San Paolo Solbrito

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San Paolo Solbrito
comune
San Paolo Solbrito – Stemma San Paolo Solbrito – Bandiera
San Paolo Solbrito – Veduta
Municipio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Asti-Stemma.png Asti
Amministrazione
SindacoPanetta Luca (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate44°57′06″N 7°58′18″E / 44.951667°N 7.971667°E44.951667; 7.971667 (San Paolo Solbrito)Coordinate: 44°57′06″N 7°58′18″E / 44.951667°N 7.971667°E44.951667; 7.971667 (San Paolo Solbrito)
Altitudine265 m s.l.m.
Superficie11,87 km²
Abitanti1 177[1] (31-1-2018)
Densità99,16 ab./km²
Comuni confinantiDusino San Michele, Montafia, Roatto, Villafranca d'Asti, Villanova d'Asti
Altre informazioni
Cod. postale14010
Prefisso0141
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT005101
Cod. catastaleI076
TargaAT
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantisanpaolesi
PatronoMadonna di Serra
Giorno festivo18 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Paolo Solbrito
San Paolo Solbrito
San Paolo Solbrito – Mappa
Mappa di localizzazione del comune di San Paolo Solbrito nella provincia di Asti
Sito istituzionale

San Paolo Solbrito (San Pàul Subrì in piemontese) è un comune italiano di 1.177 abitanti della provincia di Asti, in Piemonte.

San Paolo Solbrito nasce dalla fusione di due comuni, San Paolo della Valle (CC I070) e Solbrito (CC I795), avvenuta per regio decreto nel 1928. Il comune, ai margini del pianalto di Poirino, è piuttosto vario, disseminato parte in pianura e parte su dolci pendii. Di Solbrito rimangono alcune parti del castello, ora restaurato, mentre del castello di San Paolo non vi sono più tracce. Delle case gentilizie, si ammira, ben conservato, il Palazzo dei conti Gay di Montariolo, circondato da un parco all'inglese. La Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo è un bell'esempio di architettura tardo barocca, riccamente affrescata all'interno dove ospita pregevoli tele del Seicento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si possono trovare utili indicazioni storiche sulla "Corografia astigiana" opera che Gian Secondo de Canis scrisse tra il 1814 ed il 1816. Il manoscritto è conservato presso la Biblioteca Consortile Astense.

Storicamente i due abitati devono essere trattati separatamente, proprio perché i due paesi sono sempre stati separati e hanno storie diverse.

San Paolo della Valle[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del XII secolo le terre del contado di Porcile furono distrutte dagli astigiani e le varie famiglie si trasferirono sul territorio di San Paolo. Con il consenso degli astigiani queste terre furono riunite al vecchio castello di cui era investito Rolandino Bergognino. I Bergognini di Asti continuarono a possedere S. Paolo sino all'estinzione della loro linea, nel XV secolo, quando passò alle dirette dipendenze della città di Asti. Nel 1553 l'esercito francese del maresciallo De Brissac assediò Valfenera ed il generale spagnolo Suarez de Figherra tentò di portar loro aiuto partendo dal suo quartier generale di Asti e con forze imponenti marciò verso San Paolo per la strada di Villafranca e Belotto. I francesi per bloccare il nemico spostarono ingenti truppe tra Solbrito e Villafranca. Dopo poche schermaglie, quando gli spagnoli si resero conto che il territorio era occupato vantaggiosamente dal nemico, rinunciarono all'impresa. Il territorio di San Paolo non vide un grande fatto d'armi, ma non soffrì neanche i terribili disastri della guerra. Nel 1622 il duca di Savoia lo diede in feudo ai Riccio [RICCIO. Di sangue anscarico, essendo un ramo dei signori di Solbrito, i quali derivano dai signori di Stoerda e Serralunga, conti questi ultimi Palatini e discendenti a loro volta dai visconti di Asti. l Ricci, salvo pochissime eccezioni, tennero a parte guelfa e furono per la maggior parte vittime del sacco d'Asti del 1162. Vestirono l'abito di Malta. Appartengono a questa famiglia Filippo, cronista d'Asti (1003); Giordano di Musanza, che nel 1151 si accorda con Anselmo, vescovo d'Asti, riguardo alle persone di un certo Asberto e dei suoi figli, cui concede alcuni privilegi di pesca e di pascolo nel suo feudo di Solbrito ; Anselmo e Bulgaro col suddetto Giordano, testi in atti dell'anno 1162, in uno dei quali i fratelli Guido e Guglielmo danno al vescovo Anselmo la loro parte del castello di Montenatale e nell'altro Rolando del fu Abellonio (da cui discendono i Malabaila) e i suoi nipoti ripigliano in fendo dopo averli ceduti allo stesso vescovo quanto posseggono in Serralunga e in Musanza, feudi questi che avevano in comune con essi Anselmo, Bulgaro e Giordano, come anscarici ; Oberto, feudatario in Quarto nel 1134 ; Azzone, Oberto, Rogerio e lacopo, del ramo dei signori di Curia, consoli d'Asti negli anni 1152, 1161, 1173 e 1188; Guglielmo e Nazario, pure signori feudali il primo in Serata e Montiglieto, il secondo soltanto in Montiglieto, come risulta da carte del 1196, 1204 e 1212, conservate nell'Arch. Capitolare d'Asti ; Rido, arciprete di Dusino, che con-ferma nel 1201 la donazione fatta da Bonifacio, vescovo d'Asti, della chiesa di S. Andrea di Valfenera ai canonici di S. Pietro di Cuzaneo ; Andrea, capitano di fanti alla crociata di Federico II indetta dal papa Innocenzo III; Bone, che trovasi tra la lista dei signori che giurarono nel 1224 di pagare annona al vescovo d'Asti ; Tomaso, del ramo di Curia, chiavaro d'Asti nel 1227 ; Bressano, del Gran Consiglio di Mondovì nel 1257 ; Giacomo ed Opizzone, podestà di Fossano, il primo nel 1258, il secondo nel 1269; Arie-colò, dottore di leggi, che nel 1265 complimentò Beatrice, moglie di Carlo d'Angiò; Tebaldo e Manuele, castellani di Solbrito nel 1235 e nei 1297 ; Simone, ucciso e Lorenzo fatto prigioniero nella sortita del capitano Comen-tina contro l'imperatore Federico 11; Ugo, giudice e notaio astese nel 1277; Oberto, consigliere d'Asti nel 1291 in una pace coi conti di Biandrate; Antonio, credendario di Mondovì nel 1293; Bartolomeo, signore di S. Paolo, magnificus vir, nobile d'Ospizio sedente a destra, credendario della repubblica, che figura quale teste nel 1292 della confermazione di cittadinatico fatta da alcuni marchesi d'Incisa, e, secondo una carta del 1309 dell'Arch. d'Asti, deputato e munito dei più ampi poteri per passar procura ad Amedeo e Filippo di Savoia e a Filippo d'Acaia per trattare la pace colle potenze straniere, capostipite di tutti i Riccio che vennero di poi; Giorgio, Prevosto, Richetto, Galvagno e Bartolomeo, quest'ultimo forse da identificarsi col sopra nominato Bartolomeo, et omnes de eorum progenie et assendentes et dessendentes ab eis » i quali furono proscritti, come ghibellini, nel 1313 ; Secondo, consignore di S. Paolo, ed Andreone, Perotto e Pellono, fratelli e consignori di S. Michele, testi nel 1377 all'atto di pace tra i Visconti e il Marchese di Monferrato ; Bernardo, consignore di S. Paolo, nobile d'Ospizio della Repubblica d'Asti (def. 1376); Bernardino, ucciso verso il 1370 a tradimento nel castello di Corveglia, dove era stato invitato a pranzo da Clemente Ferrari, che, con altri manigoldi, occupava quel luogo, fatto « emporio delle loro scelleratezze » come ricorda il papa Niccolò V in una' sua 'bolla del 1447; Gioannino, suo figlio; che vendica il padre, conquistando Corveglia e mettendo a morte l'assassino ed è poi investito di tutto quel feudo dal duca Carlo d'Orléans nel 1423, teste nel 1388 all'atto di alleanza tra i Montafia e Valentina Visconti, e nel 1405 alla pacificazione tra gli stessi Montalia e altri castellani .vicini; Andreone, suo figlio, che riceve dal soprannominato papa Niccolò V regolare investitura di Corveglia nel 1447, fu uno degli eletti per la riforma degli Statuti d'Asti nel 1379 e sedeva nel Consiglio dei Nobili de hospitio; Bernardo, castellano pel duca di Savoia nel 1417, e poi ai servizi del duca di Milano nel 1440; Margherita, sua moglie, che ottiene con bolle dello stesso pontefice dell'anno 1453 e del papa Calisto 111 del 1456 protezione contro i cognati, che le contestavano le sue parti del feudo di Corveglia ; Violante, moglie a Sebastiano Orsini di Rivalta (1409-1437); Luchino, governatore di Normandia nel 1469 e capitano di 4030 uomini di truppa francese ; Marchetto, signore di tutta San Michele, ambasciatore della Repubblica d'Asti al convegno di Chieri nei 1411, a Francesco Sforza, il 19 sett. 1438, e tra i guerrieri del principe d'Acaia delegati a conferire coi rappresentanti del marchese di Monferrato nel castello di Gassino nel 1394; Andrea, nuovo ambasciatore del Comune a lesi presso lo stesso Sforza, il 23 dicembre dello stesso anno ; Menzia, gentildonna alla corte della marchesa Margherita di Saluzzo e poi moglie del gran Cancelliere del marchesato, Valeriano di Saluzzo, figlio di Tommaso III, ed uno dei reggenti dello Stato durante la minorità dei giovane Lodovico di Saluzzo, nei primi anni del 1400; Francesco, che riceve nel 1400 in pegno per 7746 scudi d'oro il luogo di Poirino dal conte Amedeo di Savoia, che lo aveva tolto ad Aimonetto Roero, perché questi gli negava fedeltà ; Antonio, castellano di Moncalieri nel 1407 per Ludovico, principe d'Acaia ;. Micheletto e Bertetto, che si divisero nel 1471 il castello di Cellarengo coi Garretti ; Giovanni, che, come procuratore dei marchesi di Cravanzana, fu investito d'esso luogo nel 1472 ; Taddeo, banchiere astese in Léan (1465-1472); Giacomo, vicario di Chieri nel 1476; altro Giovanni, vicario generale del vescovo d'Asti nel 1490 ; Luchino e Giovannino, fratelli, investiti nel 1518 di Cellarengo da Antonio Trivulzio, vescovo di Asti ; Livia, in Scarampi, celebre poetessa verso il 1530; Pietro, figlio di Giovannino suddetto, soprannominato Aunide, consignore di Cellarengo, magnificus vir, che servì negli eserciti di Carlo V e di Filippo II di Spagna, sotto il marchese di Varembon, e sposò in Borgogna Maria de La Tournelle, figlia di Gio. Claudio, gran scudiere, ciò che lo stabilì in Bresse, provincia allora appartenente ai duchi di Savoia, e che fu il capo-stipite dei Riccio di Francia, che resero francese il loro nome in de Riccé, morto a Dòle nel 1559; Gio. Giacomo, suo fratello, signore di San Paolo, capostipite dí tutti i rami oggi esistenti ; Tomaso, uomo d'armi, capitano ai servizi del duca di Savoia e podestà di Villanova d'Asti (1570); Davide celebre suonatore di liuto, famigliare del duca Emanuele Filiberto, che, giunto col suo signore in Iscozia, divenne ministro di Maria Stuarda e fu ucciso mentre pranzava con lei per ordine di Darnley, suo secondo marito, il 9 marzo 1567 ; Marcantonio, suo figlio, creato conte di Solbrito, il 12 giugno 1623 ; Pietro, abbate benedettino dei SS. Pietro e Paolo presso Asti (1602); Margherita, elettissima castellana, sposa al marchese aleramico Gio. Francesco di Ceva ; Alberto, paggio del principe di Piemonte nel 1620 e investito da Carlo Emanuele I col fratello Luca Emilio della signoria di Dusino ; Luca-Emilio, che seguì lo stesso duca in tutte le sue guerre contro la Spagna e il Monferrato e pei suoi servizi fu, con LL. PP. 29 aprile 1623, creato conte di San Paolo, feudo fino dai tempi immemoriali posseduto dalla sua famiglia come signoria, percettore dell'Ordine Gerosolimitano dipendente dal Gran Priorato di Lombardia ; altro Gio. Giacomo e Donato; fratelli, confondatori del beneficio-cappellania di Santo Spirito nel 1618; Gio. Battista, medico-fisico, investito di Solbrito il 15 sett. 1663 col genero conte Carlo Ant. Blancardi di Cicala, decapitato quest'ultimo il 7 marzo 1676, e marito, come si disse, dell'unica figlia di quegli, la Presidentessa Agnese ; Pietro Andrea, generale dei monaci Cistercensi, luminare dell'Ordine dei Riformati di S. Bernardo, morto in Roma in odore di santità nel 1718; altro Gio. Battista, fondatore del beneficio-cappellania di S. Giuseppe nel 1713 ; Paolo Giuseppe, erede pel suo matrimonio colla nobile damigella Elisabetta Travo, ultima di sua famiglia, del rescritto di Anna d'Orléans, pei quale si « aveva la ragione et facoltà di eleggere in perpetuo li sindaci della Comunità di Villanova d'Asti » (1725); Vincenzo-Agostino, religioso dell'Ordine dei Predicatori (1760) ; Alessandro, agostiniano scalzo, quaresimalista di grido (1797) ; Saverio, che abbracciate le nuove dottrine di Francia, rifiutò asilo al futuro re Vittorio Emanuele I e alla sua consorte, allora duchi di Aosta, fuggiaschi in Sardegna, ospitò il generale Bonaparte e patì esilio e persecuzioni alla caduta di questi, ma, riconciliato colla Chiesa, costituì l'eredità pel Seminario di Asti e l'opera Migliavacca ; Ilario, suo figlio, giureconsulto di fama, che salì ai più alti gradi della magistratura (1828-1904) ; Giuseppe, capitano, morto verso il 1825 che lasciò tutta la sua cospicua sostanza al Santuario della Madonna d'Oropa, ove gli fu eretto un monumento ; Silvio, intrepido ufficiale, che pel suo grande coraggio dimostrato nel reprimere il brigantaggio, fu creato cavaliere a 19 anni e fregiato della medaglia al valore militare ; Camillo, celebre architetto, a cui Torino deve oltre a numerose opere edilizie, il piano delle fortunate esposizioni del 1884 e del 1898 e I' Italia i disegni per quella di Anversa,- Commendatore della Corona d'Italia, dei SS. Maurizio e Lazzaro e di San Leopoldo del Belgio, professore dell'Università di Torino, assessore a vita di questo Comune, Consigliere comunale contemporaneamente di Montafia, di Cortazzone e di Roatto, cittadino onorario di Montà d'Alba e di Mondovì, Presidente della Società degli Ing. e degli architetti di Torino, ecc. (1838-99).

Il ramo francese di questa famiglia, creato dal sopra ricordato Pietro, ha dato inoltre i seguenti personaggi: Marco Aurelio, che portò le armi pel duca di Savoia, capitano del reggimento del marchese di Treffort, tenente della Compagnia dei gendarmi del marchese di Balancon, tenente colonnello nel reggimento d'Attignat, dopo la cessione della Bresse a Enrico IV nel 1601, il quale figura fra i gentiluomini che giurarono, per questo principe; servendolo nelle sue armate e in quelle di Luigi XIII, e sposa. Giovanna de Pollia, signora de Lespiney ; Davide, cavaliere, signore dell'Oise, di Cornaton e Lespinay (1626); Cristoforo, signore de la Moutonnière ; altro Cristoforo, eletto nel 1662 sindaco venerale della nobiltà di Bresse; Carlo, conte di Bereins, signore deIl'Oise, Cornaton e Lespinay, prima capitano nel reggimento Thouy, poi, dopo esser stato eletto sindaco della nobiltà di Bresse, scelto per comandare il bando di Borgogna nel 1657 ; un altro Cri-stoforo, capitano del reggimento d'Angoulmois e maggiore dei granatieri del reggimento di Nizza, creato cavaliere di S. Luigi ; Marco-Ilario, ufficiale nel reggimento di Thouy ; Claudio Melchiorre-Baldassarre, capitano nel reggimento de la Mark (def. 1726) ; altro Marco-Ilario, maggiore nel reggimento di Nizza, poi comandante pel Re a Sarreguemines, in Lorena tedesca, conosciuto nel servizio, pe! suo grande valore, col nome di “chevalier de l'Oise” (def. 1747); Francesco-Maria, morto in minorità, essendo, per diritto di nascita, capitano aiutante maggiore nel reggimento del Re ; Carlo-Maria, conte de Riccé, cavaliere, signore de l’Oise, St-Cvr-sur Menthon, Lisle-Tourna, etc., cavaliere dell'“Ordre Royale et militaire de St. Maurice de Savoye”, antico capitano al Reggimento d'Anjou, fanteria, sindaco generale della nobiltà di Bresse, e, dal 1764, Gran Balì di spada della stessa provincia, per la quale carica gli spettava il diritto esclusivo di tenere in nome del Re gli Stati Generali di questa provincia, che si convocavano ogni tre anni in Borgogna ; Gabriele-Maria, visconte de Riccé, primo paggio del Re, nella piccola scuderia, e poi ufficiale nel reggimento dei dragoni di Condé (1778); Maria-Paolina-Giuseppina, canonichessa-contessa dei Capitolo di Neuville in Bresse (1775), nel cui nobile ordine altre numerose donzelle di questa famiglia erano entrate.

Titoli : conti di San Paolo e Solbrito ; conti di Bereins; signori di Cellarengo, Menabò, Dusino, San Michele e Corveglia ; signori dell'Oise, di Cornaton, Lespinay, de la Montonnière, etc.

I Riccio avevano case-forti e palazzi in Asti in borgo San Marco (1), a porta Torre e a porta Calmi (2) e forse altra torre all'angolo delle vie Cattedrale e Natta; ed in una di esse nei 1292 il podestà Lambertini di Bologna autenticò il libro verde del Comune. Le loro sepolture erano nelle chiese di S. Martino e di .S. Pietro di Supponito in Villanova d'Asti, e nella Parrocchiale di S. Paolo. Come casanieri ebbero in Léan dal 1465 al 1472 la concessione del banco per 16 anni, dietro pagamento di 20 lire di grossi di Fiandra.

Arma: D'argento a tre ricci di castagno, di verde, fogliati dello stesso, due ed uno, col capo dell'Impero. Cimiero : un grifone nascente d'oro.

Motto : MELIORA LATENT.

Arma del ramo francese : D'argent à trois chataignes hérissées de sinople, tigées du méme.

Cimier : un griffon d'or ; supports : deux griffons d'or.

Devise : QUAE SUNT CAESARIS CAESARI ; QUAE SUNT DEI DEO.

(1) Le case e i palazzi dei nobili erano tutti racchiusi nell'antica cerchia di Asti, detta il “Recinto dei nobili”, per distinguerlo dalla seconda cerchia, chiamata il “Recinto dei borghigiani”. Però alcuni nobili, per l'amenità del sito, cominciarono e stabilirsi anche quivi, specie nel borgo di S. Marco, che era il più ridente ed ameno di tutti. Vedi in proposito N. Gabiani, op. cit. p. 10.

(2) Cfr. Q. Sella e Vayra. Del Codice d'Asti, pp. CCVI, ove, tra l'altro, leggesi : “il 15 luglio 1344 venne stipulata nel castello di San Paolo di loro proprietà la divisione definitiva... tra Giacobino de Riciis ed i tre figli del suo fratello Manuele... Nel lotto di Giacobino de Riciis cadono : In Asti un palazzo con cortile ed edilizi annessi ; la metà di altro palazzo, cortile e case attigue ; tre case ed edifizl dipendenti in borgo S. Marco ; una casa in altro punto ; metà di altre case e sedimi, e d'un orto. In San Paolo, la torricella e metà del gran palazzo ; il castello vecchio; metà della piazza del castello nuovo ; un forno comune ; la metà del ricetto ubi stant masuarii… Nel lotto dei figli del fu Manuele de Riciis cadono : in Asti, un palazzo con cortile con edifizi annessi ; la metà del palazzo di cui sopra ; una casa a porta Torre ; case e giardino a porta Calmi ; una casa in altro punto ; la metà. di altre case, sedimi ed orto di cui sopra”] ed ai Bava, che lo tennero fino alla discesa di Napoleone in Italia.

Lo scrittore fa poi una descrizione del territorio e del paese come si presenta all'inizio del XIX secolo:

«L'antico castello [...] trovasi isolato sur un picciol colle verso levante della terra. Le case di S. Paolo son tutte moderne e presentasi bene ed ordinatamente formando diverse contrade; la chiesa parrocchiale è di recente struttura, e nulla ha d'osservabile salvo la tavola del Rosario che è del Caccia detto il Moncalvo. Sono rimarcabili la casa degl'eredi dell'avvocato Gaij, ed il castello detto Gentile da un'antica famiglia di tal nome che lo possedea.»

Solbrito[modifica | modifica wikitesto]

Solbrito si trova nominato per la prima volta nell'anno 938, quando Bruningo, vescovo di Asti, cambiò diversi beni con Adalberto figlio d'Oberto conte di Asti. Si trova nuovamente menzionato in un atto del 1153 quando un certo Gioanni de Sulberico cede ad Anselmo, vescovo d'Asti, i diritti che aveva in tutto il "Comitatu Sulberici". Nel 1169 il Papa Alessandro III, confermando alla Cattedrale ed al vescovo di Asti tutti i loro diritti e domini, cita anche Solbrito. Solbrito, con i suoi abitanti, concorse alla fondazione di Villanova per cui in quel periodo la sua popolazione diminuì notevolmente. I Bergognini, i Baudrani, e dal 1377 i Malabaila furono successivamente i vassalli del luogo. Questi signorotti, anche se formalmente dipendevano dalla giurisdizione di Villanova, in realtà avevano una notevole autonomia. Dipendendo Solbrito da Asti, con la città passò in dote a Valentina Visconti e successivamente al marito, duca di Orleans. Nel XV secolo, sotto il governo dei duchi d'Orleans e sotto la reggenza di Filippo Maria Visconti, per il paese vi fu un periodo di tranquillità. Poiché Solbrito è situato sulla strada che collega Asti a Torino, nelle guerre tra Francesco I di Francia e Carlo V il paese fu il bersaglio di tutte le potenze belligeranti. Nel secolo successivo in occasione dei diversi assedi a Villanova, Solbrito fu occupato con alterne vicende da francesi, spagnoli e savoiardi e subì svariate angherie. Subì parecchi danni anche all'inizio del XVIII secolo in occasione del passaggio delle truppe tedesche che marciavano a soccorrere Torino, assediata dai francesi. Lo scrittore fa poi una descrizione del territorio e del paese come si presenta all'inizio del XIX secolo:

«Queste colline son le prime dell'astigiana che s'incontrano dopo la vasta pianura del Piemonte; esse sono competentemente fertili, non meno che la sottoposta valle del torrente Traversa che scorre al levante della terra. Sulla sinistra di questo torrente alla distanza d'un buon miglio da Solbrito giacciono le rovine dell'antica villa e castello di Traversole, che il nome tolse certamente dalla vicina Traversa. Di questa villa fanno menzione un atto di donazione, che nel 1113 fece il Vescovo d'Asti S.Landolfo al monastero di Sant'Anastasio [...] le rovine del castello di Traversole sono sur un picciol colle rotondo, ed appajono ancora vari rottami di muraglie.»

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Solbrito diede la cittadinanza onoraria al presidente degli Stati Uniti d'America Thomas Woodrow Wilson per gli sforzi americani che portarono l'Italia a vincere la prima guerra mondiale.[2]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è servito dall'omonima stazione sulla linea ferroviaria Torino-Genova.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
11 giugno 1985 26 maggio 1990 Giorgio Versè Democrazia Cristiana Sindaco [4]
26 maggio 1990 24 gennaio 1991 Giorgio Versè Democrazia Cristiana Sindaco [4]
24 gennaio 1991 24 aprile 1995 Osvaldo Cordero Democrazia Cristiana Sindaco [4]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Osvaldo Cordero - Sindaco [4]
14 giugno 1999 6 febbraio 2001 Giuseppe Bertolino lista civica Sindaco [4]
6 febbraio 2001 14 maggio 2001 Lorenzo Micheluzzi Comm. pref. [4]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Marco Versè lista civica Sindaco [4]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Carlalberto Goria lista civica Sindaco [4]
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Carlalberto Goria lista civica: impegno e solidarietà Sindaco [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2018.
  2. ^ Stefano Masino in "Gazzetta d'Asti" numero 6 dell'8 febbraio 2013, pag. 31
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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