Grigorij Efimovič Rasputin

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Grigorij Efimovič Rasputin (Novych)

Grigorij Efimovič Rasputin (Novych) (in russo: Григо́рий Ефи́мович Распу́тин (Но́вых)?; Pokrovskoe, 21 gennaio 1869San Pietroburgo, 17 dicembre 1916(10 gennaio 1869 – 16 dicembre 1916 secondo il calendario giuliano)) è stato un monaco e mistico russo, consigliere privato dei Romanov e figura molto influente su Nicola II di Russia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Grigorij Rasputin nacque in Siberia, in base al Calendario gregoriano, il 21 gennaio 1869 (ma fu registrato solo il giorno successivo) nel villaggio di Pokrovskoe, situato ad 80 km a est di Tjumen' nel Governatorato di Tobol'sk (Siberia sudoccidentale) da Efim Jakovlevič Vilkin e Anna Vasil'evna Paršukova. La data di nascita di Rasputin rimane comunque ancora incerta. Prima di Rasputin i genitori ebbero quattro figli che però perirono tutti poco dopo la nascita mentre dopo di lui ebbero altri tre figli che morirono anch'essi ancora in fasce. Sembra che vi sia un'ultimogenita nata nel 1875, Feodosiya, la quale arrivò all'età adulta.

All'età di 8 anni Rasputin cadde in un torrente, insieme al cugino di 10 anni Dimitri e quest'ultimo morì dopo una polmonite che colpì entrambi.[1][2]

Per anni condusse la normale vita dei contadini russi siberiani, alternando il lavoro dei campi all'allevamento di cavalli e all'attività di vetturino ma crebbe nella totale ignoranza non potendo frequentare la scuola, poiché i genitori non ritenevano l'istruzione fondamentale per un contadino. Fin da ragazzo dimostrò comunque un'indole fortemente tesa alla spiritualità e al misticismo ossessivo, fenomeno che in realtà era diffuso da secoli e frequente tra i popolani della Russia centrale che non avevano conosciuto l'oppressione della servitù della gleba tanto quanto era accaduto nelle campagne della Russia europea.

Nel 1887 si sposò con Praskovia Fedorovna Dubrovina, da cui ebbe sette figli: Michael (1888-1893), i gemelli Georgy e Anna (1894-1896), Dimitri (1895-1937), Matryona (1898-1977), Varvara (1900-1925) e Praskovaya (nata nel 1903 e morta dopo due mesi e mezzo a causa di pertosse, la stessa malattia che colpì i due gemelli nel 1896).[1]

Rasputin ancora in giovane età intraprese lunghi pellegrinaggi, che lo condussero al monastero di Verchotur'e, dove incontrò lo starec Makarij e imparò a leggere e scrivere, nonché ad interessarsi di religione, e fino al Monte Athos.

Sospettato di aver aderito alla setta dei Chlysty, una congregazione clandestina di orgiastici che stigmatizzava gli eccessi di secolarità della Chiesa ortodossa e poi di aver frequentato il Movimento nazionalista dei veri russi, malgrado la mancanza di istruzione ottenne una fama per i suoi presunti poteri curativi su malati terminali e allestì una rete di relazioni di altissimo livello che in breve tempo lo condussero alla corte dello zar Nicola II, accompagnato dalla fama dei suoi poteri sciamanici.

L'influenza sui Romanov[modifica | modifica sorgente]

La malattia dello zarevič[modifica | modifica sorgente]

Nel 1905 fu quindi presentato alla zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova, nella speranza che potesse essere di aiuto per contenere l'inguaribile emofilia di Aleksej, il piccolo zarevič. Al primo incontro Rasputin riuscì ad ottenere qualche effetto sul piccolo malato, così lo zar e la zarina gli permisero di visitare sempre più spesso la loro riservatissima casa, situata nel parco di Carskoe Selo. Secondo una teoria, Rasputin sarebbe riuscito ad interrompere le crisi emolitiche di Aleksej utilizzando un tipo di ipnosi che rallentava il battito cardiaco del bambino, riducendo in questo modo la pressione del sangue. Secondo un'altra ipotesi, sembra che i medici di corte tentassero di guarire l'emofilia dello zarevic con l'aspirina che, se da un lato leniva i dolori articolari, dall'altro acuiva le emorragie causate dall'emofilia. Secondo questa versione, senza aspirina la salute di Aleksej migliorava e il merito veniva attribuito a Rasputin.

Occorre tuttavia menzionare un fatto, avvenuto il 12 ottobre 1912: in quell'occasione venne ricevuto da Pietrogrado un telegramma della famiglia reale che lo informava di una grave crisi di emofilia dello zarevic ormai in punto di morte ("I medici sono disperanti. Le vostre preghiere sono la nostra ultima speranza"); pare che Rasputin si sia immerso in preghiera per diverse ore nella sua casa in Siberia, cadendo in uno stato di trance. Terminate le preghiere, si dice che inviò un telegramma alla famiglia reale in cui assicurava la guarigione del piccolo, cosa che effettivamente avvenne nell'arco di poche ore, dopo giorni di cure mediche che non avevano però dato frutti.[3]

Rasputin circondato da un gruppo di visitatori nel suo appartamento di San Pietroburgo. Tra i suoi clienti figuravano notissimi membri del governo e dell'alta società russa. La terza nobildonna in piedi, partendo da sinistra, è Anna Vyrubova, intima amica e confidente della zarina Alessandra.

Il potere nella capitale[modifica | modifica sorgente]

Il suo carisma mistico esercitò sulla famiglia Romanov, in particolar modo sulla zarina Alessandra, un'influenza così intensa da dare adito a molte congetture: si giunse al punto che le numerose segnalazioni sul suo intenso libertinaggio con le dame dell'aristocrazia venivano regolarmente smentite dalla coppia reale, talvolta anche con la punizione degli zelanti segnalatori. Rasputin, oltre che dare speranze alla famiglia imperiale circa una possibile guarigione del giovane Aleksej, sembrava andare incontro alle ispirazioni più intime dei sovrani. Infatti egli, essendo un semplice figlio delle campagne, rappresentava ciò che Nicola II e Aleksandra Fëdorovna avevano sempre desiderato: un contatto diretto con l'autentico popolo russo, senza intermediazioni di etichetta e convenzioni sociali.

In seguito alla sua stabilizzazione nella capitale, visto l'enorme ascendente che il contadino aveva sulla zarina, presto attorno a lui si creò una vastissima rete di noti personaggi e politici, che in cambio di intercessioni rispetto alla sovrana erano disposti a soddisfare le richieste che Rasputin faceva loro da parte di migliaia di postulanti. Dalle campagne contadini e artigiani accorrevano chiedendo aiuto e intercessione allo starec, a tal punto che l'appartamento durante la giornata era sempre affollato e il telefono squillava in continuazione. Nelle mani di Rasputin passavano centinaia di rubli, che egli indiscriminatamente distribuiva ai postulanti; richieste di denaro, di occupazione, e anche lamentele dalle campagne verso i grandi proprietari giungevano a Rasputin che, in quanto creditore presso personaggi dell'alta società, le faceva andare nella maggioranza a buon fine.

Il resto dell'enorme quantità di denaro era spesa, come attestano i numerosi verbali di polizia, in locali notturni e in incontri ai bagni pubblici con donne di ogni classe ed età: numerose sono le leggende circa la sua insaziabile libidine; la stampa pubblicava in continuazione scabrosi racconti di fantasia sulle sue leggendarie notti; ciò accrebbe le dicerie non solo su una sua presunta super dotazione, quanto su una improbabile e sempre smentita relazione con la sovrana. È provato invece che, con il tempo, acquistò sempre maggiore influenza sulla mistica zarina, inviandole sempre più consueti messaggi con consigli perentori di carattere morale, religioso e politico.

Rasputin e la guerra[modifica | modifica sorgente]

Rasputin in una fotografia del 1914

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Rasputin si oppose fermamente all'entrata in guerra della Russia, e pronosticò che avrebbe portato immani catastrofi ai contadini, che sarebbero morti a migliaia. Tuttavia, non poté esercitare la sua influenza sul sovrano, perché subì un attentato nel suo villaggio siberiano il 28 giugno, lo stesso giorno dell'omicidio di Sarajevo. Si limitò ad inviare un disperato telegramma ai sovrani:

« Credo, spero nella pace. Stanno preparando un orribile misfatto, ma noi non ne siamo partecipi »
(telegramma del 19 luglio 1914)

Lo Zar stracciò il messaggio. In quegli stessi giorni i tentativi di accordo personale fra lui e il cugino Kaiser di Germania fallirono perché il ministro della Guerra russo riuscì ad ottenere dallo Zar la mobilitazione totale su tutta la frontiera europea della Russia, costringendo così la Germania ad una mossa identica e mettendo in moto il meccanismo delle alleanze che condusse alla deflagrazione del conflitto europeo.

Nel 1915, con la partenza dello zar per il fronte, le denunce di Rasputin contro le collusioni di ministri e alti funzionari con il traffico illegale d'armi e le speculazioni sui latifondi ai danni dei contadini si intensificarono. La zarina, che assente lo zar deteneva il potere a san Pietroburgo, effettuò su suo consiglio continui, disastrosi e repentini cambi al vertice di governo, proprio nel momento (durante la prima guerra mondiale) in cui, in assenza del sovrano dalla politica interna, si necessitava di un governo forte.

Si sospettò, forse non senza ragione, che avesse effetti sulle decisioni dei reali in tema di politica (in particolare in direzione di una politica pacifista e di buone relazioni con la Germania, paese originario della zarina e con il quale i rapporti erano tesi). Ad un certo punto venne accusato anche di corruzione e per questo allontanato dalla residenza imperiale dallo stesso zar; però, le condizioni del piccolo Aleksej andavano peggiorando, così la zarina decise di rivolgersi nuovamente a lui. La risposta fu che le condizioni di suo figlio sarebbero migliorate anche in sua assenza, cosa che effettivamente accadde.[3]

Nel 1916, in piena crisi di governo - che Rasputin stesso con la sua rete clientelare aveva contribuito a creare - e tra le alterne fortune degli eserciti russi sul fronte orientale, una congiura ordita dal granduca Dmitrij Pavlovič, dal principe Feliks Feliksovič Jusupov e dal deputato conservatore Vladimir Mitrofanovič Puriškevič, decise di assassinarlo.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Feliks Yusupov

Rasputin fu avvelenato col cianuro durante una cena a casa di Feliks Jusupov; ma, poiché resisteva al veleno grazie agli effetti miracolosi del guanabana[senza fonte], i congiurati gli spararono al fianco con una pistola. Rasputin però si riebbe: venne così colpito da un nuovo colpo alla schiena e, mentre veniva trascinato verso il cancello del cortile, fu finito con un colpo in fronte. Il suo cadavere fu gettato nel fiume Moika, da cui riemerse il giorno dopo.

Ancor più incredibile è il fatto che, secondo l'autopsia (eseguita la notte del 20 dicembre dal professor Kosorotov), il corpo non presentava tracce di veleno: ciò dètte luogo a dispute tra gli storici circa l'effettiva causa della morte. È molto probabile che il cianuro aggiunto agli zuccheri del dolce abbia sviluppato cianidrine, che sono commestibili e non danno avvelenamento. Fu riscontrata acqua nei polmoni: quindi, nonostante il veleno e i colpi di pistola, Rasputin fu gettato nell'acqua ancora vivo, dimostrando così un'inaspettata e sorprendente vitalità.

Egli fu sepolto, ma il suo corpo venne poi dissotterrato e bruciato sul ciglio d'una strada. Non ci volle molto perché si prendessero provvedimenti contro i congiurati; ma, per giochi di palazzo, non si celebrò nessun processo.[4]

Jusupov fu mandato in "esilio in campagna". Apparentemente a Dmitrij Pavlovič andò peggio: fu infatti inviato in Persia a combattere in prima linea. Per un bizzarro gioco del destino, però, mentre la maggior parte dei membri della famiglia reale furono oggetto delle inchieste aperte dopo la rivoluzione di febbraio nel 1917, questa destinazione punitiva fece sì che il granduca Demetrio fosse uno dei pochi Romanov a poter progettare una fuga all'estero.

Rasputin nel cinema[modifica | modifica sorgente]

La filmografia costruita intorno alle vicende di Rasputin è tanto vasta quanto totalmente inaffidabile dal punto di vista storiografico, per cui si consiglia di non riporre testo nelle vicende narrate nelle seguenti pellicole, la maggior parte delle quali ad un'onesta esposizione di un personaggio storico tanto complesso ha preferito una trasposizione romanzata dei fatti.

Rasputin nella musica[modifica | modifica sorgente]

  • Rasputin - Boney M. (1978)
  • Rasputin vs Stalin. Epic Rap Battles of History Season 2 finale.
  • Hard Rock Sofa - Rasputin
  • Rasputin - Turisas
  • Therion - Sirius B - The Khlysti Evangelist

Rasputin in televisione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b http://books.google.com.au/books?id=g8rUz8nu4VIC&pg=PT35&lpg=PT35&dq=rasputin+born+fuhrmann&source=bl&ots=dtYmtXJhew&sig=THs4OwR63aizpZ4xP1_ORAHpH3Y&hl=en&sa=X&ei=312hUY7UBMPOiAfG5IGgCw&ved=0CEsQ6AEwBTgK
  2. ^ Nell'archivio di Tobol'sk però si trovano i registri anagrafici parrocchiali della chiesa della Madre di Dio a Pokrovoskoe, in cui fu battezzato. Per inciso, alcune sue sorelle e fratelli nati e battezzati negli anni precedenti morirono tutti. Anche se i registri successivi al 1869 sono andati dispersi, si può risalire alla data precisa di nascita rifacendosi ai dati di un censimento emersi nell'archivio di Tjumen' dove è riportata la data di nascita del 18 febbraio 1869 (calendario giuliano), giorno dedicato a San Gregorio. Ad ogni modo fu lo stesso Rasputin a creare di proposito molta confusione sulla sua data di nascita. Si invecchiava di vari anni (emerge da alcuni dati certi che in alcuni casi si era dato anche 5 anni di più) per mantenere credibile la sua figura di Starec.
  3. ^ a b Grigorij Rasputin - lo Starec di Tobol'sk
  4. ^ Rasputin: i segreti del "Monaco Nero"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Grigorij Efimovič Rasputin in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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