Anna Karenina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Anna Karenina (disambigua).
Anna Karenina
Titolo originale Анна Каренина
AnnaKareninaTitle.jpg
Copertina della prima edizione
Autore Lev Tolstoj
1ª ed. originale 1877
Genere romanzo
Sottogenere realista
Lingua originale russo
Ambientazione Russia, 1875 - 1877 circa
Protagonisti Anna Karenina
Coprotagonisti Konstantin Dmitrič Levin
Altri personaggi Aleksej Kirillovič Vronskij
Stepan "Stiva" Arkadevič Oblonskij
Dar'ja "Dolly" Aleksandrovna
Katerina "Kitty" Ščerbackaja

Anna Karenina (in russo: Aнна Каренина?) è un romanzo di Lev Tolstoj che fu pubblicato per la prima volta nel 1877. Il romanzo apparve inizialmente a puntate sul periodico Il messaggero russo a partire dal 1875, ma nel 1877 gli venne pubblicato solo un sunto di poche righe della fine del romanzo e Tolstoj, che lì aveva preso delle posizioni antinazionaliste, fu costretto a far pubblicare a proprie spese e separatamente l'ottava parte.[1]

Tolstoj vedeva in questo libro, considerato un capolavoro del realismo, il suo primo vero romanzo. Per la stesura di Anna Karenina egli trasse ispirazione da I racconti di Belkin dello scrittore e poeta russo Aleksandr Sergeevič Puškin.[2] Nel 1887 lo stesso Tolstoj circa l'inizio di Anna Karenina affermò di avere immaginato, mentre era sdraiato sul divano, un «nudo gomito femminile di un elegante braccio aristocratico» e che da lì fu così perseguitato da quell'immagine da doverne creare un'incarnazione.[3]

Sebbene la maggior parte della critica russa stroncasse il romanzo fin dalla prima pubblicazione, definendolo «un romanzo frivolo dell'alta società[4]», secondo lo scrittore russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij «Anna Karenina in quanto opera d'arte è la perfezione... e niente della letteratura europea della nostra epoca può esserle paragonato[5]». La sua opinione fu condivisa da Vladimir Vladimirovič Nabokov, che lo definì «il capolavoro assoluto della letteratura del XIX secolo[6]».

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo è suddiviso in otto parti.

Prima parte[modifica | modifica sorgente]

La prima parte introduce la figura di Stepan "Stiva" Arkad'ič Oblonskij, un ufficiale civile che ha tradito la moglie, Dar'ja "Dolly" Aleksandrovna. La vicenda di Stiva mostra la sua personalità passionale che sembra non poter essere repressa. Per questa ragione, Anna Karenina, la sorella sposata di Stiva, viene chiamata da San Pietroburgo da Stiva per persuadere Dolly a non lasciarlo. Appena giunta a Mosca, un operaio della ferrovia muore accidentalmente investito da un treno. Nel frattempo, un amico di infanzia di Stiva, Konstantin Dmitrič Levin, arriva a Mosca per chiedere la mano della sorella minore di Dolly, Katerina "Kitty" Aleksandrovna Ščerbackaja. Il giovane, serio aristocratico, vive in una tenuta che gestisce lui stesso. Kitty rifiuta, aspettando una proposta di matrimonio dall'ufficiale dell'esercito Aleksej Kirillovič Vronskij. Nonostante la sua infatuazione per Kitty, Vronskij non ha intenzione di sposarsi, finché non incontra Anna in stazione, dove aspettava l'arrivo della madre. Anna, scossa dalla propria reazione alle attenzioni di Vronskij, ritorna immediatamente a San Pietroburgo. Vronskij la segue sullo stesso treno. Levin ritorna al suo podere, abbandonando ogni speranza di matrimonio e Anna ritorna a San Pietroburgo da suo marito Aleksei Aleksandrovič Karenin, un ufficiale governativo, e da suo figlio Serëža.

Seconda parte[modifica | modifica sorgente]

Karenin rimprovera Anna per le sue lunghe conversazioni con Vronskij, ciò nonostante dopo poco lei asseconda l'affetto che Vronskij le dimostra, intrattiene con lui ulteriori rapporti e rimane incinta. Quando Vronskij cade da cavallo durante una gara, l'angoscia provata da Anna rende palesi i suoi sentimenti al marito, per cui si vede costretta a confessargli la relazione. Quando Kitty apprende di non avere più possibilità con Vronskij, decide di partire per la Germania, in una località termale, per riprendersi dallo choc. Qui conosce la giovane Varen'ka, che diventa per lei un modello spirituale.

Terza parte[modifica | modifica sorgente]

La terza parte narra la vita rurale di Levin nella sua tenuta, un'ambientazione legata intimamente ai suoi pensieri e alle sue lotte interiori. Dolly, incontrando Levin, cerca di far rivivere i suoi sentimenti per Kitty, apparentemente senza risultati, finché Levin, rivedendola di sfuggita, capisce di essere ancora innamorato di lei. Tornato a San Pietroburgo, Karenin, rifiutando di separarsi da Anna, la mette in una situazione molto frustrante, minacciandola di non lasciarle più vedere il figlio Serëža, nel caso Anna si rifiuti di "salvare le apparenze" e nascondere la sua relazione clandestina.

Quarta parte[modifica | modifica sorgente]

Karenin inizia a trovare la situazione intollerabile e comincia a valutare la possibilità di divorziare. Il fratello di Anna, Stiva, cerca di dissuaderlo, invitandolo a parlarne con Dolly. Quest'ultima iniziativa sembra di nuovo non sortire alcun effetto, ma Karenin cambia idea dopo aver saputo che Anna sta morendo per complicazioni dovute al parto. Al suo capezzale, Karenin perdona Vronskij, che cerca di suicidarsi per il rimorso. Anna comunque migliora, e chiama sua figlia Anna ("Annie"). Stiva ora cerca di far divorziare Karenin. Vronskij in un primo tempo decide di fuggire a Tashkent, ma cambia idea dopo aver visto Anna e insieme decidono di partire per l'Europa, senza aver ottenuto il divorzio. Molto più immediato è il risultato degli sforzi di Stiva per combinare un incontro con Levin e Kitty: i due si riconciliano e si fidanzano.

Quinta parte[modifica | modifica sorgente]

Levin e Kitty si sposano. Pochi mesi dopo, Levin scopre che suo fratello Nikolaj sta morendo. La coppia si reca dal moribondo, di cui Kitty si occupa fino alla morte, scoprendo nel frattempo di essere incinta. In Europa, Vronskij e Anna fanno molta fatica a trovare degli amici che li accettino, continuando a dedicarsi a passatempi, finché non tornano in Russia. Karenin è consolato e influenzato dalla contessa Lidija Ivanovna, di lui innamorata, entusiasta della religione e delle credenze mistiche di moda nelle classi sociali più elevate, che gli consiglia di tenere Serëža lontano dalla madre. Anna riesce lo stesso a fargli visita il giorno del suo compleanno, ma è scoperta da Karenin, che aveva detto a Serëža che Anna era morta. Poco dopo, lei e Vronskij partono per la campagna.

Sesta parte[modifica | modifica sorgente]

Dolly si reca da Anna e, su richiesta di Vronskij, le chiede di cercare di divorziare da Karenin. Ancora una volta, le parole di Dolly sembrano non sortire alcun effetto, ma quando Vronskij parte per alcuni giorni, la noia e il sospetto convincono Anna della necessità di un matrimonio con lui: scrive a Karenin e parte con Vronskij per Mosca.

Settima parte[modifica | modifica sorgente]

I Levin sono a Mosca per il parto di Kitty che dà alla luce un bambino. Stiva, mentre cerca l'appoggio di Karenin per un nuovo lavoro, gli chiede nuovamente di divorziare da Anna. Oramai le decisioni di Karenin sono guidate da una sorta di chiaroveggente, raccomandato da Lidija Ivanovna, che gli consiglia di rifiutare il suggerimento di Stiva. La relazione tra Anna e Vronskij inizia a essere sempre più tesa, dominata dal risentimento provocato da un'ingiustificata ed esasperata gelosia da parte della donna. I due decidono di tornare in campagna, ma Anna, mentre Vronskij si trova fuori, in uno stato di forte confusione e avversione verso tutto ciò che la circonda, va prima a trovare Dolly e Kitty, quindi, secondo una struttura circolare che riconduce alla prima parte, si suicida lanciandosi sotto un treno. Per l'idea del violento suicidio di Anna, Tolstoj si ispirò a un fatto di cronaca accaduto il 4 gennaio 1872 nei pressi della sua abitazione, quando una donna di nome Anna Stepanovna Pirogova si suicidò alla stessa maniera nella stazione di Jasenki della ferrovia Mosca-Kursk[3].

Ottava parte[modifica | modifica sorgente]

L'ottava parte narra le vicende successive alla morte di Anna: Stiva ottiene il lavoro che voleva; Karenin ottiene in custodia Annie; alcuni volontari russi, tra cui Vronskij, che non ha intenzione di tornare, partono per aiutare la rivolta serba contro i turchi, scoppiata nel 1877; infine nelle gioie e nei timori della paternità, Levin scopre la fede in Dio.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Tematiche[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo, ambientato nelle più alte classi sociali russe, approfondisce i temi dell'ipocrisia, della gelosia, della fede, della fedeltà, della famiglia, del matrimonio, della società, del progresso, del desiderio carnale e della passione, nonché il conflitto tra lo stile di vita agrario e quello urbano.[7]

Anna è la perla dell'alta società di San Pietroburgo finché non lascia suo marito per l'affascinante conte Vronskij, ufficiale dell'esercito[8]. Innamorandosi l'uno dell'altra, oltrepassano il limite dell'adulterio come "banale" e comune passatempo dell'epoca[8]. Il romanzo contiene anche la storia d'amore di Konstantin Levin e Kitty, solida e onesta, che si pone continuamente in contrasto con quella di Anna e Vronskij[8], che è macchiata dall'incertezza della situazione, che crea scompiglio, ritorsioni e sospetti. Così, per tutto il corso del romanzo, Tolstoj non vuole che il lettore commiseri i maltrattamenti di Anna, ma che riconosca la sua incapacità di impegnarsi davvero nella ricerca della felicità e della comprensione dei propri sentimenti, incapacità che la porta al suicidio.

Il personaggio di Levin è spesso considerato un ritratto semi-autobiografico di Tolstoj[8], delle sue credenze, delle sue lotte e dei suoi eventi di vita.[9] Inoltre, il primo nome di Tolstoy è "Lev", e il cognome russo "Levin" significa "di Lev".

Un altro tema ricorrente in Anna Karenina è l'abitudine aristocratica di parlare in francese anziché in russo, considerata dall'autore un'altra forma di falsità. Quando Dolly insiste sulla lingua francese per la sua giovane figlia, Tanya, ciò comincia a sembrare falso e noioso a Levin, che si scopre incapace di sentirsi a proprio agio nella sua casa.

Anna Karenina e Le confessioni di Tolstoj[modifica | modifica sorgente]

Tolstoj riprese molti temi del romanzo ne Le confessioni, una meditazione in prima persona sulla natura della vita e della fede, scritta pochi anni dopo la pubblicazione di Anna Karenina.

L'autore descrive in quest'opera la sua insoddisfazione nei confronti dell'ipocrisia della sua classe sociale:

« Ogni volta che cercavo di mostrare i miei desideri più intimi (un desiderio di essere corretto moralmente) incontravo disprezzo e derisione, e ogni volta che cedevo ai desideri più bassi ero incoraggiato ed elogiato. »

Tolstoj descrive inoltre la tendenza della società russa ad accettare le relazioni extraconiugali:

« Una mia cara zia con cui vivevo, la più pura tra le creature, diceva sempre che avrebbe sperato che avessi una relazione con una donna sposata. Rien ne forme un jeune homme comme une liaison avec une femme comme il faut.[10] »

Trasposizioni[modifica | modifica sorgente]

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Adattamenti televisivi[modifica | modifica sorgente]

Citazioni in altre opere[modifica | modifica sorgente]

Opera dell'artista sovietico Vladislav Shabalin ispirata al romanzo
  • Anna Karenina viene citato nel romanzo di Milan Kundera L'insostenibile leggerezza dell'essere.
  • Nel romanzo di Muriel Barbery L'eleganza del riccio, il romanzo di Anna Karenina costituisce un filo conduttore delle vicende legate ai personaggi di Renée e di Monsieur Ozu: viene citato l'incipit del romanzo, i loro animali domestici portano i nomi legati a Tolstoj e ad Anna Karenina ed entrambi i personaggi ne argomentano la trama.
  • Nel romanzo L'ultima canzone di Nicholas Sparks (e nel film diretto diretto da Julie Anne Robinson The Last Song) la protagonista Ronnie Miller (Miley Cyrus nel film) legge il romanzo Anna Karenina.
  • Nel sedicesimo episodio della prima stagione di Una mamma per amica Rory (Alexis Bledel) cerca di convincere Dean (Jared Padalecki) a rileggere nuovamente Anna Karenina che il ragazzo ha trovato lungo e tosto, dicendogli tra l'altro che è uno dei suoi libri preferiti.[11]
  • In La scivolosa scarpata di Lemony Snicket, una fra le risposte da dare che servono per aprire la porta di Varco Favella è il tema principale di Anna Karenina, tema che Klaus conosce perché ha letto il libro da piccolo con la madre.
  • Anna Karenina viene citato anche nel romanzo di Vladimir Nabokov Ada o ardore.
  • Nel racconto Sonno di Haruki Murakami, inserito nella raccolta L'elefante scomparso e altri racconti, la protagonista, una giovane donna che soffre di insonnia, rilegge Anna Karenina che aveva già letto anni prima.
  • Nel romanzo Porci con le ali di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, la protagonista femminile, Antonia, sogna del conte Vronskij.
  • Nel film Dirty Dancing 2, la sorella della protagonista, Susie, si lamenta perché le sue superficiali amiche pensano che Anna Karenina sia un'attrice.
  • Nel romanzo Green, terzo della serie sviluppata dall'autrice Kerstin Gier, il nonno della protagonista introduce duecento pagine di appunti personali tra quelle del libro Anna Karenina.
  • Nell'albo "Dylan Dog" n. 71 " I delitti della mantide" il libro viene citato da una donna che lo legge e poi si suicida nello stesso modo di Anna Karenina.
  • Nel brano "Ultimo amore" di Vinicio Capossela "Lei" si suicida gettandosi sotto un treno.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

  • Trad. di Eugenio Venceslao Foulques, Napoli, S. Romano, 1901, 2 voll. pp. 288 e pp. 261.
  • Trad. di Ugo Ricci Mascarillo, Napoli, Bideri, 2 voll. pp. 252 e pp. 256, 1913.
  • Trad. di Luigi D'Agesilao, Sesto San Giovanni, ed. A. Barion, 1929, 2 voll. pp. 524 e pp. 430, 1929.
  • Trad. di Leone Ginzburg, Torino, Slavia, 1929, 4 voll. pp. 323, pp. 340, pp. 318 e pp. 324.
  • Trad. di Leone Ginzburg, prefazione di Natalia Ginzburg, collana "Gli Struzzi", Torino, Einaudi, 1974, 2 voll. ISBN 8806407821
  • Trad. di Franco Invernizzi e Buby Petrovitch, Milano, Edizioni Aurora, 1935, pp. 317.
  • Trad. di Ossip Felyne, introduzione di Cesare Giardini, Milano, "Biblioteca romantica" n. 42, Mondadori, 1936, 2 voll.
  • Trad. di Enrichetta Carafa duchessa d'Andria, Torino, "I grandi scrittori stranieri" nn. 101-102, Utet, 2 voll. pp. 553 e pp. 429, 1941.
  • Trad. di Nice Contieri, Roma, "I grandi maestri" n. 31, Casini, 1957, pp. 927.
  • Trad. di Enrico Mercatali, Roma, "I classici azzurri" n. 42 e n. 43, Cremonese, 1957, 2 voll. pp. 474 e pp. 464.
  • A cura di Eridano Bazzarelli, Milano, Mursia, 1963.
  • Trad. di Pietro Antonio Zveteremich, introduzione di Serena Vitale, Milano, Garzanti, 1966, 2 voll.
  • Trad. di Giacinta De Dominicis Jorio, Milano, "Grandi della letteratura" nn. 49-51, Fabbri, 1969, 3 voll. pp. 330, pp. 390 e pp. 324.
  • A cura di Leone Pacini Savoj e Maria Bianca Luporini, Firenze, "Le betulle", Sansoni, 1982, pp. 1391. ISBN 88-383-1233-8
  • Trad. di Annelisa Alleva, Milano, "I classici" n. 52, Frassinelli, 1997, pp. 1066. ISBN 88-7684-467-8
  • Trad. di Laura Salmon, introduzione di Pier Cesare Bori, Roma, "Ottocento" n. 38, La biblioteca di Repubblica, 2004, pp. 972. ISBN 88-89145-38-2
  • Trad. e postfazione di Gianlorenzo Pacini, Milano, collana "Universale Economica I Classici", Feltrinelli, 2013, pp. 1120.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Maria Bianca Luporini (a cura di), Toltoj - Tutti i romanzi, Firenze, Sansoni Editore, 1967, pag. XLIV.
  2. ^ Maria Bianca Luporini (a cura di), op. cit., pag. XXXVI.
  3. ^ a b Maria Bianca Luporini (a cura di), op. cit., pag. XXXVIII.
  4. ^ (EN) Review of Anna Karenina by Leo Tolstoy, thebest100lists.com. URL consultato il 7 agosto 2010.
  5. ^ Maria Bianca Luporini (a cura di), op. cit., p. XXXVI.
  6. ^ (EN) Lectures on Literature, fathom.com. URL consultato il 9 agosto 2010.
  7. ^ (EN) Anna Karenina Themes, GrAdeSaver. URL consultato il 16 novembre 2010.
  8. ^ a b c d Guido Sacchi, Anna Karenina di Tolstoj: disperazione e felicità, gliscritti.it. URL consultato il 16 novembre 2010.
  9. ^ Lev Tolstoj, Anna Karenina, traduzione di Rosemary Edmonds, New York, Penguin Books, 1978.
  10. ^ "Niente forma un giovane come una relazione con una donna come si deve".
  11. ^ (EN) Star-Crossed Lovers and Other Strangers Trivia and Quotes, tv.com. URL consultato il 14 giugno 2011.

Analisi del film.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • George Steiner, Tolstoy or Dostoevsky: An Essay in Contrast, London, Faber and Faber, 1959.
  • John Bayley, Tolstoy and the novel, Londra, Chatto e Windus, 1966.
  • Isaiah Berlin, The Hedgehog and the Fox: An Essay on Tolstoy's View of History, New York, Simon e Schuster, 1966.
  • Frank Raymond Leavis, Anna Karenina and Other Essay, London, Chatto & Windus, 1967.
  • Henry Gifford, Leo Tolstoy, Harmondsworth, Penguin Critical Anthologies, 1971.
  • Logan Speirs, Tolstoy and Checkov, Cambridge, Cambridge University Press, 1971.
  • Edward Wasiolek, Tolstoy's Major Fiction, Chigago, University of Chigago Press, 1978.
  • Michail Michailovič Bachtin, The Dialogic Imagination: Four Essays, Austin, University of Texas Press, 1981.
  • Vladimir Vladimirovič Nabokov, Lectures on Russian Literature, London, Weidenfeld & Nicolson, 1981.
  • Boris Michajlovič Ėjchenbaum, Tolstoi in the Seventies, trad. di Albert Kaspin, Ann Arbor, Ardis, 1982, ISBN 0-88233-472-7.
  • Henry Gifford, Tolstoj, Oxford, Oxford University Press, 1983.
  • Sophia A. Tolstaja, The Diaries of Sophia Tolstoy, trad. di Cathy Porter, New York, Random House, 1985.
  • Edward Wasiolek, Critical Essay on Tolstoy, Boston, Edward Wasiolek, Critical Essay on Tolstoy, Boston, G. K. Hall, 1986, 1986.
  • Anna Thorlby, Anna Karenina, Cambridge, Cambridge University Press, 1987.
  • Mary Evans, Reflecting on Anna Karenina, London, Rouledge, 1989.
  • Amy Mandelker, Framing Anna Karenina: Tolstoy, the Woman Question, and the Victorian Novel, Columbus, Ohio State University Press, 1993.
  • Donna Tussing Orwin, Tolstoy's Art and Thought, 1847-1880, Princeton, Princeton University Press, 1993, ISBN 978-0-691-06991-3.
  • Lev Tolstoj, Angelo Maria Ripellino, Per Anna Karenina, Rita Giuliani (a cura di), trad. di Daniele Morante, Roma, Voland, 1995.
  • Pietro Citati, Tolstoj, Milano, Adelphi, 1996.
  • Trainini, Marco, Vendetta, tienimi compagnia. Due vendicatori in «Middlemarch» di George Eliot e «Anna Karenina» di Lev Tolstoj, Milano, Arcipelago Edizioni, 2012, ISBN 8876954759.
  • Silvio Zenoni, Il ferroviere, in Le parole lontane (2012) ISBN 978-88-91035-14-1 oppure in "Rivista italiana di Gruppoanalisi", n.1/2007, Franco Angeli, Milano.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]