Lakota

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Eddie Plenty Holes, un Sioux fotografato nel 1899

I Lakota (pronuncia laˈkˣota) sono uno dei tre gruppi dialettali in cui si articolava (e si articola tuttora) la grande alleanza sioux, di cui costituivano, con il nome di Teton, uno dei sette originari "fuochi del consiglio". Gli altri due gruppi dialettali sono denominati dakota orientali (Santee) e occidentali (Yankton e Yanktonay)[1].

I Lakota erano il più occidentale dei tre gruppi sioux; sotto la pressione di popolazioni native confinanti, spinte a loro volta verso occidente e armate dall'uomo bianco, arrivarono ad occupare quelli che attualmente sono il Dakota del Nord e il Dakota del Sud. Dopo la loro migrazione verso le grandi praterie ed il conseguente distacco di fatto dal resto della confederazione sioux, essi ricostruirono idealmente i "sette fuochi del consiglio", articolandosi in altrettanti sottogruppi: Brulé, Oglala, Sans Arcs, Hunkpapa, Minneconjou, Piedi neri e Due Bollitori.

I trattati stracciati - 2007[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente un gruppo Sioux Lakota, facente parte di una delle ali più estremiste dell'AIM, ha stracciato gli accordi firmati dal Governo Statunitense in quanto quest'ultimo non li ha più rispettati cercando invece di “rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita”. L'iniziativa mira a fondare una nuova nazione indipendente all'interno degli stati in cui si estende la riserva di PineRidge. Sebbene sia stata portata avanti da pochi e senza il consenso del Consiglio Tribale, ha avuto riscontri a livello internazionale.

Capi importanti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

J. R. Walker Lakota. Tradizioni e riti Mursia, Milano ISBN 9788842524243

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per un resoconto sulla secolare erronea attribuzione della denominazione di "nakota" agli Yankton e agli Yanktonai, si seda la voce nakota

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