farmaco o in casi di allergia alle penicilline e attacchi epilettici.

Effetti indesiderati[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli effetti collaterali più frequenti si riscontrano senso di agitazione, vomito, vertigini, orticaria, cefalea, nausea, diarrea, dolore addominale, prurito, eosinofilia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dopo la quarta somministrazione
  2. ^ Sigma Aldrich; rev. del 21.05.2012

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Romanelli, Kerdel Franciso A, Trent Jennifer T, Manuale di terapia dermatologica, Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-3913-2.
medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina