Boris Michajlovič Ėjchenbaum
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Boris Michajlovič Ėjchenbaum (in russo Борис Михайлович Эйхенбаум [?]) (Voronež, 4 (16) ottobre 1886 – Leningrado, 24 novembre 1959) è stato uno storico e critico letterario sovietico.
Insieme a Viktor Borisovič Šklovskij, Lilja Jur'evna Brik, Jurij Nikolaevič Tynjanov, Viktor Maksimovič Žirmunskij, fu uno dei fondatori dell'OPOJaZ (società per lo studio della teoria della lingua poetica) che operò dal 1914 al 1923 e gettò le basi della teoria formalista. Alla definizione del formalismo critico Ėjchenbaum contribuì con saggi fondamentali, da Come è fatto «Il cappotto» di Gogol (1919) a Il giovane Tolstoj (1922), nonché con i saggi monografici Anna Achmatova. Saggio di analisi (1923) e La posizione letteraria di Lermontov (1941). Saggio di valutazione storico-letteraria (1924). Fu uno degli elementi più rappresentativi del movimento formalista, che intorno al 1925, si oppose all'estetica marxista. Dopo il 1930 cessò, per pressioni politiche, di occuparsi di problemi di metodologia letteraria, curando eccellenti edizioni di classici russi. Nel 1946, per aver sostenuto la poetessa Anna Achmatova, venne costretto a una rigida autocritica dal ministro della cultura Andrej Aleksandrovič Ždanov. Postumi sono apparsi il secondo (1960) e il terzo volume (1974) di una grande monografia su Tolstoj (il primo volume era uscito nel 1931), una raccolta di scritti su Michail Jur'evič Lermontov (1961) e una raccolta di articoli su prosatori russi (Sulla prosa, 1969).

