Portacomaro

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Portacomaro
comune
Portacomaro – Stemma Portacomaro – Bandiera
Portacomaro – Veduta
Veduta di Portacomaro
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Asti-Stemma.svg Asti
Amministrazione
SindacoAlessandro Balliano[1] (lista civica Tradizione e futuro) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate44°57′27″N 8°15′29″E / 44.9575°N 8.258056°E44.9575; 8.258056 (Portacomaro)
Altitudine232 m s.l.m.
Superficie11 km²
Abitanti2 021[2] (31-12-2019)
Densità183,73 ab./km²
FrazioniMigliandolo
Comuni confinantiAsti, Calliano, Castagnole Monferrato, Scurzolengo
Altre informazioni
Cod. postale14037
Prefisso0141
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT005087
Cod. catastaleG894
TargaAT
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 708 GG[4]
Nome abitantiportacomaresi
Patronosan Bartolomeo apostolo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Portacomaro
Portacomaro
Portacomaro – Mappa
Mappa di localizzazione del comune di Portacomaro nella provincia di Asti
Sito istituzionale

Portacomaro (Portacomé in piemontese) è un comune italiano di 2 021 abitanti della provincia di Asti in Piemonte.

Fa parte dell'Associazione nazionale città del vino.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriva dalla potente famiglia di origine patrizia romana Comaria.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune di Portacomaro è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 13 marzo 1957.[6]

«D'azzurro, al bastione d'argento, murato di nero, aperto del campo; sopra la porta la scritta di nero Curtis Comaria; il bastione fondato su pianura di verde. Ornamenti esteriori da Comune.»

L'immagine fa riferimento all'etimologia del nome del paese che, secondo la tradizione, deriverebbe dalla "porta" di accesso principale dell'antico ricetto di Curtis Cumaria.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La fermata di Portacomaro è posta lungo la ferrovia Castagnole-Asti-Mortara, il cui traffico è sospeso dal 2012.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 giugno 1985 31 maggio 1990 Carlo Cerrato Democrazia Cristiana Sindaco [9]
31 maggio 1990 24 aprile 1995 Carlo Cerrato Democrazia Cristiana Sindaco [9]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Guido Ravizza Partito Popolare Italiano Sindaco [9]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Idalo Raso lista civica Sindaco [9]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Idalo Raso lista civica Sindaco [9]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Valter Vittorio Antonio Pierini lista civica Sindaco [9]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Valter Vittorio Antonio Pierini lista civica Coerenza entusiasmo Sindaco [9]
26 maggio 2019 in carica Alessandro Balliano lista civica Tradizione e futuro Sindaco [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amministrazione comunale Portacomaro, su tuttitalia.it. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2019.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Comune di Portacomaro, Storia: Le origini di Portacomaro, su comune.portacomaro.at.it.
  6. ^ Portacomaro, decreto 1957-03-13 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it.
  7. ^ Portacomaro, su araldicacivica.it.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

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