Claritromicina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Claritromicina
Clarithromycin structure.svg
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C38H69N1O13
Massa molecolare (u) 747.953 g/mol
Numero CAS [81103-11-9]
Codice ATC J01FA09
PubChem 84029
DrugBank APRD00181
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale, Endovenosa
Dati farmacocinetici
Emivita 3 -4 ore
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante

attenzione

Frasi H 302
Consigli P --- [1]

La Claritromicina è un antibatterico generale appartenente al gruppo dei macrolidi, viene impiegato nel trattamento di diverse infezioni di origine batterica e presenta generalmente un effetto batteriostatico. Ha emivita di circa 6 ore, è acidostabile dunque non necessita di essere incapsulata (come l'eritromicina) per essere somministrata in forma orale, viene eliminata nelle urine per il 60%. Sono presenti in commercio preparazioni per somministrazione orale ed endovenosa: compresse rivestite con film da 250 mg e da 500 mg, compresse a rilascio modificato da 500 mg, bustine di granulato solubile da 250 mg, flaconi di granulato per soluzione orale da 125 mg/5 ml e da 250 mg/5 ml e flaconcini di polvere da 500 mg per infusione endovenosa.

Indicazioni[modifica | modifica sorgente]

Si utilizza in caso di:

  • Infezioni del tratto respiratorio superiore: tonsilliti, faringiti, faringotonsilliti, laringiti e laringotracheiti.
  • Otite media acuta.
  • Infezioni del tratto respiratorio inferiore: bronchiti, broncopolmoniti, polmoniti batteriche e polmoniti atipiche.
  • Infezioni odontostomatologiche.
  • Infezioni della cute e dei tessuti molli: impetigine, erisipela, follicolite, foruncolosi e ferite infette.
  • Infezioni causate da micobatteri tra cui Mycobacterium avium complex (MAC) in pazienti con HIV.
  • Eradicazione dell'Helicobacter pylori nell'ambito di un protocollo che preveda l'associazione di Claritromicina ad altri antibiotici specifici e ad antiacidi anti-H2 o inibitori di pompa protonica, (un esempio di terapia d'associazione può essere: Claritromicina più Amoxicillina più Omeprazolo (o Ranitidina)).

La Claritromicina è un antibiotico macrolide semi sintetico, derivato dell’eritromicina. Come tutti i macrolidi, che sono antibiotici batteriostatici, la claritromicina agisce mediante inibizione della sintesi proteica batterica a livello ribosomiale. La Claritromicina è attiva su numerosi batteri Gram positivi e Gram negativi, micobatteri, spirochete e clamidie. È disponibile in Italia dal 1990 con i farmaci Macladin e Klacid, sono presenti numerosi prodotti equivalenti (generici) tra cui: Claritromicina Mylan, Pensa, Sandoz, Teva e altri.

Controindicazioni e interazioni[modifica | modifica sorgente]

Controindicata durante la gravidanza, nel periodo di allattamento, nei casi di allergia ai macrolidi e in concomitanza con la somministrazione di cisapride, pimozide, terfenadina. Essendo metabolizzata a livello epatico e renale è necessario usare cautela nella somministrazione in pazienti con insufficienza epatica e renale. Sono conosciute interazioni con omeprazolo, pimozide, simvastatina, tacrolimus, terfenadina, fenitoina, ritonavir, anticoagulanti, antistaminici non sedativi, carbamazepina, cisapride, digitalici, alcaloide dell'ergot, teofillina, rifampicina, rifabutina.

Effetti collaterali[modifica | modifica sorgente]

Ha gli stessi effetti collaterali della eritromicina ma causa meno frequentemente diarrea o dolori addominali

Avvertenze[modifica | modifica sorgente]

La claritromicina sembra essere particolarmente efficace nelle faringiti streptococciche e può sostituire le aminopenicilline orali in caso di provata allergia alla penicillina e/o in caso si sia sviluppata resistenza a queste ultime, rispettando sempre la durata della terapia, che deve essere di almeno 10 giorni per eradicare il batterio e prevenire le note complicanze tardive come la glomerulonefrite e la febbre reumatica. È attiva anche nei confronti di almeno 20 ceppi di Mycobacterium avium responsabili dell'insorgenza di resistenza a farmaci antitubercolari come isoniazide e rifampicina[2].

Superinfezioni: come con altri antibiotici, possono manifestarsi, anche se raramente, superinfezioni da batteri resistenti o da miceti: in questi casi si consiglia di interrompere il trattamento e di instaurare una terapia opportuna[2].

Resistenza crociata: la claritromicina può presentare resistenza crociata con gli altri macrolidi[2].

Pazienti epatopatici: la somministrazione di claritromicina deve essere effettuata con cautela a pazienti con ridotta funzionalità epatica, perché il farmaco è metabolizzato principalmente a livello epatico. Questo può comportare livelli plasmatici più elevati per il macrolide con un rischio maggiore soprattutto per gli effetti collaterali, incluso il prolungamento dell'intervallo QTc. La claritromicina inoltre è stata associata ad aumento delle transaminasi epatiche e a colestasi epatica. Nei pazienti con insufficienza epatica grave il chemioterapico è controindicato[2].

Pazienti nefropatici: somministrare claritromicina con cautela. Nei pazienti con clearance della creatinina < 30 ml/min, dimezzare la dose di antibiotico e non superare le 2 settimane di terapia. L'insufficienza renale, modificando la curva di escrezione del farmaco, può comportare livelli ematici più elevati con un maggior rischio di eventi avversi incluso prolungamento dell'intervallo QTc. Nei pazienti con insufficienza renale grave, non somministrare la claritromicina nella formulazione a rilascio modificato[2].

Pazienti cardiopatici: negli studi clinici disponibili, l'impiego di claritromicina in pazienti con cardiomiopatia ha dato esiti contrastanti in relazione al rischio di mortalità. In attesa di maggiori approfondimenti, la terapia antibiotica con claritromicina dovrebbe essere valutata attentamente[2].

Pazienti pediatrici: la formulazione per uso parenterale non è autorizzata per l'impiego nei pazienti pediatrici[2].

Pazienti anziani: somministrare claritromicina con cautela considerando sia la funzionalità epatica sia quella renale[2].

Polmonite acquisita in comunità (CAP): per la gestione delle polmoniti acquisite in comunità, si raccomanda l'impiego della claritromicina in associazione con un beta-lattamico. Il trattamento in monoterapia non è raccomandato in Italia per l'elevato livello di resistenza verso i macrolidi riscontrato fra i ceppi patogeni più frequentemente coinvolti nelle infezioni respiratorie[2].

Prolungamento dell'intervallo QTc: la claritromicina è stata associata, raramente, a prolungamento dell'intervallo QTc (rischio di gravi aritmie ventricolari) sia nei pazienti adulti sia pediatrici (incremento medio dell'intervallo QTc pari a 22 mesc). L'associazione con farmaci noti per prolungare l'intervallo QTc aumenta il rischio cardiovascolare. Questo effetto è stato riscontrato anche nella popolazione pediatrica (incremento medio pari a 22 mesc)[3]. Nei pazienti a rischio cardiovascolare, valutare con attenzione la somministrazione della claritromicina.

Farmaci metabolizzati dall'isoenzima citocromiale CYP3A4: poiché la claritromicina è un potente inibitore dell'enzima CYP3A4, la co-somministrazione con farmaci il cui metabolismo dipende da questo enzima può determinare un aumento anche clinicamente significativo dei livelli plasmatici dei farmaci substrato del CYP3A4[2].

Eletriptan, eplerenone, guaranà, ivabradina, mizolastina, reboxetina, sertindolo, simvastatina, sirolimus, tolterodina: l'associazione con claritromicina non è raccomandata[2].

Antiaritmici (amiodarone, chinidina, disopiramide), astemizolo, ciclosporina, colchicina, quetiapina, saquinavir, sildenafil, verapamil: la co-somministrazione con claritromicina richiede cautela. Potrebbe essere necessaria una riduzione della dose di alcuni farmaci[2].

Benzodiazepine: la co-somministrazione con claritromicina richiede cautela soprattutto nei pazienti più sensibili agli effetti sedativi delle benzodiazepine e nei pazienti anziani[2].

Carbamazepina: evitare la somministrazione con claritromicina. In caso di associazione ridurre la dose dell'antiepilettico del 25-50% e monitorarne periodicamente la concentrazione[2].

Cimetidina: può prolungare l'assorbimento della claritromicina con una riduzione del picco plasmatico sia del macrolide che del metabolita attivo. È stato inoltre osservato un incremento significativo del tempo di picco plasmatico per il 14-idrossi-derivato e un aumento dell'emivita sia della claritromicina sia del metabolita. Le variazioni farmacocinetiche riscontrate per il 14-idrossi-derivato potrebbero avere rilevanza clinica in caso di infezioni sostenute da patogeni verso cui l'efficacia antibatterica della claritromicina dipende dal suo metabolita come nel caso dell'Haemophilus influenzae[2].

Digossina: monitorare i livelli sierici del glucoside quando somministrato contemporaneamente a claritromicina. L'interazione farmacologica può comportare un aumento della tossicità della digossina: nausea, vomito, confusione[2].

Efavirenz: con claritromicina può aumentare l'incidenza di rash cutanei[2].

Esomeprazolo: la claritromicina riduce il metabolismo dell'esomeprazolo duplicando il valore dell'AUC sia in soggetti metabolizzatori veloci del CYP2C19 sia in quelli con genotipo lento[4].

Maraviroc: in associazione a claritromicina non superare la dose di 150 mg bid[2].

Rifabutina: in associazione a claritromicina potrebbe verificarsi una diminuzione della copertura antimicrobica e un aumento della tossicità della rifabutina (uveite e neutropenia). La co-somministrazione non è raccomandata; nel caso monitorare attentamente eventuali sintomi o segni di tossicità[2].

Ritonavir: nei pazienti con insufficienza renale trattati contemporaneamente con l'antivirale e la claritromicina è necessario ridurre il dosaggio del ritonavir del 50% (CLcr: 30-50 ml/min) oppure del 75% (CLcr < 30 ml/min)[2].

Teofillina: monitorare eventuali segni/sintomi di tossicità da teofillina nei pazienti che ricevono questo farmaco contemporaneamente a claritromicina[2].

Zidovudina: nei pazienti in terapia con zidovudina che assumono claritromicina è necessario sfalsare le somministrazioni dei due farmaci. Questo non è richiesto quando la claritromicina è somministrata in forma granulare nei pazienti pediatrici[2].

Warfarin: monitorare l'indice INR (rischio di sanguinamento). Nella maggior parte dei pazienti, gli effetti collaterali conseguenti all'interazione macrolidi-warfarin si sono manifestati durante la prima settimana di assunzione dell'antibiotico (ematoma, emottisi, ematuria, melena ed emorragia retroperitoneale)[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 10.09.2012
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Pharmamedix: Claritromicina http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Claritromicina&vo=Avvertenze
  3. ^ Germanakis I. et al. Acta Pediatr., 2006, 95 (12), 1694
  4. ^ Hassan-Alin M. et al., Int. J. Clin. Pharmacol. Ther., 2006, 444 (3), 119