Lo squartatore di New York

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Lo squartatore di New York
Lo squartatore di New York (titoli di testa).JPG
I titoli di testa del film
Titolo originale Lo squartatore di New York
Lingua originale inglese
Paese di produzione Italia
Anno 1982
Durata 91 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller, Splatter, orrore
Regia Lucio Fulci
Soggetto Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci
Sceneggiatura Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci, Dardano Sacchetti
Produttore Fabrizio De Angelis
Casa di produzione Fulvia Film
Fotografia Luigi Kuveiller
Montaggio Vincenzo Tomassi
Musiche Francesco De Masi
Scenografia Massimo Lentini
Costumi Massimo Lentini
Trucco Manlio Rocchetti, Luigi Rocchetti, Rosario Prestopino (assistente), Franco Di Girolamo (assistente)
Interpreti e personaggi
« Tutte quelle telefonate non possono essere state fatte se non da qualcuno con gusti estremamente raffinati: insomma, una persona colta e intelligente. »
(Davis a Williams)

Lo squartatore di New York è un film thriller del 1982, diretto da Lucio Fulci.

Segnò il ritorno del regista romano al thriller, dopo cinque horror. La novità principale del film rispetto alla filmografia di Fulci è il ricorso a molte sequenze esplicite di sesso morboso e perverso.[1]. È considerato il film più pessimista, violento, e crudele diretto da Lucio Fulci, nonché il giallo più violento del cinema italiano.

Trama[modifica | modifica sorgente]

A New York un uomo lancia un bastoncino al suo cane, che glielo riporta scodinzolando. Dopo un altro tiro, il cane torna con una mano mozzata tra i denti. Si tratta della mano di una prostituta scomparsa.

Al tenente Williams, un uomo disilluso sulla soglia della pensione, viene affidato il caso. Interroga quindi la proprietaria dell'albergo che ospitava la vittima. La donna racconta che la ragazza aveva un appuntamento con un cliente dalla voce identica a quella di Paperino.

Una ragazza in bicicletta ha una discussione accesa con un automobilista, sul traghetto di Staten Island. La ragazza riesce ad intrufolarsi nella macchina dell'uomo, e scrive con il rossetto una parola oscena. Viene però interrotta da un misterioso uomo, che si introduce in macchina e parla con la voce di Paperino. Il misterioso uomo accoltella a morte la ragazza, quindi fugge.

Al tenente Williams non resta altro da fare che informare la stampa su un serial killer che si aggira per la città, ma un suo superiore lo sconsiglia dal farlo, poiché la popolazione andrebbe nel panico.

Il tenente Williams riceve una telefonata da un uomo con la voce di Paperino, che lo avverte di altri omicidi e lo sfida. Il tenente si rivolge così ad un giovane professore universitario omosessuale esperto in psichiatria, il dottor Davis, che però sa dire molto poco sul serial killer.

In un quartiere a luci rosse, Jane Lodge, un'attraente donna matura, sta assistendo ad uno spettacolo di sesso dal vivo. Con sé ha un registratore, con il quale registra i gemiti dell'amplesso, e intanto si masturba. Un uomo dall'aspetto poco rassicurante e con una mano monca di due dita la spia, finché Jane non si allontana dallo spettacolo. Finito lo show, la attrice entra nel suo camerino dietro le quinte e viene assalita, a colpi di bottiglia spezzata che le lacerano la vagina, da un uomo che parla come Paperino.

L'omicidio della donna del sexy show

Intanto il tenente Williams è in compagnia di Kitty, una giovane prostituta che frequenta spesso. Riceve una telefonata fatta dal serial killer, che lo informa di un ennesimo omicidio.

Jane Lodge continua a frequentare quartieri malfamati, in cerca di forti emozioni. Dopo aver registrato i suoni degli amplessi li fa ascoltare al marito. Si reca così in un bar frequentato da giovani portoricani, che la seducono e la umiliano allo stesso tempo.

Fay Majors, una giovane ragazza, si accorge di essere seguita in metropolitana da un uomo con la mano monca. La ragazza si rifugia in un cinema e viene aggredita da un uomo con la voce di Paperino, che la colpisce alla gola. Il volto dell'uomo si trasforma in quello di un giovane ragazzo. Fay si risveglia in un ospedale. Accanto a lei c'è il giovane ragazzo che in realtà è il suo fidanzato, Peter Bunch, e il tenente Williams. La ragazza spiega la dinamica dell'aggressione.

Jane Lodge viene insidiata da Mikos Scellenda

Intanto Jane Lodge è stata abbordata dall'uomo con la mano monca. I due si appartano nella camera di un hotel e Jane si fa legare nuda al letto, mentre la radio annuncia che il serial killer ricercato per gli omicidi delle ragazze ha due dita mancanti da una mano. Jane, in preda al panico, riesce a liberarsi e fugge, ma viene raggiunta e uccisa dal vero assassino. Il tenente Williams interroga il marito della donna, e riesce a scoprire l'identità dell'uomo senza dita. Si tratta di Mikos Scellenda, un immigrato greco.

Il corpo massacrato di Kitty

Il dottor Davis si reca da Fay e Peter. Rimasta sola, Fay viene aggredita da Mikos. Peter torna in tempo e riesce a metterlo in fuga.

Il tenente Williams riceve un'altra telefonata in una cabina telefonica dal serial killer, che si trova a casa di Kitty e l'ha legata al letto. Il killer si prende gioco del tenente e poi uccide Kitty dopo averla torturata orribilmente con una lama da barba. Il tenente arriva troppo tardi.

Il dottor Davis intanto indaga sul passato di Peter, e scopre che ha una figlia nata da un precedente matrimonio. La bambina si trova in un ospedale, poiché è afflitta da una rara malattia alle ossa. La bambina riceve spesso delle telefonate da un uomo con la voce di Paperino. Fay ascolta casualmente una delle telefonate e scopre che il vero serial killer è Peter. Questi capisce che Fay conosce la verità, e l'aggredisce violentemente. Quando Fay sta per soccombere un colpo di pistola sfonda il volto di Peter. Lo ha sparato il tenente Williams. Il dottor Davis spiega a Fay e al tenente l'odio di Peter verso le donne, dovuto al dolore per la figlia malata.

In ospedale la bambina invoca disperatamente il padre, senza ottenere risposta. Il dottor Davis cammina per le strade di New York e si volta perplesso verso la macchina da presa.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Un mese dopo aver terminato l'edizione di Quella villa accanto al cimitero, Lucio Fulci iniziò a lavorare al film successivo.[1]

Per questo film, però, Lucio Fulci dovette fare a meno di alcuni suoi storici collaboratori: il direttore della fotografia Sergio Salvati fu sostituito da Luigi Kuveiller, che aveva diretto la fotografia di Una lucertola con la pelle di donna, mentre il compositore Fabio Frizzi fu sostituito da Francesco De Masi e il truccatore Giannetto De Rossi da Franco Di Girolamo, coadiuvato da Rosario Prestopino.

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Il soggetto e la sceneggiatura furono scritti da Gianfranco Clerici e Vincenzo Mannino. Le prime stesure della sceneggiatura prevedevano che il serial killer fosse afflitto da progeria e che per questo la polizia riuscisse ad identificarlo.[1] Questa sceneggiatura fu poi scritta per Un delitto poco comune, diretto nel 1987 da Ruggero Deodato.[1] A Clerici e Mannino fu affiancato, per volere della produzione, Dardano Sacchetti, che revisionò il copione.[1]

Cast[modifica | modifica sorgente]

Il cast del film presenta attori di fiducia di Lucio Fulci, quali Paolo Malco e Daniela Doria, affiancati da Andrea Occhipinti, Alessandra Delli Colli e da Urs Althaus, che recita la parte dell'uomo che si accoppia con Zora Kerowa nel sexy show, e che due anni dopo sarebbe divenuto un attore cult interpretando la commedia L'allenatore nel pallone.

L'attore che doveva recitare il ruolo del tenente Williams fu trovato solo il giorno dell'inizio delle riprese. Fabrizio De Angelis incaricò delle ricerche Roberto Giandalia, l'assistente di Fulci, che partì per Londra dove trovò Jack Hedley e lo portò di corsa a New York.[2]

Lucio Fulci appare in un breve cameo, interpretando il funzionario di polizia che consiglia al tenente Williams di non svelare alla stampa l'esistenza di un serial killer.

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese iniziarono, con il titolo di lavorazione Lo squartatore, il 24 agosto 1981, e terminarono ad ottobre.[1] Il film fu girato a New York (gli esterni e alcuni interni) e a Roma (gli interni agli studi De Paolis e alcuni esterni nel quartiere Trastevere).[1]

L'albergo in cui furono girate alcune sequenze riguardanti Jane Lodge era un albergo malfamato e squallido. Durante la sequenza in cui Alessandra Delli Colli fugge dall'assassino entrava in scena ripetutamente un'anziana signora con un girello. La sequenza fu ripetuta varie volte, tra gli improperi di Lucio Fulci. Inoltre furono trafugate alcune attrezzature.[3]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Botteghino[modifica | modifica sorgente]

Il film uscì nelle sale cinematografiche italiane il 4 marzo 1982, incassando complessivamente 1.039.731.282 lire dell'epoca.[1] Riscosse inoltre un buon successo all'estero.[1]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Alla sua uscita il film ricevette dalla critica cinematografica italiana delle critiche totalmente negative.[1] la Repubblica scrisse: «Interpretato da attori poco noti, il film risulta alla fine poco più di un'esercitazione da mattatoio».[4] Il Corriere della sera lo definì un «tipico prodotto ibrido volto alle esportazioni».[5].

Pino Farinotti da al film una stella e scrive sul suo dizionario dei film «Il maniaco rivendica gli omicidi parlando come Paperino: la polizia brancola nel buio e il pubblico si annoia».

Negli anni novanta il film è stato ampiamente rivalutato, fino a diventare un cult movie e ad essere considerato uno dei migliori film diretti da Lucio Fulci.[1]

Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore lo considerano «uno sguardo spietato, crudele e pessimista sulla società e sull'uomo: nessuno è risparmiato, nemmeno nella sfera più intima, quella della famiglia e degli affetti. Lo squartatore di New York saluta i "dorati" anni ottanta offrendo il thriller più crudele, pessimista e violento della carriera di Lucio Fulci e forse del cinema italiano».[1]

Per Antonio Tentori, in questo film «Fulci spinge il suo stile provocatorio oltre ogni misura. Certe sequenze sono infatti al limite dell'hard».[6]

La rivista Nocturno scrive: «Lo squartatore di New York è un film cattivo, ma non un cattivo film: forse, anzi, la ferocia è la sua qualità più rilevante».[7]

Il sito SPLATTERCONTAINER.COM dà al film quattro stelle e scrive: «Senza esagerare, ci troviamo di fronte a uno dei gialli più violenti del cinema italiano: Fulci punta tutto sull'esasperazione visiva e sulla malsanità dei personaggi lasciando il soggetto quasi in secondo piano. Lo squartatore di New York è un film duro e violento, che vanta di effetti magistramente curati dal regista romano»

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica sorgente]

  • La mano mozzata che appare nell'incipit del film è un riferimento a Zombi 2, diretto da Fulci nel 1979, dove era inquadrata in primo piano la mano mozzata di un poliziotto.[1]
  • La sequenza in cui il serial killer infierisce su Kitty estirpandole un occhio con un rasoio è un riferimento alla famosa "scena dell'occhio" presente in Zombi 2 e poi riproposta anche in ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà, diretto da Fulci nel 1981.[1]
  • L'uso del paperino è una citazione di Non si sevizia un Paperino, sempre diretto da Fulci nel 1972 e considerato da molti come il suo miglior film.

Titoli per l'estero[modifica | modifica sorgente]

Il film uscì negli Stati Uniti e nel Regno Unito come The New York Ripper, in Francia come L'eventreur de New York e in Germania Ovest come Der New York Ripper.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Un Paperino sevizia la Grande Mela, ovvero: Lo squartatore di New York (1982), in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pagine 236-242, ISBN 88-900629-6-7.
  2. ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Intervista a Roberto Giandalia presente in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pag. 360, ISBN 88-900629-6-7.
  3. ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Intervista ad Antonella Fulci presente in Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004, pag. 239, ISBN 88-900629-6-7.
  4. ^ Renzo Fegatelli, la Repubblica, maggio 1982.
  5. ^ G. Gs., Il corriere della sera, 26 aprile.
  6. ^ Antonio Bruschini & Antonio Tentori, Lucio Fulci, il poeta della crudeltà, Roma, Mondo Ignoto, 2004, p. 51, ISBN 88-89084-25-1.
  7. ^ Autori vari, Dossier Nocturno n.3. L'opera al nero. Il cinema di Lucio Fulci, Milano, Nocturno, 2003, pag. 45.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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