Andrea Doria (D 553)

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Andrea Doria
Andrea Doria.JPG
Descrizione generale
Tipo Cacciatorpediniere - DDG
Classe Orizzonte
Proprietario Insegna navale Marina Militare
Ordinata 27 ottobre 2000
Costruttori Fincantieri - Horizon Sas
Cantiere Riva Trigoso, (GE); Muggiano, (SP) - Italia
Impostata 2002
Varata 15 ottobre 2005
Completata 22 dicembre 2007
Entrata in servizio 13 ottobre 2010
Identificazione D 553
Caratteristiche generali
Dislocamento standard 6700 t
a pieno carico 7300
Lunghezza 152,9 m
Larghezza 20,3 m
Pescaggio 7,6
Ponte di volo 26,5 × 20 m
Propulsione CODOG:

Energia elettrica:

  • 4 Diesel Alternatori Isotta Fraschini VL 1716 T2 ME da 1600 Kw
  • 2 Centrali elettriche
Velocità su TAG 29 nodi
su Diesel 18 nodi {{{velocità_km}}} km/h
Velocità in immersione nodi {{{velocitài_km}}} km/h
Velocità in emersione nodi {{{velocitàe_km}}} km/h
Autonomia 7000 NM a 18 nodi
3500 NM a 25 nodi
oltre 1000 m3 di F76
oltre 90 m3 di F44
Numero di cabine Sistemazioni logistiche per 255 uomini o donne in cabine da 1, 2 o 4 posti
Equipaggio 193 militari:

A seconda della missione, opzionali:

Sensori di bordo
  • Radar di ricerca di superficie in banda E/F Selex RAN 30X/I (RASS)
  • Radar multifunzionale 3D tipo phased array in banda G Selex SPY-790 (EMPAR) (sensore principale del sistema PAAMS)
  • Radar di ricerca di superficie e aerea 3D in banda D BAE/Thales S1850M (LRR)
  • Radar di Sorveglianza Secondario Selex SIR R/S (IFF)
  • Radar di navigazione e appontaggio elicotteri in banda I Selex SPN 753(V)4 (NAVR)
  • 2 Sistemi di puntamento Selex MSTIS NA 25X (multisensore radar ed elettro-ottico RTN-30X)
  • Sistema di scoperta e tracciamento bispettrale IR Sagem Vampir MB (IRAS)
  • Sonar a scafo a media frequenza Thales UMS 4110CL
Sistemi difensivi ECM/ESM:

Sistema antisiluro SLAT:

  • 2 lanciatori per 12 decoy acustici ciascuno
  • Cortina idrofonica trainata
Note
Motto Altius Tendam
ITU: India.svg Alpha.svg Delta.svg Oscar.svg

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L'Andrea Doria è un'unità della Marina militare italiana della classe Orizzonte contraddistinto dalla sigla D 553 in quanto cacciatorpediniere lanciamissili secondo la classificazione NATO.

Indice

[modifica] Storia

La costruzione della nave è iniziata il 19 luglio 2002 presso il cantiere di Riva Trigoso con la cerimonia del taglio della prima lamiera.

Dopo il varo, primo nel mondo effettuato su carrelli per una nave di queste dimensioni, avvenuto il 15 ottobre 2005, la nave nel gennaio 2006 è stata trasferita, su una enorme chiatta progettata dalla stessa Fincantieri e chiamata "Atlante",[1] negli stabilimenti Fincantieri di Muggiano per l'allestimento finale. Ad ottobre 2006 sono iniziate le prove in mare e la consegna alla Marina Militare Italiana è avvenuta a Genova il 22 dicembre 2007[2] col l'alzata sul pennone dell'unità della Bandiera della Marina.

A novembre 2008 il Doria si è recato a Tolone per condurre un'esercitazione con il gemello francese Forbin e un'altra nave antiaerea francese.

A gennaio 2009 la nave ha presenziato a Messina alla commemorazione del centenario del terremoto che nel 1908 distrusse la città. Alla cerimonia hanno partecipato anche gli incrociatori Moskva dalle marina russa, una delle prime a soccorrere la città, il Leyte Gulf della US Navy e il pattugliatore Spica della Marina Militare.

Dopo aver proseguito i collaudi riguardanti i sistemi di comando, controllo e comunicazione, ha conseguito la piena operatività nel giugno 2009,[3] dopo che il 5 maggio nelle acque di La Spezia aveva preso parte insieme alla gemella Caio Duilio e le sorelle francesi Forbin e Chevalier Paul ad un'esercitazione congiunta tra le Orizzonte italiane e francesi.

All'inizio del 2010 al comando del CV Giacinto Ottaviani ha preso parte in Atlantico alla campagna navale "Tucano 2010". La nave, partita dal porto di La Spezia il 10 aprile[4] nel corso della campagna navale ha percorso 14.250 miglia per un totale di 1.100 ore di moto effettuando soste nei porti di Las Palmas nelle Canarie, Recife, Rio de Janeiro e Salvador de Bahia in Brasile, Dakar in Senegal e Casablanca in Marocco svolgendo esercitazioni con le Marine dei porti visitati, rientrando il 10 aprile nella base navale di La Spezia. Obiettivo della campagna navale era quello di rafforzare la cooperazione con le Marine dei vari paesi, mediante attività addestrative congiunte allo scopo di contribuire alla sorveglianza marittima per il contrasto dei fenomeni illeciti, rappresentare l'industria nazionale della difesa e sostenere l'attività diplomatica italiana all'estero. Nel corso della campagna navale, dal 20 al 25 marzo, la nave ha condotto nel Golfo di Guinea un'intensa attività addestrativa con unità navali statunitensi.[5]

La nave ha ricevuto la bandiera di combattimento nel porto di Genova il 13 ottobre 2010[6] nel corso di una cerimonia alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte, e del sindaco di Genova, Marta Vincenzi che ha consegnato il vessillo al Capitano di Vascello Fabrizio Cerrai Comandante dell'unità.

Il 19 marzo 2011, in occasione crisi libica, la nave è stata schierata nel canale di Sicilia per proteggere il territorio italiano e le altre unità presenti in zona da eventuali attacchi aerei o missilistici da parte della Libia rientrando il 1º aprile a Taranto.

Il 6 giugno 2011 la nave ha assunto il ruolo di nave comando SNMG1 e il 14 giugno è salpata dal Porto di Taranto al comando del Capitano di Vascello Domenico Guglielmi, per fare rotta verso Djibouti da dove ha operato per quasi sei mesi nelle acque del Golfo di Aden e dell'Oceano Indiano, in qualità di nave comando della Task Force 508, nell'ambito dell'operazione Ocean Shield impiegata nella lotta contro la pirateria allo scopo di garantire la libertà del traffico marittimo. Prima della partenza, l'equipaggio è stato salutato nel corso di una serimonia cui hanno presenziato il Comandante in Capo della Squadra Navale Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e il Contrammiraglio Gualtiero Mattesi comandante dello Standing Nato Maritime Group 1.[7] Nel suo viaggio verso la zona delle operazioni la nave il 18 giugno ha attraversato per la prima volta nel corso della sua vita operativa il canale di Suez.[8]

Nel corso dell'Operazione Ocean Shield, in occasione di una sosta a Gibuti il contrammiraglio Gualtiero Mattesi, comandante del gruppo navale SNMG1 e della Task Force 508, è stato ricevuto dal colonnello Abdourrahman Aden Cher, Comandante delle Forze navali di Gibuti e nel corso di questo incontro i due alti ufficiali hanno siglato un accordo che prevede la presenza, a bordo delle Unità italiane in mare, di un ufficiale delle Forze Armate di Gibuti in qualità di linguista per la durata dell'operazione. L'iniziativa è la prima del genere in ambito NATO. Al termine dell'incontro il Colonnello Cher si è recato in visita a bordo dell'Unità, dove è stato ospite per un pranzo di rappresentanza.[9]

Il 7 settembre 2011 l'elicottero EH 101, imbarcato a bordo dell'unità navale è stato oggetto di un attacco da terra da parte dei pirati somali. L'elicottero si trovava in perlustrazione nelle acque prospicienti le coste della Somalia nei pressi di Chisimaio a circa 400 Chilometri a sud di Mogadiscio, per acquisire informazioni sui movimenti di battelli sospetti di azioni contro il traffico mercantile in transito nella zona e intorno alle 6.30 è stato colpito da colpi di armi da fuoco, che hanno causato una perdita di carburante costringendo l'aeromobile a rientrare a bordo dell'unità navale per verificare i danni subiti e per le necessarie verifiche tecniche. L'equipaggio dell'aeromobile non ha riportato danni.[10]

Il 22 novembre 2011 l' Unità è stata nuovamente impegnata in uno scontro a fuoco -senza feriti- a sud della località di Gaalogod nei pressi di Nugaal, sempre in Somalia dove il personale dell'Unita' imbarcato sui gommoni,ha risposto al fuoco proveniente da un'imbarcazione sospetta e da terra.[11]

Il 7 dicembre 2011 dopo sei mesi di attività in Oceano Indiano e al largo delle coste della Somalia per contrastare il fenomeno della pirateria, la nave è stata sostituita nell'ambito dell'Operazione Ocean Shield dalla fregata Grecale cedendo contemporaneamente il comando dell'operazione Ocean Shield alla fregata turca Giresun sede di comando dello Standing Nato Maritime Group 2 (SNMG2). I due gruppi navali si alternano ogni sei mesi al comando dell'operazione antipirateria.

[modifica] Nome

La nave porta il nome dell'ammiraglio e uomo di stato genovese Andrea Doria.

Il motto della nave è Altius Tendam (miro sempre più in alto).[12]

In precedenza altre tre navi della marina italiana avevano portato il nome Andrea Doria. La prima era una corazzata che aveva prestato servizio nella Regia Marina dal 1891 al 1911. La nave, costruita all'Arsenale di La Spezia, varata nel 1885 ed entrata in servizio nel 1891, nel 1895 fece parte della formazione navale che partecipò all'inaugurazione del Canale di Kiel. Posta in disarmo il 1º maggio 1911 venne utilizzata a Taranto come nave caserma fino al 1915 quando, scoppiata la prima guerra mondiale venne trasferita a Brindisi e adibita a difesa costiera venne denominata pontone GR 104 all'entrata in servizio di una nuova corazzata battezzata con lo stesso nome.[13] Al termine della guerra nel 1919 venne radiata definitivamente.

La seconda era una nave da battaglia costruita anche questa all'Arsenale di La Spezia che entrata in servizio nel 1916, venne radiata nel 1956 dopo essere stata ricostruita tra il 1937 e il 1940 negli stabilimenti dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Trieste.

Successivamente il nome Andrea Doria verrà dato ad un incrociatore lanciamissili entrato in servizio negli anni sessanta ed andato in disarmo nel 1992, costruito come l'attuale cacciatorpediniere nel cantiere di Riva Trigoso. A questa unità, in un ideale passaggio di consegne e di testimone morale e storico, il 3 agosto 1964, venne consegnata la bandiera di combattimento a nome dell'equipaggio dell'Andrea Doria andato in disarmo nel 1956.

[modifica] Immagini

[modifica] Note

  1. ^ Cacciatorpediniere Andrea Doria
  2. ^ Consegnato alla Marina Militare il cacciatorpediniere Andrea Doria. URL consultato il 4-2-2008.
  3. ^ TG1 20 giugno 2009 ore 13:30
  4. ^
  5. ^ Marina militare: l'Andrea Doria rientra da Operazione Tucano
  6. ^ Genova – Il cacciatorpediniere Andrea Doria riceve la Bandiera di Combattimento
  7. ^ Nave Doria salpa per l'Oceano Indiano
  8. ^ Il "primo Suez" di Nave Doria
  9. ^ Incontro tra la Marina Militare e la Marina di Gibuti
  10. ^ Antipirateria - Colpi d'arma da fuoco contro elicottero di Nave Doria
  11. ^ http://it.notizie.yahoo.com/somalia-scontro-fuoco-tra-pirati-e-nave-andrea-095200591.html Somalia-scontro a fuoco tra pirati e nave Andrea Doria
  12. ^ I motti delle navi italiane , Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1962, pp.38.
  13. ^ LA REGIA MARINA AL 24 MAGGIO 1915

[modifica] Altri progetti

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