Acido pipemidico

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Acido pipemidico
Nome IUPAC
8-Ethyl-5-oxo-2-piperazin-1-yl-5,8-dihydropyrido[2,3-d]pyrimidine-6-carboxylic acid
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C14H17N5O3
Massa molecolare (u) 303.32 g/mol
Numero CAS [51940-44-4]
Codice ATC J01MB04
PubChem 4831 CID 4831
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale
Dati farmacocinetici
Legame proteico 15-30%
Escrezione Urine (50-70%), feci (quota minore)
Indicazioni di sicurezza

L'acido pipemidico è un chemioterapico appartenente al gruppo dei chinoloni utilizzato nella terapia delle infezioni del tratto urinario. L'attività dell'antibiotico è simile a quella dell'acido nalidixico, rispetto al quale viene considerato più attivo ed efficace.

Farmacodinamica[modifica | modifica sorgente]

Il farmaco ha un’azione battericida che si esplica tramite inibizione della duplicazione del DNA cromosomico. Lo spettro d'azione è ampio e comprende germi gram-negativi (e fra questi la stessa Pseudomonas aeruginosa) e gram-positivi, normalmente responsabili di infezioni urinarie.[1]
I microorganismi più sensibili sono Escherichia coli, Proteus mirabilis ed altre varietà (Proteus morganii e Proteus vulgaris), Serratia, Salmonella, Shigella, Aerobacter, Klebsiella. Il farmaco è inoltre attivo ed efficace nei confronti di gonococchi ed enterococchi.[2][3]

L’acido pipemidico è anche in grado di inibire la duplicazione del DNA plasmidico, impedendo così l’insorgenza e la trasmissione di resistenza.[4] Si è dimostrato efficace contro alcuni germi resistenti agli acidi piromidico e nalidixico.[5][6] L'attività del composto viene svolta entro ampie variazioni del pH urinario ( segnatamente tra 5 e 9).

Farmacocinetica[modifica | modifica sorgente]

Dopo somministrazione per via orale viene ben assorbito dal tratto gastrointestinale e si distribuisce nei diversi tessuti corporei raggiungendo concentrazioni elevate nelle urine, nel rene, nella prostata e nell’intestino. I livelli urinari sono normalmente superiori ai livelli plasmatici: la concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene comunque raggiunta entro 2 ore dall'assunzione. Il legame con le proteine plasmatiche appare ridotto e generalmente compreso tra il 15-20 ed il 30%.[7]
Solo una frazione della molecola viene biotrasformata nell'organismo ad acido acetilpipemidico, formilpipemidico e ossopipemidico.[8] Il composto viene eliminato attraverso l'emuntorio renale (50-70% circa) in forma immodificata per filtrazione glomerulare e, in parte, per secrezione nel tubulo prossimale. Una piccola quota è eliminata nelle feci.
Nei soggetti con ridotta escrezione renale, aumenta proporzionalmente la quota che viene eliminata con le feci. Per questo motivo il farmaco può essere somministrato anche a soggetti affetti da insufficienza renale, senza dover temere il verificarsi di fenomeni di accumulo.[9][10][11]

Tossicologia[modifica | modifica sorgente]

Studi sperimentali su animali (topo) hanno messo in evidenza valori di DL50 pari a 4000 mg/kg peso corporeo (quando viene assunto per via orale), di 1000 mg/kg (in caso di somministrazione per via intraperitoneale) e di 50 mg/kg (nel caso di somministrazione endovenosa).

Usi clinici[modifica | modifica sorgente]

Il composto è indicato nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie,[12][13] comprese quelle postoperatorie o secondarie ad indagini strumentali (ad esempio cateterismo vescicale). È inoltre indicato nelle cistiti,[14][15][16] pieliti, cistopieliti, nefriti e pielonefriti,[17] uretriti e prostatiti.[18][19][20]

Effetti collaterali e indesiderati[modifica | modifica sorgente]

Durante il trattamento sono stati segnalati disturbi gastrointestinali, prevalentemente dispepsia, nausea, e dolore addominale, generalmente in regione epigastrica. Questi fenomeni si attenuano somministrando il farmaco a stomaco pieno.
Con maggiore rarità sono stati segnalati disturbi da ipersensibilità quali rash cutaneo, eruzioni cutanee di tipo esantematico oppure orticarioide, e talvolta anafilassi.[21][22] Come per altri chinoloni in letteratura medica sono riportati casi di fotosensibilizzazione.[23][24][25]
Eccezionalmente si possono osservare disturbi neurologici con manifestazioni neurosensoriali e psichiche caratterizzati da vertigini, atassia e altri disturbi dell’equilibrio, convulsioni, particolarmente nei soggetti in età avanzata.[26][27][28] È stata anche segnalata anche la possibilità di insorgenza di discrasie ematiche (leucopenia, anemia emolitica, trombocitopenia).[29]

Controindicazioni[modifica | modifica sorgente]

Il composto non deve essere utilizzato nei soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo oppure ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nella formulazione farmacologica.
Risulta inoltre controindicato nel trattamento di soggetti in età pediatrica. Per evitare il rischio di fotosensibilizzazione è consigliata la riduzione del tempo di esposizione al sole.

Dosi terapeutiche[modifica | modifica sorgente]

Nel soggetto adulto viene consigliata la somministrazione per via orale di 800 mg al giorno (equivalenti a due compresse), suddivisi in due assunzioni, preferibilmente dopo i pasti. La durata standard di trattamento è di circa 10 giorni, ma può essere variata in considerazione del tipo di infezione in atto (forme croniche o recidive).

Sovradosaggio[modifica | modifica sorgente]

In caso di sovradosaggio volontario od accidentale si possono verificare nausea, vomito, convulsioni, psicosi tossica, letargia, acidosi metabolica, aumento della pressione intracranica. Come misure di supporto, se la diagnosi di intossicazione è precoce, si può praticare la lavanda gastrica mentre è preferibile non ricorrere alla induzione del vomito (ad esempio tramite sciroppo di ipecacuana). Nei pazienti con intossicazione più grave, che presentano disordini convulsivi, in aggiunta alle normali misure di supporto delle funzioni vitali è possibile ricorrere ad una terapia anticonvulsivante.

Interazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Eritromicina: la contemporaneamente somministrazione con acido pipemidico può essere responsabile dell'insorgenza di porpora trombocitopenica.
  • Teofillina: la co-somministrazione può determinare un significativo prolungamento dell'emivita della xantina.[30]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M. Shimizu, Y. Takase; S. Nakamura; H. Katae; A. Minami, Pipemidic acid, a new antibacterial agent active against Pseudomonas aeruginosa: in vitro properties. in Antimicrob Agents Chemother, vol. 8, n. 2, Ago 1975, pp. 132-8. PMID 810076.
  2. ^ F. Ficicchia, P. De Lajudie, [Study of the antibacterial activity of pipemidic acid]. in Farmaco Prat, vol. 30, n. 5, Mag 1975, pp. 252-6. PMID 1164926.
  3. ^ M. Shimizu, Y. Takdase; S. Nakamura; H. Katae; A. Minami, Pipemidic acid: its activities against various experimental infections. in Antimicrob Agents Chemother, vol. 9, n. 4, Apr 1976, pp. 569-74. PMID 1267435.
  4. ^ S. Nakamura, S. Inoue; M. Shimizu; S. Iyobe; S. Mitsuhashi, Inhibition of conjugal transfer of R plasmids by pipemidic acid and related compounds. in Antimicrob Agents Chemother, vol. 10, n. 5, Nov 1976, pp. 779-85. PMID 827237.
  5. ^ J. Ishigami, T. Mita; N. Kataoka; S. Miyazaki; K. Kaneda, [Comparative clinical experiment by double-blind method in acute lower urinary tract infections with pipemidic acid and piromidic acid (author's transl)]. in Jpn J Antibiot, vol. 29, n. 2, Feb 1976, pp. 167-77. PMID 772246.
  6. ^ D. Greenwood, The activity of pipemidic acid and piromidic acid against Escherichia coli in static culture and in conditions stimulating the treatment of bacterial cystitis. in J Appl Bacteriol, vol. 44, n. 2, Apr 1978, pp. 191-7. PMID 346547.
  7. ^ M. Shimizu, S. Nakamura; Y. Takase; N. Kurobe, Pipemidic acid: absorption, distribution, and excretion. in Antimicrob Agents Chemother, vol. 7, n. 4, Apr 1975, pp. 441-6. PMID 1147580.
  8. ^ N. Kurobe, S. Nakamura; M. Shimizu, Metabolites of pipemidic acid in human urine. in Xenobiotica, vol. 10, n. 1, Gen 1980, pp. 37-46. PMID 7385914.
  9. ^ A. Meyrier, O. Kourilsky; G. Montay; R. Le Verge, [Utilisation of pipemidic acid as antibiotic in patients with renal failure insufficiency. Kinetics of serum and urinary concentrations (author's transl)]. in Pathol Biol (Paris), vol. 27, n. 3, Mar 1979, pp. 181-8. PMID 382059.
  10. ^ P. Brühl, T. Köhler; G. Gundlach; C. Krasemann, [Studies on the pharmacokinetics of pipemidic acid in renal insufficiency (author's transl)]. in Arzneimittelforschung, vol. 31, n. 10, 1981, pp. 1766-70. PMID 7198452.
  11. ^ P. Männistö, A. Solkinen; R. Mäntylä; A. Gordin; H. Salo; U. Hänninen; L. Niinistö, Pharmacokinetics of pipemidic acid in healthy middle-aged volunteers and elderly patients with renal insufficiency. in Xenobiotica, vol. 14, n. 4, Apr 1984, pp. 339-47. DOI:10.3109/00498258409151420, PMID 6464503.
  12. ^ JP. Thomas, P. Aboulker; Y. Timbal; E. Benassayag, [Action of pipemidic acid in urinary tract infection. 150 cases]. in J Urol Nephrol (Paris), vol. 82, n. 1-2, pp. 142-4. PMID 972422.
  13. ^ H. Iwama, H. Ito; T. Miyauchi; I. Mori; S. Isaka, [Therapeutic effect of pipemidic acid trihydrate on urinary tract infections (author's transl)]. in Jpn J Antibiot, vol. 30, n. 7, Lug 1977, pp. 471-8. PMID 909134.
  14. ^ C. Schulman, M. Chantrie; J. Mattelaer; T. de Wilde; PH. Frens; C. Cabri; R. Poels, [Pipemidic acid in the prevention of recurring cystitis in women]. in Ann Urol (Paris), vol. 21, n. 6, 1987, pp. 438-42. PMID 3435065.
  15. ^ M. Ohkawa, K. Yamaguchi; M. Orito; M. Shimamura; S. Hirano; H. Hisazumi, [Detection of beta-lactamase-producing bacteria from female patients with acute uncomplicated cystitis]. in Hinyokika Kiyo, vol. 33, n. 11, Nov 1987, pp. 1800-5. PMID 3502225.
  16. ^ [Preventive treatment of recurrent essential cystitis in women. Comparative study of pipemidic acid and placebo in a daily dose of 200 mg. for 6 months]. in Ann Urol (Paris), vol. 23, n. 1, 1989, pp. 53-7. PMID 2729906.
  17. ^ Y. Ueda, F. Matsumoto; A. Saito; M. Ohkoshi; N. Kawamura; T. Nishiura; Y. Kawada; Y. Ban, Clinical studies on pipemidic acid. in Jpn J Antibiot, vol. 31, n. 9, Set 1978, pp. 528-35. PMID 101691.
  18. ^ W. Bischoff, [Pipemidic acid--an alternative in the oral treatment of urinary tract infections and prostatitis]. in Fortschr Med, vol. 100, n. 47-48, Dic 1982, pp. 2234-6. PMID 7160818.
  19. ^ T. Taniguchi, T. Kudo; T. Ehara; M. Yamazaki; K. Miyazawa; A. Tsurui; M. Sasagawa; T. Tanaka; R. Ikeda; A. Ben, [Clinical studies with antimicrobic agent Dolcol for chronic prostatitis]. in Hinyokika Kiyo, vol. 31, n. 9, Set 1985, pp. 1661-5. PMID 4083222.
  20. ^ KG. Naber, Use of quinolones in urinary tract infections and prostatitis. in Rev Infect Dis, 11 Suppl 5, Lug-Ago 1989, pp. S1321-37. PMID 2672257.
  21. ^ S. Miyagawa, Y. Yamashina; S. Hirota; T. Shirai, Fixed drug eruption due to pipemidic acid. in J Dermatol, vol. 18, n. 1, Gen 1991, pp. 59-60. PMID 1828818.
  22. ^ D. Gerber, Anaphylaxis caused by pipemidic acid. in S Afr Med J, vol. 67, n. 25, Giu 1985, p. 999. PMID 4012471.
  23. ^ AM. Cárdenas, F. Vargas; E. Fernández; ME. Hidalgo, Phototoxic potential of quinolones. in J Photochem Photobiol B, vol. 10, n. 3, Ago 1991, pp. 249-55. PMID 1663996.
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  29. ^ E. Girardin, T. Vial; R. Mornex; JC. Evreux, [Thrombopenia induced by pipemidic acid]. in Therapie, vol. 47, n. 2, pp. 166-7. PMID 1412147.
  30. ^ AH. Staib, S. Harder; U. Fuhr; C. Wack, Interaction of quinolones with the theophylline metabolism in man: investigations with lomefloxacin and pipemidic acid. in Int J Clin Pharmacol Ther Toxicol, vol. 27, n. 6, Giu 1989, pp. 289-3. PMID 2737798.