Cervus elaphus canadensis

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Wapiti
Rocky Mountain Bull Elk.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Cervidae
Sottofamiglia Cervinae
Genere Cervus
Specie C. elaphus
Nomenclatura trinomiale
Cervus elaphus canadensis
Erxleben, 1777
Areale

Il wapiti (Cervus elaphus canadensis Erxleben, 1777) è una sottospecie di cervo nobile diffusa in Nord America. È stato inoltre introdotto con successo in Argentina e Nuova Zelanda.

Per dimensioni, è il secondo della sua famiglia, superato solamente dall'alce.

I primi coloni americani, avendo familiarità col più piccolo cervo nobile, trovandosi di fronte questo gigantesco animale pensarono ad una parentela con l'alce; questo spiega il nome di elk col quale l'animale è conosciuto in Nord America. In italiano, invece, si è soliti utilizzare il nome derivato dalla lingua shawnee, ossia waapiti ("sedere bianco").

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il wapiti è un ungulato di grandi dimensioni: la sottospecie che raggiunge maggiori dimensioni è il wapiti vero e proprio, ed in particolare la razza "roosevelti", che abita il Canada occidentale e gli stati Stati Uniti di Oregon, Washington e California e che un tempo veniva classificata come sottospecie a sé: questi cervi, introdotti anche in Alaska, raggiungono un peso di 591 kg.

Il wapiti della Manciuria tende a raggiungere dimensioni inferiori rispetto al wapiti comune, inoltre ha un mantello più tendente al rosso.

Il wapiti dell'Alashan è la sottospecie più piccola e meno conosciuta delle tre.

I maschi (2,70 m di lunghezza e 300 kg di peso) sono generalmente del 25% più grandi rispetto alle femmine, che comunque misurano fino a 2 m di lunghezza ed 1,3 m d'altezza al garrese, per un peso di circa 230 kg.

Solo i maschi hanno un palco di corna, che vengono cambiate annualmente, di solito a fine inverno. Tali corna possono misurare fino a 1,5 m da punta a punta e pesare 18 kg, e presentano 6 punte: non è dalle punte né dalle dimensioni delle corna che si può capire l'età dell'animale, come si credeva in passato.

La crescita delle corna è regolata dal testosterone, il cui livello crolla durante la caduta. La caduta delle corna, che coincide con l'inverno, stimola la crescita di un manto più folto, che viene poi grattato via in primavera. Le corna appena cresciute sono ricoperte di pelle e pelo soffici, detti velluto, il quale viene in seguito grattato via dal maschio.

In tutte e tre le sottospecie i maschi presentano una criniera intorno al collo, del tutto assente nelle femmine.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Normalmente, i wapiti vivono in gruppi di individui di un solo sesso per gran parte dell'anno: nel periodo degli amori i maschi iniziano a lottare per conquistarsi e difendere un harem quanto più grande possibile.

I maschi si sfidano fra loro camminando parallelamente l'uno all'altro ed ostentando le proprie dimensioni e forza: se nessuno dei due prevale nettamente sull'altro in questi termini, i due maschi iniziano a combattere scontrandosi con le corna, ferendosi a volte anche in modo grave.

I maschi custodiscono i gruppi di femmine durante tutto il periodo degli amori (da agosto all'inizio dell'inverno), tenendo alla larga i giovani o i maschi meno forti: un harem può contare 20 o più femmine. Il periodo di massima potenza di un maschio si ha intorno agli 8 anni. I maschi occupati nella protezione del proprio harem raramente si nutrono, perdendo in questo periodo fino al 20% del peso.

I maschi più giovani o quelli più anziani passano il periodo degli amori gironzolando intorno ai grossi harem, approfittando della distrazione del maschio dominante per tentare di accoppiarsi con le femmine.

Il maschio dominante fa sentire spesso il suo bramito, che si propaga nelle praterie per molti chilometri. Nonostante il wapiti sia strettamente imparentato col cervo nobile, i bramiti delle due specie hanno un suono completamente diverso: mentre infatti la specie europea emette una sorta di ruggito, forte, profondo e di tonalità molto bassa, la specie americana ha una voce inconfondibile, acutissima e stridente, in netto contrasto con le grandi dimensioni. Le femmine sembrano essere attratte da quei maschi che bramiscono con più frequenza e che hanno il bramito più forte: spesso il bramito viene utilizzato durante i rituali di sfida fra maschi, per intimorire l'avversario.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Di solito ci vogliono circa una dozzina di accoppiamenti perché avvenga la fecondazione. Il periodo di gestazione è lo stesso per tutte le sottospecie (260 giorni).

I cuccioli appena nati pesano intorno ai 16 kg e hanno il dorso maculato di bianco: tali macchie normalmente spariscono nell'adulto, ma possono occasionalmente rimanere (specialmente nel wapiti della Manciuria). Possono reggersi in piedi circa mezz'ora dopo la nascita, entrano nel branco dopo due settimane e vengono svezzati completamente in due mesi circa. Normalmente restano con la madre circa un anno, lasciandola più o meno dopo la nascita di un nuovo cucciolo.

Gli wapiti vivono fino ad oltre 20 anni in cattività, un po' meno (12-13 anni) in natura, dove i predatori e la caccia ne riducono la speranza di vita.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

I wapiti abitano le zone temperate del Nord America.

Gli esemplari attuali discendono da una grossa popolazione stanziata in Beringia, una regione stepposa corrispondente all'attuale stretto di Bering che permise a numerose specie di passare dall'Asia all'America Settentrionale e viceversa. Quando l'era glaciale del Pleistocene terminò ed il mare cominciò ad inghiottire la Beringia, la popolazione di wapiti si divise: una parte migrò in Asia, un'altra parte migrò verso l'America Settentrionale.

In Nord America, questi cervi occuparono praticamente ogni tipo di habitat, eccetto la tundra, le paludi ed i deserti.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Wilson & Reeder (2005) considerano il Wapiti una sottospecie del cervo nobile (Cervus elaphus canadensis).[1]

Alcune recenti evidenze filogeografiche, basate su studi del DNA mitocondriale, assegnerebbero invece al wapiti lo status di specie a sé stante (Cervus canadensis).[2]

Sono state descritte numerose sottospecie di wapiti: sei del Nordamerica e quattro dell'Asia, nonostante alcuni tassonomi ritengono che si tratti solamente di differenti ecotipi o razze della stessa specie (adattatesi alle condizioni ambientali locali mediante piccoli cambiamenti dell'aspetto e del comportamento). Le diverse popolazioni variano tra di loro nella forma e dimensione dei palchi, nelle dimensioni del corpo, nella colorazione e nel comportamento riproduttivo. Le analisi del DNA delle popolazioni eurasiatiche hanno rivelato che le variazioni fenotipiche dei palchi, della criniera e delle chiazze sul groppone si basano sui cosiddetti «fattori comportamentali relativi al clima»[3].

Wapiti orientali, ormai estinti, in un disegno di Audubon.

Delle sei sottospecie di wapiti diffuse in Nordamerica in tempi storici, ne rimangono solo quattro: quelli di Roosevelt (C. canadensis roosevelti), quello nano (C. canadensis nannodes), del Manitoba (C. canadensis manitobensis) e delle Montagne Rocciose (C. canadensis nelsoni)[4]. Il wapiti orientale (C. canadensis canadensis) e quello di Merriam (C. canadensis merriami) sono ormai estinti da almeno un secolo[5][6]. La classificazione in sottospecie delle quattro popolazioni rimanenti è stata mantenuta, almeno parzialmente, allo scopo di permettere misure di conservazione individuali per ognuna di esse[7].

Le quattro sottospecie diffuse in Asia sono il wapiti dell'Altai (C. canadensis sibiricus), quello del Tianshan (C. canadensis songaricus) e le due sottospecie della Cina e della Corea, il wapiti della Manciuria (C. canadensis xanthopygus) e quello dell'Alashan (C. canadensis alashanicus). Il wapiti della Manciuria è di colorazione più scura e di toni più rossastri delle altre popolazioni. Il wapiti dell'Alashan, diffuso nella Cina centro-settentrionale, è la sottospecie più piccola di questo Cervide, ha il mantello più chiaro ed è la meno studiata di tutte[8]. Valerius Geist, che ha descritto le varie specie di cervo del mondo, sostiene che in tutto vi siano solo tre sottospecie di wapiti: considera sottospecie valide solamente quelle della Manciuria e dell'Alashan, mentre unifica tutte le altre sotto C. canadensis canadensis[7].

Wapiti di Tule in una riserva della California nei pressi di Tupman.

Recenti studi sul DNA suggeriscono che non vi siano più di tre o quattro sottospecie di wapiti. Tutte le forme americane sembrano appartenere ad un'unica sottospecie (Cervus canadensis canadensis). Perfino il wapiti siberiano (Cervus canadensis sibiricus) è più o meno identico alla forma americana, tanto da essere anch'esso compreso in quella sottospecie. Comunque, il wapiti della Manciuria (Cervus canadensis xanthopygus) è nettamente distinto dalle forme siberiane, anche se non è distinguibile dal wapiti dell'Alashan. Anche le sottospecie cinesi del cervo di MacNeill e del cervo nobile tibetano appartengono ai wapiti e non sono distinguibili l'una dall'altra, tanto da formare probabilmente una singola sottospecie (Cervus canadensis kansuensis)[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Cervus elaphus canadensis in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ Christian J. Ludt, Wolf Schroeder, Oswald Rottmann, and Ralph Kuehn, Mitochondrial DNA phylogeography of red deer (Cervus elaphus) in Molecular Phylogenetics and Evolution 2004; 31: 1064–1083.
  3. ^ Colin Groves, The genus Cervus in eastern Eurasia in European Journal of Wildlife Research, vol. 52, nº 1, Springer Berlin / Heidelberg, 11 novembre 2005, pp. 14–22, DOI:10.1007/s10344-005-0011-5. URL consultato il 4 giugno 2007.
  4. ^ Stu Keck, Elk (Cervus canadensis), Bowhunting.net. URL consultato il 4 giugno 2007.
  5. ^ Dorothy C. Gerhart, Skull and Antlers of Extinct Eastern Elk Unearthed at Iroquois National Wildlife Refuge in Northwestern N.Y., U.S. Fish and Wildlife Service. URL consultato il 4 giugno 2007.
  6. ^ Craig Allen, Elk Reintroductions, U.S. Geological Survey. URL consultato il 4 giugno 2007.
  7. ^ a b Valerius Geist, Elk Country, Minneapolis, Northword Press, giugno 1993, ISBN =978-1559712088.
  8. ^ Valerius Geist, Deer of the World: Their Evolution, Behavior, and Ecology, Mechanicsburg, Pa, Stackpole Books, 1998, OCLC 37713037, ISBN =978-0-8117-0496-0.
  9. ^ Christian J. Ludt, Wolf Schroeder, Oswald Rottmann, and Ralph Kuehn, Mitochondrial DNA phylogeography of red deer (Cervus elaphus) (PDF) in Molecular Phylogenetics and Evolution 31 (2004) 1064–1083, Elsevier. URL consultato il 4 giugno 2007.

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