Danilo Donati
Danilo Donati (Luzzara, 1926 – Roma, 2 dicembre 2001) è stato uno scenografo, costumista e scrittore italiano.
[modifica] Biografia
Nato nel 1926 a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, mostrò fin dall'infanzia una grande propensione per le arti figurative, unita a quella per la letteratura. Iscrittosi alla Scuola d'Arte di Porta Romana a Firenze, riuscì ad evitare, grazie alla famiglia, il servizio militare. Nell'immediato dopoguerra diventò allievo del pittore Ottone Rosai, ma venne richiamato a Luzzara e chiamato alle armi.
Nel 1953 perse l'amatissima madre ed entrò in un periodo di sconforto e crisi depressive che durò per circa due anni ed al termine del quale iniziò, quasi per caso, a collaborare con Luchino Visconti, allora impegnato a teatro; occupazione che ad ogni modo non lo soddisfava appieno.
Finalmente, nel 1959, l'occasione di emergere: dopo aver curato i costumi della trasmissione televisiva Il Mattatore, Mario Monicelli gli affidò la progettazione dei costumi de La grande guerra. Da allora, la sua carriera fu in continua ascesa: il 1962 segnò l'inizio del sodalizio con Pier Paolo Pasolini, per il quale creò i costumi di numerosi film.
Contemporaneamente, collaborava con Mauro Bolognini e, soprattutto, con l'amico Franco Zeffirelli: e proprio grazie a Zeffirelli ed ai meravigliosi costumi rinascimentali realizzati per Romeo e Giulietta, nel 1969, vinse il primo dei suoi due premi Oscar. Il secondo arrivò nel 1977 grazie a Il Casanova di Federico Fellini, per il quale ricreò un Settecento opulento e quantomai fantasioso.
Si cimentò anche con la scenografia in parecchi film, tra i quali Chi lavora è perduto dell'esordiente Tinto Brass, Per grazia ricevuta di Nino Manfredi, Francesco di Liliana Cavani e Marianna Ucrìa di Roberto Faenza. Donati ha lavorato anche per il cinema americano realizzando i costumi per Flash Gordon (1980) di Mike Hodges.
Uomo estremamente schivo e poliedrico, si è anche rivelato un discreto scrittore con il romanzo (in parte autobiografico) Coprifuoco edito da Newton & Compton, finalista al Premio Strega 2001, nel quale descrisse l'ambiente fiorentino degli anni quaranta e i giorni che hanno preceduto la liberazione della città da parte delle truppe alleate.
Nel 1994 iniziò a lavorare per Roberto Benigni; e proprio per un film di Benigni, Pinocchio, Donati diede vita al suo ultimo capolavoro con il quale si aggiudicò per le migliori scenografie e i migliori costumi il premio David di Donatello. Terminati questi suoi ultimi, "sognanti" costumi, Donati si spense a Roma, il 2 dicembre 2001.
[modifica] Filmografia
- La grande guerra (1959)
- Il carro armato dell'8 settembre (1960)
- Adua e le compagne (1960)
- Vanina Vanini (1961)
- La cuccagna (1962)
- La steppa (1962)
- Scanzonatissimo (1963)
- Il comandante (1963)
- La bella di Lodi (1963)
- Ro.Go.Pa.G. (1963)
- Chi lavora è perduto (1963)
- Il Vangelo secondo Matteo (1964)
- La mandragola (1965)
- Scaramouche (1965)
- Uccellacci e uccellini (1966)
- El Greco (1966)
- Madamigella di Maupin, regia di Mauro Bolognini (1966)
- La bisbetica domata (1967)
- Edipo Re (1967)
- Romeo e Giulietta (1968)
- L'amante di Gramigna (1969)
- La monaca di Monza (1969)
- Porcile (1969)
- Satyricon (1969)
- Per grazia ricevuta (1971)
- Decameron (1971)
- Fratello sole, sorella luna (1972)
- Roma (1972)
- I racconti di Canterbury (1972)
- Amarcord (1973)
- Il fiore delle mille e una notte (1974)
- Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975)
- Il Casanova di Federico Fellini (1976)
- Gran bollito (1977)
- Uragano (Hurricane) (1979)
- Io, Caligola (1979)
- Flash Gordon (1980)
- Ginger e Fred (1986)
- Momo (1986)
- Intervista (1987)
- Francesco (1989)
- Il mostro (1994)
- I magi randagi (1996)
- La vita è bella (1997)
- Pinocchio (2001)
[modifica] Collegamenti esterni
- Biografia su yahoo.it
- Scheda su Danilo Donati dell'Internet Movie Database