Cantarana

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Cantarana
comune
Cantarana – Stemma
Cantarana – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Asti-Stemma.svg Asti
Amministrazione
SindacoRoberta Franco (lista civica Grappolo d'uva e campanile) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate44°54′12″N 8°01′43″E / 44.903333°N 8.028611°E44.903333; 8.028611 (Cantarana)
Altitudine176 m s.l.m.
Superficie9,72 km²
Abitanti999[1] (31-12-2019)
Densità102,78 ab./km²
FrazioniArboschio, Bonoma, Bricco Barrano, Bricco dell'Oca, Bricco Grosso, Bricco Morra, Concentrico, Montalbruto, Palazzasso, Preglio, Contado di Serralunga, Serramezzana, Torrazzo, Valle Audenino
Comuni confinantiDusino San Michele, Ferrere, San Damiano d'Asti, Tigliole, Valfenera, Villafranca d'Asti
Altre informazioni
Cod. postale14010
Prefisso0141
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT005018
Cod. catastaleB633
TargaAT
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 661 GG[3]
Nome abitanticantaranesi
PatronoSan Giovanni Battista - san Rocco
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cantarana
Cantarana
Cantarana – Mappa
Mappa di localizzazione del comune di Cantarana nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Cantarana (Cantaran-a in piemontese) è un comune italiano di 999 abitanti della provincia di Asti in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Cantarana è un comune dell'Astesana[4] e si trova nel nord-ovest della Provincia di Asti. Si compone di due zone collinose distinte divise dalla valle Maggiore o Valle Cantarana, dal nome del ruscello che l'attraversa. A Ovest troviamo la zona collinare della Bricco Grosso, delimitata da una cima (275 m s.l.m.) detta Piantà e una collina detta del Chiriè (anticamente Cugliero 250 m s.l.m.); è una zona collinare compatta che tende ai comuni di Dusino San Michele e Valfenera e dove sorgono le frazioni più popolose di Cantarana: il Palazzazzo e il Bricco Grosso. Ad est troviamo la zona collinare più ripida e selvaggia, nonché quella abitata più anticamente, già forse in epoca romana. Il sistema collinare è composto a partire da sud-ovest dal Torrazzo (280 m s.l.m.), Bricco Morra (275 m s.l.m.), Serramezzana (305 m s.l.m.) e Bricco Barrano (260 m s.l.m.)

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Cantarana è ubicata nell'Astesana occidentale. Anticamente la zona era il fondo di un antico mare e ancora oggi è possibile, passeggiando tra le colline, trovare numerose conchiglie. Grazie ad alcune cave Cantarana era un luogo privilegiato per poter osservare diverse stratificazioni geologiche.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Cantarana è di probabile origine celtica e fa riferimento alla presenza di corsi d'acqua. L'acqua è tuttora presente in grande quantità in località Bonoma, importante campo sorgentifero che alimenta diversi acquedotti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cantarana nacque come comune nel 1500 con consiglio comunale regolarmente convocato. In realtà si era cominciato ad usare il nome di Cantarana fin dal 1300 come centro di un vasto possedimento fondiario della nobile famiglia astigiana dei Malabayla. Dal momento della sua erezione a comune, entrò a far parte come Podesteria del "Districtus Civitatis Astensis", il Distretto di Asti, comprendente una ventina di comuni sottoposti al diretto controllo della città, che vi nominava i podestà.[5] Nel XVI secolo subì una radicale trasformazione a causa di un impaludamento che pregiudicò l'abitabilità in tutta la vallata. L'attività antropica si spostò quindi in una frazione detta il Torrazzo; tuttavia già nel secolo successivo, con la costruzione della chiesa parrocchiale dedicata allora a Santa Dorotea, tornò a formarsi, lentamente, un piccolo centro nella vallata.

Nel XIX secolo il barone Medici di Asti pose le basi per costruire a Cantarana un grande acquedotto nella frazione di Bonoma, che servirà tutta la città di Asti (Legambiente nel 2003 la definì la miglior acqua potabile d'Italia). Durante il ventennio fascista Cantarana perdette la propria autonomia comunale, venendo accorpata nel 1928 a Villafranca d'Asti; la recuperò nel 1947.

Nel 1995 avvenne il ritrovamento dei resti di un antico e scomparso castello medioevale ad opera di Marco Ferrero e Angelo Benotto.

Dal 2000 fa parte dell'unione dei comuni Comunità collinare Valtriversa.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Cantarana-Stemma.png

Originariamente lo stemma era quello della famiglia Malabayla, antichi feudatari del posto. Esso era "troncato cuneato di quattro pezzi di rosso e di argento". Oggi lo stemma rappresenta tre colline variamente coltivate su sfondo azzurro del cielo, perché il primo sindaco post-fascismo Cesare Novara interpretò la dentellatura come delle colline.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro è piccolo e articolato intorno alla piazza principale dove, adiacente alla chiesa parrocchiale, oggi dedicata a San Giovanni Battista, del 1695, spicca il campanile, di scuola juvarriana (dal celebre architetto Filippo Juvara), ricostruito nel 1914 dall'architetto Gallo di Torino e ospitante 5 campane in mi3. Assai imponente (m 44,21), è tra i più alti della provincia di Asti, nonché ricco di particolari architettonici.

Nella frazione del Bricco Barrano esiste un pozzo medioevale profondo oltre 55 m.

Il Palazzasso[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzasso è l'antica residenza dei conti di Cantarana. Anticamente tale residenza era a lato dell'attuale mulino ed era come quest'ultimo di origine medioevale. Ma a causa della Piccola era glaciale subì come tutto il paese un graduale impaludamento e fu, nel 1500, abbandonato a favore dell'attuale edificio. La struttura attuale nella parte conservata, pur avendo subito nei secoli alcune modifiche anche importanti, ricorda ancora oggi la struttura originale. Nacque come residenza rurale e oltre al corpo centrale residenziale aveva in dotazione cascine e stalle. All'estrema sinistra sorge, anche se rimaneggiata nella prima metà del Settecento, la cappella privata dedicata a San Giuseppe. I Malabayla, proprietari del castello, erano una potente famiglia di banchieri e operavano oltre che per la città di Asti (a cui diedero due vescovi e molti notabili) anche in diverse località di Francia e la più importante fu Bourg-en-Bresse.

Il Palazzasso come si presenta oggi

Più recentemente il Palazzasso fu teatro di un episodio della vita dello scrittore Vittorio Alfieri in cui, ragazzo, giocando nel cortile, subiva una caduta che lo ferì in modo serio alla testa.

Legata alla storia del palazzo è la cappella di San Giuseppe, che conserva al suo interno un pregevole quadro del Santo posto sopra l'altare in muratura che è quello originale. L'unico banco della cappella è della fine del Seicento e le iniziali incise sono della contessa Ninfa Rosa Marianna Malabayla, morta in circostanze misteriose nel 1702 a soli 29 anni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 giugno 1985 26 maggio 1990 Giovanni Vigna - Sindaco [7]
26 maggio 1990 24 aprile 1995 Giovanni Vigna Democrazia Cristiana Sindaco [7]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Luigi Bussolino lista civica Sindaco [7]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Vincenzo Gerbi lista civica Sindaco [7]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Vincenzo Andrea Gerbi lista civica Sindaco [7]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Roberta Franco lista civica Sindaco [7]
26 maggio 2014 in carica Roberta Franco lista civica Grappolo d'uva e campanile Sindaco [7]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo paese ha una squadra di calcio a 5 che milita nel campionato di Serie D piemontese, il Cantarana C5.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Legata alla storia del Palazzasso è una leggenda con un fantasma come protagonista. Agli inizi del Novecento in questa borgata si faceva a Carnevale una festa, un particolare rituale carnevalesco, detto del "tacchino", che portava tutti gli abitanti a passare in tutte le case della borgata per "far festa al tacchino"; arrivati al Palazzasso, che era l'ultima casa, al tacchino veniva tirato il collo, ponendo fine ai festeggiamenti. In una di queste feste, durante i festeggiamenti finali, tutti i presenti avrebbero sentito un urlo e, voltandosi verso il palazzo, avrebbero visto da una finestra una figura che pugnalava una donna vestita in abiti barocchi che piombava a terra. I padroni di casa (i signori Gambini, antenati degli attuali residenti) sarebbero corsi al piano di sopra a vedere ma giunti nella stanza non avrebbero trovato nulla. Questo episodio pare si sia ripetuto per diverse volte nei giorni successivi, tanto da lasciare memoria in vecchie filastrocche locali.
  • Una leggenda tramandata oralmente di generazione in generazione dai discendenti della famiglia Malabayla narra che lo stesso Re di Inghilterra, non potendo far fronte immediatamente ad un prestito di questi, dovette dare in pegno la corona di Inghilterra, che pertanto, secondo la leggenda, venne custodita a Cantarana.
  • In una cava che negli anni Settanta era uno dei siti geologici privilegiati per osservare le stratificazione del Villafranchiano, oggi abbandonata e lasciata all'oblio dai proprietari, furono ritrovati delle ossa fossili di delfino (anni Trenta) e di mastodonte (anni Sessanta).

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Giovanni Francesco Balduini di Santa Margherita: "Relazione generale dell'Intendente d'Asti" 1750-1753, a cura di Renato Bordone e Ezio Claudio Pia, Volpiano 2010, p.97
  5. ^ Asti capitale provinciale e il retaggio di uno "stato" medievale, in "Società e storia", 12 (1989), 44, pp. 283-302.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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