Alberto Ohaco

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Alberto Ohaco
Alberto Ohaco.JPG
Nazionalità Argentina Argentina
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Ritirato 1923
Carriera
Giovanili
1906-1910 Racing Club
Squadre di club1
1910-1923Racing Club278 (244)
Nazionale
1912-1918 Argentina Argentina 13 (7)
Palmarès
Transparent.png Campeonato Sudamericano
Argento Argentina 1916
Argento Uruguay 1917
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Alberto Bernardino[1] Ohaco (Avellaneda, 20 gennaio 1889[2]Lomas de Zamora, 3 gennaio 1950) è stato un calciatore argentino, di ruolo attaccante.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocava come attaccante:[3] era un interno sinistro.[4] Dotato di una affinata tecnica, Ohaco possedeva molte doti, che lo resero uno dei giocatori più forti d'Argentina.[4][5] Era tatticamente intelligente, abile nell'organizzare il gioco della sua squadra, aveva personalità e riusciva a trovare spesso la rete.[4][5]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Ohaco iniziò la propria carriera nel Racing Club de Avellaneda: suo padre, Juan, era stato tra i fondatori della società.[4] Debuttò nel 1910, contribuendo alla promozione della squadra in massima serie.[5] Nel 1911 debuttò in Copa Campeonato, e nel 1912 divenne capocannoniere del torneo, con 9 gol segnati su 10 gare disputate dal Racing Avellaneda.[4] Con la maglia della formazione bianco-azzurra Ohaco divenne ben presto un idolo della tifoseria: l'affetto tributatogli dai sostenitori del Racing fa sì che egli possa essere considerato uno dei primi idoli del calcio argentino.[4][5][6] Insieme ad altri giocatori, segnatamente ai compagni di reparto Canaveri, Marcovecchio, Hospital e Perinetti, compose l'ossatura del Racing che vinse sei titoli consecutivi in Copa Campeonato.[4][5] Nel 1913 il Racing vinse per la prima volta il campionato nazionale, e Ohaco fu tra i protagonisti, avendo segnato 20 volte: la quantità di gol marcati gli permisero di diventare per la seconda volta di fila il capocannoniere.[4] Anche nel 1914 e nel 1915 Ohaco primeggiò per numero di reti, stabilendo il primato personale nel 1915, con 31 realizzazioni.[4] La sua abilità lo rese uno dei punti di riferimento della squadra, che si affidava a lui per costruire il gioco e finalizzare l'azione;[4] fu inoltre nominato capitano.[7] Lo stile del Racing includeva rapidità d'esecuzione, buona tecnica individuale e frequente ricorso al dribbling.[5] Nel 1916, 1917 e 1918 fu sempre il sodalizio di Avellaneda a guidare la classifica: nel 1919, con la scissione avvenuta tra Asociación Argentina de Football e Asociación Amateurs de Football, la decisione del Racing di disputare la Primera División di quest'ultima federazione fruttò un nuovo titolo, il settimo consecutivo.[4] Nel 1920 il River Plate interruppe la serie di vittorie del Racing;[5] nel 1921 Ohaco si rese protagonista del campionato, giocando un ruolo importante per il successo finale della propria squadra.[4] Due anni dopo, si ritirò dall'attività agonistica.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Iribarren giocò 13 partite con la sua Nazionale. Debuttò il 15 agosto 1912,[3] nella partita di Montevideo contro l'Uruguay, valido per la Copa Lipton.[8] Raccolse la sua seconda presenza un anno più tardi;[9] fu poi convocato nuovamente nel 1915. Nel 1916 prese parte alla Copa Newton, segnando una doppietta, e fu convocato per il Campeonato Sudamericano de Football.[10] Nel ruolo abituale di interno sinistro, Ohaco debuttò contro il Cile a Buenos Aires, realizzando due gol: una al 2º minuto e l'altra al 75º.[10] Venne rimpiazzato da José Laguna Durán contro il Brasile, e tornò in squadra il 17 luglio contro l'Uruguay.[10] Nel 1917 venne nuovamente incluso nella lista per il Sudamericano, stavolta in programma in Uruguay: al suo debutto, contro i brasiliani, marcò una doppietta, al 56º e al 58º minuto, segnando la rimonta dell'Argentina che passò dal 1-2 al 4-2.[11] Venne poi impiegato contro Cile e Uruguay, senza realizzare reti.[11] Raccolse la sua ultima presenza durante la Copa Gran Premio de Honor Uruguayo nel 1918.[3]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Racing Club: 1913, 1914, 1915, 1916, 1917, 1918
Racing Club: 1913
Racing Club: 1913, 1914, 1916, 1917, 1918
Racing Club: 1913, 1915, 1917
Racing Club: 1919, 1921

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1912 (9 gol), 1913 (20 gol), 1914 (20 gol), 1915 (31 gol),

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo alcune fonti, il secondo nome era Juan.
  2. ^ Altre fonti riportano il 12 gennaio 1884 o il 20 maggio 1889 come data di nascita, mentre come data di morte è talvolta indicato l'8 marzo 1950.
  3. ^ a b c (EN) Alberto Bernardino Ohaco(Alberto Ohaco), playerhistory.com. URL consultato l'11 agosto 2011.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l (ES) Ohaco, Fútbol Factory. URL consultato l'11 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2007).
  5. ^ a b c d e f g (ES) Pedro Uzquiz, Una Academia de fútbol, Clarín, 21 luglio 2001. URL consultato l'11 agosto 2011.
  6. ^ (DEENESFR) Uruguay - Argentina 2:0, IFFHS. URL consultato l'11 agosto 2011.
  7. ^ (ES) Alberto Ohaco, racingclub.com.ar. URL consultato il 12 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2012).
  8. ^ (EN) Héctor Pelayes, Argentina national team archive, RSSSF. URL consultato il 4 agosto 2011.
  9. ^ (DEENESFR) Argentina - Uruguay 4:0, IFFHS. URL consultato l'11 agosto 2011.
  10. ^ a b c (EN) Southamerican Championship 1916, RSSSF. URL consultato l'11 agosto 2011.
  11. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1917, RSSSF. URL consultato l'11 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Julio Macías, Quién es quién en la Selección Argentina. Diccionario sobre los futbolistas internacionales (1902-2010), Buenos Aires, Corregidor, 2011, p. 505, ISBN 978-950-05-1932-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]