Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia

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Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia
(EN) International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia
(FR) Tribunal pénal international pour l'ex-Yougoslavie
Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia
Abbreviazione ICTY
Tipo tribunale penale internazionale ad hoc
Fondazione 25 maggio 1993
Sede centrale Paesi Bassi L'Aia
Area di azione 181 Stati
Presidente Giamaica Patrick Lipton Robinson
Lingua ufficiale inglese
Sito web

Il Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia è un organo giudiziario delle Nazioni Unite a cui è affidato il compito di perseguire i crimini commessi nell'ex Jugoslavia negli anni successivi al 1991.

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

Il tribunale è una corte ad-hoc istituita il 25 maggio 1993 con la risoluzione 827 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, ed è situata all'Aia, nei Paesi Bassi. È la prima corte per crimini di guerra costituita in Europa dalla seconda guerra mondiale ed è chiamata a giudicare gli eventi avvenuti in 4 differenti conflitti: in Croazia (1991-95), in Bosnia-Erzegovina (1992-95), in Kosovo (1998-99) e in Macedonia (2001).

I reati perseguiti e giudicati sono principalmente 4:

La corte può processare solamente persone singole, quindi nessuno Stato, partito politico o organizzazione ricade sotto la sua giurisdizione; la pena massima applicabile è l'ergastolo. Entro il 31 dicembre 2004 la procura deve terminare le indagini[1], entro il 2008 tutti i primi gradi e nel 2010 chiude tutto, tranne che per Ante Gotovina, Ratko Mladić e Radovan Karadžić.[2]

Nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome completo del tribunale, in lingua inglese, è "International Tribunal for the Prosecution of Persons Responsible for Serious Violations of International Humanitarian Law Committed in the Territory of the Former Yugoslavia since 1991", o abbreviato "International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia" (ICTY). La traduzione italiana è: "Tribunale internazionale per il perseguimento di persone responsabili di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale commesse nel territorio dell'ex-Jugoslavia dal 1991", o più semplicemente "Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia".

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il tribunale impiega circa 1.200 persone e le sue componenti principali sono:

  • le camere giudicanti
  • la cancelleria
  • la procura.

Attuale presidente del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia è il giudice Theodor Meron, USA. Suoi predecessori sono stati Patrick Robinson (Giamaica; 2008 – 2011), Fausto Pocar (Italia; 2005 - 2008), Theodor Meron (USA; 2002-2005), Claude Jorda (Francia; 1999-2002), Gabrielle Kirk-McDonald (USA; 1997-1999) e Antonio Cassese (Italia; 1993-1997).

Dal 1º gennaio 2008 è procuratore Serge Brammertz (Belgio). Suoi predecessori sono stati Ramón Escovar Salom (Venezuela, 1993–1994), Richard J. Goldstone (Sud Africa, 1994–1996), Louise Arbour (Canada, 1996–1999) e Carla Del Ponte (Svizzera, 1999–2007), che è stata contemporaneamente anche procuratore per il Tribunale penale internazionale per il Ruanda fino al 2003.


Fonti del diritto[modifica | modifica sorgente]

Il Tribunale ha dovuto affrontare problemi giuridici sotto due aspetti fondamentali: la determinazione delle regole procedurali e l'individuazione del corpus di norme da applicare.

Per quanto attiene al primo profilo, con le "Norme di procedura e deposizione" adottate nel 1994, il Tribunale optò per l'adozione di un sistema misto, in cui si intersecano elementi propri della tradizione giuridica anglosassone (common law) con altri propri dei sistemi continentali di civil law (cui apparteneva anche il sistema socialista dell'ex Jugoslavia).

Come già nello storico processo di Norimberga, sotto l'aspetto procedurale venne preferita l'impostazione del rito accusatorio di common law, nel quale accusa e difesa si trovano sullo stesso piano ed espongono ad un giuria imparziale le rispettive ragioni presentando in udienza prove e testimonianze.

Nel sistema ibrido adottato dal Tribunale dell'Aja, la Procura conduce le indagini e predispone l'atto di accusa, che viene sottoposto alla conferma della Corte (formata da 3 giudici senza giuria), la quale sente i testimoni indicati dalle parti.

Una delle questioni più controverse è relativa all'istituto del patteggiamento. Diversamente da quanto accade nei sistemi di civil law, infatti, la corte non è obbligata a comminare gli anni patteggiati dall'imputato, la qual cosa ha creato non poca confusione sia tra gli accusati che tra gli stessi giudici ed avvocati formati nei sistemi di tradizione continentale.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, al Tribunale si poneva il problema della mancanza di un "codice penale internazionale", cioè di un corpus omogeneo di norme sanzionatorie di diritto internazionale applicabili ai singoli individui. Le uniche norme direttamente applicabili dalla Corte erano le poche previsioni contenute in alcune convenzioni internazionali.[3] Di conseguenza le fattispecie di reato non hanno una definizione univoca e le relative pene sono altrettanto aleatorie.

Imputati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di imputati dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia.

Il 16 marzo 2006 il Tribunale dichiara che gli incriminati sono 161, 124 sono stati già processati: 43 dichiarati colpevoli, 8 assolti, 25 scagionati dalle accuse, 4 trasferiti alle rispettive corti statali e 6 nel frattempo deceduti. 37 processi sono ancora in fase di svolgimento.

Gli accusati vanno da soldati semplici a generali e comandanti di polizia, fino a politici di primo piano e perfino capi di governo. Ecco i principali imputati "di alto livello":

Gli imputati e i condannati sono detenuti nel carcere di Scheveningen, situato a 4 km dal Tribunale.

Le critiche che sono state rivolte a questi processi possono essere così sintentizzate:

  • retroattività: le colpe commesse sono state eseguite quando ancora non vi erano, negli stati serbi, leggi che le definissero come tali.
  • contro serbi: certuni hanno affermato che il punto di vista generale delle udienze sia stato serbofobico.
  • sovranità limitata, condizione comunità internazionale e UE
  • solo in BiH Procura dello Stato prove di crimini di guerra per 10.000 persone incriminate
  • spesso vittime e parenti sdegnati per sentenze, no senso di giustizia
  • credibilità bassa, pochi anni di carcere per genocidio
  • patteggiamento: fa risparmiare tempo e lavoro, vittime non devono rivivere orrore

Giudici[modifica | modifica sorgente]

Ci sono 16 giudici permanenti e 12 giudici ad litem che servono il tribunale. Essi sono eletti per quattro anni dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Essi possono essere rieletti.

Il 17 novembre 2008, il giudice Patrick Lipton Robinson (Giamaica), è stato eletto il nuovo presidente del Tribunale permanente da giudici in una sessione plenaria straordinaria. Il giudice O-Gon Kwon (Corea del Sud) è stato eletto nuovo vice-presidente.[4]

Nome Nazionalità Posizione Eletto Scadenza
Fausto Pocar Italia Italia Giudice 2001 2009
Kevin Parker Australia Australia Giudice 2003 2009
Patrick Lipton Robinson Giamaica Giamaica Presidente 1998 2010
Carmel A. Agius Malta Malta Presidente del Tribunale 2001 2007
Alphonsus Martinus Maria Orie Paesi Bassi Paesi Bassi Presidente del Tribunale 2001 2007
Mohamed Shahabuddeen Guyana Guyana Giudice 1997 2009
Mehmet Güney Turchia Turchia Giudice 2001 2007
Liu Daqun Cina Cina Giudice 2000 2012
Andresia Vaz Senegal Senegal Giudice 2005 2011
Theodor Meron Stati Uniti Stati Uniti Giudice 2001 2007
Wolfgang Schomburg Germania Germania Giudice 2001 2007
O-Gon Kwon Corea del Sud Corea del Sud Vice-Presidente 2001 2007
Jean-Claude Antonetti Francia Francia Giudice 2003 2009
Iain Bonomy Regno Unito Regno Unito Giudice 2004 2010
Christine Van Den Wyngaert Belgio Belgio Giudice 2003 2009
Bakone Justice Moloto Sudafrica Sudafrica Giudice 2005 2011
Krister Thelin Svezia Svezia Giudice Ad Litem 2003 2009
Janet M. Nosworthy Giamaica Giamaica Giudice Ad Litem 2005 2011
Frank Hoepfel Australia Australia Giudice Ad Litem 2005 2011
Árpád Prandler Ungheria Ungheria Giudice Ad Litem 2006 2012
Stefan Trechsel Svizzera Svizzera Giudice Ad Litem 2006 2012
Antoine Kesia-Mbe Mindua Rep. del Congo Rep. del Congo Giudice Ad Litem 2006 2012
Ali Nawaz Chowhan Pakistan Pakistan Giudice Ad Litem 2006 2012
Cvetana Kamenova Bulgaria Bulgaria Giudice Ad Litem 2006 2012
Kimberly Prost Canada Canada Giudice Ad Litem 2006 2012
Ole Bjørn Støle Norvegia Norvegia Giudice Ad Litem 2006 2012
Frederik Harhoff Danimarca Danimarca Giudice Ad Litem 2007 2013
Flavia Lattanzi Italia Italia Giudice Ad Litem 2007 2013

Lista di giudici fornita dagli organi del Tribunale: http://www.un.org/icty/glance-e/index.htm

Critiche al Tribunale[modifica | modifica sorgente]

Il Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia è stato oggetto di critiche che lo accusavano di essere un tribunale a senso unico, fortemente manovrato dagli Stati Uniti e che ha voluto colpire soprattutto l'etnia serba.

Riguardo a questi argomenti, Sergio Romano scrisse sul Corriere della Sera nel 2005 riguardo alla mancata imparzialità del tribunale[5]:

« Io penso, invece, che il difetto principale del Tpi sia la mancanza di imparzialità. E una giustizia che non è imparziale difficilmente può essere considerata tale. Fin dalla sua nascita, il Tpi ha accusato per i crimini di guerra numerose personalità del mondo politico di nazionalità serba (Milosevic, Seselj, Karadzic, Milutinovic, Sainovic e tanti altri), oltre a quelle militari. D'altra parte, nemmeno una personalità politica di nazionalità croata o bosniaco-musulmana è stata accusata. Timidamente si è provveduto a rinviare a giudizio qualche generale croato o musulmano. Con questo si è voluto attribuire il ruolo di carnefice unicamente a una parte, e quello delle vittime alle altre. Invece la verità storica è alquanto diversa. »

Sul ruolo degli Stati Uniti nel tribunale scrisse:

« Tutto questo ci porta a concludere che il Tpi difficilmente può essere visto come una organizzazione veramente indipendente e imparziale. Più probabilmente, può essere visto come una specie di strumento politico che serve a giustificare e a sanare gli effetti devastanti di una politica internazionale sbagliata (soprattutto quella degli Usa), il cui scopo principale è stato quello di ridimensionare il ruolo della Serbia e di ridurre l'influenza della Russia nei Balcani. »

Riguardo invece all'etnia serba:

« Anch'io penso che la giustizia internazionale abbia colpito i serbi più di quanto non abbia colpito altri gruppi dirigenti della penisola balcanica che ebbero in quelle vicende grandi responsabilità. »

Lo stesso Šešelj commenatando il numero alto di serbi rispetto alle altre etnie commentò[6]:

« Il Tribunale dell'Aja somiglia molto di più all'Inquisizione, che a un organo di diritto internazionale. »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ par. 7 della risoluzione del Consiglio di sicurezza ONU 1503 del 28 agosto 2003
  2. ^ Intervista a Carla Del Ponte, Osservatorio sui Balcani
  3. ^ Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, Convenzione contro il genocidio del 1948, Convenzioni dell'Aja del 1907
  4. ^ Il giudice Robinson eletto nuovo presidente
  5. ^ da archivio.corriere
  6. ^ Војислав Шешељ одржао мало предавање - YouTube

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Rossini. Il Tribunale internazionale dell'Aja per la ex Jugoslavia, in W. Bonapace e M. Perino (a cura di). Srebrenica, fine secolo. Asti, ISRAT, 2005. ISBN 88-89523-00-X

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