Cantiere navale del Muggiano

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Fincantieri
Cantiere navale del Muggiano
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Stato Italia Italia
Fondazione 1883 a La Spezia
Sede principale La Spezia
Gruppo Fincantieri

Il Cantiere navale del Muggiano, situato alla Spezia, è uno dei maggiori cantieri navali italiani. Opera in sinergia con il vicino Cantiere navale di Riva Trigoso, svolgendo principalmente le attività di completamento, allestimento e prove in mare delle navi varate a Riva, oltre alla costruzione di sommergibili e yacht di grandi dimensioni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il cantiere nacque per volere di Cavour che, dopo avere affidato a Domenico Chiodo lo studio per la realizzazione dell’Arsenale della Spezia aveva intuito l'opportunità di far sorgere nel Golfo della Spezia uno stabilimento di costruzioni navali in grado di poter rispondere alle esigenze della Regia Marina e fare anche fronte a commesse per le Marine estere, simile a quello che la Marina Francese aveva costruito nel golfo di Tolone.

Gli sviluppi del cantiere tra la fine dell’800 e i primi anni del 900[modifica | modifica sorgente]

Erano state avviate trattative l'industriale di New York William Webb, per la nascita di questo stabilimento, ma in seguito alla morte di quest’ultimo il progetto non si concretizzò il progetto venne ripreso quest’ultimo fu colto dalla morte e il progetto non si concretizzò e venne ripreso solo nel 1883 con la società “George Hanfrey & Co.” che vi installò un cantiere per le riparazioni del naviglio adibito al trasporto di minerali per la fonderia "Pertusola", che impostò e varò sui suoi scali due piroscafi da carico e due rimorchiatori, con il primo piroscafo "Maratea" varato nel 1885. Nel 1887 il cantiere venne rilevato dalla “Continental Lead & Iron Company Ltd” che passò alla costruzione di velieri in acciaio e dalla “Hofer, Manaira & C.” nel 1897. Nel 1898 nel consiglio di amministrazione entrarono un gruppo di capitalisti piemontesi, tra cui il Cavaliere Luigi Capuccio, che approfittando di una legge del 1896 favorevole alle nuove navi costruite nei cantieri italiani aveva ordinato al Cantiere di Muggiano due piroscafi da carico; avendo però preso le sorti del cantiere una cattiva piega, l'armatore, avendo visto compromesse le somme anticipate per la costruzione delle navi, entrò nella proprietà e nella direzione del Cantiere di Muggiano confermando alla direzione del cantiere l'Ingegner Giuseppe Manaira, e acquisendo anche altri cinque piroscafi che erano in costruzione per conto di altri Armatori, diventando così proprietario di una forte e moderna flotta di bastimenti con cui avviare una regolare linea commerciale di navigazione fra Genova e il Golfo del Messico in particolare per il trasporto del cotone. L'intervento di nuovi soci incrementò la base finanziari nonché i mezzi di produzione. Nelle acque antistanti gli scali venne ricavata una darsena cui vennero affiancate le officine attrezzate all’allestimento delle navi varate. Lo stabilimento assume la denominazione di “Societa’ Anonima Cantiere Navale Del Muggiano”. Rodolfo Hofer era uno dei componenti del consiglio d’amministrazione della società Navigazione Generale Italiana, una compagnia di navigazione che andava affermandosi sul finire del secolo. Nel 1899 in seguito ad un accordo tra la “Societa’ Anonima Cantiere Navale Del Muggiano” e il Cantiere navale di Ancona venne costituita la società Officine e Cantieri Liguri-Anconetani.

Nel 1900 le maestranze del cantiere erano circa 1500 e provenivano in prevalenza dall’entroterra spezzino. In quel periodo il cantiere costruì 33 navi, tra cui piroscafi da carico, passeggeri e misti, ma venne principalmente utilizzato per la costruzione di piroscafi adibiti all’importazione di materiale tessile dall’America Settentrionale per i cotonifici del Piemonte ed intrecciò la sua storia e il suo sviluppo con quello di un cantiere limitrofo con il quale si unì definitivamente nel 1913 e con quello dello stabilimento meccanico sorto, nel quartiere spezzino di Melara nel 1905, con lo scopo di produrre materiale d’impiego militare, progenitore dell’attuale industria OTO Melara. Il 21 gennaio 1906 viene costituita la società Cantieri Navali Riuniti, primo grande raggruppamento del settore cantieristico in Italia, che raggruppa i cantieri di Palermo, Muggiano e Ancona. Tra le costruzione notevoli di quel periodo, nel 1903 quella dell’”Italia”, il più grande veliero mai costruito nei cantieri nazionali e dei transatlantici “Duca degli Abruzzi” e “Duca di Genova”, varati nel 1907 e nel 1908.

Il cantiere FIAT-San Giorgio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1905, accanto al cantiere già esistente, venne impiantato un altro cantiere, denominato “FIAT Muggiano”, la cui attività produttiva era finalizzata alla costruzione di motoscafi in collaborazione con le Officine Meccaniche FIAT di Torino. L'attività non diede i risultati economici previsti e nel 1907 il cantiere fu ricapitalizzato dalla società San Giorgio di Sestri Ponente, di proprietà di Attilio Odero, assumendo la nuova denominazione “FIAT-San Giorgio”. La nuova società rivolse la sua attività produttiva alla costruzione di sommergibili, mezzo strategicamente emergente presso tutte le marine dell'epoca, per la cui costruzione vennero assunti tecnici e maestranze qualificate nel settore.

Il primo sommergibile costruito a Muggiano fu il “Foca”, varato nel 1907 cui fecero seguito, nel 1908, altri due battelli, costruiti per Svezia e Danimarca, progettati dal Direttore dello Stabilimento, l'Ingegner Cesare Laurenti. Questi sommergibili, dotati di motori a benzina per la navigazione in superficie, diedero brillanti risultati. L'azienda acquistò in breve tempo reputazione mondiale costruendo sommergibili per Italia, Brasile, Portogallo, Inghilterra, Giappone, Russia, Svezia e Olanda.

Nel 1913 la costruzione di sommergibili richiese un aumento di mezzi e di personale e la “FIAT San Giorgio” acquistò il cantiere appartenente alla società “Cantieri Navali Riuniti” incorporandone le capacità produttive.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Dal 1915 nel corso del primo conflitto mondiale il cantiere costruì per la Regia Marina quindici sommergibili del tipo “Medusa”, riuscendo contemporaneamente a portare a termine le commesse di sette sommergibili per marine estere, occupandosi anche della costruzione di affusti di cannoni, carri ferroviari attrezzati ad uso officine e organizzandosi anche, nel 1917, per portare a termine riparazioni navali di qualunque entità, sia agli scafi che agli apparati motore delle navi, logorate dall’intenso servizio o danneggiate dagli eventi bellici.

Il periodo tra le due guerre mondiali[modifica | modifica sorgente]

Nel 1918, con l’ingresso della famiglia Perrone, proprietaria dell’Ansaldo, la denominazione sociale venne cambiata in “Ansaldo-S.Giorgio”.

Il periodo successivo al primo conflitto mondiale l’economia spezzina subì le conseguenze dalla grave fase recessiva che aveva colpito l'Italia con la "Vickers" che nel 1922 usciva della proprietà delle "Officine Meccaniche Vickers-Terni" della Spezia, specializzate nella produzione di cannoni per artiglierie, che rimanevano così di proprietà delle Acciaierie di Terni, e con la famiglia Perrone proprietaria dell’Ansaldo costretta ad abbandonare la guida dello stabilimento "Ansaldo San Giorgio" che nel 1927 venne unito alle "Officine Meccaniche" assumendo la denominazione "Odero-Terni".

Nel 1929, dopo la fusione della società "Odero-Terni" con i Cantieri Orlando di Livorno, venne costituita la società Odero-Terni-Orlando (OTO), con sede legale a Genova che oltre alle "Officine Meccaniche" e ai cantieri Orlando e del Muggiano, comprendeva anche i Cantieri Odero di Genova che però agli inizi degli anni trenta vennero dismessi in seguito alla ristrutturazione urbanistica della città di Genova. La società continuò ad operare come società privata fino al 1933, quando entrò nell'orbita dell’IRI, passando sotto il controllo statale.

Nel primo periodo post bellico vennero realizzati oltre 50 sommergibili e, per quanto riguarda le navi di superficie, negli anni trenta, periodo nel quale il cantiere contava una forza lavoro di 4000 operai e 400 impiegati, numerose furono le realizzazioni, fra cui gli incrociatori Zara, Diaz e Duca degli Abruzzi. In quel periodo vennero costruite anche imbarcazioni civili, tra cui la motonave Arborea famosa per gli interni progettati dall’architetto Melchiorre Bega di Bologna

Il secondo conflitto mondiale[modifica | modifica sorgente]

Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale il cantiere lavorò a ritmo serrato, soprattutto nella costruzione e nell’allestimento di sommergibili ma anche con la costruzione di mercantili e mezzi speciali per la Regia Marina quali 10 motonavi e 6 motozattere. Questo fu il periodo in cui il cantiere toccò la massima punta occupazionale con 4122 operai, nel quale furono varati molti battelli, solo una parte dei quali, a causa degli eventi bellici, venne ultimata e consegnata alla Regia Marina. I battelli non ancora consegnati vennero in gran parte catturati dai tedeschi dopo l’armistizio dell'8 settembre 1943 e smantellati per recuperarne i materiali, o varati ed affondati per creare ostruzioni ai porti.

L’evoluzione nel secondo dopo guerra[modifica | modifica sorgente]

Nell’aprile del 1945 il cantiere del Muggiano era semidistrutto e sugli scali si trovavano incompleti gli scafi di tre navi ordinate dalla Regia Marina Italiana e quello della motonave da carico “Borsi” che era stato bombardato da un aereo il 26 dicembre 1944. In queste condizioni vennero ultimate la “Borsi”, varata nel 1946, e altre tre motonavi, i cui nomi erano “Mauranger”, “Garnes” e “Mica”, che vennero rispettivamente varate nel 1947, nel 1948 e nel 1949.

Durante la fase della ricostruzione la principale attività del cantiere fu rivolta al lavoro di riparazione, trasformazione e recupero delle navi affondate, tra cui merita essere ricordato il recupero della motonave “Ravello”. Con la ricostruzione il cantiere venne attrezzato secondo le tecniche più moderne, con l'introduzione in maniera estesa della saldatura elettrica e dell'assemblaggio di tronconi prefabbricati.

Nel novembre 1949 il cantiere, insieme ai Cantieri OTO di Livorno, veniva scorporato dal gruppo “Odero Terni Orlando” ed assorbito dalla “Ansaldo S.p.A.” di Genova.

Nell’ottobre 1951 venne varata la motonave “Europa” commissionata dalla compagnia Lloyd Triestino e nel 1955 iniziò la costruzione delle unità “Capitani del lavoro”, una serie di navi per trasporto di carichi secchi alla rinfusa che avevano nomi di industriali.

In seguito alla progressiva dismissione della cantieristica da parte dell'Ansaldo il 28 dicembre 1971 lo stabilimento venne trasferito alla Società “Cantiere Navale del Muggiano S.p.A.” con sede in Muggiano di La Spezia. Tra il 1970 e il 1975 vennero effettuati dei lavori di trasformazione e potenziamento del complesso industriale. Tra le realizzazioni del periodo quella della petroliera “Satuket”, varata nel 1971.

Il ritorno al militare[modifica | modifica sorgente]

Nel 1975 il cantiere, riprese le costruzioni per conto della Marina Militare Italiana e per varie Marine estere. Tra le realizzazioni quella delle corvette Wadi M'Ragh per la Libia e le Esmeraldas per l'Ecuador, del rifornitore di squadra Vesuvio e degli aliscafi Classe Sparviero, costruiti interamente in lega leggera, che rappresentarono nella storia del cantiere una tappa fondamentale dal punto di vista dell'innovazione tecnologica ed avrebbero portato negli anni successivi un notevole Know how nell'ambito delle lavorazioni sia di navi tradizionali, sia nello sviluppo di navi ad alta tecnologia.

Nel 1981 il cantiere navale passò alla Cantieri Navali Riuniti di Genova per poi essere assorbito nel 1984 da Fincantieri, integrando la propria attività con il Cantiere navale di Riva Trigoso. Allo stabilimento di Muggiano avviene la fase finale di allestimento e delle prove preconsegna, oltre che delle navi realizzate nel cantiere, anche di quelle costruite e varate a Riva Trigoso.

Navi[modifica | modifica sorgente]

Principali realizzazioni:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]