Lo strano vizio della signora Wardh

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Lo strano vizio della signora Wardh
Vice MrsWardh.jpg
Una scena del film
Titolo originale Lo strano vizio della signora Wardh
Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1971
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere giallo, thriller
Regia Sergio Martino
Soggetto Eduardo Manzanos Brochero
Sceneggiatura Vittorio Caronia, Ernesto Gastaldi, Eduardo Manzanos Brochero
Produttore Antonio Crescenzi, Luciano Martino
Casa di produzione Devon Film, Copercines
Fotografia Emilio Foriscot
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Nora Orlandi
Scenografia Jaime Pérez Cubero, José Luis Galicia
Costumi Riccardo Domenici
Trucco Mario Di Salvio
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Il fatto stesso che il comandamento ci dica: "Non ammazzare" ci rende consapevoli e certi che noi discendiamo da una interrotta catena di generazioni di assassini, il cui amore per uccidere era nel loro sangue come, forse, è anche nel nostro »
(Frase all'inizio del Film - Sigmund Freud)

Lo strano vizio della signora Wardh è un film del 1971, diretto da Sergio Martino. Il film uscì in Italia il 15 gennaio 1971.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Julie Wardh è la moglie di un diplomatico e, tornata da un viaggio, scopre che c'è un maniaco sessuale che la pedina. Una sera Julie partecipa a una festa dove incontra George Corro che le dice di essere il cugino della migliore amica di Julie, Carol. Jean è l'amante di Julie e continua a perseguitarla, anche se lei ha troncato con lui da un pezzo e non ne vuole più sentir parlare. George inizia a intromettersi nella vita di Julie, la quale lo seduce e s'innamora di lui: fatto che li porta a essere minacciati. In una lettera minatoria, l'assassino vuole incontrare Julie, ma al suo posto va Carol. Ciò porterà alla morte di questa, e solo il tempo rivelerà chi è la prossima vittima e chi è l'assassino.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Una delle tracce del film, Dies Irae - orchestrata da Nora Orlandi - è stata utilizzata in Kill Bill vol. 2 di Quentin Tarantino. La canzone può essere ascoltata durante la seconda parte del capitolo sei e la prima parte del capitolo sette, esattamente nella scena in cui Budd parla con suo fratello e quella in cui questi si reca al lavoro allo strip-bar. Poco dopo, quando Budd ritorna al suo capannone nel deserto, si sente di nuovo l'estratto da Lo strano vizio della signora Wardh: questa volta però, esso viene modificato da Robert Rodriguez.
  • La frase che compare nel biglietto che accompagna il mazzo di fiori (31' minuto) dà il titolo al film dell'anno seguente Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave.
  • L'idea della porta chiusa dall'interno con il cubetto di ghiaccio nella serratura è stata utilizzata due anni dopo in una storia del fumetto Diabolik "Dietro la porta chiusa"
  • L'omicidio di Amelia in Quattro mosche di velluto grigio di Dario Argento può ricordare l'assassinio nel parco presente nel film.
  • Una delle ultime scene del film ci mostra Julie che, vedendo un liquido rosso sul pavimento che non è altro che la perdita di un termosifone, ha un allucinazione. Vede infatti George morto nella vasca da bagno con un braccio che spenzola fuori dal bordo. Un'inquadratura di questo particolare sembra essere un tributo al quadro del pittore francese Jacques-Louis David La morte di Marat

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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