Mondo movie

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Mondo cane (1962), il film che ha inaugurato il filone del Mondo movie.

Il Mondo movie è un sotto-genere cinematografico che deriva dal film documentario e dall'exploitation. Benché di fatto esistente già in precedenza, la sua nascita formale viene fatta risalire ad alcune produzioni italiane realizzate tra gli anni cinquanta e sessanta. A discapito di pretese scientifiche, giornalistiche o storiche, il mondo movie intende colpire lo spettatore con immagini e temi shockanti e controversi, con insistenza e morbosità, pur mantenendo, almeno in apparenza, la forma del documentario. Il genere è conosciuto anche come shockumentary (termine talvolta considerato erroneamente sinonimo di mockumentary).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Il genere deve il suo nome al film del 1962 Mondo cane, diretto da Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi. L'opera è una sorta di documentario-collage di immagini forti (scene di violenza sugli animali, riti crudeli, fucilazioni, ristoranti dell'Oriente in cui si possono mangiare insetti e cani). Il film ottenne un grande successo in tutto il mondo e fu candidato all'Oscar per la colonna sonora di Riz Ortolani (con il tema More).

Alcuni critici sostengono invece che la pellicola che ha dato vita al genere sia, per il suo grande successo di pubblico, il film del 1958 Europa di notte di Alessandro Blasetti, che condivide con il film di Cavara, Jacopetti e Prosperi la struttura ad episodi e alcune sequenze sexy girate in locali europei di spogliarello (tra cui un episodio con la famosa transessuale Coccinelle), ma non indugia su immagini violente.

È inoltre possibile trovare gli elementi salienti del genere in numerosi pseudo-documentari exploitation degli anni '30, '40 e '50. Le radici mondo si rintracciano addirittura nel film La stregoneria attraverso i secoli (1922, regia di Benjamin Christensen), una vera e propria pseudo-inchiesta sulla stregoneria che mette in scena episodiche ricostruzioni sull'argomento, intrecciate senza soluzione di continuità a una trama di finzione, con evidente intento sensazionalistico.

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Mondo Cane è seguito da un'ondata di shockumentary, densi di sesso e violenza. Tra gli altri si distingue una serie dedicata alle più crude tradizioni tribali africane (Africa ama, Africa addio, Africa nuda, Africa violenta).

Il filone ebbe grande successo internazionale e fu emulato anche all'estero. Nel 1967 il regista statunitense Russ Meyer utilizzò il sostantivo "mondo" per il titolo di un suo documentario erotico: Mondo Topless.

Sul finire degli anni '70 Antonio Climati gira il controverso Ultime grida dalla savana, incentrato sul tema della caccia in cui mostra le impressionanti scene di un turista sbranato dai leoni in uno zoo safari, oltre al massacro degli indios in Amazzonia, in cui un mercenario taglia letteralmente i testicoli ad un indigeno e glieli infila in bocca. Molte delle scene più crude di questo e altri mondo movie cominciano a generare negli spettatori il sospetto, spesso fondato, che si tratti di messe in scena spacciate per episodi ripresi dal vivo[1].

A 16 anni di distanza dal prototipo arriva Le facce della morte di Conan Le Cilaire (pseudonimo di John Alan Schwartz), anche qui una sequela di esecuzioni, morti e violenze, in parte simulate per stessa ammissione dei cineasti[2]. Da lì in poi Le facce della morte ha conosciuto una lunga serie di sequel ed epigoni.

In questo periodo, il genere si intreccia sempre più strettamente col nascente mito dello snuff movie, ovvero presunte riprese di torture e omicidi reali, perpetrati al fine esclusivo della realizzazione di un film. Snuff (di Michael Findlay, Roberta Findlay e Horacio Fredriksson) è il film che utilizzò per primo il termine in questa accezione. L'estetica mondo s'introduce di prepotenza anche nel lungometraggio di fiction, in particolare attraverso il cannibal movie seminale Cannibal Holocaust, che fa un uso originale del found footage, contaminandolo con l'exploitation, e ponendo le basi per un vero e proprio sotto-genere a sé stante che si sarebbe pienamente sviluppato solo molti anni dopo.

Dagli anni '80 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

La produzione del genere comincia a ridursi a partire dai primi anni ottanta. Fra i tardi epigoni troviamo Mondo cane oggi, l'orrore continua (1985) di Stelvio Massi e Mondo cane 2000: l'incredibile (1988). Nel 1985 esce in Giappone Guinea Pig, un finto snuff movie che mostra il rapimento e le torture inflitte ad una donna. In perfetta tradizione mondo, il film genera lunghe polemiche sulla sua autenticità, nonché diversi sequel (curiosamente lontani dal genere a cui si riferisce il capostipite).

Negli anni novanta il genere viene declinato quasi esclusivamente come death film direct-to-video, in sostanza montaggi di spezzoni di repertorio della più eterogenea provenienza (dal film amatoriale alle riprese giornalistiche) di incidenti, violenze e autopsie (i sequel de Le facce della morte e serie come Death Scenes, Traces of death, Faces of Gore, Executions, Banned from Television). Spesso queste opere si cannibalizzano a vicenda, dando vita a una sterminata produzione in cui è difficile distinguere un prodotto dall'altro. Il produttore tedesco Uwe Schier, detentore dei diritti de Le facce della morte, acquista anche quelli di Mondo cane e mette in commercio ulteriori sequel del film di Jacopetti, Prosperi e Cavara, che consistono principalmente di montaggi di materiale già utilizzato[1].

Con episodi sporadici che spesso sono poco più di fan film, il genere sopravvive anche negli anni duemila. Ma il genere mondo è ormai entrato nel mainstream cinematografico: dalle pellicole tratte dalla serie televisiva Jackass, al dilagare del lungometraggio pseudo-found footage.

Successo[modifica | modifica sorgente]

Le ragioni del successo di questo genere si possono trovare da una parte nel mito degli snuff movie e dall'altra nel morboso voyeurismo dello spettatore che veniva attratto al cinema dai flani in cui si recitava un elenco dettagliato delle crudeltà che venivano proiettate sulla pellicola.

Oggi questi film, soprattutto negli Stati Uniti ed in Giappone, sono oggetto di culto.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

I titoli qui elencati sono i principali mondo movie; una filmografia completa comprenderebbe centinaia di titoli.

Anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

Anni settanta[modifica | modifica sorgente]

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Anni 2000[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b David Kerekes, David Slater, Killing for Culture: Death Film from Mondo to Snuff, Londra, Creation Books, 1995.
  2. ^ "Exiguous scenes in this film were re-enacted", cartello finale dei titoli di coda del film.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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