Sting (wrestler)

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Sting
Sting nel 2015
Sting nel 2015
Nome Steven Borden[1][2]
Ring name Blade Runner Flash
Flash Borden
Steve Borden
Sting[3]
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Nascita Omaha, Nebraska[2]
20 marzo 1959 (58 anni)[2]
Altezza dichiarata 191[3] cm
Peso dichiarato 114[3] kg
Allenatore Red Bastien
Rick Bassman
Debutto 1º novembre 1985
Ritiro 2 aprile 2016
Progetto Wrestling

Steven Borden, meglio conosciuto come Sting (Omaha, 20 marzo 1959), è un attore ed ex wrestler statunitense.

Borden è molto celebre per la sua lunga permanenza nella World Championship Wrestling (WCW), federazione in cui ha militato dal 1987 fino al 2001; per via della sua fedeltà alla WCW è stato spesso definito come "il volto della compagnia". È ricordato anche per i suoi trascorsi nella Total Nonstop Action (TNA).[4]

È un dodici volte campione del mondo, avendo detenuto i titoli NWA World Heavyweight Championship due volte, il titolo WCW World Heavyweight Championship sei volte e il TNA World Heavyweight Championship quattro volte ed è un WCW Triple Crown Champion e in totale ha detenuto ventiquattro titoli tra WCW e TNA nonché è l'unico wrestler ad aver detenuto nella sua carriera i titoli mondiali di NWA, WCW e TNA[5].

È stato nel main event di molti pay-per-view (PPV) sin dalla fine degli anni ottanta ed in particolare ha chiuso l'edizione dei PPV annuali più importante della WCW, come Starrcade 1989, Starrcade 1990 e Starrcade 1997 in match singoli e ha vinto la Battlebowl nel main event dell'edizione del Starrcade 1991.
È stato inoltre nel main event di Bound for Glory 2006, Bound for Glory 2007, Bound for Glory 2008 e Bound for Glory 2009, i principali eventi annuali della TNA.

Ha cominciato una collaborazione commerciale con la WWE nell'aprile del 2014 e debuttando poi al PPV Survivor Series nel novembre dello stesso anno ed ha combattuto in quattro match con la federazione di Stamford, prima di annunciare il suo ritiro il 2 aprile 2016 per causa di un grave infortunio subito nel match contro Seth Rollins.
L'eredità di Sting è stata comunque perpetuata dalla WWE anche prima che Borden diventasse un suo dipendente poiché questa federazione lo ha nominato come "più grande superstar nella storia della WCW" e "più grande superstar che non ha mai lottato in un ring della WWE". Borden è l'unico wrestler ad aver combattuto per il titolo mondiale nelle principali federazioni statunitensi (NWA, WCW, TNA e WWE).

È stato il primo introdotto nella TNA Hall of Fame nel giugno del 2012[6], mentre i lettori di Pro Wrestling Illustrated lo hanno votato "Most Popular Wrestler of the Year" per un record di quattro volte, al pari di John Cena. Nel 2016 viene introdotto anche nella WWE Hall of Fame, divenendo il primo wrestler di sempre a comparire nell'"Arca della Gloria" sia in TNA che in WWE.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Continental Wrestling Association (1985–1986)[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta, Borden era un appassionato di culturismo e viveva a Venice Beach. A quei tempi, alcuni road agent delle varie federazioni di wrestling cercavano qualcuno dal fisico possente e allo stesso tempo atletico da introdurre nei loro programmi: il caso volle che uno di questi agenti scegliesse proprio lui, il quale cominciò ad allenarsi per diventare un wrestler professionista e ben presto arrivò a competere nella CWA, prima, e nella Universal Wrestling Federation (UWF), poi, col nome di Flash Borden in coppia con Jim Hellwig (in seguito noto come Ultimate Warrior), all'epoca conosciuto con il ring name Jim "Justice" Hellwig.

Universal Wrestling Federation (1985–1987)[modifica | modifica wikitesto]

Assieme al suo partner Jim Hellwig ed altri wrestler reclutati da Red Bastien e Rick Bassman, formarono il Power Team USA. Nel 1986, il Power Team USA si sciolse e due dei membri, Borden e Jim "Justice" Hellwig, formarono un tag team noto come Blade Runners. Borden cambiò il suo nome inizialmente da Flash a Sting, mentre Hellwig diventò Rock. I Blade Runners lottarono in pianta stabile nella UWF fino alla metà del 1986, anno in cui Hellwig lasciò la federazione.

Lasciato senza un partner, Borden si unì alla stable Hotstuff e Hyatt International, guidata da Eddie Gilbert e Missy Hyatt. Qui ottiene i suoi primi successi in coppia con Eddie Gilbert, prima, e Rick Steiner poi, ovvero l'UWF Tag Team Championship[7]. Messosi in mostra per le sue doti sul ring arriva a contendere il TV Tile ad Eddie Gilbert il suo ex tag team partner.

Molti addetti ai lavori, tra cui lo stesso Gilbert, il nuovo booker Dusty Rhodes e il nuovo proprietario della federazione Jim Crockett elogiavano le sue capacità sul ring prospettando un futuro roseo per l'atleta.

National Wrestling Alliance/World Championship Wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Scalata al vertice (1987–1989)[modifica | modifica wikitesto]

Sting arriva a combattere nella National Wrestling Alliance nel mese di luglio. Debutta in ppv a Starrcade '87 dove lotta in un Six-Man Tag Team match tra il team formato da lui, Michael P.S. Hayes e Jimmy Garvin contro Eddie Gilbert, Rick Steiner e Larry Zbyszko e conclusosi con un pareggio nel tempo limite di 15 minuti prestabiliti.
Proprio perché erano in molti che volevano fare di lui una stella, Sting è uno dei pochi membri del roster UWF ad aver ricevuto un grande push in NWA. La prima occasione arriva nel 1988 in virtù del primo Clash of the Champions e qui decide di sfidare il campione in carica del titolo NWA World Heavyweight Championship (Ric Flair) e sfida si chiude dopo il raggiungimento del tempo limite di 45 minuti. Sting affronta poi il Nature Boy in altre occasioni titolate ma non riprese dalle telecamere e senza riuscire mai a strappare il titolo al rivale.
In poco tempo Sting divenne uno dei beniamini del pubblico e tanto che nel 1989 fu insignito dalla rivista Pro Wrestling Illustrated del riconoscimento di wrestler dal miglior rendimento (Most Improved) e sempre nel medesimo anno, combatte per la All Japan Pro Wrestling ottenendo un'importante vittoria contro Dan Spivey.

Il 31 marzo conquista il primo titolo NWA World Television Championship, sconfiggendo Mike Rotunda[8].
Seguirono poi molteplici difese del titolo fino all'arrivo di Great Muta ed al PPV The Great American Bash del 1989 va in scena uno dei match più controversi nella storia della NWA dove Sting vince per schienamento con normale conto di tre ma un replay mostra la spalla del giapponese alzarsi al due. I dirigenti della NWA allora decidono di non decretare nessun vincitore e rendere addirittura il titolo vacante.
I due si affrontano molte volte per il medesimo vacante titolo ma i loro match finiscono sempre per squalifica e l'acuto finale della faida però è di Great Muta che in un live event di settembre batte Sting in un No disqualification match e vince il titolo.
A Great American Bash del 1989, Ric Flair difese la cintura del titolo NWA World Heavyweight Championship contro Terry Funk, che era membro della stable J-Tex Corporation e capitanata da Gary Hart. Dopo la vittoria Flair venne assalito da The Great Muta e Sting accorse in aiuto di Flair per unire le proprie forze in una lunga faida contro Muta e Funk e che culminò in un Thunderdome Cage match che Flair e Sting vinsero a Halloween Havoc '89.
L'alleanza tra Flair e Sting portò al riformarsi dei Four Horsemen diventati adesso una stable face che comprendeva Flair, Sting, Arn e Ole Anderson. Sting terminò l'anno vincendo un torneo Iron Man a Starrcade '89 ed in cui nella finale sconfisse proprio Flair, accumulando così il punteggio necessario per vincere il torneo e che lo rese il Number One Contender al titolo di Flair, facendo crescere la tensione all'interno dei Four Horsemen.

Faida con i Four Horsemen (1990–1991)[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 febbraio 1990 Sting venne estromesso dagli Horsemen dopo aver rifiutato di rinunciare al suo match per il titolo contro Flair e venne quindi attaccato dal resto del gruppo e nella serata stessa subì un serio infortunio ad un ginocchio che costrinse la dirigenza WCW (la compagnia predominante nel consorzio NWA), a trovare un nuovo sfidante da opporre a Flair per l'imminente PPV WrestleWar. Venne così scelto Lex Luger, un amico di lunga data dello stesso Sting e durante il match tra Flair e Luger, Sting, che era a bordo ring per assistere Luger, venne assalito da Ole Anderson. Lex Luger scese dal ring per correre in aiuto dell'amico, ma perse l'incontro e l'opportunità di vincere il titolo.

Il 7 luglio 1990 Sting sconfisse Ric Flair e fece suo per la prima volta il titolo NWA World Heavyweight Championship[8], fu la consacrazione definitiva. Gli avversari successivi furono ancora Flair e Sid Vicious e questi sembrò anche sconfiggere Sting in un title match a Halloween Havoc 1990, ma lo Sting schienato da Vicious si rivelò essere un impostore impersonato dall'Horseman Barry Windham. Il vero Sting apparve poco dopo sconfiggendo Vicious quando il match fu fatto ricominciare.
Durante il regno da campione di Sting, un lottatore mascherato conosciuto con il nome The Black Scorpion lo provocò ed attaccò in svariate occasioni e la faida tra i due si risolse a Starrcade: Collision Course in un Cage match che terminò con la vittoria di Sting che, smascherando The Scorpion, rivelò che questi era Flair sotto travestimento.

Sting perse il titolo mondiale l'11 gennaio 1991, quando Flair lo sconfisse durante un rematch a Starrcade e nello stesso mese, la WCW si separò dalla National Wrestling Alliance, creando un proprio titolo mondiale (il WCW World Heavyweight Championship) ed un proprio titolo (il WCW World Tag Team Championship) per la categoria dei tag team.

Nell'agosto 1991 Sting sconfisse "Stunning" Steve Austin vincendo un torneo per aggiudicarsi il vacante titolo WCW United States Championship[9]. Sting detenne il titolo per 86 giorni prima di perdere la cintura contro Rick Rude a Clash of the Champions XVII.

Volto della WCW (1991–1996)[modifica | modifica wikitesto]

Surfer Sting

Alla fine del 1991, Sting si imbarcò in un'altra importante faida con la Dangerous Alliance, una stable heel guidata dal manager Paul E. Dangerously e nello stesso tempo si dovette scontrare con il suo ex alleato ed amico Lex Luger che lo aveva tradito diventando un "cattivo"e vincendo nel frattempo anche il titolo mondiale WCW e che ora vedeva Sting come una minaccia al suo regno di campione.
Sting si scontrò varie volte con i membri della Dangerous Alliance e specialmente con Rick Rude che era il wrestler più importante del gruppo e fu durante questa faida che Sting vinse il primo dei suoi sei titoli WCW World Heavyweight Championship, sconfiggendo Luger il 29 febbraio 1992 a SuperBrawl II[9]. La faida terminò quando Sting formò lo "Sting's Squadron", una stable face in cui i componenti erano Ricky Steamboat, Dustin Rhodes, Windham e Nikita Koloff, stable con cui sconfisse l'Alliance (Rude, Austin, Arn Anderson, Zbyszko e Bobby Eaton) durante un WarGames match a WrestleWar 1992.

Verso la fine della faida con la Dangerous Alliance vennero gettate le basi di uno delle faide più celebri della prima fase di carriera di Sting. Sting difese il titolo WCW il 12 aprile 1992 contro Big Van Vader e durante il match Vader infortunò realmente Sting, rompendogli tre costole ed incrinandogli lo sterno. Sting fu ricoverato in ospedale per lungo tempo ma difese ugualmente la cintura il 12 luglio contro Vader a Great American Bash 1992 perdendo match e titolo.
Dopo aver sconfitto Cactus Jack in un Falls Count Anywhere match a Beach Blast 1992[10] ed il neo arrivato in WCW Jake Roberts in un discusso Coal Miner's Glove match ad Halloween Havoc '92, Sting si prese la rivincita su Vader sconfigendolo a Starrcade.
Vader, però, nel frattempo aveva perso il titolo in favore di Ron Simmons in agosto (Simmons aveva preso il posto di Sting durante un match per il titolo contro Vader, a cui egli non aveva potuto partecipare a causa di un infortunio provocatogli da un attacco a tradimento da parte di Jake "The Snake" Roberts la sera stessa dell'incontro).

La rivalità tra Sting e Vader proseguì anche nel 1993, con Vader, ridiventato campione WCW, che sconfisse Sting durante un sanguinoso Strap match a SuperBrawl III. Sting si vendicò strappando il titolo a Vader l'11 luglio a Londra ma lo riperse solo sei giorni dopo sempre contro Vader in un match svoltosi a Dublino. Quindi Sting si alleò con Davey Boy Smith per sconfiggere la squadra formata da Vader e Vicious a Beach Blast '93 ed alla fine del 1993, Sting fu una delle prime persone a congratularsi con Flair, da poco ritornato dall'esperienza nella World Wrestling Federation dopo che questi aveva vinto il titolo mondiale WCW sconfiggendo Vader a Starrcade '93.

Sting si scontrò ancora con gli arcinemici Vader e Rude per tutta la prima parte del 1994 e vinse il titolo WCW International World Heavyweight Championship sconfiggendo Rude in aprile[11]. Rude riconquistò la cintura il 1º maggio in Giappone ma il verdetto fu capovolto in favore di Sting quando fu appurato che durante l'incontro Rude aveva slealmente colpito Sting con la cintura (in realtà questa fu la motivazione data al pubblico per l'improvviso ritiro di Rude, che si infortunò seriamente alla schiena e dovette concludere la sua carriera come lottatore). Sting rifiutò di riprendere la cintura riassegnatagli d'ufficio ed invece sconfisse Vader per il vacante WCW International World Heavyweight Championship a Slamboree 1994[11]. Poco dopo, Flair ritornò un heel e sconfisse Sting in un match di unificazione dei titoli svoltosi a Clash of the Champions XXVII.

Cambio di personaggio e ultime faide (1996–2001)[modifica | modifica wikitesto]

Sting nel 1998 senza il suo caratteristico facepaint

Nel 1996, il New World Order, capitanato da Hollywood Hogan, Scott Hall e Kevin Nash, invase la WCW e invitò Sting ad unirsi a loro, ma lui rispose negativamente.
Il nWo dal canto suo introdusse nelle sue file un wrestler vestito e truccato proprio come Sting il quale attaccò i migliori amici del vero Sting ed a causa di questo, proprio alla vigilia dei War Games (un match a squadre di quattro all'interno di una gabbia che racchiude ben due ring) i suoi compagni non si fidarono più di Sting, ma lui partecipò ugualmente dimostrando di essere il vero Sting e lottando contro l'impostore davanti agli occhi dei compagni. Tutto risultò più chiaro per i suoi compagni, ma Sting si sentì offeso e decise di ritirarsi temporaneamente dalle scene.

Da quel momento in avanti divenne una figura misteriosa e solita apparire nelle "piccionaie" delle arene, terrorizzando il nWo e soprattutto Hollywood Hogan col quale iniziò una lunga rivalità che portò al loro leggendario match di Starrcade 1997. Questo fu il match più pubblicizzato della storia del wrestling poiché la loro rivalità durò ben 18 mesi ed il finale controverso del match permise alla loro faida di andare avanti ancora per un po'.

Il suo solito "facepaint" multicolore, i suoi costumi di color neon e i suoi capelli ossigenati lasciarono il posto ad un nuovo look, più cupo e dark, ispirato al personaggio di Brandon Lee del film Il corvo ed anche il suo sorriso e persino la sua voce scomparirono lasciando il posto ad un trucco triste e ad un silenzio macabro[12]. Il silenzio venne rispettato anche nel match contro Hollywood Hogan il quale non riuscì a far gridare di dolore neanche una volta l'eroe in bianco e nero.

Il 1997, benché il suo impegno sul ring fu limitato al solo match con Hogan, viene ricordato come uno degli anni migliori di Sting che apparivao solo nelle parti più alte e sui tetti delle arene ed in genere guardava quello che l'nWo combinava, salvo intervenire per salvare eroicamente la situazione calandosi dall'alto sul ring con un cavo d'acciaio[12].

Nel 1998 conquistò assieme a The Giant i titoli di coppia WCW World Tag Team Championship[13] l'alleanza tra i due venne però distrutta dalla forte pressione esercitata su entrambi dai due rami dell'nWo poiché da una parte l'nWo Hollywood era interessato ad avere tra le sue fila The Giant e dall'altra l'nWo Wolfpac si diceva interessato a Sting.

Entrambi cedettero alle lusinghe dei due gruppi e l'ingresso di Sting nel nWo Wolfpac (o Black & Red) determinò un cambiamento del suo facepaint che mutò in colori rossi e neri. Il periodo nel Wolfpac non è il migliore di Sting poiché non è più in forma come un tempo e spesso perde in favore di avversari di caratura minore. Inoltre alcuni problemi nella sua vita reale influiscono molto sul suo rendimento ed i match migliori di quel periodo furono quelli contro Bret Hart (Sharpshooter vs Scorpion Death Lock) e contro l'ex partner The Giant.

Nel 1999 ritorna al vecchio trucco bianco e nero e conquista il suo ultimo titolo WCW[14].
Nel 2000 è in rivalità accesa contro Vampiro e contro il quale sarà in lotta anche per la popolarità ed alla fine del 2000 viene infortunato da "Big Poppa Pump" Scott Steinere sarà costretto a restare fuori dalle scene per parecchi mesi.

Nell'ultima puntata di Nitro il 26 marzo 2001, sconfigge nel main event Ric Flair e dopo il fallimento della WCW (e la successiva acquisizione da parte dell'allora WWF), Sting si prese un periodo di riposo.

World Wrestling All-Stars (2002–2003)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 entra a far parte della World Wrestling All-Stars (WWA) una nuovissima federazione australiana nella quale militavano molti wrestler senza contratto o che avevano lavorato nella ECW e WCW.
Anche in questa federazione conquisterà il titolo assoluto sconfiggendo il suo vecchio tag team partner, Lex Luger[15].

Seguono molti match con il titolo in palio e durante il tour in Australia sconfigge avversari del calibro di Rick Steiner, Disco Inferno e Shane Douglas. L'ultimo match titolato in WWA (e della federazione stessa), si tenne ad Auckland e vide Sting opposto al proprietario della Total Nonstop Action (TNA), Jeff Jarrett. Proprio quest'ultimo riuscirà ad aggiudicarsi il match, quindi anche il titolo, con l'aiuto di Rick Steiner. Questa vittoria sancisce l'unificazione del titolo WWA con quello NWA[15], all'epoca difeso negli show targati TNA.

Total Nonstop Action Wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, Sting debutta nella TNA in coppia con Jeff Jarrett contro A.J. Styles e Sean Waltman. L'alleanza con Jarrett durerà tuttavia poco, poiché da lì a breve sarebbe scoppiata una grande rivalità con in palio il titolo del mondo NWA, che non riuscirà a conquistare nell'unica opportunità avuta[16].

Faida con Jeff Jarrett (2005–2006)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 ritorna in TNA generando un enorme interesse attorno alla federazione di Orlando in coppia con "Captain Charisma" Christian Cage. Nella seguente puntata di "Impact!" Sting annuncia a sorpresa, tuttavia, il suo ritiro. Qualche tempo dopo Jarrett, per scommessa, manda uno dei suoi scagnozzi a spiare Sting nella sua vita privata e manda in onda il video che questi ha registrato[17] e questo fatto farà infuriare Sting, che tornerà in azione per vendicarsi. "The Icon" riprende a lottare con continuità e lo si vede in coppia con Samoa Joe in un match contro Jeff Jarrett e Scott Steiner. Nel mese di giugno conquista un importante posto nel King of the Mountain match sconfiggendo uno dei suoi storici rivali, "Big Poppa Pump" (Scott Steiner) in una puntata di TNA Impact!.

A Slammiversary 2006, il PPV che segna l'anniversario della nascita della TNA Sting prese parte al main event della serata con in palio l'ambitissimo titolo mondiale NWA, che dopo una prestazione esemplare non riesce però a conquistare[18]. Da notare come questa sia stata la sua prima title shot in TNA dopo ben tre anni. Nella seguente puntata di Impact! viene inserito dal nuovo responsabile TNA Jim Cornette in un match a quattro per il Victory Road 2006 che coinvolge anche Christian Cage, Scott Steiner ed il temibile Samoa Joe e con in palio una title shot dove il vincitore affronterà il campione NWA il mese successivo e dopo un avvincente inizio, Sting viene attaccato da Jeff Jarrett travestito da cameraman e che lo acceca con della benzina gettata sugli occhi. Sting viene portato nel backstage per disinfettare gli occhi e si ripresenta alla fine del match con una vistosa benda. In un momento di confusione riesce comunque ad eseguire la Scorpion Death Drop su Scott Steiner, che gli vale la vittoria e la title shot da disputare nel main event di Hard Justice ed evento in cui affronta finalmente Jarrett per il titolo mondiale NWA, accompagnato da Christian Cage, il quale però si rivela essere un traditore che favorisce Jarrett e che porta Sting alla sconfitta[19]. L'appuntamento con il titolo NWA è comunque solo rimandato poiché al Bound For Glory 2006 Sting si presenta con un nuovo look e sfida nuovamente Jeff Jarrett il quale non riesce a contenere la furia di Sting che vince per la seconda volta il titolo NWA World Heavyweight Championship in un match in cui Kurt Angle era l'arbitro speciale[20].

TNA World Heavyweight Championship e TNA World Tag Team Championship (2006 - 2008)[modifica | modifica wikitesto]

Sting a Lockdown nel 2007

Il mese successivo viene organizzato il "Fight for the right", un torneo per decretare il primo sfidante all'NWA World Heavyweight Championship dove Abyss diventa il number one contender ed affronta Sting nel corso del Genesis. Nell'occasione Sting perde il match per squalifica e (secondo il regolamento applicato ai titoli difesi nella TNA), anche la cintura di campione. Nelle settimane successive la faida tra Sting e Abyss continua ed il primo prova in tutti i modi a far capire all'avversario che il suo manager James Mitchell in realtà lo sfrutta per le sue necessità. Abyss sembra capire quanto detto da Sting ma continua a farsi guidare da Mitchell. Da Bound for Glory in poi Sting torna ad indossare i vecchi pantaloni, ma mantiene la nuova facepaint. Nel frattempo Christian Cage si butta nella mischia, dicendo di conoscere un oscuro segreto del passato di Abyss ed tre si scontrano al Turning Point in un Triple threat match valido per il titolo NWA World Heavyweight Championship e con Abyss che vince e mantiene la cintura[21]. Il lavoro di Sting ai fianchi di Abyss sembra infine dare i suoi frutti e durante una puntata di "Impact!" Abyss afferra Mitchell per il collo, arrivando ad un passo dalla chokeslam sul tavolo dei commentatori ma fermandosi all'ultimo momento[22].

Al Final Resolution 2007, Sting lotta contro Abyss e Christian Cage per il titolo NWA World Heavyweight Championship senza successo[23]. Il 24 gennaio 2007, ad "Impact!", Sting rivela che Abyss aveva in passato sparato al padre tre colpi sulla schiena, mandandolo in coma ed i due si azzuffano nella "Impact! Zone" e James Mitchell ne approfitta per colpire Sting con una fireball, mandandolo all'ospedale (kayfabe). Ad Against All Odds sconfigge Abyss in un Prison Yard match[24] ed al Destination X di nuovo sconfigge Abyss in un Casket match" chiudendolo in una bara[25]. Abyss torna da Mitchell quando questo si presenta con una donna ed in seguito, Sting scopre che questa donna è la madre di Abyss. Questi entra quindi a far parte del "Team Cage", in vista di Lockdown 2007 mentre Sting si unisce al Team Angle.

Sting diventa number one contender al titolo mondiale grazie a Jeff Jarrett ma viene sfidato da Angle. a sua volta interessato alla cintura di campione. Il Team Cage interferisce nel match tra i due e ciò trasforma il match previsto per Sacrifice in un Three Way match per il titolo NWA World Heavyweight Championship tra Sting, Kurt Angle e Christian Cage. Il match finisce con la vittoria di Angle, il quale fa cedere Sting con una Ankle Lock[26]. Dopo aver perso un incontro di qualificazione per il King of The Mountain Match a Slammiversary, Sting affrontò e sconfisse Christopher Daniels[27].

Nella puntata di "Impact!" del 30 agosto, Sting sconfisse A.J. Styles, Samoa Joe e Christian Cage vincendo il titolo TNA World Tag Team Championship assieme a Kurt Angle e nel corso del No Surrender Angle e Sting persero le cinture in favore di Adam "Pacman" Jones e Ron Killings[28]. Il 14 ottobre 2007 a Bound for Glory Sting vinse il titolo TNA World Heavyweight Championship sconfiggendo Angle ma non riuscì a conservare la cintura per molto tempo, giacché il 16 ottobre lo stesso Angle lo sconfisse durante le registrazioni delle puntate di "Impact!" del 18 e 25 ottobre[29]. Dopo la clamorosa sconfitta, Jim Cornette annunciò che il titolo appena conquistato da Kurt Angle sarebbe stato messo in palio in un tag team match al successivo Genesis e dove chiunque avesse effettuato lo schienamento vincente sarebbe diventato il nuovo campione. Si sviluppò così la storyline riguardo ad un partner misterioso di Sting che si rivelò poi essere Booker T appena giunto in TNA. Il match venne perso da Sting il quale subì lo schienamento da parte di Angle[30].

Sting scomparve quindi dalle scene per diversi mesi e in un promo mandato in onda durante la puntata del 20 marzo 2008 annunciò il ritorno del wrestler per il 27 marzo. Sting tornò effettivamente sul ring alleandosi al team Cage (Christian Cage, Rhino, Kevin Nash e Matt Morgan) e durante il Lockdown il gruppo affrontò il team degli heel composto da Tomko, A.J. Styles, il Team 3D e James Storm con quest'ultimo responsabile di un attacco ai danni di Sting nella puntata del ritorno[31].
Nei giorni successivi Sting e James Storm parteciparono come tag team al "Deuces Wild Tournament", torneo organizzato per assegnare il titolo TNA World Tag Team Championship vacante ma gli attriti tra i due impedirono alla coppia di andare avanti nel torneo, venendo eliminati al primo turno dal Team 3D. Nelle settimane successive Sting comparve esclusivamente durante alcuni promo pre-registrati e nei quali ripercorre i passi più importanti della sua carriera.

Sting contro Samoa Joe a Bound for Glory IV

Sting tornò sul ring durante il Victory Road e nel tentativo di placare una rissa tra il campione Samoa Joe e lo sfidante Booker T. Al termine del match, Sting colpì a sorpresa Joe con la sua mazza da baseball e schierandosi apertamente con Booker T. Ciò determinò il suo turn heel, il primo dal 1999[32]. Nelle settimane successive, seppur senza farsi vedere, Sting continuò a supportare Booker T e gli heel facendo spegnere le luci e facendo calare la sua mazza da baseball dal tetto dell'arena, sempre nelle mani dei cattivi. In seguito, Sting decise di apparire sulla scena per spiegare le sue motivazioni e disse di non sopportare la mancanza di rispetto che le nuove generazioni hanno per i veterani come lui ed è per questo che a Victory Road decise di colpire Joe, che dopo il match continuò ad infierire su Booker T, a suo dire mancandogli di rispetto[33]. Anche da heel comunque, Sting continuò a riscuotere abbastanza simpatia tra i fan, in quanto a differenza di molti heel non insultava il pubblico ma lo elogiava e lo ringraziava. Le simpatie che lo Sting "cattivo" riscuoteva dal pubblico erano dovute anche al fatto che, per giustificare le sue ragioni, citava leggende del calibro di Bret Hart, Hulk Hogan e Ric Flair, da sempre beneamini del pubblico. Sting inoltre sfidò Samoa Joe per il titolo TNA nell'ultima puntata prima di Bound for Glory[34] e quando i due si trovarono faccia a faccia per firmare il contratto che sanciva il loro match, Joe a sorpresa ammette che nonostante tutte le divergenze ha sempre rispettato Sting ma subito dopo lo colpisce a tradimento con una testata al volto. Tra i due scoppia una rissa, fermata però sul nascere dalla sicurezza.

Sting e la Main Event Mafia (2008–2009)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: The Main Event Mafia.
Sting festeggia la vittoria del TNA World Heavyweight Championship a Bound for Glory IV

Al Bound for Glory IV sconfisse Samoa Joe vincendo per la seconda volta il titolo TNA World Heavyweight Championship[35] ed il 23 ottobre Sting entra a far parte della Main Event Mafia, una stable heel capitanata da Kurt Angle di cui fanno parte anche Kevin Nash, Booker T e Scott Steiner[36].
A Turning Point mantiene il titolo sconfiggendo A.J. Styles, mentre a Final Resolution insieme a Booker T, Kevin Nash e Scott Steiner sconfigge AJ Styles, Samoa Joe e il Team 3D ed in virtù della stipulazione speciale del match mantiene il titolo mondiale[37].
Al Genesis difende il titolo sconfiggendo Rhyno, precedentemente indebolito dagli altri membri della Main Event Mafia e successivamente inizia una faida all'interno alla Main Event Mafia contro Kurt Angle che porterà i due a scontrarsi più volte e fino alla vittoria di Sting a Destination X che gli permise di mantenere il titolo mondiale TNA[38].

Nella puntata di Impact successiva a Destination X, Sting inizia una nuova faida contro l'hardcore legend Mick Foley e quando viene annunciato un tag team match che vede i due nemici (Sting e Kurt Angle), combattere fianco a fianco contro Mick Foley e Jeff Jarrett. Sting dal suo angolo intima a Kurt Angle (che stava letteralmente massacrando Foley) di smetterla e di schienarlo e ciò manda in bestia Foley il quale colpisce a sorpresa Sting con una sedia. Nella puntata successiva Foley si giustifica prima dicendo che si era trattato di un malinteso e che essendo frastornato e confuso dopo i colpi ricevuti da Angle non aveva capito la situazione, poi però si contraddice dicendo che non voleva la pietà di Sting e questo manda su tutte le furie non solo Sting, ma anche Jeff Jarrett il quale era vicinissimo all'allontanare definitivamente Sting dalla Main Event Mafia[39].

Nella puntata successiva Kurt Angle chiede pubblicamente scusa a Sting di fronte a tutto il pubblico e al resto della Mafia ma Sting non è convinto della sincerità di Kurt e prima che Sting possa prendere una decisione Mick Foley lo interrompe dicendo che, in qualità di Co-Direttore Esecutivo della TNA, ha sancito un match di ritorno tra Sting e Samoa Joe (il quale nel frattempo è tornato con una nuova gimmick che lo rendeva più cruento e senza scrupoli, che non dimostrava interesse nel vincere gli incontri onestamente ed animato dal solo desiderio di brutalizzare ad uno ad uno i membri della Main Event Mafia).
Sting esce vincitore dal match a seguito della squalifica di Joe e la resa dei conti tra Mick Foley e Sting si svolge al Lockdown in un match violentissimo dove Sting perde il titolo mondiale a favore di Foley[40] e che diventa così (Foley) un quattro volte campione mondiale[41].

Al Sacrifice Sting affrontò dei suoi storici rivali in un match valevole il titolo TNA World Heavyweight Championship e tra i quali figurano l'attuale campione Mick Foley, Kurt Angle e Jeff Jarrett. Il match è però a stipulazione speciale, infatti per ogni wrestler coinvolto nel match c'è un compromesso in caso di sconfitta: se Jeff Jarrett verrà schienato, lascerà il TNA Management, Se Kurt Angle sarà sconfitto, lascerà la leadership della The Main Event Mafia, se Mick Foley verrà schienato perde il titolo TNA World Heavyweight Championship e se Sting sarà schienato, dovrà ritirarsi dal mondo del wrestling, quindi questo è considerato uno dei match più delicati della carriera dell'"Icon ". A Sacrifice, Sting schiena Kurt Angle, diventando il nuovo leader della Main Event Mafia e conservando la sua carriera da wrestler, tuttavia per via delle regole del Match, non conquista il titolo mondiale il quale rimane in possesso di Mick Foley, che non è stato schienato[42].

A giugno Sting è impegnato in un match di qualificazione per il King of the Mountain match, ma perde contro il suo compagno di scuderia Kurt Angle e per causa di un'interferenza di Matt Morgan ed a Slammiversary, che sancisce tra le altre cose il settimo compleanno della TNA, Sting affronta Matt Morgan in un normale single match e da cui esce vincitore[43]. La settima seguente, ad IMPACT e mentre Samoa Joe viene formalmente introdotto nella Main Event Mafia[44], Sting chiede spiegazioni a Kurt Angle sul perché lui, il leader della Main Event Mafia, non era stato messo al corrente di niente e scopre inoltre che l'attacco subito da Matt Morgan, che gli era costato il match di qualificazione contro Angle, era voluto dalla Main Event Mafia, i quali erano scontenti del suo operato perché "The Icon" credeva veramente in quello che predicava sul "riportare il rispetto nel business del wrestling", mentre gli altri membri della stable volevano soltanto soddisfare il loro ego. Deluso e tradito, Sting cerca di convincere Kevin Nash facendo leva sulla loro amicizia ma quando anche Big Sexy gli volta le spalle non gli rimane che affrontare la stessa Main Event Mafia ritrovandosi da solo e contro sei e venendo alla fine sconfitto[45].

Nella puntata successiva Kurt Angle annuncia che Sting non sarebbe stato presente nella Impact Zone per lungo tempo poiché impegnato a riprendersi dall'aggressione subita ma Sting lo smentisce apparendo nel finale della puntata ed al termine di un cruento match che vedeva la coppia di Samoa Joe e Kurt Angle sconfiggere quella di Jeff Jarret e Aj Styles[46]. Qui Sting completa ciò che aveva iniziato la settimana prima, e armato della sua famigerata mazza da baseball[47] mette in fuga da solo la Main Event Mafia, rubando il titolo mondiale di Kurt Angle prima di scomparire nel nulla a seguito di un blackout nella struttura.
La settimana seguente decide che è il momento di smascherare la persona che guida Samoa Joe ed attira allo scoperto il misterioso consigliere, fingendosi Samoa Joe e coprendosi il capo e il volto con un velo nero come Joe è solito fare ma il samoano interviene all'ultimo istante e prima che Sting possa aprire la portiera della macchina e trascinare allo scoperto il mentore di Joe. A Victory Road Sting affronta Joe riuscendo a tener testa al samoano per buona parte del match ma alla fine, quando Joe è sull'orlo di cedere alla Scorpion's Deathlock avviene l'arrivo a bordo ring del suo mentore (che si rivela essere l'ex superstar della ECW, Tazz) il quale gli dona una nuova forza (si tratta, ovviamente, di una kayfabe) e così Samoa Joe riesce a ribaltare le sorti del match ed a vincere[48].

Dopo la sconfitta Sting scompare, a detta di Kurt Angle, questa volta definitivamente ed anche qui è un momento di gloria per la Main Event Mafia (che nel frattempo era riuscita ad uscire da Victory Road con tutte le cinture in proprio possesso) ma che sarà goduto per poco, infatti Sting compare dal nulla nel bel mezzo di un match di coppia che vedeva Kurt Angle e Kevin Nash contro Mick Foley e il nuovo acquisto della TNA, Bobby Lashley. L'arrivo di Sting getta nella confusione i due membri della MEM distraendoli abbastanza a lungo da permettere a Lashley di mettere K.O. Big Sexy con la sua famigerata spear e permettendo quindi alla sua squadra di vincere ed inoltre, per via della speciale stipulazione del match, Mick Foley vince il titolo TNA Global Championship. Nella puntata successiva (il 6 agosto 2009) Sting si schiera apertamente al fianco di Mick Foley e della TNA così prima si getta nella rissa (scoppiata a metà episodio dopo un "Eight Man Tag Match" che vedeva le due coppie Team 3D e Beer Money Inc. scontrarsi con la British Invasion e la Main Event Mafia) per colpire tutti i "cattivi" con un cassonetto dell'immondizia ed in seguito, nel Main Event affronta e sconfigge senza troppi problemi Brutus Magnus in un match singolo. Dopo il match però viene assalito dai World Elite (la stable di cui Magnus fa parte) e la Main Event Mafia e nonostante l'aiuto di Mick Foley e Bobby Lashley gli heel rimangono comunque con il vantaggio numerico di 10 contro 3. Sarà l'arrivo di Hernandez armato di catena d'acciaio a mettere in fuga i cattivi[49] e la puntata di Impact termina con l'immagine di Sting, Foley, Lashley ed Hernandez che festeggiano assieme nel ring sancendo la nascita di una nuova alleanza che potrà contrastare la minaccia dell'unione tra Kurt Angle (Main Event Mafia) ed Eric Young della World Elite.

Ad Hard Justice, Sting prende parte al main event in un fatal three-way match valido per il titolo di campione del mondo contro Matt Morgan ed il campione in carica Kurt Angle. Il match però assume ben presto le sembianze di un handicap match poiché Angle e Morgan si coalizzano contro Sting. "The Icon" riesce a tener testa egregiamente a entrambi gli avversari e sarà più volte sul punto di vincere il match senza mai riuscirci a causa di distrazioni o KO dell'arbitro. Sarà Kurt Angle a vincere l'incontro schienando proprio Matt Morgan[50], venendo meno al patto di alleanza e colpendolo in testa con una sedia.
Nella puntata successiva di Impact viene annunciato il main event del No Surrender che consisteva in un Fatal four-way match valevole per il titolo ed al quale parteciperanno il campione, Kurt Angle, Matt Morgan e altri due avversari da designare. In questa puntata Sting fa una comparsa sul ring, senza trucco e senza il suo famigerato cappotto, ma semplicemente come Steve Borden e riesce a convincere A.J. Styles (che in un momento di crisi aveva a sorpresa annunciato il ritrio dal wrestling) a non abbandonare la sua carriera[51]. Sting ritorna sul ring la settimana seguente dove (assieme ad A.J. Styles) prende parte ad un mini torneo per decretare gli altri due avversari di Angle e Morgan e sia Sting che A.J. Styles riescono a passare il primo turno: Styles sconfigge Chris Sabin mentre Sting sconfigge Rhyno in quale non accetta la sconfitta e dopo il match lo assale per colpirlo per due volte con la Gore[52] (una violenta Spear con cui Rhyno è solito chiudere gli incontri) e rompendogli due costole. Nonostante l'infortunio Sting decide di prendere parte al secondo match questa volta contro Hernandez e che vince favorito dall'intervento di Eric Young che travestito da Homicide colpisce Hernandez con un manganello[53] nell'intento di fargli credere che il suo compagno di tag team (Homicide appunto) lo tradisse e sfavorisse ma è un piano quest'ultimo che fallisce poiché Young sarà preso e smascherato dalla security.
A No Surrender, quindi, Sting affronta nuovamente Angle e Morgan, più A.J. Styles (qualificatosi dopo aver sconfitto Doug Williams dei World Elite) ed il Fatal Four Way per la cintura viene vinto da A.J. Styles[54].
Tuttavia nelle settimane successive Kurt Angle e altri heel continuarono a dire e ridire che Styles non meritasse la cintura perché gli fu praticamente regalata da Sting e difatti, verso il termine del match accorso e dopo un lungo scambio di sguardi tra i due, Sting abbandona il ring e lasciando a Styles la possibilità di schienare Kurt Angle disteso a terra e privo di sensi[55].
Styles alla fine si convinse che il titolo non lo meritava e quindi chiese a Sting di affrontarlo uno contro uno a Bound for Glory per zittire una volta per tutte le malelingue[56]. Durante il corso del mese il sito della TNA annuncia l'incontro tra Styles e Sting pubblicizzandolo come "Sting's final curtain" (l'ultimo match di Sting) e Sting stesso nelle varie puntate parlò del fatto di "Passare la Torcia" ai più giovani.

Al Bound for Glory i due si affrontano in un match che termina con la vittoria di Styles[57] e la stretta di mano dei due rivali-amici, Sting quindi lascia il ring, ma Styles lo chiama nuovamente nella Impact Zone per parlare ai suoi fans. Sting ammette che non era pronto a fare nessun discorso questa sera, e quello che sta per dire non è un discorso recitato od una kayfabe ma che è vero che sta per lasciare il mondo del wrestling che non sa se ne farà ritorno[58] e conclude dicendo "Il modo in cui mi avete salutato la scorsa sera al Fanfest ed il modo in cui mi acclamate ora mi fanno venir voglia di rimanere per sempre".

Varie faide e The Insane Icon (2010)[modifica | modifica wikitesto]

Sting ricompare in due segmenti della puntata di iMPACT! che presentava il debutto in TNA di Hulk Hogan il 4 gennaio 2010, nel primo viene visto sulle impalcature del soffitto della Impact Zone che spia il discorso di Hogan e Bischoff e nel secondo girovaga - apparentemente senza meta - nel backstage durante il match tra Kurt Angle ed A.J. Styles[59].

Ritorna durante l'edizione di Impact dell'8 marzo 2010 interrompendo il match che vedeva Hulk Hogan ed Abyss affrontare Ric Flair con A.J. Styles per attaccare a sorpresa Hogan ed Abyss. Nel corso della stessa sera viene sconfitto in appena 20 secondi da Rob Van Dam (al suo esordio in TNA) e che subito dopo il match lo assale brutalmente assieme ad Hogan e confermando il suo turn heel[60].

Nella puntata di iMPACT! del 22 marzo viene annunciato che Sting sarà il capitano del team Flair nel classico Lethal Lockdown match di Lockdown contro il team Hogan capitanato da Abyss e, nelle puntate che precedono l'evento, Jeff Jarrett cerca di parlare con Sting per capire cosa abbia causato questa improvvisa e inspiegabile ostilità ma l'unica risposta che riesce ad ottenere è il silenzio[61].
Il match tra le due squadre avviene a Lockdown come previsto ed il team di Sting viene sconfitto da quello di Abyss quando quest'ultimo schiena Desmond Wolfe[62].
La sera seguente a Impact il Team Flair (Sting, Wolfe e Beer Money Inc.) affronta nuovamente il Team Hogan, ma questa volta Rob Van Dam e Jeff Hardy vengono sostituiti (perché avevano già disputato un match quella sera) da Rob Terry e Samoa Joe (ritorno a sorpresa). Anche stavolta è il Team Hogan ad avere la meglio[63].

Al Sacrifice sconfigge Jeff Jarrett dopo averlo attaccato prima che il match incominciasse[64]. L'ex campione WCW e TNA ultimamente sta soffrendo di un dolore alla spalla, che in futuro dovrà essere operata ed è per questo che indossa un maglietta per combattere anziché il suo solito costume.
A Slammiversary VIII affronta Rob Van Dam per il titolo TNA World Heavyweight Championship ma ne viene viene sconfitto grazie all'intervento di Jarrett[65].

Nella puntata del 1º luglio 2010, Dixie Carter (il Presidente della TNA) e quasi costretta da Hogan e Bischoff sospende Sting per un mese[66] ma si tratta di una kayfabe inventata probabilmente (ma non è certo) per permettergli il tempo di operarsi alla spalla. Sting ritorna un mese dopo, indossando il trucco rosso, simbolo dei nWo Wolfpack e riprende la sua faida con Hogan e Jarrett da dove l'aveva lasciata, questa volta alleandosi anche con "Big Sexy" Kevin Nash. Al No Surrender i due vengono sconfitti da Jeff Jarrett e Samoa Joe, dove lui stesso sviene alla Coquina Cluch del samoano. Nelle settimane seguenti, nonostante la sconfitta, la coppia di Sting e Nash continua a dar battaglia a Jarret, Joe e chiunque sia dalla parte di Hogan e Bischoff, sostenendo che c'è una cospirazione in atto, e che Hogan e Eric Bischoff non siano quello che dicono di essere, e presto - per usare le parole dello stesso Sting - "Il velo cadrà, e tutti mostreranno i loro veri colori"[67].
A Bound for Glory Sting, Kevin Nash e The Pope hanno sconfitto Samoa Joe e Jeff Jarrett, quando quest'ultimo abbandona il suo compagno sul ring da solo. Il significato di questo gesto viene svelato più tardi quella stessa sera: Hulk Hogan (che si credeva fosse ricoverato in ospedale), Eric Bischoff, Jeff Jarrett, Abyss ed il nuovo campione Jeff Hardy erano quelli di cui Abyss parlava da mesi e coloro che sarebbero venuti ad eliminare Dixie Carter per prendere il controllo totale della TNA, quindi Sting ha sempre avuto ragione e nella puntata successiva al PPV, Hulk Hogan ed Eric Bischoff mostrano il loro vero lato, quello di heel, dicendo che finalmente hanno preso il controllo totale della TNA e grazie a nuovi innesti come Jeff Hardy, Jeff Jarrett e Ric Flair[68]. Così Bischoff propone a Sting e a Kevin Nash di diventare parte del gruppo ma questi rifiutano l'invito[69].
Da qui si è preso un periodo di riposo per curarsi da un infortunio alla spalla, ma soprattutto perché il suo contratto è in scadenza e difficilmente potrà recuperare prima che questo si esaurisca.

Terzo titolo TNA World Heavyweight Championship (2011 - 2012)[modifica | modifica wikitesto]

Sting torna in TNA il 25 febbraio (nella puntata però trasmessa il 3 marzo) e sconfigge Jeff Hardy vincendo per la terza volta il titolo TNA World Heavyweight Championship[70].

Al Victory Road Sting vince in venti secondi esatti il match sconfiggendo Jeff Hardy con una Scorpion Deathdrop e confermandosi campione (questo incontro fu probabilmente condizionato da un work atto a nascondere lo stato di Hardy, in condizioni psicofisiche precarie, alterate dall'assunzione di stupefacenti, alla platea. I dirigenti della TNA si sono infatti infuriati letteralmente con Jeff Hardy che non era in condizioni di combattere il match contro Sting).
Anche a Lockdown è riuscito a mantenere il titolo dei pesi massimi, sconfiggendo Rob Van Dam e Mr. Anderson ed a TNA Sacrifice riesce a difendere il titolo contro Rob Van Dam[71].

Perde il titolo mondiale contro Mr. Anderson al Slammiversary IX ed anche grazie all'interferenza di Eric Bischoff in favore di Mr.Anderson e nelle settimane successive la sua gimmick muta ispirandosi al Joker cinematografico del compianto Heath Ledger e si accanisce su Hulk Hogan[72].

Sting riconquista il titolo mondiale TNA nella puntata speciale di IMPACT! Wrestling dell'11 luglio (in onda il 14 luglio) nota come "Midsummer Nightmare" sconfiggendo di nuovo Mr. Anderson e prima del match si presenta accompagnato da quattro uomini vestiti da clown, ed è proprio uno di questi ad intervenire nella contesa regalandogli la vittoria[73]. Durante i festeggiamenti, l'uomo si toglie la maschera, rivelandosi essere Kurt Angle e colui che Sting affronterà (e che ha conquistato la title shot sconfiggendo Jeff Jarrett al precedente Slammiversary), nel prossimo Hardcore Justice e dove perde il titolo[74] in un single match anche grazie all'intromissione di Hulk Hogan che armato di sedia prima tenta di colpirlo e poi la lascia Kurt Angle che colpisce Sting ed effettuando una Angle Slam prima di schienarlo.
Durante la puntata del 18 agosto, Ric Flair torna in TNA lanciandogli una sfida per in un match uno contro uno ed a patto che se Sting perdesse si dovrebbe ritirare dal mondo del wrestling per sempre ma se invece dovesse vincere, Flair gli consegnerà Hogan nelle sue mani. Al No Surrender non riesce a conquistare il titolo TNA World Heavyweight Championship contro Mr. Anderson e Kurt Angle in un triple threat match e dove è quest'ultimo a vincere[75].
Come promesso, nella puntata di Impact Wrestling del 15 agosto Sting ha affrontato e sconfitto Ric Flair[76] e nelle settimane che precedono Bound for Glory continua a braccare Hogan anche spaventandolo con i suoi comportamenti bizzarri fino al punto che Hogan arriva ad inscenare il suo ritiro dal mondo del Wrestling pur di non affrontare Sting, ma alla fine il match avviene comunque e Sting sconfigge Hogan[77] a Bound for Glory definitivamente, riconquistando il controllo della società per Dixie Carter ed alla fine del match il resto degli Immortal attacca Sting e proprio in quel momento si verifica il turn face di Hogan che, secondo la kayfabe tornava in sè dopo aver affrontato Sting. Hulk quindi soccorre Sting cacciando i suoi ex sottoposti e celebrando assieme a The Icon (Sting). Con la sconfitta di Hulk Hogan a Bound for Glory 2011 e la conseguente decadenza del potere degli Immortal nella TNA, la presidentessa Dixie Carter decide di nominare Sting General Manager dello spettacolo.

Sting torna a combattere, nelle puntate di Impact Wrestling del 22 dicembre 2011 e del 9 febbraio 2012, insieme a Jeff Hardy ed entrambe le volte contro Bobby Roode e Bully Ray, incontri che saranno vinti entrambi dal tag team di Sting e Jeff Hardy[78]. A Victory Road 2012, nel main event ed in un No Holds Barred match viene sconfitto dal campione dei pesi massimi, Bobby Roode[79] e nella puntata di Impact Wrestling del 22 marzo, annuncia al pubblico ed alla presidentessa della federazione Dixie Carter, che lui non vuole più continuare a fare il General Manager perché preferisce tornare a fare il wrestler a tempo pieno e che per il ruolo di General Manager ha trovato un sostituto, Hulk Hogan. A fine puntata Hogan viene chiamato sul ring da Sting e la Carter per precisare le sue intenzioni al riguardo ma Hogan sta zitto e la sua decisione viene rimandata alla settimana successiva.
Nella puntata di Impact Wrestling del 29 marzo, Sting si fa vedere solo nel segmento finale per convincere Hulk Hogan a prendere le redini del roster ed a sostituirlo nel ruolo di General Manager. Hogan accetta e così Sting torna ufficialmente un wrestler a tempo pieno. Nella puntata di Impact Wrestling del 5 aprile, Hulk Hogan parla con Sting e gli dice di recuperare al meglio la sua forma fisica, affinché possa guardargli bene le spalle in futuro.

Nella puntata del 25 maggio, durante un discorso tra Hulk Hogan ed il campione Bobby Roode, si spengono le luci e, quasi com'è se fosse il leggendario The Undertaker, Sting appare a luci accese dietro il campione e comincia a colpirlo per farlo uscire fuori dal ring. Dopodiché Hogan afferma che la prossima settimana i due si affronteranno in un lumberjack match senza il titolo in palio[80].
Ad Impact del 31 maggio sconfigge Bobby Roode e dopo il match viene annunciato che i due si sfideranno di nuovo a Slammiversary e questa volta con il titolo mondiale in palio. Nella puntata del 7 giugno vince insieme a Kurt Angle ed A.J. Styles contro Bobby Roode, Christopher Daniels e Kazarian. A Slammiversary 10 perde contro Bobby Roode[81] e nello stesso evento inoltre viene annunciato che il primo Hall of Famer della TNA sarà proprio lo stesso Sting.

Faida con gli Aces & Eights (2012–2013)[modifica | modifica wikitesto]

Sting e Bully Ray, durante la loro faida con gli Aces & Eights

Nella puntata di Impact successiva, The Icon è in procinto di annunciare il ritiro, ma tre uomini dal volto coperto attaccano Sting lasciandolo KO al centro del ring e nella puntata del 12 luglio ritorna invitando Hulk Hogan a salire sul ring che però non si presenta in quanto viene precedentemente preso a calci e pugni dagli stessi tre uomini che lo misero KO la settimana precedente e così l'Hall of Famer corre in aiuto del GM ma viene di nuovo colpito e messo fuori gioco da altri sei uomini anch'essi incappucciati. Gli uomini incappucciati che hanno aggredito varie superstars si scoprono essere i membri dell'Aces & 8s, una nuova stable che ha deciso di travolgere la TNA. Sting quindi sfida gli Aces & 8s in un tag team No Disqualification match per Bound for Glory e con la stipulazione che se gli Aces & 8s vinceranno avranno libero accesso alla Impact Zone. Sting scegli quindi di allearsi con Bully Ray per fronteggiare il team degli incappucciati ed a Bound for Glory Sting e Bully Ray vengono sconfitti[82]. Nella stessa serata viene introdotto nella Hall of Fame[83].

Torna in scena durante la puntata di Impact! del 3 gennaio 2013, attaccando gli Aces & 8s durante lo steel cage match che li vedeva coinvolti contro Kurt Angle e Samoa Joe. Nella puntata successiva sconfigge Mike Knox[84], aiutando inoltre Bully Ray a salvare Brooke Hogan dal rapimento avvenuto da parte degli Aces & 8s. Al Genesis sconfigge D.O.C.[85], un altro membro degli Aces & 8s ed al successivo Lockdown il Team TNA capitanato da lui capitanato vince contro gli Aces & 8s in un Lethal Lockdown Steel cage match[86]. Alla fine dello spettacolo Bully Ray (fresco della vittoria del titolo TNA World Heavyweight Championship si scopre essere il Presidente della stable motociclistica ed in seguito a questo evento nelle settimane seguenti tra il GM Hulk Hogan e Sting (che aveva incoraggiato Hulk a far sposare la figlia Brooke con Bully Ray (kayfabe), sono iniziate delle spiacevoli discussioni nelle quali i due si accusano a vicenda su di chi fosse la responsabilità del fatto accaduto e del sempre più crescente potere degli Aces & 8s nella federazione.
Durante la puntata del 2 maggio, Hogan sta per essere attaccato dalla stable motociclistica, ma interviene Sting che lo salva sancendo inoltre un match per dichiarare il #1 contender al titolo dei pesi massimi tra Matt Morgan e lo stesso Sting.
Il match viene vinto dall'Icon, che guadagna così la title shot per Slammiversary. Ad Impact il campione Bully Ray accetta la richiesta di Sting di disputare un No Holds Barred match ma a condizione che in caso di sconfitta egli non potrà più lottare per il titolo del mondo e lui accetta e perde contro Bully Ray a causa dell'intervento degli Aces & 8s[87].

Faida con i Carter e abbandono (2013–2014)[modifica | modifica wikitesto]

Sting nel 2013

Nelle puntate successive, Sting dichiara di voler eliminare la minaccia degli Aces & 8s una volta per tutte riportando in vita una nuova versione della Main Event Mafia[88], con Kurt Angle, Samoa Joe, Magnus e Rampage Jackson come membri e dati i problemi personali di Kurt Angle questi era stato costretto a lasciare il ring per un lungo periodo di tempo ed abbandonando anche la MEM così il suo posto viene preso da A.J. Styles e la Main Event Mafia sfida gli Aces & Eights ad un 5 vs 5 ed a condizione che il wrestler che sarà schienato dovrà abbandonare la compagnia.
Il match si svolge durante la puntata di Impact del 5 settembre e vede la Main Event Mafia prevalere proprio grazie al neo membro A.J. Styles che schiena Devon e che è così costretto ad abbandonare la TNA.
Il 19 settembre combatte insieme a Samoa Joe e Magnus in un Six-man tag team match contro Bobby Roode, Kazarian e Christopher Daniels uscendone sconfitto per lo schienamento di Bobby Roode su Magnus[89]. Il 26 settembre a Impact la Main Event Mafia sconfigge gli Aces & Eights (Knux, Wes Brisco, Garett Bischoff) grazie allo schienamento di Samoa Joe su Wes Brisco. Durante il match la EGO interviene e assalta Magnus lanciandolo fuori ring e attaccandolo fino a metterlo fuori combattimento. Il 3 ottobre Magnus dopo un Gauntlet match perso si sfoga nel backstage dicendo di non ottenere risultati importanti e così The Icon gli propone un match contro di lui a Bound for Glory che accetta. Nella puntata del 10 ottobre viene sancito un Tag Team match tra Sting e Magnus contro i Bad Influence e con la stipulazione che se uno tra Sting e Magnus subirà uno schienamento non potrà partecipare a Bound for Glory. Il match viene vinto dal team face via Scorpion Death Drop di Sting su Kazarian e The Icon ottiene la vittoria prendendosi un blind tag su Magnus che dopo il match protesta e lascia il ring. La settimana successiva interviene nel match tra Magnus e Bully Ray distraendo involontariamente il primo e causandogli la perdita del match. Dopo il match i due discutono e l'inglese lascia il ring furioso rifiutando una stretta di mano offertagli da Sting. A Bound for Glory non riesce a sconfiggere Magnus che dopo il match accetta una stretta di mano ma non con troppo rispetto ed il 31 ottobre viene inserito in un Gauntlet match di 8 partecipanti dove entra per primo, ma viene eliminato per ultimo proprio da Magnus[90]. Nella puntata del 7 novembre annuncia che la MEM si scioglierà dato che sono riusciti nel loro intento e perché tutti i componenti hanno questioni personali a cui pensare poi abbraccia gli ormai ex membri e compreso Magnus, ma con molto meno vigore.

Nella puntata del 26 dicembre The Icon e Jeff Hardy vengono sconfitti in un Handicap match da Ethan Carter III, Rockstar Spud e The BroMans (Robbie E e Jessie Godderz)[91] a causa di un roll-up di Ethan Carter III (EC3) su Sting ed al termine del match Hardy comunica a The Icon di aver deciso di abbandonare la TNA poiché stanco dei giochi politici presenti nella federazione ed aggiungendo che vorrebbe ancora combattere ma non ne ha più voglia perché demoralizzato da tutto ciò. Dopo di che lo abbraccia e lascia il ring, lasciando comunque intendere di tornare presto.
Nella puntata del 9 gennaio 2014, affronta Bobby Roode in uno Steel Cage match dove Roode riesce a vincere uscendo dalla porta della gabbia[92]. Durante il match, tuttavia, ci sono state le interferenze di Rockstar Spud e di EC3 che costano il match a Sting. Nella stessa serata nel match tra A.J. Styles e Magnus valido per il titolo TNA World Heavyweight Championship e dopo le interferenze di Rockstar Spud a favore dell'inglese, EC3 ed i BroMans e Bobby Roode, intervengono in favore di Styles ed essendo in inferiorità numerica non riesce a prevalere, così Magnus vince il match e rimane campione TNA[93].

Al Genesis 2014 affronta EC3 viene sconfitto in maniera non regolamentare e con un conteggio troppo veloce dell'arbitro speciale Spud. Sempre a Genesis, il 23 gennaio viene sconfitto da Magnus in un match valido per il titolo TNA World Heavyweight Championship ed in cui Sting metteva il suo contratto in palio[94].

WWE (2014–2016)[modifica | modifica wikitesto]

Sin da quando la WCW era stata acquisita dall'allora World Wrestling Federation (WWF, in seguito World Wrestling Entertainment/WWE), Sting è stato molto vicino a firmare un contratto con la WWF/E, ma ha sempre declinato per via del forte timore a riguardo di un "uso improprio" di molti wrestler della WCW, incluso se stesso.[95] Nel 2014, dopo l'addio alla TNA, la WWE e Sting hanno iniziato una collaborazione commerciale.[96] Il 16 aprile 2014, Sting ha fatto la sua prima apparizione nella WWE quando il WWE Network ha realizzato un tributo al suo ex compagno di tag team recentemente scomparso The Ultimate Warrior. Nella puntata di Raw del 14 luglio è stata annunciata la presenza di Sting nel videogioco WWE 2K15,[97] mentre il 24 luglio ha partecipato per la prima volta a un evento ufficiale della WWE, ovvero la presentazione del videogioco e della sua action figure durante il San Diego Comic-Con assieme a Daniel Bryan, Hulk Hogan, Paul Heyman e Michael Cole.

Sting rompe lo sledgehammer di Triple H a WrestleMania 31

Il 23 novembre 2014, durante il main event delle Survivor Series, Sting ha fatto la sua prima apparizione su un ring della WWE quando ha attaccato Triple H con la Scorpion Death Drop, costando il match al Team Authority. Il 19 gennaio 2015 ha fatto il suo debutto a Raw quando ha causato una distrazione e ha fatto perdere ancora un handicap match tra i membri del Team Authority (Big Show, Kane e Seth Rollins) e John Cena; grazie a questa vittoria i recentemente licenziati Dolph Ziggler, Ryback e Erick Rowan hanno riavuto il loro posto di lavoro.

Sting durante la sua introduzione nella WWE Hall of Fame.

Nella puntata di Raw del 26 gennaio Triple H gli ha lanciato una sfida "faccia a faccia" che Sting ha accettato nella puntata di Raw del 16 febbraio: un doppelgänger di Sting è apparso sul ring spaventando Triple H, per poi annunciare di aver accettato la sfida con un messaggio sul titantron. Il confronto tra i due è avvenuto a Fastlane: dopo aver subito un assalto di Triple H, Sting ha avuto la meglio e ha usato la sua mazza da baseball, puntando al logo di WrestleMania 31, per sfidare Triple H all'evento; la sfida è stata accettata da Triple H. Nella puntata di Raw del 16 marzo ha fatto un'apparizione a sorpresa al fianco di Randy Orton e ha aiutato quest'ultimo a difendersi contro l'Authority; al termine dello show, in esclusiva sul WWE Network, Sting ha parlato per la prima volta sul ring. Sting ha perso a WrestleMania 31 in un match che ha visto le interferenze dei membri della D-Generation X e del New World Order, ma ha stretto la mano con Triple H al termine della contesa.

Sting ha fatto il suo ritorno nella puntata di Raw del 24 agosto, interrompendo la cerimonia riguardante la statua di Seth Rollins, attaccandolo e lanciandogli una sfida per il WWE World Heavyweight Championship. Nella puntata di Raw del 7 settembre 2015 ha distrutto la statua di Seth Rollins portandola via con un camion della spazzatura. Triple H ha successivamente annunciato che Sting avrebbe affrontato Rollins per il WWE World Heavyweight Championship a Night of Champions; durante il match ha subito un serio infortunio al collo, ciò nonostante ha concluso il match che lo ha visto sconfitto.

L'11 gennaio 2016 è stato annunciato dalla WWE che Sting sarebbe stato introdotto nella WWE Hall of Fame. Il 2 aprile, durante la cerimonia della Hall of Fame, ha annunciato il ritiro dal wrestling a seguito del suo infortunio al collo.[98]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Steve Borden, dopo essersi trasferito in California, iniziò ad allenarsi in una palestra sulla spiaggia di Venice Beach e solo successivamente divenne un wrestler professionista. Da sempre fidanzato con Susan, decise di sposarsi subito dopo aver conquistato il primo NWA World Heavyweight Championship contro Ric Flair.

Il loro rapporto, che era sempre stato idilliaco, diventò tuttavia un vero e proprio problema per Borden, che a causa degli impegni lavorativi perse anche la nascita della sua prima figlia. I suoi impegni di lavoro furono stressanti a tal punto che decise di sopprimere la stanchezza con l'alcool, gli antidolorifici e le pillole di sonnifero, dalle quali diventò dipendente.

La lontananza da casa, la dipendenza dai farmaci e il matrimonio quasi distrutto dal lavoro fecero andare in crisi Borden, il quale però riuscì a trovare nella religione la soluzione ai suoi problemi: grazie infatti a suo fratello, a Ted DiBiase e a Lanny Poffo, Sting scoprì la fede che lo aiutò ad uscire dalla dipendenza dall'alcool e dalle pillole. Dopo essersi disintossicato si riconciliò con la moglie che diede alla luce un'altra bambina.

La vita privata di Borden è stata raccontata anche in un film chiamato Sting: The Moment of Truth che, a detta dello stesso Sting, può servire da esempio per tutti coloro che si trovano in difficoltà di fronte alle avversità della vita.

Nel wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Sting si appresta ad eseguire la Scorpion Death Drop su Bo Dallas
Sting esegue la Scorpion Death Drop su Triple H a WrestleMania 31

Mosse finali[modifica | modifica wikitesto]

Mosse caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Soprannomi[modifica | modifica wikitesto]

  • "The Franchise (of WCW)"
  • "The Icon"
  • "The Insane Icon"
  • "The Stinger"
  • "The Vigilante"

Musiche d'ingresso[modifica | modifica wikitesto]

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Sting, slam.canoe.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  2. ^ a b c (EN) Steve Borden Biography, imdb.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  3. ^ a b c (EN) Sting, cagematch.net. URL consultato il 29 maggio 2017.
  4. ^ (EN) Sting, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  5. ^ (EN) Sting, cagematch.net. URL consultato il 29 maggio 2017.
  6. ^ (EN) Bound for Glory 2012, Hall of Fame Introduction, prowrestlinghistory.com. URL consultato il 23 aprile 2017.
  7. ^ (EN) Universal Wrestling Federation:, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  8. ^ a b (EN) Title History, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  9. ^ a b Wrestling Timeline: Sting, in The Wrestler/Inside Wrestling, Kappa Publications, 2007-06, pp. 66–71, Volume 15, 2007.
  10. ^ Foley, Mick. Have a Nice Day: A Tale of Blood and Sweatsocks (p.223)
  11. ^ a b (EN) World Championship Wrestling – WCW International Champion:, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  12. ^ a b (EN) World Championship Wrestling – The “Crow” Gimmick:, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  13. ^ (EN) World Championship Wrestling – Red and Black Attack:, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  14. ^ (EN) World Championship Wrestling – The Return of Sting:, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  15. ^ a b (EN) World Wrestling All-stars:, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  16. ^ (EN) NWA: Total Nonstop Action:, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
  17. ^ (EN) Total Nonstop Action – Sting vs Jeff Jarrett :, onlineworldofwrestling.com. URL consultato il 29 maggio 2017.
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Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Sito ufficiale, su therealsting.com.
  • (EN) Sting, su WWE.com. Modifica su Wikidata
  • (EN) Sting, su profightdb.com, Internet Wrestling Database (IWD). Modifica su Wikidata
  • (EN) Sting, su onlineworldofwrestling.com, Online World of Wrestling (OWW). Modifica su Wikidata
  • (DEEN) Sting, su cagematch.net, Philip Kreikenbohm. Modifica su Wikidata
  • (DEEN) Sting, su wrestlingdata.com, The Wrestlingdata.com Team. Modifica su Wikidata
  • (EN) Sting, su Internet Movie Database, IMDb.com. Modifica su Wikidata
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