Calliano (Piemonte)

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Calliano
comune
Calliano – Stemma Calliano – Bandiera
Calliano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
Sindaco Paolo Maria Belluardo (Calliano nel 2000 (lista civica)) dal 25.05.2014
Territorio
Coordinate 45°00′34″N 8°15′31″E / 45.009444°N 8.258611°E45.009444; 8.258611 (Calliano)Coordinate: 45°00′34″N 8°15′31″E / 45.009444°N 8.258611°E45.009444; 8.258611 (Calliano)
Altitudine 258 m s.l.m.
Superficie 17,29 km²
Abitanti 1 325[1] (28-02-2015)
Densità 76,63 ab./km²
Frazioni Montarsone, Perrona, San Desiderio
Comuni confinanti Alfiano Natta (AL), Asti, Castagnole Monferrato, Castell'Alfero, Grana, Penango, Portacomaro, Scurzolengo, Tonco
Altre informazioni
Cod. postale 14031
Prefisso 0141
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 005014
Cod. catastale B418
Targa AT
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti callianesi
Patrono SS.mo Nome di Maria
Giorno festivo week end della 3ª domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calliano
Calliano
Mappa di localizzazione del comune di Calliano nella provincia di Asti
Mappa di localizzazione del comune di Calliano nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Calliano (Calian in piemontese) è un comune italiano di 1.325 abitanti della provincia di Asti. Fa parte della Comunità collinare Monferrato Valleversa e dell'Associazione dei Comuni del Monferrato. Si trova a circa 15 km a nord del capoluogo di provincia, posto a 258 metri s.l.m. su una collina che separa la Valle Versa dalla Valle Grana.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 89 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Folclore[modifica | modifica wikitesto]

Calliano si distingue, come peraltro altri comuni piemontesi, per il suo Palio degli asini, conosciuto come "Paglio ragliante", che di regola si corre ad ottobre ogni anno. Nello sferisterio comunale, chiamato comunemente piazza del palio, si disputa la corsa tra gli asini e i palafrenieri, rappresentanti i dieci rioni di Calliano. La corsa viene preceduta dalla sfilata del corteo storico con le acrobazie degli sbandieratori e da balli e canti tradizionali.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

I Confini[modifica | modifica wikitesto]

Calliano sorge in epoca romana alla confluenza di due strade importanti, la prima in direzione nord-sud che collegava Vercelli ad Asti, la seconda, la Via Marinca (o Marenca) che fungeva da scorciatoia per chi arrivava da Vercelli diretto al Marengo paludoso, collegando Calliano a Quattordio con un percorso proprio di 14 miglia.  A quell’epoca, probabilmente, il territorio di Calliano (San Desiderio incluso) era limitato da confini naturali che dovevano essere facilmente individuabili e permanenti nel tempo, quali ad ovest, verso Tonco, il rio Viazza che sfocia nel Versa in zona Sàngona, una zona rimasta paludosa fino all’inizio del secolo XX.  A sud-ovest, sud e sud-est verso Castell’Alfero e Portacomaro dal torrente Versa e dal rio Rotta; ad est verso Grana e Castagnole dal rio Gaminella, a nor-est verso il Cioccaro, dal torrente Grana.  Solo il lato nord verso Moncalvo e Penango resta non definito da corsi d’acqua per un tratto molto breve fra la zona di Valsesio e quella di Fiammenga.  Ad eccezione del lato sud, questi confini in gran parte formati da zone golenali paludose e non abitabili sono rimasti pressoché immutati.  Il lato sud invece subisce una consistente modifica dal diploma dell’Imperatore Enrico III di Franconia che nel 1041 porta da quattro a sette miglia i confini del districtus astigiano a favore del vescovo conte Pietro II. Calliano si trova ad otto miglia.  I nuovi confini pertanto invadono completamente l’ampia zona golenale formata dalla confluenza del Rotta e del Versa, zona così impervia da dare luogo per oltre quattro secoli a litigi fra lo stato di Asti e quello del Monferrato per la definizione delle rispettive pertinenze.  Il Codex Astensis testimonia la prima di queste controversie, quella del 1288.  Oltre trenta testimoni indicano i nuovi confini a sud.  Partendo dalla Sàngona si va al potum anchium (fonte di Pocciano), si sale per la via levata al Montafarengo, dove pochi anni dopo verrà costruito un convento di certosini dipendente dalla Certosa di Asti (attuale cascina di Montefarengo vecchia), si scende al mulino della Punlenta (fonte puteolente, oggi Pirenta) che fino a pochi anni prima era stato dell’ordine dei Templari, si sale verso il Poggio (attuale castello in rovina all’interno della tenuta Zonin) e si scende al grande fosso (una delle sorgenti del rio Rotta).  Su tutti gli altri lati, come già detto, i confini sono rimasti invariati fino ad oggi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichissima è l'origine dell'insediamento abitativo di Calliano. II toponimo deriva dal gentilizio romano Callius (o, in forma non contratta, Catilius), seguito dal suffisso -anum, tipico degli insediamenti di età romana. In effetti, Calliano era uno dei tanti castra, cioè insediamenti fortificati eretti con finalità essenzialmente militari, ma collocato in una posizione tutt'altro che irrilevante, nel punto di incontro fra due strade di grande importanza commerciale, la via Marinca (o Marenca) che univa l'astigiana alle pianure dell'alessandrino innestandosi sulla via Fulvia e la strada che da Asti conduceva a Vardagate (l'attuale Terruggia).  Un locus Caliani qui dicitur Mandaloni (probabilmente dal notabile Amandolone di origine longobarda più volte menzionato in atti di permuta di terreni) compare in numerosi documenti dei secc. IX-X.  Da queste antiche testimonianze ricaviamo l'immagine di un centro abitato di grande importanza, dotato di numerose chiese - fra cui S. Pietro, menzionata in un atto dell'886 e più tardi qualificata addirittura come basilica - e caratterizzato da una diffusa proprietà terriera in mano a laici ed ecclesiastici, che si espandono a spese della pars publica, vale a dire delle terre di proprietà regia.  L'importanza di Calliano crebbe in misura esponenziale con l'espansione di due stati confinanti destinati a fronteggiarsi per lungo tempo: il Marchesato del Monferrato (che già alla fine del X sec. risulta possessore di terre in Calliano) e il Comune di Asti.  La posizione di confine fra i due stati fece del territorio e della comunità di Calliano l'oggetto degli appetiti di entrambi i contendenti.  Non stupisce pertanto che Calliano, nel periodo che occupa i secc. XI-XIII, cambi spesso padrone in un intrigo di vicende complicate e non di rado ambigue, di cui si possono ricordare solo gli eventi più importanti.  Nel 1135 il marchese Ardizzone II, per fare un dispetto al fratello Raineri, offrì il villaggio di Calliano al Comune di Asti, pur conservando di fatto il controllo sul castello e sul territorio.  Nel 1197 fu addirittura un contratto di vendita, sottoscritto dal marchese Bonifacio e confermato dal figlio Guglielmo VI, a sancire il passaggio dei diritti feudali su Calliano - per 800 lire genovesi - ad un gruppo di notabili astigiani.  Occorre aspettare il 1260 per vedere i vessilli dello stato monferrino sventolare nuovamente sulle mura di Calliano, grazie all'alleanza sancita fra il Comune di Asti ed il “Gran Marchese” Guglielmo VII.  Tuttavia soltanto due anni dopo, con la sconfitta e la cattura del Gran Marchese ad opera degli alessandrini, Oberto Re, legato della Comunità di Calliano, consegnò solennemente ad Asti il castello, la torre, e la “villa” di Calliano, vincolando stabilmente le sorti del borgo a quella del Comune astigiano.  Il legame non dovette essere poi così stretto se poco tempo dopo, nel 1294, il marchese Giovanni I riuscì a recuperare Calliano grazie all'aiuto del Marchese di Saluzzo, questa volta a titolo definitivo. Da allora la Comunità di Calliano venne considerata caposaldo importante dello stato del Monferrato, come dimostra la ratifica e l'approvazione degli Statuti in due distinti momenti (nel 1349 e nel 1378) e la concessione di privilegi, puntualmente confermati da tutti i sovrani succedutisi sul trono del Monferrato. Gli stessi marchesi monferrini concessero i diritti feudali su Calliano a  diverse famiglie di antica ed illustre nobiltà, fra cui i Radicati che ressero il feudo nel XV secolo. Anche dopo il passaggio del Monferrato ai Gonzaga (1559) Calliano non vide sminuire la propria importanza, tant'è che nel 1604 il duca Vincenzo I  innalzò il territorio callianese alla dignità di marchesato, affidandolo a Galeazzo di Canossa.  Da questi il marchesato di Calliano passò poi alla  casata degli Scozia che furono a tutti gli effetti gli ultimi Signori di Calliano e mantennero le proprie prerogative anche dopo l'annessione del Monferrato allo stato sabaudo (1708-1713). Diversi i personaggi di una certa notorietà, almeno all'epoca loro,  che nacquero o ebbero comunque a che fare con Calliano nel corso dei secoli, ma il più importante è sicuramente Agostino Della Sala Spada, scrittore e commediografo fecondo e brillante, ispiratore del Quo vadis del polacco Sienkiewicz (premio Nobel nel 1905), che a Calliano ebbe i natali il 1º maggio 1842.

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

Che la molla del vostro arrivo sia stato un semplice vagabondare o un percorso studiato a tavolino poco importa. Non guardate in alto. Almeno per ora. Se avrete pazienza, arriveremo alla grande chiesa che ci sovrasta: la parrocchiale dedicata al Santissimo Nome di Maria. Ma prima di tratteggiare il suo passato, a Calliano, ci sono altri luoghi di culto da visitare, altre piccole storie da raccontare. Volete seguirci? E allora partiamo.  Siamo davanti alla chiesina di San Pietro, direzione nord, subito sotto la statale che porta a Casale Monferrato. La facciata di stile neo romanico, tardo ottocentesca, non vi tradisca: soffermatevi sull'abside, di fattura alto medioevale. Pensate: esso ci testimonia che l'edificio esisteva già nell'886 d. C., che era molto più ampio di quello attuale (allora la chiesa era a tre navate) e che disponeva di terreni e denari quasi quanto la pieve di Grana, da cui dipese sino al 1474, anno dell'erezione della diocesi di Casale Monferrato.

la chiesa romanica di San Pietro

Visto tutto? Allora procediamo. Magari dando un'occhiata, sulla strada che conduce verso la frazione Perrona (dove, inoltrandovi ulteriormente, potreste trovare la piccola chiesa tardo cinquecentesca dedicata a Sant'Anna), alla cappella dellaMadonna della Neve: ora quasi in rovina ma risalente, perlomeno, al XVI secolo.  Entriamo in paese e, nella centrale piazza Marconi, fermiamoci davanti alla chiesa confraternita di San Michele. Documenti antichissimi ce la dicono già esistente attorno all'anno 1000. Ma la sua struttura odierna, a navata unica voltata, maturò nel tardo Cinquecento, dopo il concilio di Trento.  Poche centinaia di metri di marcia e, davanti al palazzo del comune, la restaurata chiesa di un’altra confraternita: quella dellaSS.ma Annunziata. Si tratta di un edificio ad aula unica e a pianta longitudinale, con facciata settecentesca. Con un’ulteriore sorpresa, sulla destra. Lì, i contrafforti e le finestre con centina murate ci ricordano che le origini del monumento risalgono al Quattrocento.  Un po' di pazienza, qualche passo verso Grana e, quasi fuori dal paese, un'altra piccola chiesa. Al di là della sua facciata di fattura moderna sappiamo che San Rocco esisteva già nel XVII secolo.  Stanchi? Fermatevi sulla strada fra Calliano e Grana, in prossimità di un'altura ricca di vegetazione spontanea: vedrete i resti dell'antica chiesa parrocchiale di Calliano, San Felice (già in decadenza nel `700). Oppure, se avete ancora energie, svoltate verso San Desiderio e verso la chiesa parrocchiale della frazione, della cui fondazione alto medievale, purtroppo, nulla rimane.  Adesso retromarcia. Rimboccate la via centrale del paese, scalate la salita che vi conduce al sagrato su cui si affaccia l'ottocentesca casa parrocchiale e, davanti ad essa, eccovi giunti, come promesso, alla maestosa chiesa parrocchiale del Santissimo Nome di Maria. Prima che vi entriate, alcuni ragguagli generali: sorta sul sedime di una precedente cappella annessa al limitrofo castello (di cui adesso rimangono soltanto le scuderie), la chiesa attuale fu costruita fra il 1720 e il 1731 da un capomastro luganese, Martino Donati. La facciata, ahinoi, fu lasciata incompiuta e, come si vede dai mattoni di diverso colore che la compongono, fu terminata soltanto nel 1767 da Domenico Cragnola, con supervisione architettonica di Francesco Ottavio Magnocavalli di Casale. Nello stesso anno, venne inoltre eretto il campanile, progettato dall'ingegner Pietro Pozzi di Torino. Originariamente ad aula unica, le due navate laterali furono aggiunte nel 1880.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Calliano ebbe negli anni ottanta una televisione locale, Tele Comunità Calliano, di proprietà della locale Parrocchia ed ovviamente di matrice religiosa. L'emittente effettuava molta autoproduzione ma, come spesso accade con iniziative di questo tipo, progressivamente entrò in crisi economica. Epilogo dell'importante esperienza culturale fu la cessione degli impianti di trasmissione (che consentivano una discreta copertura del territorio collinare) ad una consolidata realtà regionale dalla medesima linea editoriale di riferimento: la torinese Telesubalpina.

In realtà, la chiusura di CTC (Tele Comunità Calliano) fu causata dall'entrata in vigore della legge 223, del 6 agosto 1990, meglio nota come legge Mammì, che, imponendo ad ogni emittente privata di diventare, di fatto, una TV commerciale, mise fuori legge tutte quelle realtà che avevano unicamente uno scopo informativo locale e non, appunto, commerciale. Non per nulla, l'ultima trasmissione andò in onda il 31 luglio 1990. In quell'occasione, il direttore responsabile dell'emittente, rev. Luigi Venesia, chiarì inequivocabilmente le ragioni della chiusura. I bilanci di CTC, che venivano periodicamente resi noti dagli organi informativi parrocchiali, avrebbero probabilmente garantito la sussistenza dell'emittente, nella forma in cui era stata concepita, se la legislazione in materia non fosse cambiata.

Limitare, comunque, lo spazio dedicato alla cultura callianese alla sola esperienza di CTC potrebbe risultare forse riduttivo.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Agnolotti, piatto tipico di Calliano

Oltre che per il Paglio degli asini, Calliano è conosciuta anche per gli agnolotti d'asino, una variante particolarmente rinomata e gustosa degli agnolotti piemontesi. Il ripieno infatti, si contraddistingue appunto per essere costituito da pura carne d'asino. Ogni anno, la pro loco di Calliano partecipa al Festival delle sagre astigiane presentando oltre agli agnolotti, altri piatti e vini tipici locali.Inoltre in paese durante l'anno ci sono due sagre: a fine giugno la sagra dell'agnolotto d'asino, mentre a fine agosto quella dello stufato. Per info si può consultare il sito della locale Pro Loco.

Le colline intorno al paese sono ricche di vigneti (barbera e grignolino) che disegnano sui pendii geometrie che rendono particolarmente affascinante questo territorio.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Sul suo territorio sono presenti notevoli beni architettonici (chiesa romanica di S. Pietro dell'XI secolo, chiesa parrocchiale SS.mo Nome di Maria del ’700 con alcuni pregevoli quadri, chiesa di S. Michele del X secolo) e la Pirenta, fonte sulfurea rinomata per le sue virtù curative e depurative; sono da segnalare anche vari percorsi per trekking, mountain bike ed equitazione.

Persone legate a Calliano[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Calliano, Chiesa di San Pietro

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Judo[modifica | modifica wikitesto]

La società Judo Olimpic Asti A.S.D. effettua corsi presso questo Comune.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • A.N.P.A.N.A.: Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente - Sezione Territoriale e Comando Provinciale Guardie per il Servizio di Polizia Ecozoofila.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2015.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN240889687
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