Be Here Now

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Be Here Now
Artista Oasis
Tipo album Studio
Pubblicazione 21 agosto 1997
Durata 71 min : 13 s
Dischi 1
Tracce 12
Genere Britpop
Hard rock
Alternative rock
Etichetta Epic Records/Sony
Produttore Owen Morris e Noel Gallagher
Registrazione The Exchange, Londra, Regno Unito
Note composto da Noel Gallagher
Certificazioni
Dischi d'oro Argentina Argentina (1)[1]
(vendite: 30 000+)

Belgio Belgio (1)[2]
(vendite: 25 000+)
Finlandia Finlandia (1)[3]
(vendite: 20 000+)
Francia Francia (2)[4]
(vendite: 200 000+)
Germania Germania (1)[5]
(vendite: 250 000+)
Norvegia Norvegia (1)[6]
(vendite: 25 000+)
Polonia Polonia (1)[7]
(vendite: 50 000+)

Svizzera Svizzera (1)[8]
(vendite: 25 000+)
Dischi di platino Australia Australia (1)[9]
(vendite: 70 000+)

Canada Canada (2)[10]
(vendite: 200 000+)
Europa Europa (3)[11]
(vendite: 3 000 000+)
Giappone Giappone (2)[12]
(vendite: 400 000+)
Regno Unito Regno Unito (6)[13]
(vendite: 1 800 000)
Spagna Spagna (1)[14]
(vendite: 100 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (1)[15]
(vendite: 1 000 000)

Svezia Svezia (1)[16]
(vendite: 80 000+)
Oasis - cronologia
Album successivo
(1998)

Be Here Now è il terzo album del gruppo rock inglese Oasis, pubblicato il 21 agosto 1997.

Uno dei dischi più attesi di tutta la storia della musica inglese, fu oggetto di attenzione spasmodica da parte della critica e dai fan sulla base del successo mondiale che Definitely Maybe e (What's the Story) Morning Glory? avevano riscosso nei tre anni precedenti. L'enorme eco mediatica contribuì a fare dell'album il disco capace di vendere più copie nel minor tempo nel Regno Unito (420.000 solo nel primo giorno di pubblicazione e oltre un milione nella prima settimana). Gli Oasis erano al picco della fama. La grande attesa per l'album è esemplificata da un curioso episodio che ebbe luogo due mesi prima della sua uscita: la gente era talmente curiosa che si creò un ingorgo sotto la finestra aperta degli uffici della Sony, da cui provenivano le nuove canzoni della band[17].

Contesto e genesi del disco[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1996 gli Oasis erano considerati, per usare le parole di Noel Gallagher, "la band più grande del mondo". Secondo il chitarrista gli Oasis erano "più grandi, oso dire, di Dio"[18]. L'incredibile successo commerciale dei due album precedenti aveva proiettato gli Oasis in quasi tutti i telegiornali, le riviste e i programmi televisivi. La pressione mediatica, d'altro canto, rischiava seriamente di condurre all'eccesso opposto[19]. Nel 1997 i membri degli Oasis furono invitati al numero 10 di Downing Street dal neo-eletto primo ministro britannico Tony Blair[20] e pochi mesi prima erano stati invitati a trascorrere le vacanze con Johnny Depp e Kate Moss nella villa di Mick Jagger a Mustique. Durante l'ultimo periodo di permanenza sull'isola privata, Noel scrisse la maggior parte delle canzoni che avrebbero fatto parte del terzo disco degli Oasis[21]. Aveva sofferto del blocco dello scrittore nell'inverno precedente, tanto da dichiarare di aver scritto un solo riff di chitarra nei sei mesi successivi alla pubblicazione di (What's the Story) Morning Glory?, nell'ottobre 1995. Dopo alcune settimane di "ozio", riprese una propria disciplina di scrittore di canzoni. "Al mattino andavo in questa stanza, uscivo per pranzare, tornavo dentro, uscivo per cena, tornavo dentro, poi andavo a letto"[22]. Noel ricorda: "... la maggior parte delle canzoni sono state scritte prima ancora che avessi un contratto discografico, me ne andai e scrissi i testi in circa due settimane"[23].

Al Knebworth Park, nell'Hertfordshire, nell'agosto 1996, la band si esibì in due serate di fronte a 250.000 persone, ma furono 2.500.000 le richieste di biglietti[24]. La popolarità degli Oasis era all'apice, la stampa musicale e la band si rendevano conto che a quel punto era stata toccata una vetta ineguagliabile[18]. Ciononostante ormai l'instabilità e i conflitti interni minacciavano seriamente il futuro della band. Il 23 agosto 1996 Liam si rifiutò di cantare per MTV Unplugged alla Royal Festival Hall di Londra, parlando di mal di gola[25]. Presenziò ugualmente in sala, ma trascorse tutto il tempo a canzonare Noel da un balcone. Quattro giorni dopo declinò l'invito a partecipare alla prima data del tour statunitense, dicendo di avere bisogno di comprare una casa con la fidanzata Patsy Kensit. Pochi giorni dopo volò negli USA per unirsi al gruppo per l'importante concerto degli MTV Video Music Awards di New York, ma qui cambiò intenzionalmente i versi di alcune canzoni, sputando durante l'esibizione[26]. Il giorno dopo il Sun titolò "L'America è nauseata dai rabbiosi sputi di Liam"[25]. Malgrado i frequenti alterchi interni, il tour continuò con Liam a Charlotte, dove Noel perse la pazienza nei confronti del fratello e annunciò la propria intenzione di lasciare la band. Dopo avrebbe ammesso: "Se volete sapere la verità, non volevo più starci. Non ero preparato a stare in una band in cui le persone si comportavano così l'una nei confronti dell'altra"[18]. Noel si sarebbe aggregato di nuovo ai compagni alcune settimane dopo, ma il management e i responsabili della band erano preoccupati. Con un album già provvisto dei demo, i Gallagher capirono che avrebbero dovuto registrare il più presto possibile. Il loro manager Marcus Russell nel 2007 disse che "con uno sguardo retrospettivo, andammo in studio troppo velocemente. La mossa intelligente sarebbe stata prendersi una pausa per il resto dell'anno. Ma all'epoca non sembrò quella la cosa giusta da fare. Se sei una band e hai una dozzina di canzoni pensi che sei grande: 'perché non farlo?'"[18].

Inizialmente Be Here Now doveva essere un doppio album, ma Noel Gallagher alla fine decise di declassare alcune tracce a lati B dei singoli successivi (Stay Young e Going Nowhere per citarne alcuni). Si tratta comunque dell'album più lungo del gruppo: supera i 70 minuti, ben 25 oltre la media degli altri.

Registrazione e produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le sessioni di registrazione di Be Here Now iniziarono il 7 ottobre 1996 agli Abbey Road Studios della EMI, a Londra[27]. Il produttore Owen Morris descrisse la prima settimana di registrazione come "maledettamente terribile" e propose a Noel di abbandonare le sessioni: "Scrollò le spalle e disse che sarebbe andato tutto bene. Così continuammo". Liam era al centro dell'attenzione dei tabloid e il 9 novembre 1996 fu arrestato per detenzione di cocaina dopo una sbronza ai Q Awards. I media specularono molto sulla vicenda, così il management della band decise di trasferire le sessioni in uno studio meno accessibile ai paparazzi.

Be Here Now è stato registrato agli Abbey Road Studios

Il redattore del Sun Dominic Mohan ricorda: "Avevamo pochi contatti con gli Oasis a libro paga. Non so se vi fossero spacciatori, ma c'erano sempre un po' di tipi sospetti"[18]. La fotografa ufficiale degli Oasis Jill Furmanovsky avvertì la pressione mediatica e fu preda dei giornalisti di tabloid che vivevano nell'appartamento al piano di sopra: "Credevano che la band si nascondesse nel mio appartamento". In preda alla paranoia gli Oasis tagliarono parecchi contatti dal loro giro. Secondo l'addetto stampa della Creation Johnny Hopkins "certa gente fu messa ai margini del circuito degli Oasis. Persone che li conoscevano da quando non erano famosi piuttosto che perché erano famosi". Hopkins paragonò la situazione a una corte medievale, provvista di re, cortigiani e buffoni. Spiegò che "una volta che ti trovi in quella situazione perdi di vista la realtà"[18].

L'11 novembre 1996 gli Oasis si trasferirono ai Ridge Farm Studios, nel Surrey. Le registrazioni ricominciarono con maggiore energia, ma furono influenzate dal fatto che tutti i componenti del gruppo facevano uso di droga. Nel 2007 Morris ha ricordato che "nella prima settimana qualcuno provò a farsi 30 grammi di erba, ma invece ottenne 30 grammi di cocaina, il che riassume un po' le cose"[18]. Noel non era presente a nessuna registrazione vocale di Liam, quasi a simboleggiare la grande tensione che accompagnava le sessioni. Morris riteneva che il nuovo materiale fosse di debole impatto, ma quando rese nota la propria opinione a Noel fu zittito: "[quindi] ho solo continuato a spalarmi droga sotto il naso". Noel, che intendeva far suonare l'album il più denso e "colossale" possibile, per molte canzoni registrò parti multiple di chitarra. In molti casi arrivò a sovrapporre dieci parti di chitarra identiche per amplificare il volume[18]. Alan McGee, proprietario della Creation Records, fece visita allo studio durante la fase di missaggio. Ha dichiarato: "Ero solito andare in studio e a quel punto c'era tanta di quella cocaina ... Owen era fuori controllo ed era l'unico incaricato di controllare. La musica era così maledettamente ad alto volume"[21].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Accolto inizialmente come un altro trionfo, l'album ottenne forti riscontri di vendite. Nel Regno Unito divenne un bestseller istantaneo, muovendo 423.000 copie solo il primo giorno di vendita, diventando l'album venduto più velocemente di sempre nelle epoche del Regno Unito. Altrove non tenne sulla lunga durata, soprattutto negli Stati Uniti, dove debuttò al secondo posto nella Billboard Top 40 per uscire presto dalle classifiche. L'album in totale ha venduto 11 milioni di copie.

La critica inglese non negò recensioni positive, salvo fare marcia indietro dopo appena qualche mese, definendolo pomposo e iperprodotto. Da allora la band ha mantenuto un alto livello di visibilità, senza però riuscire ad eguagliare le fortune critiche e commerciali dei primi due album.

I motivi per l'improvviso scivolone sono forse da imputare alla stagione fortunata del rock inglese, che durante il 1997 ha partorito capolavori come Ladies and Gentlemen, We Are Floating in Space degli Spiritualized, Ok Computer dei Radiohead e soprattutto Urban Hymns dei The Verve, band che più di tutti aveva rubato lo scettro dei fratelli Gallagher nel cuore della critica e del pubblico. Oppure perché dopo il successo (sia in termini di popolarità che in termini di vendite) come (What's the Story) Morning Glory? le aspettative erano eccessivamente alte per il nuovo album. Riviste come New Musical Express e Melody Maker infatti iniziarono a pubblicare aspre critiche nei confronti del gruppo, percependolo come superato ed incapace di ripetersi alle vette dei precedenti, anche se negli ultimi anni è stato rivalutato grazie al giudizio più equilibrato che dà il tempo e alcune canzoni sono state riproposte dal vivo negli ultimi tour della band. Tuttavia, a distanza di anni, si può con maggiore profondità comprendere il capolavoro melodico di canzoni come "Stand By Me" e "Don'Go Away". Soprattutto la prima, è una delle canzoni più conosciute ed apprezzate della band britannica in tutto il mondo.

I fratelli Gallagher ebbero a dire a proposito dell'album:

« È il suono di ... un gruppo di ragazzi, con la droga, in studio, che non se ne fregavano niente di niente. Non c'è proprio basso; non so cosa successe ... E tutte le canzoni sono davvero lunghe e tutti i testi sono merda e per ogni millisecondo in cui Liam non dice una parola c'è un riff di chitarra in stile Wayne's World »
(Noel Gallagher[28])
« Indipendentemente da quello che pensa Noel, è un grandissimo disco e ne vado fiero — è solo un po' lungo »
(Liam Gallagher[29])

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. D'You Know What I Mean? - 7:42
  2. My Big Mouth - 5:02
  3. Magic Pie - 7:19
  4. Stand by Me - 5:56
  5. I Hope, I Think, I Know - 4:23
  6. The Girl in the Dirty Shirt - 5:49
  7. Fade In-Out - 6:52
  8. Don't Go Away - 4:48
  9. Be Here Now - 5:13
  10. All Around the World - 9:20
  11. It's Gettin' Better (Man!!) - 7:00
  12. All Around the World (Reprise) - 2:08

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Noel Gallagher ha più volte ribadito di ritenere questo come l'album più brutto tra quelli pubblicati dagli Oasis, considerato da lui come un errore di percorso. È evidentemente per questo motivo che nessuna canzone di questo CD venne inserita nel greatest hits del gruppo, Stop the Clocks, del 2006.
  • La copertina del disco ritrae la vecchia piscina di un palazzo signorile dell'Hertfordshire, risalente al 1773.
  • Nella settima traccia, Fade In-Out, a suonare la chitarra è il famoso attore americano Johnny Depp. In un'intervista del 1997 al mensile Rolling Stone Noel ha raccontato che l'idea nacque dopo una sbronza su una spiaggia dei Caraibi.
  • La targa dell'automobile che sta affondando in piscina nella copertina del disco è la stessa della macchina della polizia parcheggiata sulla destra nella copertina di Abbey Road dei Beatles.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Posizioni in classifica[modifica | modifica wikitesto]

Anno Classifica Posizione
1997 Australian Album Chart (ARIA)[30] 1
1997 Austrian Album Chart[31] 3
1997 Belgium Album Chart (Flanders)[31] 1
1997 Belgium Album Chart (Wallonia)[31] 2
1997 Canadian Album Chart[32] 1
1997 Megacharts[31] 1
1997 Finnish Album Chart[31] 1
1997 French Album Chart[31] 1
1997 German Album Chart[31] 2
1997 New Zealands Album Chart[31] 1
1997 Norwegian Album Chart[31] 1
1997 Swedish Album Chart[31] 1
1997 Swiss Album Chart[31] 2
1997 UK Album Chart[33] 1
1997 US Billboard 200[32] 2

Certificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nazione Certificazione Sales/shipments[34]
Argentina Oro[35] 20 000
Australia Platino[36] 70 000
Canada 2x Platino[37] 200 000
Francia Platino[38] 280.000
Germania Oro[39] 100 000
Olanda Oro[40] 40 000
Norvegia Oro[41] 25 000
Svizzera Oro[42] 25 000
Regno Unito 6x Platino[43] 1 800 000
USA Platino[44] 1 000 000

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Disco de Oro y Platino - Oasis, Cámara Argentina de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 16 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2011).
  2. ^ Template:Certification Table Entry
  3. ^ Template:Certification Table Entry
  4. ^ Template:Certification Table Entry
  5. ^ Template:Certification Table Entry
  6. ^ Template:Certification Table Entry
  7. ^ Template:Certification Table Entry
  8. ^ Template:Certification Table Entry
  9. ^ Template:Certification Table Entry
  10. ^ Template:Certification Table Entry
  11. ^ Template:Certification Table Entry
  12. ^ (JA) RIAJ > The Record > December 1997 > Certified Awards (October 1997) in Recording Industry Association of Japan. URL consultato il 2 agosto 2013.
  13. ^ Template:Certification Table Entry
  14. ^ Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano: Certificados > 1995–1999, Iberautor Promociones Culturales, ISBN 84-8048-639-2.
  15. ^ Template:Certification Table Entry
  16. ^ Template:Certification Table Entry
  17. ^ Oasis: musica dalla finestra gigantesco ingorgo a Londra, Corriere della Sera, 1º luglio 1997.
  18. ^ a b c d e f g h Cameron, Keith. "Last Orders". Q, June, 2007
  19. ^ Thompson, Stephen. "Oasis Be Here Now". The Onion A.V. Club, 29-03-2002
  20. ^ "Tony Blair's leadership years in pictures". BBC News. Retrieved on 7 July, 2007.
  21. ^ a b Harris (2004), p. 333.
  22. ^ Sutcliffe, Phil. "'Piece of piss!': The Oasis Diaries". Q. Settembre 1997.
  23. ^ Oasis story - Mono - All Music TV (Italia) - trasmessa il 16 ottobre 2008
  24. ^ "The 90's Rock at Knebworth House". Knebworth Estates, 2001.
  25. ^ a b What The Tabloids Said About Liam Gallagher In 1996, ukcia.
  26. ^ Neil Strauss. "At the MTV Awards, All the World's a Stage". New York Times, 06-09-1996
  27. ^ "Be Here Now". oasisinet.com
  28. ^ Live Forever: The Rise and Fall of Brit Pop. Passion Pictures, 2004.
  29. ^ "Liam Gallagher: my Oasis best of". NME.com, 24-11- 2006.
  30. ^ australian-charts.com - Oasis - Be Here Now
  31. ^ a b c d e f g h i j k Chart History: Be Here Now. Swisscharts. Retrieved 19 April 2008.
  32. ^ a b "Oasis > Charts & Awards > Billboard Albums". Allmusic.com. Retrieved on 7 July, 2007.
  33. ^ Cameron, Keith. "Last Orders". Q, June, 2007.
  34. ^ Certification award levels
  35. ^ Argentina Certifications database CAPIF. Retrieved 19 April 2008.
  36. ^ Australian Certifications 1997 ARIA. Retrieved 19 April 2008.
  37. ^ Canadian Certification database Music CanadaA. Retrieved 19 April 2008.
  38. ^ French Certifications O + Sales IFPI. Retrieved 19 April 2008.
  39. ^ German Certifications database IFPI. Retrieved 19 April 2008.
  40. ^ Dutch Certification database NVPI. Retrieved 19 April 2008.
  41. ^ Norwegian Certification database IFPI. Retrieved 19 April 2008.
  42. ^ Swiss Certifications 1997 Swisscharts. Retrieved 19 April 2008.
  43. ^ British Certification database BPI. Retrieved 19 April 2008.
  44. ^ US Certifications database RIAA. Retrieved 19 April 2008.

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