Giallo all'italiana
Con la locuzione giallo all'italiana (o spaghetti thriller) si definisce un genere cinematografico nato in Italia negli anni sessanta e sviluppatosi negli anni settanta con caratteristiche diverse rispetto al giallo inteso come genere letterario o cinematografico.
Il giallo all'italiana infatti è un genere che mescola atmosfere thriller e tematiche tipiche del cinema horror e che non preclude derive slasher e splatter, tipiche dei film d'exploitation.
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[modifica] Anni sessanta
Nel 1963 Mario Bava porta sugli schermi il film La ragazza che sapeva troppo, la storia lievemente ironica e macabra di un personaggio contorto e spaventoso che semina orrore e morte per le strade di Roma: il film è considerato il primo del genere, quello che ha aperto la strada ad altri registi e pellicole simili. Sino ad allora infatti i film "del brivido" erano resi più "onirici" e inverosimili, grazie all'ausilio di ambientazioni gotiche o in costume, in modo da creare una sorta di distacco emotivo tra la vicenda e lo spettatore[1]. Nel 1964, sempre per la regia di Bava, esce Sei donne per l'assassino dove si delineano i tratti caratteristici del cinema giallo all'italiana: l'assassino vestito con impermeabile scuro, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, scene del delitto particolarmente elaborate e cruente (celebre quella in cui il cui viso della vittima viene ripetutamente premuto contro una stufa incandescente)[2], le musiche ossessive[3] e anche un pizzico di nudità tipica degli anni a venire.
[modifica] Anni settanta: il Thrilling
Durante gli anni settanta, la rappresentazione formale e la narrazione delle pellicole di questo genere si infittiscono di delitti sempre più feroci e di forte impatto visivo: è questo il periodo di massima espressione del genere.
Fra il 1969 e il 1971 escono tre film di Dario Argento che consacrano il genere: L'uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio. Utilizzando la stessa formula di Bava ma rimodernando tecnica e stile, il regista riscuote un enorme successo, soprattutto negli Stati Uniti, favorendo in patria (e non solo) un prolifico fenomeno d'imitazione, ovvero un nuovo filone di gialli dai connotati strettamente legati al modello argentiano. Rispetto ai precedenti film si privilegiò una maggiore attenzione nella messinscena dei delitti ed una ricerca di efferatezza negli stessi con un maggior ricorso agli effetti speciali, fino ad allora ben poco utilizzati e vere e proprie invenzioni che avrebbero dettato scuola nella specialità. Ben presto questo sotto-genere di film assume la denominazione di thrilling, dal verbo thrill (letteralmente rabbrividire (di emozione)), usato qui come sostantivo. Il Thrilling assunse sempre di più una connotazione violenta ed erotica, specializzandosi soprattutto nella descrizione della figura dell'assassino, non limitandosi al solo aspetto esteriore, ma sviscerando soprattutto la sua psiche. L'intenzione fu quella di far "partecipare" in qualche modo lo spettatore al delitto, anche tramite gli occhi stessi dell'omicida, utilizzando a tal fine anche una tecnica cinematografica abbastanza innovativa per l'epoca, detta "della soggettiva", in cui la telecamera venne posta come se fosse la stessa visuale dell'assassino mentre compie i delitti. L'assassino venne solitamente rappresentato come uno psicopatico, mentre il protagonista non era più il commissario di turno, bensì un uomo comune, invischiato suo malgrado negli eventi. Ed è in questo contesto che la figura dell'omicida divenne protagonista ed icona assoluta del genere, assumendo una tale importanza nel racconto da far passare spesso in secondo piano anche la stessa trama del film.
[modifica] L'ascesa del genere
Oltre ad imitarne il modello nei contenuti, questi nuovi Thrilling si rifecero anche nei titoli ai primi film di Dario Argento. Nacquerò così sulla scia de L'uccello dalle piume di cristallo, pellicole come La tarantola dal ventre nero, Una farfalla con le ali insanguinate, Una lucertola con la pelle di donna, ovvero una ricca serie di film a titolazione "zoonomica". Ma nacquero anche dei film d'autore che raggiungono o addirittura superano il modello argentiano come Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci, La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, Il profumo della signora in nero di Francesco Barilli o La corta notte delle bambole di vetro di Aldo Lado. Altri oltre che ottimi esempi, sono anche precursori dello slasher(in particolare del ciclo di Venerdì 13[1]) come Reazione a catena o I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino.
[modifica] Gli anni ottanta e il declino
Con l'arrivo degli anni ottanta e la nascita negli Stati Uniti di un nuovo modo di fare cinema thriller e horror, il genere giallo italiano ha quasi terminato di esistere. Poche sono state le pellicole che sono rimaste devote ai primi film del genere, tra queste ci sono La casa con la scala nel buio di Lamberto Bava, Lo squartatore di New York, estemporaneo ritorno al genere di Lucio Fulci e Opera di Dario Argento.
[modifica] I registi del genere
Lista non esaustiva
[modifica] Filmografia
- La ragazza che sapeva troppo (1963) di Mario Bava
- Sei donne per l'assassino (1964) di Mario Bava
- La lama nel corpo (1964) di Elio Scardamaglia
- La morte ha fatto l'uovo (1967) di Giulio Questi
- L'assassino ha le mani pulite (1968) di Vittorio Sindoni
- La morte non ha sesso (1968) di Massimo Dallamano
- Nude... si muore (1968) di Antonio Margheriti
- A doppia faccia (1969) di Riccardo Freda
- Una sull'altra (1969) di Lucio Fulci
- 5 bambole per la luna d'agosto (1970) di Mario Bava
- Le foto proibite di una signora per bene (1970) di Luciano Ercoli
- Lo strano vizio della signora Wardh (1970) di Sergio Martino
- Il tuo dolce corpo da uccidere (1970) di Alfonso Brescia
- L'uccello dalle piume di cristallo (1970) di Dario Argento
- 4 mosche di velluto grigio (1971) di Dario Argento
- La bestia uccide a sangue freddo (1971) di Fernando Di Leo
- La coda dello scorpione (1971) di Sergio Martino
- Una farfalla con le ali insanguinate (1971) di Duccio Tessari
- Il gatto a nove code (1971) di Dario Argento
- Giornata nera per l'ariete (1971) di Luigi Bazzoni
- L'iguana dalla lingua di fuoco (1971) di Riccardo Freda
- Una lucertola con la pelle di donna (1971) di Lucio Fulci
- La morte cammina con i tacchi alti (1971) di Luciano Ercoli
- La notte che Evelyn uscì dalla tomba (1971) di Emilio P. Miraglia
- Gli occhi freddi della paura (1971) di Enzo G. Castellari
- Un omicidio perfetto a termine di legge (1971) di Tonino Ricci
- Reazione a catena (1971) di Mario Bava
- La rossa dalla pelle che scotta (1971) di Renzo Russo
- La tarantola dal ventre nero (1971) di Paolo Cavara
- La corta notte delle bambole di vetro (1972) di Aldo Lado
- Al tropico del cancro (1972) di Edoardo Mulargia
- L'assassino... è al telefono (1972) di Alberto De Martino
- Un bianco vestito per Marialé (1972) di Romano Scavolini
- Chi l'ha vista morire? (1972) di Aldo Lado
- Il coltello di ghiaccio (1972) di Umberto Lenzi
- Cosa avete fatto a Solange? (1972) di Massimo Dallamano
- La dama rossa uccide sette volte (1972) di Emilio P. Miraglia
- I due volti della paura (1972) di Tulio Demicheli
- L'etrusco uccide ancora (1972) di Armando Crispino
- Mio caro assassino (1972) di Tonino Valerii
- La morte accarezza a mezzanotte (1972) di Luciano Ercoli
- La morte scende leggera (1972) di Leopoldo Savona
- Non si sevizia un paperino (1972) di Lucio Fulci
- Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (1972) di Giuliano Carnimeo
- Ragazza tutta nuda assassinata nel parco (1972) di Alfonso Brescia
- Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile (1972) di Roberto Bianchi Montero
- Sette orchidee macchiate di rosso (1972) di Umberto Lenzi
- Sette scialli di seta gialla (1972) di Sergio Pastore
- Terza ipotesi su un caso di perfetta strategia criminale (1972) di Giuseppe Vari
- Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972) di Sergio Martino
- Tutti i colori del buio (1972) di Sergio Martino
- I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973) di Sergio Martino
- La morte ha sorriso all'assassino (1973) di Aristide Massaccesi
- La morte negli occhi del gatto (1973) di Antonio Margheriti
- Passi di danza su una lama di rasoio (1973) di Maurizio Pradeaux
- L'assassino ha riservato nove poltrone (1974) di Giuseppe Bennati
- 5 donne per l'assassino (1974) di Stelvio Massi
- La polizia chiede aiuto (1974) di Massimo Dallamano
- Spasmo (1974) di Umberto Lenzi
- L'uomo senza memoria (1974) di Duccio Tessari
- Il profumo della signora in nero (1974) di Francesco Barilli
- ...e tanta paura (1975) di Paolo Cavara
- L'assassino è costretto ad uccidere ancora (1975) di Luigi Cozzi
- Gatti rossi in un labirinto di vetro (1975) di Umberto Lenzi
- Morte sospetta di una minorenne (1975) di Sergio Martino
- Macchie solari (1975) di Armando Crispino
- Nude per l'assassino (1975) di Andrea Bianchi
- Profondo rosso (1975) di Dario Argento
- La sanguisuga conduce la danza (1975) di Alfredo Rizzo
- La casa dalle finestre che ridono (1976) di Pupi Avati
- Il gatto dagli occhi di giada (1977) di Antonio Bido
- Nove ospiti per un delitto (1977) di Ferdinando Baldi. Conosciuto anche come La morte viene dal passato.
- L'occhio dietro la parete (1977) di Giuliano Petrelli
- Passi di morte perduti nel buio (1977) di Maurizio Pradeaux
- I vizi morbosi di una governante (1977) di Filippo Walter Ratti
- Sette note in nero(1977) di Lucio Fulci
- Enigma rosso (1978) di Alberto Negrin
- Indagine su un delitto perfetto (1978) di Giuseppe Rosati
- Solamente nero (1978) di Antonio Bido
- Thrauma (1978) di Gianni Martucci
- Play Motel (1979) di Mario Gariazzo
- Murder obsession (Follia omicida) (1981) di Riccardo Freda
- Assassinio al cimitero etrusco (1982) di Sergio Martino
- Lo squartatore di New York (1982) di Lucio Fulci
- Tenebre (1982) di Dario Argento
[modifica] Tempi moderni
Tenebre di Dario Argento viene generalmente considerato l'ultimo film "degno" di concludere il genere e insieme una delle ere più fruttuose per il cinema italiano [4]. La seguente lista comprende le pellicole attinenti al genere, girate dopo tale film.
- La casa con la scala nel buio (1983) di Lamberto Bava
- Morirai a mezzanotte (1984) di Lamberto Bava
- Murderock - Uccide a passo di danza (1984) di Lucio Fulci
- Phenomena (1985) di Dario Argento
- Sotto il vestito niente (1985) di Carlo Vanzina
- 7, Hyden Park - La casa maledetta (1986) di Alberto De Martino
- Caramelle da uno sconosciuto (1987) di Franco Ferrini
- Le foto di Gioia (1987) di Lamberto Bava
- Un delitto poco comune (1988) di Ruggero Deodato
- Opera (1988) di Dario Argento
- Sotto il vestito niente 2 (1988) di Dario Piana
- Trauma (1993) di Dario Argento
- Gli occhi dentro (1994) di Bruno Mattei
- Fatal Frames - Fotogrammi mortali (1997) di Al Festa
- Non ho sonno (2001) di Dario Argento
- Il cartaio (2003) di Dario Argento
- Giallo (2009) di Dario Argento
[modifica] Note
- ^ a b Breve percorso nel giallo all'italiana. Il Davinotti. URL consultato il 23 settembre 2008.
- ^ A. Rockoff, Op. cit., p. 30
- ^ Ad esempio le celebri colonne sonore dei Goblin.
- ^ Profonde Tenebre di Bruschini, Tentori - Ed. Granata Press
[modifica] Bibliografia
- Adam Rockoff, Going to Pieces: The Rise and Fall of the Slasher Film, 1978 to 1986 (in inglese), McFarland & Company, 2002. ISBN 978-0-7864-1227-3
- Rick Worland, The Horror Film: A Brief Introduction (in inglese), Blackwell Publishing Professional, 2006. ISBN 978-1-4051-3902-1
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Playing with genre - An introduction to the Italian giallo
- Orrore italiano e musica, un patto di sangue