Gentamicina
| Gentamicina | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| 2-[4,6-diamino-3- [3-amino-6-(1-metilaminoetil) tetraidropirano-2] ossi-2-idrossi- cicloesossi]-5-metil- 4-metilamino-tetraidropirano-3,5-diolo | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C21H43N5O7 |
| Massa molecolare (u) | 477.596 g/mol |
| Numero CAS | [] |
| Codice ATC | D06 |
| PubChem | |
| DrugBank | |
| Dati farmacologici | |
| Teratogenicità | No |
| Modalità di somministrazione |
intramuscolare ed endovenosa, topica, intratecale |
| Dati farmacocinetici | |
| Biodisponibilità | Biodisponibilità per somministrazione orale molto limitata |
| Legame proteico | 0-10% |
| Emivita | 2 ore |
| Escrezione | Renale |
| Indicazioni di sicurezza | |
La gentamicina è un antibiotico amiglicosidico prodotto da Micromonospora purpurea, con elevata attività contro batteri Gram positivi e Gram negativi. È un potente inibitore della sintesi proteica, legandosi tenacemente alla subunità 30s dei ribosomi, con frammentazione degli stessi e morte cellulare; questa proprietà condiziona il meccanismo d'azione di tutti gli aminoglicosidi, poiché il loro funzionamento è direttamente connesso alla permeabilità di membrana propria di ogni batterio.
Indice |
Avvertenze [modifica]
Ipersensibilità agli aminoglicosidi: non somministrare la gentamicina in caso di ipersensibilità verso altri antibiotici della stessa classe per il rischio di ipersensibilità crociata[1].
Insufficienza renale: nei pazienti con insufficienza renale aggiustare il dosaggio di gentamicina riducendo la dose e/o aumentando l’intervallo di tempo fra due dosi successive. Monitorare la funzionalità uditiva, vestibolare e renale; in caso di oliguria, iperazotemia o diminuzione dell’udito, sospendere il trattamento antibiotico. Nei pazienti in dialisi, la somministrazione della gentamicina deve essere successiva alla sessione di dialisi[1].
Miastenia grave, botulismo infantile, morbo di Parkinson: poiché gli antibiotici aminoglicosidici possono provocare grave debolezza muscolare, è richiesta cautela nella somministrazione della gentamicina in pazienti affetti da miastenia grave, botulismo infantile o morbo di Parkinson[1].
Ototossicità: poiché gli antibiotici aminoglicosidici sono potenzialmente ototossici, la gentamicina non deve essere somministrata a pazienti con disfunzioni uditive (specialmente quando è coinvolto l’ottavo paio di nervi cranici) per evitare un’ulteriore perdita di udito[1].
Infezioni lievi del tratto urinario: in caso di infezioni non gravi delle vie urinarie, non somministrare gentamicina a causa della sua nefrotossicità[1].
Infezioni stafilococciche: nel trattamento delle infezione stafilococciche, la gentamicina non deve essere impiegata in monoterapia[1].
Somministrazione topica: il trattamento prolungato con farmaci somministrati per via topica, inclusa gentamicina, può indurre fenomeni di sensibilizzazione. Nel caso sospendere l’applicazione topica di gentamicina[1].
Resistenza: la gentamicina può indurre resistenza batterica soprattutto quando somministrata per via topica. In caso di superinfezioni sospendere l’antibiotico e instaurare una terapia farmacologica adeguata[1].
Bloccanti neuromuscolari, solfato di magnesio, antiemetici, farmaci ototossici (acido etacrinico, bumetamide, furosemide, vancomicina) e farmaci nefrotossici (amfotericina B, cefalosporine, ciclosporina, cisplatino, enfluorano, furosemide, vancomicina): la gentamicina non deve essere somministrata in associazione a questi farmaci[1].
Metotrexato: evitare la somministrazione di gentamicina con metotrexato. In caso contrario diminuire la dose di metotrexato[1].
Carbenicillina e ticarcillina: in caso di somministrazione concomitante di gentamicina con carbenicillina e ticarcillina, controllare i livelli plasmatici dell’aminoglicoside perché le penicilline legano l’aminoglicoside e lo inattivano. Prima di effettuare la misurazione della concentrazione plasmatica di gentamicina, congelare il campione di sangue perché il fenomeno di inattivazione si verifica a temperatura ambiente[1].
Digossina: controllare la digossiemia quando la gentamicina viene somministrata in associazione a digossina. L’interazione farmacologica si può verificare anche se i farmaci sono assunti a distanza di tempo[1].
Indometacina: la somministrazione concomitante di gentamicina e indometacina richiede una diminuzione del dosaggio dell’antibiotico ed un monitoraggio periodico dei suoi livelli plasmatici[1].
Neonati e pazienti anziani: poiché i neonati (età < 1 mese) e gli anziani (eta > 65 anni) risultano più esposti al rischio di nefrotossicità da aminoglicosidi, la gentamicina deve essere somministrata con cautela. La somministrazione intramuscolare di gentamicina nei neonati è erratica[1].
Gravidanza: la gentamicina non deve essere somministrata nelle donne in gravidanza perché l’esposizione materna al farmaco può determinare ototossicità nel feto[1].
Allattamento: non è raccomandato l’uso della gentamicina durante l’allattamento in quanto potrebbe comportare l’insorgenza di effetti collaterali da aminoglicosidi nel lattante[1].
Sodio metabisolfito: verificare la presenza fra gli eccipienti di sodio metabisolfito. Questo sale può scatenare reazioni di tipo allergico ed attacchi di broncocostrizione grave in pazienti sensibili e negli asmatici[1].
Parabeni: i parabeni (metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato), impiegati come conservanti, possono provocare reazioni allergiche, generalmente di tipo ritardato[1].
Clorocresolo: il clorocresolo, contenuto in alcune formulazioni di gentamicina come eccipiente, può risultare allergenico[1].
Alcol cetostearilico: in seguito all’applicazione di forme farmaceutiche di gentamicina contenenti alcol cetostearilico, si sono verificati dermatiti da contatto[1].
Incompatibilità: la gentamicina risulta incompatibile con alcune soluzioni per la nutrizione parenterale, con furosemide, bicarbonato di sodio, eparina[1].
Attività antimicrobica [modifica]
In vitro, alla concentrazione di 2-10 µg/ml, la gentamicina è in grado di inibire la crescita di moltissimi ceppi di Staphylococcus, di coliformi e di altri batteri Gram negativi. Benché possieda una notevole attività da sola, si somministra insieme ad antibiotici beta-lattamici per l'eradicazioni di ceppi di Pseudomonas aeruginosa, Proteus, Enterobacter, Klebsiella, Serratia e Stenotrophomonas resistenti a molti altri antibiotici.
Resistenza [modifica]
Batteri anaerobi sono naturalemente resistenti alla gentamicina; Streptococcus ed Enterococcus, in virtù della selezione operata da parete-membrana, sono poco sensibili all'azione della gentamicina. La resistenza nei ceppi di Staphylococcus non è rara e consiste nella selezione di batteri mutanti con alterata permeabilità della membrana cellulare. La resistenza dovuta ad alterazioni ribosomiali è invece molto rara. Nei batteri gram-negativi, la resistenza è invece dovuta alla presenza di enzimi metabolizzanti codificati da plasmidi; per questo, batteri gram-negativi resistenti alla gentamicina risultano essere sensibili alla amikacina. Gli enterococchi sono in grado di metabolizzare gentamicina, amikacina, netilmicina ma non la streptomicina.
Usi clinici [modifica]
- Via intramuscolare o endovenosa
- Nelle infezioni polmonari gravi sostenute da Pseudomonas aeruginosa, Proteus, Enterobacter, Klebsiella, Serratia e Acinetobacter, la gentamicina associata a cefalosporine è spesso un presidio terapeutico salva vita, soprattutto nei pazienti gravemente compromessi. In queste situazioni il dosaggio terapeutico è di 5-6 mg per chilo al giorno. Occorre evitare la somministrazione della singola gentamicina nelle infezioni da Staphylococcus, per la rapida insorgenza di resistenza. Nei pazienti con insufficienza renale deve essere costantemente controllata la concentrazione sierica di gentamicina, che, in ogni caso, non deve superare 5-10 µg/ml.
- Via topica
- Il solfato di gentamicina in creme 0,1-0,3% viene frequentemente utilizzato per la terapia di ustioni infette, lesioni cutanee e ferite. Può essere associato a idrocortisone per diminuire la risposta infiammatoria. Deve essere ricordato che la gentamicina può essere inattivata da essudato purulento. Nelle infezioni oculari, la gentamicina può essere iniettata in dose di 10 mg.
- Somministrazione intratecale
- La presenza di cefalosporine di terza generazione ha reso l'impiego di questa tecnica obsoleta per il trattamento di meningiti sostenute da batteri gram negativi. Il trattamento prevede la somministrazione di 1-10 mg al giorno.
Azioni sfavorevoli [modifica]
Le reazioni di ipersensibilità sono rare. Nel 1-5% dei pazienti che assumono gentamicina per più di 5 giorni si manifesta ototossicità soprattutto vestibolare. In questi pazienti, la nefrotossicità si manifesta nel 5-25% dei casi; tuttavia l'insorgenza di insufficienza renale è reversibile e di solito lieve.
Note [modifica]
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Pharmamedix: Gentamicina http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Gentamicina&vo=Avvertenze
Bibliografia [modifica]
- Bertram G. Katzung, Farmacologia generale e clinica, Padova, Piccin, 2006. ISBN 88-299-1804-0
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Gentamicina nel Tesauro della BNCF